Author

Vincenzo Ventura

Vincenzo Ventura has 101 articles published.

Quanti voti per i deputati? Ecco i dati 2017 e il confronto 2012
DATI DEFINITIVI

in Attualità di

di Vincenzo Ventura

Si è concluso nel tardo pomeriggio del 6 novembre lo spoglio delle schede che ha decretato la vittoria di Nello Musumeci su Giancarlo Cancelleri, vittoria pure nei Comuni del comprensorio. Le operazioni ai seggi sono andate a rilento, come accaduto a Catania e ad Adrano, ragion per cui si è dovuto aspettare fino alle ore 20 per avere  proiezione della deputazione catanese che, nei prossimi giorni, si insedierà a Palazzo dei Normanni: 2 deputati a Forza Italia, 2 al Partito Democratico, 1 all’Udc, 1 a Diventerà Bellissima, 1 agli Autonomisti Popolari, 1 alla Lista Musumeci di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini4 al Movimento 5 Stelle per un totale di 13 onorevoli. Fuori Alternativa Popolare di Angelino Alfano dal Parlamento e nessun eletto a Catania per la lista “Cento passi” di Claudio Fava.

Record di preferenze per Luca Sammartino del Pd, con i suoi 30 mila voti. Per lui e per il suo “compagno” di partito, Anthony Barbagallo sarà un ritorno all’Ars, come di riconferma sarà per Marco Falcone e Alfio Papale di Forza Italia, Nicola D’Agostino di Sicilia Futura, come pure per il Movimento 5 Stelle con Angela Foti, Gianina Ciancio e Francesco Cappello. New entry Giuseppe Zitelli di Diventerà bellissima, Giovanni Bulla dell’Udc, Gaetano Galvagno della lista Meloni-Salvini, Jose Marano del M5S e Pippo Compagnone degli “Autonomisti Popolari”, indicato da Raffaele Lombardo.

Fuori i candidati locali Tina Di Primo di Alternativa Popolare che ha racimolato appena 675 ad Adrano e Mario Cantarella con i suoi 1680 a Biancavilla dove ha fatto il sindaco dal 2003 al 2008.

Qui pubblichiamo tutti i dati, ormai definitivi, riportati dai candidati, eletti e non, tra i più noti e sostenuti da soggetti politici locali. Inseriamo pure un quadro con i dati riportati dai deputati uscenti nel 2012 per un confronto.

 

Elezioni 2017 ADRANO BIANCAVILLA BRONTE LICODIA PATERNO’ BELPASSO
 SAMMARTINO PD 1670 voti 1.252 voti  458 voti  333 voti 1.083 voti 579 voti
 BARBAGALLO PD 415 voti 529 voti 584 voti 259 voti 479 voti 184 voti
 VILLARI*

PD

 402 voti 756 voti 137 voti 105 voti 276 voti 258 voti
 FALCONE

Forza Italia

352 voti 337 voti 284 voti 97 voti 647 voti 100 voti
 PAPALE

Forza Italia

 295 voti 282 voti  309 voti 110 voti  

497 voti

 

