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Vincenzo Ventura

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C’è l’ufficialità: Basilica e chiesa dell’Idria inagibili. Ecco i verbali dei tecnici

in Attualità di

La Basilica collegiata “Maria SS. dell’Elemosina” e la chiesa “Santa Maria dell’Idria” sono, da questa mattina, ufficialmente inagibili. Per questo, il sindaco Antonio Bonanno, con un’ordinanza, ne ha disposto la chiusura a “tempo indeterminato” fino a quando non verranno attuati gli interventi di messa in sicurezza utili al ripristino dell’agibilità.

Già all’indomani del sisma di magnitudo 4.6, con epicentro proprio a Biancavilla, i parroci avevano disposto la chiusura al culto delle due chiese in via cautelare. Adesso, arriva la chiusura forzata, per scongiurare rischi all’incolumità della gente.

L’inagibilità, certificata con l’ordinanza sindacale, fa seguito alle valutazioni dei tecnici della Protezione civile regionale, coadiuvati dal gruppo del reparto Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri e dagli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania.

Ecco cosa scrivono i tecnici nei verbali

Inevitabilmente, c’è un piano pastorale da rivedere. Per la chiesa Madre, le funzioni religiose domenicali verranno celebrate nel Teatro “La Fenice”, mentre quelle feriali nella chiesa del Purgatorio. Per la chiesa dell’Idria, tutte le celebrazioni si svolgeranno nel salone parrocchiale di via Gemma.

Intanto, ieri mattina, due parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il prevosto don Agrippino Salerno: la senatrice Tiziana Drago e la deputata Simona Suriano hanno fatto un primo sopralluogo in Basilica Collegiata, annunciando l’attenzione del “Governo nazionale”, così come ha fatto sapere pure il vicepremier Luigi Di Maio mediante il deputato regionale Giancarlo Cancelleri.

In serata, invece, su indicazione dell’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi, ha fatto un sopralluogo in Basilica. Vicinanza alla comunità ecclesiale di Biancavilla pure dall’arcivescovo emerito di Catania, mons. Luigi Bommarito.

Restiamo uniti! Il dono di essere comunità unita e forte

in Attualità di

Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre chi più, chi meno, abbiamo tutti sperimentato, sulla nostra pelle, la paura più profonda. Sono stati attimi di terrore che, difficilmente, riusciremo a dimenticare.
Per fortuna, è andata così, senza danni alle persone: le conseguenze potevano essere più devastanti, rispetto ai pur gravi crolli di calcinacci, intonaci e lesioni in case, chiese e scuole.

Certo, fa davvero male sapere che il simbolo per eccellenza di Biancavilla, la nostra Basilica Collegiata, sia inagibile (almeno provvisoriamente), come pure almeno due scuole elementari che rischiano la chiusura al pubblico.
I tecnici e le autorità locali stanno svolgendo, ormai da lunghe ore, un delicato e importante lavoro: confidiamo anche in loro.
Il Comune di Biancavilla ha istituito un numero telefonico per segnalazioni di danni: 095.7711322: in poco tempo, sono oltre 300 le richieste dei cittadini per verifiche e controlli di edifici privati.
C’è da dire che lo sciame sismico ha prodotto tra il 5 e il 6 ottobre 50 scosse accertate, con intensità decisamente più lieve, con una magnitudo compresa tra 1.2 e 1.8, tutte localizzate tra Adrano, S. M. di Licodia e Biancavilla.

Alle prime luci dell’alba di domenica 7 ottobre altre due scosse registrate a Ragalna e a Biancavilla, quest’ultima di magnuto 2.3. Ed è stato accertato che proprio Biancavilla è stato l’epicentro della spaventosa scossa delle 2.33 di magnitudo 4.6 e della successiva di assestamento di magnitudo 2.5.
È chiaro che non scopriamo oggi l’alto rischio sismico del nostro territorio: per questo, occorre un investimento vero e proprio in prevenzione e in piani di evacuazione comprensibili ai cittadini: meglio un euro in più in sicurezza che in frivolezze. È un dovere morale e bisognerà metterci mano da subito.

Occhio a chi vuole speculare sul terremoto: pare che ci siano in circolazione alcuni uomini senza scrupoli che dicono di appartenere alla Croce Rossa per chiedere soldi e firme: non c’è nulla di vero, la Croce Rossa parla di sciacalli.

Questo è il momento dell’unità, bisogna stare tutti dalla stessa parte per non lasciarsi travolgere dalla paura: per questo, l’appuntamento di ieri sera allo Stadio comunale di Biancavilla ha visto una sorprendente partecipazione, un popolo che, probabilmente, ha riscoperto la bellezza di sentirsi una comunità. In centinaia si sono stretti ai Santi Patroni, eccezionalmente esposti alla venerazione dei fedeli, al campo sportivo, nel giorno che avrebbe dovuto segnare la conclusione dei festeggiamenti in onore della Madonna dell’Elemosina e dei santi martiri Placido e Zenone. Adesso, c’è una grande voglia di tornare alla normalità, ma bisognerà fare i conti con i tanti danni provocati dal sisma. 

Ad Adrano le scuole rimarranno aperte, come in realtà lo sono state – in modo inspiegabile – pure sabato scorso, a poche ore dallo spaventoso terremoto: ovviamente, in quel caso, le famiglie non hanno mandato i figli a scuola.

A Biancavilla, invece, dove i danni son ben più evidenti, buona parte delle scuole rimarranno chiuse: saranno aperte soltanto l’Istituto comprensivo “A. Bruno”, il plesso “Verga” di via dei Mandorli, la paritaria “Immacolata alla Badia”. Tutte le altre scuole, comprese quelle superiori, rimarranno chiuse. Inevitabile saranno i doppi turni, soprattutto per la scuola “Marconi” e la scuola “Verga”, presso Grassura di via Liguria dove si sono registrati i danni più evidenti. Il plesso “Don Bosco” rimarrà chiuso solo lunedì 8 ottobre. In ogni caso, farà fede la valutazione dei tecnici che, con l’Amministrazione comunale, stanno monitorando la situazione.

Danni pure per le chiese: la rettoria di Sant’Antonio presenta un buco nel tetto, quella di San Gaetano è piena di calcinacci: l’adorazione eucaristica giornaliera si svolgerà nella chiesa del Purgatorio. La Basilica rimarrà chiusa per i danni al transetto, alle volte, all’affresco della Cappella di san Placido. In questo caso le celebrazioni eucaristiche domenica si svolgeranno al Teatro “La Fenice”, mentre quelle feriali nella chiesa del Purgatorio. Chiusa pure la Chiesa dell’Idria: le funzioni religiose si svolgeranno nel salone parrocchiale di via Gemma.

