30 anni al fianco delle famiglie con figli sordi: AFAE grande realtà anche ad Adrano e Biancavilla

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Conta 30 anni di presenza nel territorio catanese l’Afae, l’Associazione Famiglie degli Audiolesi Etnei. 30 anni di impegno puro, di passione, di sacrificio di assistenza alle famiglie con figli sordi. E’ una grande realtà sociale che abbatte le barriere e che, nel tempo, ha rappresentato un solido punto di riferimento nella vita quotidiana di molti genitori. Anche ad Adrano e a Biancavilla la realtà è parecchio presente con suoi assistiti. A guidare l’associazione è proprio l’adranita Vincenzo Lucifora che, insieme ai suoi collaboratori, ha sempre dato anima e corpo all’Afae. Tra i volontari c’è anche Rosaria Spinella, vulcanica giovane adranita, la cui testimonianza vivente è stata protagonista dell’iniziativa dell’Associazione Culturale Symmachia lo scorso 8 marzo, al teatro “La Fenice” di Biancavilla per raccontare quelle “storie di donne” (questo il tema della manifestazione, nell’ambito della Giornata Internazionale della Donna) che non si sono mai perse d’animo, che hanno lottato e che hanno sconfitto pietismo e indifferenza.

Oggi, l’Afae assiste sessanta sordi, in diverse sedi della provincia di Catania, con attività di comunicazione attraverso il linguaggio dei segni, e servizi socio-educativi. Un bilancio del lavoro fin qui svolto è stato tracciato in occasione dell’annuale festa natalizia dell’Afae che si è svolta a Catania alla presenza dell’assessore comunale alla Solidarietà sociale Angelo Villari e dell’on. Concetta Raia.

Tra le iniziative che l’Associazione Afae propone anche corsi per conoscere e studiare, come interprete, la Lis che potrebbe aprire anche spiragli lavorativi, soprattutto nel settore della formazione e della educazione, tra i banchi di scuola. Ma l’Italia – paradossalmente – è uno dei tre Paesi europei che non riconosce la Lis come lingua. E’ il presidente Vincenzo Lucifora, in un’intervista ad un giornale catanese (95100Catania.it) a spiegare come la “lis non è solo una lingua per sordi, ma un’opportunità per ogni individuo. Quale altra lingua, oltre quella dei segni, permette di guardarsi in viso e, quindi di conoscersi?” Un interrogativo sacrosanto, quello di Lucifora.

Una battaglia che deve partire proprio dalla conoscenza. A cominciare dall’incredibile valore sociale che una realtà associativa, educativa, come l’Afae, può rappresentare per il catanese.

Eppure non mancano le difficoltà. “Il 2015 è stato un anno molto sofferto – dice Lucifora al giornale 95100Catania.it – i tagli della Città Metropolitana (l’ex Provincia) ci hanno costretto a fare di necessità virtù per poter garantire i giusti servizi agli utenti. A breve scadrà la convenzione per lo svolgimento del servizio socio-educativo per audiolesi e a breve aspettiamo buone notizie dall’ex Provincia. Se non arriveranno, non mancheremo di far sentire forte la nostra voce”.

Aggiungiamo noi che la politica deve tornare ad assumere il ruolo che le spetta: quello di interpretare le esigenze della comunità e adoperarsi, attraverso tutti i canali istituzionali possibili, per poter trasformare le idee in servizi concreti, strumenti di crescita, essenziali per poter delineare uno sviluppo reale e credibili della società.

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