 2.053 voti
 D’AGOSTINO

Sicilia Futura

311 voti 204 voti 379 voti 6 voti 59 voti 57 voti
 FOTI

M5S

162 voti 182 voti 90 voti  96 voti 172 voti 112 voti
 CIANCIO

M5S

196 voti 127  voti 154 voti 68 voti 260 voti 862 voti
 CAPPELLO

M5S

34 voti  14 voti 341 voti  8 voti 34 voti  33 voti
 FORZESE

Alleanza Popolare

26 voti 71 voti 197 voti 7 voti 41 voti 80 voti
 CANTARELLA

Forza Italia

706 voti 1.680 voti  41 voti  164 voti 40 voti 21 voti
 BULLA*

UDC

2.877 voti 221 voti 15 voti 63 voti  353 voti 109 voti
 DI PRIMO

Alleanza Popolare

679 voti 16 voti 10 voti 4 voti  2 voti 2 voti
 CONDORELLI*

Alleanza Popolare

 151 voti 381 voti 656 voti 61 voti  45 voti 54 voti
 ZITELLI

Div. Bellissima

83 voti 47 voti 20 voti 188 voti 505 voti 2.375 voti
 GALVAGNO

FdI-Noi c. Salvini

154 voti 145 voti 55 voti 95 voti 1.588 voti 142 voti
 RAU

UDC

101 voti 122 voti 73 voti 49 voti 2.281 voti 110 voti
 DAIDONE

Forza Italia

133 voti 17 voti 18 voti 6 voti  208 voti 115 voti
COMPAGNONE

Autonomisti

98 voti 352 voti  22 voti 21 voti 135 voti 47 voti
Fonte: Servizio Elettorale Regionale

*I candidati Villari, Bulla, Condorelli sono sostenuti da deputati uscenti ed ex deputati che, appositamente, non si sono ripresentati.

 

DATI 2012

Elezioni 2012 ADRANO BIANCAVILLA BRONTE LICODIA PATERNO’ BELPASSO
 

SAMMARTINO UDC – PD

442 voti 160 voti 131 voti 211 voti 505 voti 255 voti
 

BARBAGALLO PD

121 voti 308 voti 281 voti 63 voti 123 voti 212 voti
 

RAIA*

PD

148 voti 332 voti 316 voti 104 voti 246 voti 127 voti
 

FALCONE

PDL – Forza Italia

198 voti 282 voti 33 voti 94 voti 357 voti 117 voti
 

PAPALE

PDL – Forza Italia

264 voti 140 voti 201 voti 56 voti 432 voti

 

2516 voti
 

D’AGOSTINO

Mpa – Sicilia Futura

172 voti 334 voti 277 voti 22 voti 149 voti 53 voti
 

D’ASERO*

PDL – All. Popolare

257 voti 888 voti 232 voti 45 voti 601 voti 55 voti
 

FOTI

M5S

84 voti 58 voti 71 voti 20 voti 105 voti 91 voti
 

CIANCIO

M5S

34 voti 36 voti 27 voti 15 voti 59 voti 253 voti
 

CAPPELLO

M5S

4 voti 2 voti 3 voti 2 voti 14 voti 5 voti
 

FORZESE

UDC – All. Popolare

541 voti 40 voti 157 voti 75 voti 168 voti 105 voti
 

VULLO

Megafono – Auton.

23 voti 4 voti 99 voti 5 voti 65 voti 19 voti

NON ELETTI 2012

 

 

MANCUSO*

MPA – UDC

3012 voti 209 voti 47 voti 119 voti 79 voti 30 voti
 

DI PRIMO

PDL – All. Popolare

 

1199 voti 41 voti 28 voti 31 voti 7 voti 32 voti
 

CONDORELLI

PDL – All. Popolare

90 voti 15 voti 194 voti 4 voti 26 voti 70 voti
 

TAGLIAFERRO

FLI – Div. Bellissima

40 voti 5 voti 50 voti 14 voti 54 voti 47 voti
 

PRIMAVERA

UDC – Autonon.

86 voti 24 voti 10 voti 19 voti 35 voti 23 voti
 

ARENA

MPA – Div.Belliss.

237 voti 83 voti 21 voti 122 voti 213 voti 115 voti
 

DAIDONE

PDL – Forza Italia

43 voti 3 voti 36 voti 25 voti 89 voti 95 voti
 

PINZONE

Di Pietro – S. Futura

17 voti 13 voti 227 voti 28 voti 12 voti 3 voti
Fonte: Servizio Elettorale Regionale

*I candidati non hanno riproposto la candidatura alle regionali 2017, ma sostengono altri candidati (Raia sostiene Villari, D’Asero sostiene Condorelli, Mancuso sostiene Bulla).