Restiamo uniti!

Il segreto della felicità è guardare davvero

in Attualità di

Parlare di Carmelo Mazzaglia al passato è difficile. Il suo grande cuore fragile non si è fermato, continua a battere, a pulsare vitalità in chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, di ascoltarlo, di leggere le sue riflessioni: innamorato della vita, travolgente carica di entusiasmo, tenace guerriero di una battaglia culturale per l’integrazione e per il rispetto di chi vive la disabilità, oltre l’indifferenza, al di là di ogni barriera.

Carmelo vive, continua a vivere attraverso la sua grande eredità del coraggio, della semplicità, della normalità che, forse inconsapevolmente, lascia a ciascuno di noi.

Si è fatto testimone della bellezza del “dono più grande” che è la vita, pienamente vissuta, fino all’ultimo, accompagnato dalla malattia, la distrofia muscolare Duchenne, che l’ha messo a dura prova sin dall’età di 5 anni, senza mai sconfiggerlo.

Nella chiesa dell’Idria, pomeriggio, in tanti hanno voluto salutarlo per l’ultima volta, hanno voluto ringraziarlo, perché Carmelo, a soli 26 anni, è riuscito a conquistare grandi e piccoli, a riaccendere speranza e dare una spinta. Sì, quella spinta di cui proprio lui aveva bisogno, più di tutti,  per la sua carrozzina con cui ha girato, in lungo e in largo, per raggiungere più persone possibili: gli studenti delle scuole, coinvolti nella brillante intuizione dei “No limits games”, giochi di squadra accessibili a tutti; i componenti di diverse associazioni culturali del territorio: qualche anno fa, a Palazzo Bianchi, ad Adrano, è riuscito ad emozionare donne e uomini della terza età. Noi lo ascoltavamo incantati dalla sua serenità, dal suo sorriso disarmante; i ragazzi degli oratori dell’Annunziata, della chiesa Madre, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, del Rosario di Adrano: come ha ricordato padre Nino La Manna, proprio nella scorsa Pasqua, Carmelo ha scritto alcuni pensieri e ha letto i testi della Via Crucis. Fino al giorno prima di concludere il suo viaggio terreno, avrebbe dovuto incontrare i ragazzi dell’Acr dell’Annunziata, ma l’incontro è stato rinviato il fonte vento: faremo un’altra volta, aveva assicurato.

Impossibile trascurare il suo impegno sociale e politico, nella sua accezione più nobile: ha fondato un’associazione, “CittAccessibile”, che continuerà a vivere nel suo ricordo, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, ha pubblicato due libri, ha incalzato il Sindaco di Biancavilla, con diverse proposte per rimuovere le barriere architettoniche, per migliorare la partecipazione dei disabili durante le festività patronali, per creare parchi gioco accessibili ai disabili, per dotare le scuole dei defibrillatori. Molte di queste idee sono state già realizzate.

C’è da dire che Carmelo ha potuto raggiungere tutti grazie anche ad una figura discreta, silenziosa ma determinante: la sua famiglia. Genitori meravigliosi che non si sono mai persi d’animo: il papà si è sempre messo al servizio del figlio, accompagnandolo con un pulmino idoneo in ogni suo spostamento, senza mai farlo pesare, né dall’uno né dall’altra parte. “Vorrei essere un figlio normale, come tutti gli altri. Senza creare problemi alla mia famiglia e senza che loro debbano vergognarsi di me”, spiegava Carmelo durante le sue presentazioni.

Con quella stessa discrezione, in punta di piedi, Carmelo se ne è andato, per raggiungere il Dio a cui si è sempre affidato, in cui ha confidato, di cui si è fatto testimone autentico.

E’ racchiuso in questo mistero il segreto della forza di Carmelo: guardare davvero alla vita per sperimentare la felicità, quella vera.

 

Pubblichiamo una poesia, diffusa pomeriggio dai volontari dell’Associazione CittAccessibile, dedicata a Carmelo: è lui stesso a sottolineare di aver trovato questo testo sul cuscino del suo letto, in Ospedale, senza aver conosciuto l’autore.  

Il segreto della felicità, a Carmelo…

La gente si lamenta che la Felicità è lontana.

Si lamenta dicendo che Persone Speciali e Magiche sono poche.

Si lamenta dicendo che Persone belle non ce ne sono tante.

Si lamenta perché cerca le belle cose e vuole tutto

nell’inutile apparente.

Si lamenta dicendo che non succede mai nulla di veramente bello.

Molte volte in giro incontriamo Persone che per la gente son nessuno,

nessuno perché per loro sono Disabili e nulla più.

Ma la gente se lo chiede mai se la Felicità esiste in quel nessuno?

Forse qualcuno sì, ma la maggior parte non crede che AMore e

Amicizia e Bellezza possano esserci nella Disabilità.

La maggior parte della gente non se lo chiede e non si da risposta.

Io che son piccolo mi chiedo e mi do una risposta a questa domanda.

Perché la maggior parte della gente non apre gli Occhi alla Felicità?

Perché si aggrappa al pregiudizio.

Il segreto della Felicità è guardare davvero.

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www.cittaccessibile.it

Elezioni, tutti i dati di Biancavilla. Confronto col 2013

in Politica di

I primi numeri cominciano ad arrivare intorno l’una di notte, quando nei seggi si fa finalmente chiarezza sul metodo da adottare per il conteggio dei voti col complicato sistema elettorale misto, uninominale e proporzionale. Ritardi giustificati anche per la presenza di elettori, in fila, ancora alle ore 23, orario di chiusura dei seggi.

Sin da subito, il trend è comune a tutte le sezioni e, più in generale, a quanto accade dalle altre parti della provincia di Catania: l’affluenza è sovrapponibile a quella delle elezioni politiche 2013 e il Movimento 5 Stelle è indubbiamente al comando, come primo partito. Un risultato che schiaccia i partiti tradizionali e allunga sempre più la forbice col resto delle liste.

