114 famiglie senza risposte e senza stipendi: sciopero dei precari al Comune di Adrano
LE INTERVISTE

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Quello che doveva essere l’incontro decisivo si è rivelato un buco nell’acqua, almeno fino ad oggi. Rimane tutta da sbrogliare la matassa dei 114 dipendenti a tempo determinato del Comune di Adrano che, da settimane ormai, occupano l’Aula consiliare per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati. Sono cinque le mensilità non pagate e, a breve, diventeranno sei. Come detto, si è concluso con un nulla di fatto il vertice in Prefettura, lunedì scorso, in cui una delegazione dei precari, il sindaco di Adrano e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali sono stati ricevuti a Palazzo Minoriti dal Prefetto vicario, la dottoressa Monea. Un “nulla di fatto” che, per i precari, poteva essere evitato, anche con un ruolo più incisivo del sindaco Pippo Ferrante. Da qui, la scelta di un’agitazione ad oltranza e dell’occupazione della più importante Aula del Palazzo comunale di via Aurelio Spampinato. Per venerdì, 20 maggio è stato proclamato lo sciopero dalla CGIL e c’è già chi pensa pure allo sciopero della fame, così come uno dipendenti aveva annunciato pure sui social network. Facile immaginare i disservizi per i cittadini, dal momento che i dipendenti precari forniscono i servizi di tanti principali Uffici dell’Ente. Insomma, i precari non nascondono tutta l’amarezza e la delusione e lo fanno in un’intervista realizzata da Nicola Savoca, all’interno dell’Aula consiliare, intervista che vi proponiamo a seguire.

LA DELUSIONE DEI PRECARI, DOPO IL VERTICE IN PREFETTURA

Sul banco degli imputati c’è senz’altro la Regione Siciliana che non ha ancora corrisposto le risorse necessarie ai Comuni, un mancato adempimento che l’assessore regionale Luisa Lantieri (anch’essa dipendente precaria della pubblica amministrazione) aveva assicurato per questa settimana all’on. Nello Musumeci che aveva preso a cuore la vicenda dei precari del Comune di Adrano. Ma la Lantieri ha altre rogne a cui pensare: è in bilico anche il suo posto di lavoro, dal momento che il Governo nazionale ha cancellato la proroga dei contratti per i precari fino al 2018. Un clamoroso autogol, uno dei tanti, del governo di Rosario Crocetta che, con il rinnovo dei contratti, avrebbe utilizzato una spesa autorizzata soltanto per il triennio 2014-2016 e non per il biennio 2017-2018. Insomma, un pasticcio con cui bisognerà fare i conti. Così, mentre a Palermo si discute di altro, rimane ancora più incerto il futuro dei 114 lavoratori, padri e madri di famiglie senza risposte e senza stipendi.

Il Consiglio comunale, con un atto proposto dall’Opposizione e poi votato anche dalla Maggioranza, aveva impegnato l’Amministrazione a provvedere ad una ulteriore anticipazione di cassa per pagare le mensilità arretrate. Dal canto suo Ferrante aveva parlato di un’ipotesi legata a due mensilità. La Giunta ha deliberato, ma ad oggi non si vede traccia di stipendi. Qual è il problema?

LE ATTESE E LE SPERANZE PRIMA DEL VERTICE IN PREFETTURA