DA

Affluenza sotto il 50%: vince l’astensionismo. Ecco tutti i dati

in Attualità di

di Vincenzo Ventura

L’unica vittoria certa, al momento, è quella dell’astensionismo, con 1 siciliano su 2 che ha scelto di non andare ai seggi. Rimane, così, sotto la soglia del 50% l’asticella della partecipazione, ferma al 46,76% pari a 2.179.474.

Come è già accaduto nel 2012 (47,41%), si fa sempre più netta la distanza tra gli elettori e la politica, incapace di raggiungere la gente. E dire che, in questo caso, l’offerta politica è stata molto variegata: da Musumeci che ha rimesso insieme tutto il Centrodestra all’insegna dei vecchi tempi, a Fava che, richiamando i cento passi di Peppino Impastato, ha suscitato molto l’attenzione dei più giovani, passando per Cancelleri con il Movimento 5 Stelle, non più e non soltanto forza di protesta ma anche di proposta politica, senza dimenticare i meno conosciuti in assoluto di questa competizione: il rettore dell’Università di Palermo Micari, che, adesso, finalmente, potrà andare in viaggio di nozze, e il “piccolo” di Annunziata memoria, Roberto La Rosa che aveva immaginato l’indipendenza della Sicilia.

Non c’è stato l’atteso exploit di elettori ad Adrano (41,84%) e Biancavilla (48,48%) per la presenza di alcuni candidati locali: ad Adrano, Giovanni Bulla per l’Udc,  Tina Di Primo per Alleanza Popolare (il partito del sindaco Ferrante), Pieruccia Giovanna Castiglione per il PD, mentre a Biancavilla, nelle fila di Forza Italia spiccava Mario Cantarella. Ciò non significa che questi candidati non faranno la differenza al netto dei voti che stanno per essere scrutinati. Leggermente più alta l’affluenza a Paternò (51,6%), dove si misurano otto candidati: Sinatra, Galvagno, Rapisarda, Ciatto, Rau, Sapienza, Carciotto, Crupi.

Il migliore risultato è quello di Belpasso (58,15%), più alto rispetto al 2012. Probabilmente qui ha funzionato l’effetto trascinamento dei candidati locali: Papale, Zitelli, Ciancio.

Questi i dati per i sei Comuni del comprensorio, selezionati da Symmachia.it.

ADRANO: 41,84% pari 14.857 votanti (nel 2012: 44,9%);
BIANCAVILLA: 48,49% pari a 10.433 votanti (2012: 51,74%);
BRONTE: 47,35% pari a 8.999 votanti (2012: 49,23%);
PATERNO’: 51,6% pari a 21.332 votanti (2012: 49,49%);
S.M. LICODIA: 53,11% pari a 3.512 votanti (2012: 51,7%);
BELPASSO: 58,15% pari a 13.285 votanti (2012: 54,55%);

Catania: 49,5% pari a 131.054 votanti (2012: 45,55%);

Sicilia: 46,76% pari a 2.179.474 votanti (2012: 47,41%).

La maestra Mela e la sua lezione di vita

in Attualità di

“Da una tragedia, rinasce la vita”, ha scritto sui social una collega di Mela Politi, l’insegnante di Adrano morta a 61 anni, giovedì pomeriggio, all’ospedale “Cannizzaro” di Catania, dopo essere entrata in coma irreversibile, in seguito ad una emorragia cerebrale.

Una storia che ha toccato il cuore di molti, soprattutto di coloro che hanno avuto modo di apprezzare la gentilezza d’animo della maestra Politi e di sperimentare la sua generosità che l’ha contraddistinta fino alla fine: Carmela Politi sarà sempre ricordata tra i primi donatori di organi della città di Adrano. Un gesto d’amore che contribuirà a far rinascere la speranza in coloro che aspettano un trapianto.