Intorno alle 3 di notte arriva il dato della metà delle sezioni scrutinata (11/21) e il quadro è ormai delineato: vola il M5S, dietro Forza Italia e poi il Partito Democratico, rimasto orfano a Biancavilla non soltanto di elettori in gran parte spostati sul M5S (come si evince in modo chiaro), ma anche di dirigenza locale: un partito allo sbando, con una reggenza non meglio identificata. Ma questa è un’altra storia.

A conclusione delle operazioni di voto, ormai è l’alba del 5 marzo, un altro dato che emerge è la crescita esponenziale della Lega di Matteo Salvini: passa dalle 3 preferenze delle politiche 2013 a ben 378 voti del 2018, al contrario, invece, per Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si registra un brusco crollo: dagli 800 voti del 2013 ad appena 320 voti del 2018 alla Camera. Addirittura, nel 2013, il partito di Giorgia Meloni aveva sfondato il tetto delle mille preferenze, grazie alla candidatura locale dell’ex sindaco Mario Cantarella.

Affluenza definitiva Biancavilla.

Affluenza Camera dei Deputati: 58,72% pari a 10.872 votanti
Affluenza Senato della Repubblica: 59,26% pari a 9.778 votanti

L’affluenza 2018 è in calo rispetto a quella del 2013 pari al 64,4% degli elettori (si votava pure lunedì).
Nel 2008 a Biancavilla ha votato il 76,9% degli elettori.

BIANCAVILLA RISULTATI DEFINITIVI SENATO

Movimento 5 Stelle: 52,65% (4.782 voti)
Forza Italia: 18,24% (1.657 voti)
Partito Democratico: 12,26% (1.114 voti)
Noi con l’Italia-Udc: 4,73% (430 voti)
Lega: 4,08% (371 voti)
Fratelli d’Italia: 2,74% (249 voti)
+Europa: 0,47% (43 voti)
Liberi e Uguali: 1,83% (166 voti)
Forza Nuova: 0,24% (22 voti)
Potere al Popolo: 0,78% (71 voti)
Lorenzin: 0,32% (29 voti)
CasaPound: 0,54% (49 voti)
Il popolo della famiglia: 0,88% (80 voti)
Bianche: 111
Nulle 345
Affluenza Senato: 58,92% 

BIANCAVILLA RISULTATI DEFINITIVI CAMERA

Movimento 5 Stelle: 53,49% (5.478 voti)
Forza Italia: 17,19% (1.761 voti)
Partito Democratico: 9,95% (1.019 voti)
Noi con l’Italia-Udc: 5,29% (542 voti)
Lega: 3,69% (378 voti)
Fratelli d’Italia: 3,21% (329 voti)
+Europa: 0,98% (100 voti)
Liberi e Uguali: 1,86% (191 voti)
Forza Nuova: 0,20% (20 voti)
Potere al Popolo: 0,67% (69 voti)
Lorenzin: 1,32% (135 voti)
CasaPound 0,53% (54 voti)
Bianche: 126
Nulle 346
Affluenza totale: 59,03%

BIANCAVILLA CONFRONTO 2013

  CAMERA 2013 CAMERA

2018

SENATO

2013

SENATO 2018
 

PD

2.612 voti 2.237 voti
 

M5S

3.309 voti  5.478 voti 2.513 voti
 

PDL

2.665 voti 2.147 voti
 

LEGA

2 voti 1 voto
 

Frat.d’Ital.

828 voti  1.761 voti 1.139 voti
 

ForzaItalia

 

NOI-UDC

212 voti
 

GSud-Mpa

340 voti 570 voti
 

+EUROPA

 

LORENZIN

 

INSIEME

 

POT.POPOLO

 

F. NUOVA

14 voti 10 voti
 

CASAPOUND

 54 voti
 

SINISTRA EC. LIBERTA

75 voti 70 voti
 

PARTITO COMUNISTA

46 voti 37 voti
 

SCELTA CIV.

484 voti 461 voti
 

ELEZIONI, dati a confronto col 2013. Tutti i dati di Adrano

in Politica di

Affluenza definitiva Adrano.

Affluenza Camera dei Deputati: 57,82% pari a 16.042 votanti.

Affluenza Senato della Repubblica: 58,65% pari a 14.365 votanti.
L’affluenza del 4 marzo 2018 è perfettamente in linea con le elezioni 2013: 58,4% (ma si votava pure lunedì).
Nel 2008, ad Adrano, ha votato il 73,8% degli elettori.

ADRANO, RISULTATI DEFINITIVI SENATO

Movimento 5 Stelle: 51,26% (6.974 voti)
Forza Italia: 15,23% (2.072 voti)
Partito Democratico: 8,47% (1.153 voti)
Noi con l’Italia-Udc: 10,63% (1.146 voti)
Lega: 4,42% (602 voti)
Fratelli d’Italia: 4,45% (605 voti)
+Europa: 0,40% (55 voti)
Liberi e Uguali: 1,64% (223 voti)
Forza Nuova: 0,53% (72 voti)
Potere al Popolo: 0,37% (50 voti)
Lorenzin: 0,50% (68 voti)
Il popolo della Famiglia: 1,25% (170 voti)
CasaPound: 0,49% (67 voti)
Affluenza totale: 58,56%

ADRANO, DATI DEFINITIVI CAMERA

Movimento 5 Stelle: 50,98% (7.76 voti)
Forza Italia: 13,24% (2.019 voti)
Partito Democratico: 7,70% (1.174 voti)
Noi con l’Italia-Udc: 14,61% (2.229 voti)
Lega: 3,36% (512 voti)
Fratelli d’Italia: 3,81% (581 voti)
+Europa: 0,36% (55 voti)
Liberi e Uguali: 1,67% (254 voti)
Forza Nuova: 0,56% (86 voti)
Potere al Popolo: 0,27% (41 voti)
Lorenzin: 0,39% (60 voti)
CasaPound: 0,52% (79 voti)
Il popolo della famiglia: 1,19% (182 voti)

ADRANO PRIMI RISULTATI

ADRANO, SENATO 12/37 SEZIONI UFFICIALI: FLOP “NOI CON L’ITALIA-UDC”

Movimento 5 Stelle: 48,30%
Forza Italia: 16,99%
Partito Democratico: 9,54%
Noi con l’Italia-Udc: 11,90%
Lega: 4,23%
Fratelli d’Italia: 4,62%
+Europa: 0,29%
Liberi e Uguali: 1,08%
Forza Nuova: 0,52%
Potere al Popolo: 0,25%
Lorenzin: 0,47%

ADRANO, 7/37 Sezioni ufficiali per il SENATO

Movimento 5 Stelle: 49,87%
Forza Italia: 17,58%
Noi con l’Italia-Udc: 12,48%
Partito Democratico: 8,55%
Lega: 4,32%
Fratelli d’Italia: 3,40%
+Europa: 0,09%
Liberi e Uguali: 0,96%
Forza Nuova: 0,39%
Potere al Popolo: 0,13%
Lorenzin: 0,61%
Il popolo della famiglia: 0,92%

——–

SENATO – 4 SEZIONI UFFICIALI

+++COLLEGIO UNINOMINALE VERSO IL M5S+++

M5S: 49,08% (720 voti)
Forza Italia: 18,47% (271 voti)
Noi con l’Italia-UDC: 12,34% (181 voti)
PD: 9,27% (136 voti)
LEGA: 4,43% (65 voti)
Fratelli d’Italia: 2,32% (34 voti)
Liberi e Uguali: 1,30% (19 voti)

ADRANO CONFRONTO 2013

  CAMERA 2013 CAMERA

2018

SENATO

2013

SENATO 2018
 

PD

 

2.588 voti

 

2.196 voti

 

M5S

 

5.629 voti

 

4.342 voti

 

PDL

 

4.269 voti

 

 

3.511 voti

 

 

LEGA

 

12 voti

 

8 voto

 

Frat.d’Ital.

 

395 voti

 

408 voti

 

ForzaItalia

 

 

 

NOI-UDC

 

354 voti

 

 

GSud-Mpa

 

184 voti

 

 

530 voti

 

 

+EUROPA

 

 

 

LORENZIN

 

 

 

INSIEME

 

 

 

POT.POPOLO

 

 

 

F. NUOVA

 

27 voti

 

17 voti

 

CASAPOUND

 

 

 

SINISTRA EC. LIBERTA

 

146 voti

 

87 voti

 

PARTITO COMUNISTA

 

94 voti

 

76 voti

 

SCELTA CIV.

 

807 voti

 

 

759 voti

 

 

Quanti voti per i deputati? Ecco i dati 2017 e il confronto 2012
DATI DEFINITIVI

in Politica di

di Vincenzo Ventura

Si è concluso nel tardo pomeriggio del 6 novembre lo spoglio delle schede che ha decretato la vittoria di Nello Musumeci su Giancarlo Cancelleri, vittoria pure nei Comuni del comprensorio. Le operazioni ai seggi sono andate a rilento, come accaduto a Catania e ad Adrano, ragion per cui si è dovuto aspettare fino alle ore 20 per avere  proiezione della deputazione catanese che, nei prossimi giorni, si insedierà a Palazzo dei Normanni: 2 deputati a Forza Italia, 2 al Partito Democratico, 1 all’Udc, 1 a Diventerà Bellissima, 1 agli Autonomisti Popolari, 1 alla Lista Musumeci di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini4 al Movimento 5 Stelle per un totale di 13 onorevoli. Fuori Alternativa Popolare di Angelino Alfano dal Parlamento e nessun eletto a Catania per la lista “Cento passi” di Claudio Fava.

Record di preferenze per Luca Sammartino del Pd, con i suoi 30 mila voti. Per lui e per il suo “compagno” di partito, Anthony Barbagallo sarà un ritorno all’Ars, come di riconferma sarà per Marco Falcone e Alfio Papale di Forza Italia, Nicola D’Agostino di Sicilia Futura, come pure per il Movimento 5 Stelle con Angela Foti, Gianina Ciancio e Francesco Cappello. New entry Giuseppe Zitelli di Diventerà bellissima, Giovanni Bulla dell’Udc, Gaetano Galvagno della lista Meloni-Salvini, Jose Marano del M5S e Pippo Compagnone degli “Autonomisti Popolari”, indicato da Raffaele Lombardo.

Fuori i candidati locali Tina Di Primo di Alternativa Popolare che ha racimolato appena 675 ad Adrano e Mario Cantarella con i suoi 1680 a Biancavilla dove ha fatto il sindaco dal 2003 al 2008.

Qui pubblichiamo tutti i dati, ormai definitivi, riportati dai candidati, eletti e non, tra i più noti e sostenuti da soggetti politici locali. Inseriamo pure un quadro con i dati riportati dai deputati uscenti nel 2012 per un confronto.

 

Elezioni 2017 ADRANO BIANCAVILLA BRONTE LICODIA PATERNO’ BELPASSO
 SAMMARTINO PD 1670 voti 1.252 voti  458 voti  333 voti 1.083 voti 579 voti
 BARBAGALLO PD 415 voti 529 voti 584 voti 259 voti 479 voti 184 voti
 VILLARI*

PD

 402 voti 756 voti 137 voti 105 voti 276 voti 258 voti
 FALCONE

Forza Italia

352 voti 337 voti 284 voti 97 voti 647 voti 100 voti
 PAPALE

Forza Italia

 295 voti 282 voti  309 voti 110 voti  

497 voti

 

 2.053 voti
 D’AGOSTINO

Sicilia Futura

311 voti 204 voti 379 voti 6 voti 59 voti 57 voti
 FOTI

M5S

162 voti 182 voti 90 voti  96 voti 172 voti 112 voti
 CIANCIO

M5S

196 voti 127  voti 154 voti 68 voti 260 voti 862 voti
 CAPPELLO

M5S

34 voti  14 voti 341 voti  8 voti 34 voti  33 voti
 FORZESE

Alleanza Popolare

26 voti 71 voti 197 voti 7 voti 41 voti 80 voti
 CANTARELLA

Forza Italia

706 voti 1.680 voti  41 voti  164 voti 40 voti 21 voti
 BULLA*

UDC

2.877 voti 221 voti 15 voti 63 voti  353 voti 109 voti
 DI PRIMO

Alleanza Popolare

679 voti 16 voti 10 voti 4 voti  2 voti 2 voti
 CONDORELLI*

Alleanza Popolare

 151 voti 381 voti 656 voti 61 voti  45 voti 54 voti
 ZITELLI

Div. Bellissima

83 voti 47 voti 20 voti 188 voti 505 voti 2.375 voti
 GALVAGNO

FdI-Noi c. Salvini

154 voti 145 voti 55 voti 95 voti 1.588 voti 142 voti
 RAU

UDC

101 voti 122 voti 73 voti 49 voti 2.281 voti 110 voti
 DAIDONE

Forza Italia

133 voti 17 voti 18 voti 6 voti  208 voti 115 voti
COMPAGNONE

Autonomisti

98 voti 352 voti  22 voti 21 voti 135 voti 47 voti
Fonte: Servizio Elettorale Regionale

*I candidati Villari, Bulla, Condorelli sono sostenuti da deputati uscenti ed ex deputati che, appositamente, non si sono ripresentati.