I suoi reni e il suo fegato sono stati espiantati dall’equipe medica del “Cannizzaro” e dell’Ismett di Palermo: la maestra Politi è la decima donatrice di organi all’ospedale catanese, nell’ultimo anno. Ciò è stato possibile grazie alla sensibilità e al consenso espresso dalla sorella, Maria Grazia, e dai familiari. Sono stati loro, in un momento di grande dolore, a rispettare una scelta che Mela Politi, in vita, aveva valutato e comunicato anche a qualche collega. Insomma, un testamento d’amore, una lezione di vita per tutti. A cominciare dai più piccoli, dai suoi amati alunni della Terza D e della Terza E del Primo circolo didattico “Sante Giuffrida”, dove ha insegnato sino a pochi giorni fa. Fino a quando un malore improvviso non l’ha sottratta all’affetto dei suoi cari e di chi la conosceva.

Una persona semplice e umile, particolarmente legata alla famiglia e ai suoi nipoti, Renata e Nicolò, un’educatrice amata e apprezzata dagli alunni e dai genitori, per i suoi modi sempre garbati e premurosi.

Sono parole sincere, quelle che utilizziamo per ricordare Mela Politi, perché sono diversi gli episodi che legano anche l’associazione Symmachia alla sua persona, momenti vissuti che affiorano alla mente. Come non ricordare, le parole d’affetto che rivolgeva ai più giovani di Symmachia durante le fasi di stampa del giornale che, in pratica, avveniva a casa sua, in un locale generosamente messo a disposizione dalla famiglia Lucifora. Se scorgeva il rumore della stampante, non faceva mancare mai il suo saluto e il suo sorriso. Quel sorriso che custodiremo per sempre.

 

Ai familiari il cordoglio di Symmachia. 

Giuseppe Coco, umorismo e surrealismo s’incontrano

in Homines di

Nel giugno 2008 a Biancavilla è stata inaugurata l’esposizione permanente del disegno satirico e umoristico di Giuseppe Coco. Un vero e proprio gioiello dell’opera grafica del cartoonist di costume conteso negli anni ‘70 e ‘80 dalle più note e diffuse testate europee.

Lo abbiamo intervistato nel suo “museo” per una speciale visita guidata. Un modo per parlare estemporaneamente di arte e letteratura, di ricordi e nostalgie, di segreti e ammiccamenti…

 

Maestro, vignette e tavole: qual è la differenza? C’è un rapporto gerarchico tra le due? E Coco verso quale si sente più congeniale?

Naturalmente verso la tavola, perché permette un’espansione maggiore. Si ha come l’impressione di realizzare un affresco. La vignetta, invece, per sua natura, è più richiesta dalle agenzie. Vengono fatte diverse copie e distribuite  nei giornali. E soprattutto occupa uno spazio minore. Specie in Italia, le vignette, sempre in orizzontale, occupavano 12×7 cm. Io le amavo moltissimo.

 

Quando mi commissionavano delle vignette, io mi ponevo un tema e poi le realizzavo. Intorno agli anni Settanta sono cominciate le tavole a colori e ho cominciato con Playmen. Ricordo che il direttore Luciano Oppo mi telefono: “Coco, ho visto delle tue cose, ma a me le vignette non interessano. Voglio delle tavole a colori con una gag. Voglio che si allontanino il più possibile dalla vignetta”. E così sono nate le mie opere. Le tavole per Playmen sono dei quadri veri e propri.

 

Lei ha utilizzato sia la tecnica con i colori a tempera che il bianco e nero: tra le due c’è una differenza?

La differenza è sostanziale: nel bianco e nero i piani o la prospettiva la trovo tramite un tratteggio, quindi una via di fuga per quello che tu disegni: c’è un primo piano e poi il tutto converge in fuga, come in un imbuto, nel colore c’è solo il tratto, mentre il chiaro-scuro e la fuga delle cose rappresentate sono fatte col colore. Un vero disegnatore si riconosce dal disegno perché il colore aiuta (e fuorvia) moltissimo. Ad esempio, mentre un colore caldo forma un piano, uno freddo forma lo sfondo, nel bianco e nero questo non c’è, si ha solo il tratto nero.