 

DATI 2012

Elezioni 2012 ADRANO BIANCAVILLA BRONTE LICODIA PATERNO’ BELPASSO
 

SAMMARTINO UDC – PD

442 voti 160 voti 131 voti 211 voti 505 voti 255 voti
 

BARBAGALLO PD

121 voti 308 voti 281 voti 63 voti 123 voti 212 voti
 

RAIA*

PD

148 voti 332 voti 316 voti 104 voti 246 voti 127 voti
 

FALCONE

PDL – Forza Italia

198 voti 282 voti 33 voti 94 voti 357 voti 117 voti
 

PAPALE

PDL – Forza Italia

264 voti 140 voti 201 voti 56 voti 432 voti

 

2516 voti
 

D’AGOSTINO

Mpa – Sicilia Futura

172 voti 334 voti 277 voti 22 voti 149 voti 53 voti
 

D’ASERO*

PDL – All. Popolare

257 voti 888 voti 232 voti 45 voti 601 voti 55 voti
 

FOTI

M5S

84 voti 58 voti 71 voti 20 voti 105 voti 91 voti
 

CIANCIO

M5S

34 voti 36 voti 27 voti 15 voti 59 voti 253 voti
 

CAPPELLO

M5S

4 voti 2 voti 3 voti 2 voti 14 voti 5 voti
 

FORZESE

UDC – All. Popolare

541 voti 40 voti 157 voti 75 voti 168 voti 105 voti
 

VULLO

Megafono – Auton.

23 voti 4 voti 99 voti 5 voti 65 voti 19 voti

NON ELETTI 2012

 

 

MANCUSO*

MPA – UDC

3012 voti 209 voti 47 voti 119 voti 79 voti 30 voti
 

DI PRIMO

PDL – All. Popolare

 

1199 voti 41 voti 28 voti 31 voti 7 voti 32 voti
 

CONDORELLI

PDL – All. Popolare

90 voti 15 voti 194 voti 4 voti 26 voti 70 voti
 

TAGLIAFERRO

FLI – Div. Bellissima

40 voti 5 voti 50 voti 14 voti 54 voti 47 voti
 

PRIMAVERA

UDC – Autonon.

86 voti 24 voti 10 voti 19 voti 35 voti 23 voti
 

ARENA

MPA – Div.Belliss.

237 voti 83 voti 21 voti 122 voti 213 voti 115 voti
 

DAIDONE

PDL – Forza Italia

43 voti 3 voti 36 voti 25 voti 89 voti 95 voti
 

PINZONE

Di Pietro – S. Futura

17 voti 13 voti 227 voti 28 voti 12 voti 3 voti
Fonte: Servizio Elettorale Regionale

*I candidati non hanno riproposto la candidatura alle regionali 2017, ma sostengono altri candidati (Raia sostiene Villari, D’Asero sostiene Condorelli, Mancuso sostiene Bulla).

DA

Affluenza sotto il 50%: vince l’astensionismo. Ecco tutti i dati

in Politica di

di Vincenzo Ventura

L’unica vittoria certa, al momento, è quella dell’astensionismo, con 1 siciliano su 2 che ha scelto di non andare ai seggi. Rimane, così, sotto la soglia del 50% l’asticella della partecipazione, ferma al 46,76% pari a 2.179.474.

Come è già accaduto nel 2012 (47,41%), si fa sempre più netta la distanza tra gli elettori e la politica, incapace di raggiungere la gente. E dire che, in questo caso, l’offerta politica è stata molto variegata: da Musumeci che ha rimesso insieme tutto il Centrodestra all’insegna dei vecchi tempi, a Fava che, richiamando i cento passi di Peppino Impastato, ha suscitato molto l’attenzione dei più giovani, passando per Cancelleri con il Movimento 5 Stelle, non più e non soltanto forza di protesta ma anche di proposta politica, senza dimenticare i meno conosciuti in assoluto di questa competizione: il rettore dell’Università di Palermo Micari, che, adesso, finalmente, potrà andare in viaggio di nozze, e il “piccolo” di Annunziata memoria, Roberto La Rosa che aveva immaginato l’indipendenza della Sicilia.

Non c’è stato l’atteso exploit di elettori ad Adrano (41,84%) e Biancavilla (48,48%) per la presenza di alcuni candidati locali: ad Adrano, Giovanni Bulla per l’Udc,  Tina Di Primo per Alleanza Popolare (il partito del sindaco Ferrante), Pieruccia Giovanna Castiglione per il PD, mentre a Biancavilla, nelle fila di Forza Italia spiccava Mario Cantarella. Ciò non significa che questi candidati non faranno la differenza al netto dei voti che stanno per essere scrutinati. Leggermente più alta l’affluenza a Paternò (51,6%), dove si misurano otto candidati: Sinatra, Galvagno, Rapisarda, Ciatto, Rau, Sapienza, Carciotto, Crupi.

Il migliore risultato è quello di Belpasso (58,15%), più alto rispetto al 2012. Probabilmente qui ha funzionato l’effetto trascinamento dei candidati locali: Papale, Zitelli, Ciancio.

Questi i dati per i sei Comuni del comprensorio, selezionati da Symmachia.it.

ADRANO: 41,84% pari 14.857 votanti (nel 2012: 44,9%);
BIANCAVILLA: 48,49% pari a 10.433 votanti (2012: 51,74%);
BRONTE: 47,35% pari a 8.999 votanti (2012: 49,23%);
PATERNO’: 51,6% pari a 21.332 votanti (2012: 49,49%);
S.M. LICODIA: 53,11% pari a 3.512 votanti (2012: 51,7%);
BELPASSO: 58,15% pari a 13.285 votanti (2012: 54,55%);

Catania: 49,5% pari a 131.054 votanti (2012: 45,55%);

Sicilia: 46,76% pari a 2.179.474 votanti (2012: 47,41%).

La maestra Mela e la sua lezione di vita

in Attualità di

“Da una tragedia, rinasce la vita”, ha scritto sui social una collega di Mela Politi, l’insegnante di Adrano morta a 61 anni, giovedì pomeriggio, all’ospedale “Cannizzaro” di Catania, dopo essere entrata in coma irreversibile, in seguito ad una emorragia cerebrale.

Una storia che ha toccato il cuore di molti, soprattutto di coloro che hanno avuto modo di apprezzare la gentilezza d’animo della maestra Politi e di sperimentare la sua generosità che l’ha contraddistinta fino alla fine: Carmela Politi sarà sempre ricordata tra i primi donatori di organi della città di Adrano. Un gesto d’amore che contribuirà a far rinascere la speranza in coloro che aspettano un trapianto.

I suoi reni e il suo fegato sono stati espiantati dall’equipe medica del “Cannizzaro” e dell’Ismett di Palermo: la maestra Politi è la decima donatrice di organi all’ospedale catanese, nell’ultimo anno. Ciò è stato possibile grazie alla sensibilità e al consenso espresso dalla sorella, Maria Grazia, e dai familiari. Sono stati loro, in un momento di grande dolore, a rispettare una scelta che Mela Politi, in vita, aveva valutato e comunicato anche a qualche collega. Insomma, un testamento d’amore, una lezione di vita per tutti. A cominciare dai più piccoli, dai suoi amati alunni della Terza D e della Terza E del Primo circolo didattico “Sante Giuffrida”, dove ha insegnato sino a pochi giorni fa. Fino a quando un malore improvviso non l’ha sottratta all’affetto dei suoi cari e di chi la conosceva.

Una persona semplice e umile, particolarmente legata alla famiglia e ai suoi nipoti, Renata e Nicolò, un’educatrice amata e apprezzata dagli alunni e dai genitori, per i suoi modi sempre garbati e premurosi.

Sono parole sincere, quelle che utilizziamo per ricordare Mela Politi, perché sono diversi gli episodi che legano anche l’associazione Symmachia alla sua persona, momenti vissuti che affiorano alla mente. Come non ricordare, le parole d’affetto che rivolgeva ai più giovani di Symmachia durante le fasi di stampa del giornale che, in pratica, avveniva a casa sua, in un locale generosamente messo a disposizione dalla famiglia Lucifora. Se scorgeva il rumore della stampante, non faceva mancare mai il suo saluto e il suo sorriso. Quel sorriso che custodiremo per sempre.

 

Ai familiari il cordoglio di Symmachia. 

Giuseppe Coco, umorismo e surrealismo s’incontrano

in Homines di

Nel giugno 2008 a Biancavilla è stata inaugurata l’esposizione permanente del disegno satirico e umoristico di Giuseppe Coco. Un vero e proprio gioiello dell’opera grafica del cartoonist di costume conteso negli anni ‘70 e ‘80 dalle più note e diffuse testate europee.

Lo abbiamo intervistato nel suo “museo” per una speciale visita guidata. Un modo per parlare estemporaneamente di arte e letteratura, di ricordi e nostalgie, di segreti e ammiccamenti…

 

Maestro, vignette e tavole: qual è la differenza? C’è un rapporto gerarchico tra le due? E Coco verso quale si sente più congeniale?

Naturalmente verso la tavola, perché permette un’espansione maggiore. Si ha come l’impressione di realizzare un affresco. La vignetta, invece, per sua natura, è più richiesta dalle agenzie. Vengono fatte diverse copie e distribuite  nei giornali. E soprattutto occupa uno spazio minore. Specie in Italia, le vignette, sempre in orizzontale, occupavano 12×7 cm. Io le amavo moltissimo.

 

Quando mi commissionavano delle vignette, io mi ponevo un tema e poi le realizzavo. Intorno agli anni Settanta sono cominciate le tavole a colori e ho cominciato con Playmen. Ricordo che il direttore Luciano Oppo mi telefono: “Coco, ho visto delle tue cose, ma a me le vignette non interessano. Voglio delle tavole a colori con una gag. Voglio che si allontanino il più possibile dalla vignetta”. E così sono nate le mie opere. Le tavole per Playmen sono dei quadri veri e propri.

 

Lei ha utilizzato sia la tecnica con i colori a tempera che il bianco e nero: tra le due c’è una differenza?

La differenza è sostanziale: nel bianco e nero i piani o la prospettiva la trovo tramite un tratteggio, quindi una via di fuga per quello che tu disegni: c’è un primo piano e poi il tutto converge in fuga, come in un imbuto, nel colore c’è solo il tratto, mentre il chiaro-scuro e la fuga delle cose rappresentate sono fatte col colore. Un vero disegnatore si riconosce dal disegno perché il colore aiuta (e fuorvia) moltissimo. Ad esempio, mentre un colore caldo forma un piano, uno freddo forma lo sfondo, nel bianco e nero questo non c’è, si ha solo il tratto nero.

Io mi divertivo un mondo a fare le tavole in bianco e nero, utilizzando diversi segreti. Utilizzavo un pennino grosso, un Perry e un Atom, pennini che non si utilizzano più, perché oggi nessuno disegna. Nel disegno c’è tutto. L’illustrazione, la vignetta, i cartoni animati hanno preso la supremazia su certi valori plastici.

Ricordo che in seguito ad un film stupendo, Il mistero Picasso di Henri Clouzot, film che circolava negli anni Sessanta, si tenevano diversi dibattiti. C’era chi sosteneva: “Più che un pittore, Picasso sembra un disegnatore” e chi ribatteva, e io condivido la risposta, “e chi se ne frega!” (ride, ndr).

Con ciò si vuole dire che quando un disegno dice tutto è superfluo aggiungere altre cose. C’è un quadro che considero bellissimo Donna piangente di Picasso dove è possibile vedere tutte le smorfie, le rughe, le lacrime di una donna.

Questo è un disegno colorato e a nessuno interessa se ha usato il chiaro-scuro perché è tutto un disegno ed è importante che si è riusciti nel comunicare ciò che si voleva comunicare.

 

Quindi tra un pittore e un disegnatore c’è differenza?

Per me Picasso rimane il più grande disegnatore del mondo, ma ciò non vuol dire che l’essere disegnatore lo escluda dall’essere anche pittore.

 

Queste 86 tavole hanno un ordine logico?

Non nell’ordine di numerazione. C’è una coerenza nello stile e una differenza nel soggetto, perché è tutto subordinato al tema. Ad esempio, se io devo disegnare una persona chiusa in una stanza, escludo la folla. Nella folla, nella frantumazione di tutto il disegno io mi riconosco.