Io mi divertivo un mondo a fare le tavole in bianco e nero, utilizzando diversi segreti. Utilizzavo un pennino grosso, un Perry e un Atom, pennini che non si utilizzano più, perché oggi nessuno disegna. Nel disegno c’è tutto. L’illustrazione, la vignetta, i cartoni animati hanno preso la supremazia su certi valori plastici.

Ricordo che in seguito ad un film stupendo, Il mistero Picasso di Henri Clouzot, film che circolava negli anni Sessanta, si tenevano diversi dibattiti. C’era chi sosteneva: “Più che un pittore, Picasso sembra un disegnatore” e chi ribatteva, e io condivido la risposta, “e chi se ne frega!” (ride, ndr).

Con ciò si vuole dire che quando un disegno dice tutto è superfluo aggiungere altre cose. C’è un quadro che considero bellissimo Donna piangente di Picasso dove è possibile vedere tutte le smorfie, le rughe, le lacrime di una donna.

Questo è un disegno colorato e a nessuno interessa se ha usato il chiaro-scuro perché è tutto un disegno ed è importante che si è riusciti nel comunicare ciò che si voleva comunicare.

 

Quindi tra un pittore e un disegnatore c’è differenza?

Per me Picasso rimane il più grande disegnatore del mondo, ma ciò non vuol dire che l’essere disegnatore lo escluda dall’essere anche pittore.

 

Queste 86 tavole hanno un ordine logico?

Non nell’ordine di numerazione. C’è una coerenza nello stile e una differenza nel soggetto, perché è tutto subordinato al tema. Ad esempio, se io devo disegnare una persona chiusa in una stanza, escludo la folla. Nella folla, nella frantumazione di tutto il disegno io mi riconosco.

 

Ma c’è un’evoluzione?

Si, nel tratto c’è un’evoluzione!

 

Secondo lei, dove è ravvisabile la maggiore evoluzione?

Per me è cominciata nel ’72-’73 con Playmen, con il piacere morboso di disegnare. Lì ti senti padrone del disegno. Questa padronanza te la dà il disegno in bianco e nero, infatti non sempre sono capace di disegnare in bianco e nero. E’ come se volessi entrare dentro col fare il rilievo, la prospettiva e poi io faccio delle false illusioni di fuga, e tutto ciò mi diverte infinitamente. Un vero artista si vede nel disegno. Quando uno non sa disegnare lo si vede benissimo.

 

Da Biancavilla a Milano il passaggio è forte. Oggi cosa le manca di Milano? E quando si trovava a Milano cosa le mancava di Biancavilla?

Di Biancavilla non mi mancava niente! Neanche di Adrano: nemmeno per idea, anche se io ho un “ramo ‘ddurnisi”, mio nonno.

Negli ultimi anni tornavo qui perché avevo un giardino. E qualcuno mi chiedeva: “torni qui per le tue radici? E io rispondevo “sì, sì per le radici… del mio giardino!” (si ride, ndr).

Io credo molto nell’intelligenza dei siciliani, come radice. Ma i siciliani attraversano periodi in cui sono distratti da tanti problemi. Qualche volta incontro qualcuno che sa cosa è l’Arte. Il resto non è che non la capisce, non gliene importa niente… ha altri interessi.

 

L’infanzia di Coco a Biancavilla come è stata?

Brutta, perché avevo dei fratelli più grandi che giocavano a palla. Però, non c’erano soldi e usavano un barattolo. Io ero piccolo e non capivo. Mi dicevano di fare il portiere e mi mettevano tra due sacchi che facevano la porta. Credevo che dovessi parare… E invece ho scoperto che chi mi colpiva segnava un punto! Infatti, ho una cicatrice sul braccio e altre quattro, cinque cicatrici in testa. Ho sempre avuto l’impressione che volessero farmi fuori!