 

Ma c’è un’evoluzione?

Si, nel tratto c’è un’evoluzione!

 

Secondo lei, dove è ravvisabile la maggiore evoluzione?

Per me è cominciata nel ’72-’73 con Playmen, con il piacere morboso di disegnare. Lì ti senti padrone del disegno. Questa padronanza te la dà il disegno in bianco e nero, infatti non sempre sono capace di disegnare in bianco e nero. E’ come se volessi entrare dentro col fare il rilievo, la prospettiva e poi io faccio delle false illusioni di fuga, e tutto ciò mi diverte infinitamente. Un vero artista si vede nel disegno. Quando uno non sa disegnare lo si vede benissimo.

 

Da Biancavilla a Milano il passaggio è forte. Oggi cosa le manca di Milano? E quando si trovava a Milano cosa le mancava di Biancavilla?

Di Biancavilla non mi mancava niente! Neanche di Adrano: nemmeno per idea, anche se io ho un “ramo ‘ddurnisi”, mio nonno.

Negli ultimi anni tornavo qui perché avevo un giardino. E qualcuno mi chiedeva: “torni qui per le tue radici? E io rispondevo “sì, sì per le radici… del mio giardino!” (si ride, ndr).

Io credo molto nell’intelligenza dei siciliani, come radice. Ma i siciliani attraversano periodi in cui sono distratti da tanti problemi. Qualche volta incontro qualcuno che sa cosa è l’Arte. Il resto non è che non la capisce, non gliene importa niente… ha altri interessi.

 

L’infanzia di Coco a Biancavilla come è stata?

Brutta, perché avevo dei fratelli più grandi che giocavano a palla. Però, non c’erano soldi e usavano un barattolo. Io ero piccolo e non capivo. Mi dicevano di fare il portiere e mi mettevano tra due sacchi che facevano la porta. Credevo che dovessi parare… E invece ho scoperto che chi mi colpiva segnava un punto! Infatti, ho una cicatrice sul braccio e altre quattro, cinque cicatrici in testa. Ho sempre avuto l’impressione che volessero farmi fuori!

 

Andando a Milano, che aria si respirava?

Era tutto bellissimo, perché era tutto in crescita. Ma ho dovuto lottare. Prima abitavo in pensioni, nel ’63 avuto il contratto finalmente potevo permettermi una casa…

 

deperimento organico. Insomma, il rischio c’è ed è forte. E’ un’avventura insomma. E io ero turbato quando dicevano sottovoce, indicandomi, “quello è un professionista”. E dicevo tra me e me: “forse ho sbagliato. Adesso mi impiego!” (ride, ndr)

 

Quali erano gli artisti più in vista?

Il periodo veramente creativo a Milano è stato il movimento di pittura astratta. Tra i  fumettisti c’erano Guido Crepax, Dino Battaglia e Hugo Pratt. Tra i disegnatori c’era Cavallo.

Quando io ho cominciato a pubblicare su Playmen ho cercato di fare qualcosa di diverso. E questo mi è stato riconosciuto. Peccato che oggi non ci sono più  giornali votati alla grafica. Ecco perché io dico che questi disegni (indica le opere esposte a Villa delle Favare, ndr) ci rappresentano veramente, noi viviamo di questi. Il fare classico è morto e sepolto.

 

I cattivi maestri di Coco quali sono stati?

Anche se li cito nessuno li conosce… Sono intellettuali che hanno scritto e che hanno una visione del mondo, non dico completamente trasversale, ma un po’ diagonale. Sono dei mistici orientali: Tilopa, Milarepa, ma anche scrittori come Franz Kafka, nel quale mi riconoscevo. Poi, a 16-17 anni avevo letto tutto Allan Poe. Invece i pittori che mi hanno turbato sono Franz Kline, ma non per la pittura, perché lui non dipingeva ma faceva delle macchie, difatti è il pittore più copiato.

Quando nell’86O-’87O muore l’ancien regime c’è una rivoluzione industriale, e quello che viene a mancare è la necessità di rappresentare la cosa. Questa è la radice dell’arte astratta e cioè la pittura non come rappresentazione, ma come espressione, quindi si arriva al novecentocinque con Kandinskij, per poi arrivare a Picasso. I grandi maestri sono questi. Io a 14 anni ebbi

 

una crisi e smisi di disegnare anche per il fatto di avere dei cattivi maestri che mi dicevano cosa dovevo fare. A Lucca abbiamo constatato che io, Giraud e Crepax, abbiamo avuto tutti la stessa crisi adolescenziale, in cui nessuno per qualche anno ha più disegnato. Perché disegnare copiando è di una banalità, e di una stupidità fortissima. Poi a 15 anni scopri la fantasia e sei libero di fare ciò che vuoi. A me colpì Picasso e ripresi a disegnare.

 

Tra le mostre c’è qualcuna che ha segnato una tappa fondamentale?

Sicuramente la mostra del ’68, quella della Pop-art a Venezia. A Milano c’era persino la difficoltà di riuscire a vedere tutte le mostre: ce n’erano così tante in città… A Palazzo Reale ci sono state delle mostre davvero interessanti, come quelle dei Surrealisti o di Renè Magritte.

 

Fondere l’umorismo con il surrealismo è cosa semplice?

Sono parenti. Io agisco con delle similitudini grafiche, perché se, per esempio, io realizzo di tre quarti una figura appoggiata, mi dà lo spazio per mettere altre due braccia e il soggetto risulta appoggiato su tre braccia. Questo può essere una gag, ma anche surrealismo. Ma potrebbe essere anche una scena dolorosa come l’autoritratto che ho fatto e che è qui esposto.

C’è una famosa fotografia di Gadda dalla quale ho tratto lo spunto per una mia opera. Ho rappresentato un soggetto, un mostro con sette dita che si copre il volto per non vedere il mondo. Non c’è un surrealismo alla Andrè Breton, nel quale in modo ortodosso si interpretano gli archetipi dell’incontro collettivo, questo lo fa Renè Magritte.

C’è un surrealismo psicologico che in qualche modo ti colpisce. Altrimenti non si spiega quel quadro bellissimo di Salvador Dalì dove c’è una siepe e c’è un cucchiaio che esce come un serpente.

 

La donna è stata oggetto privilegiato delle sue opere. Come mai?

Perché gli uomini vengono attratti dalle donne e viceversa. Io l’ho disegnata per diciotto anni per Playmen. Incominci a divertirti. Poi se tu disegni il nudo di donna è sempre un nuovo piano architettonico che fai. L’uomo non presenta alcuna attrattiva.

 

Cosa è stata, cosa è e cosa sarà l’Italia del fumetto?

Adesso il fumetto è diventato stupido, più violento. Prima c’era eleganza. Poi ho visto i fumetti dei miei nipoti stile

sono brutti e di una violenza inaudita.

Oggi non ci sono giornali che pubblicano fumetti. C’è Famiglia Cristiana che pubblica le vignette con disegnatori uno peggiore dell’altro. C’è il culto del disegno, della personalità, del personaggio disegnato. Ho lavorato talmente tanto e qualche amico di Milano dice “perché non li raccogli?” Ma cosa raccolgo?!, ci vorrebbe un Palazzo. Questa esposizione è infatti il meglio di Coco ed è bene dire così perché questi presentati, sono i lavori più ricercati. Fatti per essere esposti e visti, cosa che a me non dispiace.

 

Il piacere di dipingere di disegnare c’è e c’è sempre. Ma quando si lavora su commissione e magari non è nelle sue intenzioni, come riesce a distaccarsi dal tema che magari non preferisce?

Se uno commissiona il più delle volte si sta a metà strada per accontentare il cliente. Quando qualcuno mi commissiona un disegno è perché ha visto in precedenza delle opere. Io mi esaltavo quando qualcuno mi ordinava delle opere, dopo aver visto i miei lavori.

Nel ‘66, quando incominciavo ad essere notato, il Corriere dei Piccoli mi ordinò dei disegni che, obiettivamente, erano abbastanza grandi, e Cassio Morosetti, quasi sospettando che cosa avessi realizzato mi disse: “Coco fai delle bozze e poi mi mostri il disegno”. Ciò perché potevo approfittare dello spazio messo a disposizione per fare e dare spazio alle mie idee, alla mia creatività. Questo loro non lo volevano, perché avevano visto delle tipologie di disegno e volevano proprio quei temi tradizionali. Questo è il meccanismo dell’ultimo Peppino Migneco, che dipinse per cinquant’anni cesti con i “masculini” fino a quando non si stufò. Il suo committente gli disse che la richiesta era proprio quel tipo di lettura, altrimenti non avrebbe rinnovato il contratto e lui rimase costretto a dipingere quel tipo di ceste con il pesce.

Ciò vuol dire che quando si vive dell’Arte è necessario dimenticare l’Arte, per poi entrare nelle opere comunque, se questa c’è.

Quando stavo a Biancavilla pubblicavo sul Travaso, che mi dedicava delle pagine e non sapeva che avevo 17 anni. Quando sono arrivato a Milano ho dovuto cancellare tutto perché nelle grandi città ci sono “nuovi riti, nuovi miti” e quello che conta anche nei contratti delle grandi gallerie è il denaro. Si finisce per diventare dei geni senza una lira in tasca. Se l’Arte c’è questa entrerà comunque nell’opera.

 

Un artista sceglie anche il suo target: Coco è per l’elite o per la massa?

Io sono per tutti e due. Solo che a volte non ci riesco. Ma l’ideale è questo. Gli scrittori ci riescono meglio, mentre nel disegno è più difficile. Don Chisciotte è un romanzo di successo perché, tu che sei anche archeologo (riferito a Placido Antonio Sangiorgio), è una tettonica a strati. C’è uno strato che è quello dell’avventura, della comicità. Poi ci sono altri strati… c’è anche la storia delle società segrete in Europa. Perché quando lui entra nel mondo magico degli eroi, c’è un dormitoio pubblico di cavalieri erranti morti.

L’altra sera sono giunto alla conclusione che gli insegnanti che fanno concludere i corsi sono i professori cretini, quelli bravi vengono richiamati dal Preside e mandati.

 

Questo museo a chi è affidato idealmente? Chi è il destinatario privilegiato di questo Museo?

Ai cittadini di Biancavilla. L’ideale sarebbe questo.

Nella seconda pagina del contratto stilato ho voluto fare una donazione ai biancavillesi.

 

Il fatto che così tanti giovani facenti ad un periodico siano qui, a ritrovarsi per conoscere Coco non è di poco conto…[coco.JPG]

Il messaggio nelle opere è tutto evidente, c’è una radiografia dell’autore. Si deve cercare attentamente cosa è disegnato e come è disegnato. L’autore, io, non conto proprio niente. Contano di più i miei disegni, la mia radiografia è lì (indica le opere) e c’è anche la mia visione del mondo.

 

Al maestro Giuseppe Coco i più sinceri ringraziamenti ed apprezzamenti per averci fatto dono di un incontro esclusivo di alto profilo culturale e dell’opportunità di pubblicare una sua opera in questo Speciale di Symmachia.

 

 

 

 

 

“Il Piccolo Principe” letto agli alunni del Secondo Circolo dai giovani del LEO Club

in Biancavilla/News di

“L’essenziale è invisibile agli occhi” è uno dei celebri passaggi de “Il Piccolo Principe”, l’incantevole racconto di Antoine de Saint-Exuper letto e riletto da tante generazioni che, a distanza di settant’anni, affascina e coinvolge tutti, grandi e piccoli. Attenzione ed emozione che ha caratterizzato l’incontro culturale promosso dai giovani del Leo Club Adrano, Bronte, Biancavilla tra i banchi delle classi quarte sezioni “E” e “F” del Secondo Circolo Didattico “G. Verga” – plesso di via Dei Mandorli.

L’iniziativa rientra nell’ambito della “Settimana del Libro”, ideata quest’anno dal Centro Culturale “Sturzo”.

A leggere alcuni passi dell’opera è stata la presidente, la giovane biancavillese Federica Furnari, coadiuvata da Nicola Milazzo e dagli esponenti Flavio Randazzo, Martina Platania e Antonio Amoroso.

Durante la “lezione”, è stata proposta anche l’attività ludico-riflessiva “Play Different”, nell’ambito del progetto Kairòs, proposto dai Leo a livello nazionale per meglio sensibilizzare e integrare i più piccoli alla diversità e alla disabilità.

“Occorre promuovere la cultura in tutte le modalità – spiegano i componenti del Leo Club – per noi è stata una giornata fantastica, un’esperienza che rimarrà tra le iniziative più significative della nostra realtà, perchè abbiamo appreso molto dai bambini e a loro va il nostro grazie”.

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