 

Andando a Milano, che aria si respirava?

Era tutto bellissimo, perché era tutto in crescita. Ma ho dovuto lottare. Prima abitavo in pensioni, nel ’63 avuto il contratto finalmente potevo permettermi una casa…

 

deperimento organico. Insomma, il rischio c’è ed è forte. E’ un’avventura insomma. E io ero turbato quando dicevano sottovoce, indicandomi, “quello è un professionista”. E dicevo tra me e me: “forse ho sbagliato. Adesso mi impiego!” (ride, ndr)

 

Quali erano gli artisti più in vista?

Il periodo veramente creativo a Milano è stato il movimento di pittura astratta. Tra i  fumettisti c’erano Guido Crepax, Dino Battaglia e Hugo Pratt. Tra i disegnatori c’era Cavallo.

Quando io ho cominciato a pubblicare su Playmen ho cercato di fare qualcosa di diverso. E questo mi è stato riconosciuto. Peccato che oggi non ci sono più  giornali votati alla grafica. Ecco perché io dico che questi disegni (indica le opere esposte a Villa delle Favare, ndr) ci rappresentano veramente, noi viviamo di questi. Il fare classico è morto e sepolto.

 

I cattivi maestri di Coco quali sono stati?

Anche se li cito nessuno li conosce… Sono intellettuali che hanno scritto e che hanno una visione del mondo, non dico completamente trasversale, ma un po’ diagonale. Sono dei mistici orientali: Tilopa, Milarepa, ma anche scrittori come Franz Kafka, nel quale mi riconoscevo. Poi, a 16-17 anni avevo letto tutto Allan Poe. Invece i pittori che mi hanno turbato sono Franz Kline, ma non per la pittura, perché lui non dipingeva ma faceva delle macchie, difatti è il pittore più copiato.

Quando nell’86O-’87O muore l’ancien regime c’è una rivoluzione industriale, e quello che viene a mancare è la necessità di rappresentare la cosa. Questa è la radice dell’arte astratta e cioè la pittura non come rappresentazione, ma come espressione, quindi si arriva al novecentocinque con Kandinskij, per poi arrivare a Picasso. I grandi maestri sono questi. Io a 14 anni ebbi

 

una crisi e smisi di disegnare anche per il fatto di avere dei cattivi maestri che mi dicevano cosa dovevo fare. A Lucca abbiamo constatato che io, Giraud e Crepax, abbiamo avuto tutti la stessa crisi adolescenziale, in cui nessuno per qualche anno ha più disegnato. Perché disegnare copiando è di una banalità, e di una stupidità fortissima. Poi a 15 anni scopri la fantasia e sei libero di fare ciò che vuoi. A me colpì Picasso e ripresi a disegnare.

 

Tra le mostre c’è qualcuna che ha segnato una tappa fondamentale?

Sicuramente la mostra del ’68, quella della Pop-art a Venezia. A Milano c’era persino la difficoltà di riuscire a vedere tutte le mostre: ce n’erano così tante in città… A Palazzo Reale ci sono state delle mostre davvero interessanti, come quelle dei Surrealisti o di Renè Magritte.

 

Fondere l’umorismo con il surrealismo è cosa semplice?

Sono parenti. Io agisco con delle similitudini grafiche, perché se, per esempio, io realizzo di tre quarti una figura appoggiata, mi dà lo spazio per mettere altre due braccia e il soggetto risulta appoggiato su tre braccia. Questo può essere una gag, ma anche surrealismo. Ma potrebbe essere anche una scena dolorosa come l’autoritratto che ho fatto e che è qui esposto.

C’è una famosa fotografia di Gadda dalla quale ho tratto lo spunto per una mia opera. Ho rappresentato un soggetto, un mostro con sette dita che si copre il volto per non vedere il mondo. Non c’è un surrealismo alla Andrè Breton, nel quale in modo ortodosso si interpretano gli archetipi dell’incontro collettivo, questo lo fa Renè Magritte.

C’è un surrealismo psicologico che in qualche modo ti colpisce. Altrimenti non si spiega quel quadro bellissimo di Salvador Dalì dove c’è una siepe e c’è un cucchiaio che esce come un serpente.

 

La donna è stata oggetto privilegiato delle sue opere. Come mai?

Perché gli uomini vengono attratti dalle donne e viceversa. Io l’ho disegnata per diciotto anni per Playmen. Incominci a divertirti. Poi se tu disegni il nudo di donna è sempre un nuovo piano architettonico che fai. L’uomo non presenta alcuna attrattiva.

 

Cosa è stata, cosa è e cosa sarà l’Italia del fumetto?

Adesso il fumetto è diventato stupido, più violento. Prima c’era eleganza. Poi ho visto i fumetti dei miei nipoti stile

sono brutti e di una violenza inaudita.

Oggi non ci sono giornali che pubblicano fumetti. C’è Famiglia Cristiana che pubblica le vignette con disegnatori uno peggiore dell’altro. C’è il culto del disegno, della personalità, del personaggio disegnato. Ho lavorato talmente tanto e qualche amico di Milano dice “perché non li raccogli?” Ma cosa raccolgo?!, ci vorrebbe un Palazzo. Questa esposizione è infatti il meglio di Coco ed è bene dire così perché questi presentati, sono i lavori più ricercati. Fatti per essere esposti e visti, cosa che a me non dispiace.

 

Il piacere di dipingere di disegnare c’è e c’è sempre. Ma quando si lavora su commissione e magari non è nelle sue intenzioni, come riesce a distaccarsi dal tema che magari non preferisce?

Se uno commissiona il più delle volte si sta a metà strada per accontentare il cliente. Quando qualcuno mi commissiona un disegno è perché ha visto in precedenza delle opere. Io mi esaltavo quando qualcuno mi ordinava delle opere, dopo aver visto i miei lavori.

Nel ‘66, quando incominciavo ad essere notato, il Corriere dei Piccoli mi ordinò dei disegni che, obiettivamente, erano abbastanza grandi, e Cassio Morosetti, quasi sospettando che cosa avessi realizzato mi disse: “Coco fai delle bozze e poi mi mostri il disegno”. Ciò perché potevo approfittare dello spazio messo a disposizione per fare e dare spazio alle mie idee, alla mia creatività. Questo loro non lo volevano, perché avevano visto delle tipologie di disegno e volevano proprio quei temi tradizionali. Questo è il meccanismo dell’ultimo Peppino Migneco, che dipinse per cinquant’anni cesti con i “masculini” fino a quando non si stufò. Il suo committente gli disse che la richiesta era proprio quel tipo di lettura, altrimenti non avrebbe rinnovato il contratto e lui rimase costretto a dipingere quel tipo di ceste con il pesce.

Ciò vuol dire che quando si vive dell’Arte è necessario dimenticare l’Arte, per poi entrare nelle opere comunque, se questa c’è.

Quando stavo a Biancavilla pubblicavo sul Travaso, che mi dedicava delle pagine e non sapeva che avevo 17 anni. Quando sono arrivato a Milano ho dovuto cancellare tutto perché nelle grandi città ci sono “nuovi riti, nuovi miti” e quello che conta anche nei contratti delle grandi gallerie è il denaro. Si finisce per diventare dei geni senza una lira in tasca. Se l’Arte c’è questa entrerà comunque nell’opera.

 

Un artista sceglie anche il suo target: Coco è per l’elite o per la massa?

Io sono per tutti e due. Solo che a volte non ci riesco. Ma l’ideale è questo. Gli scrittori ci riescono meglio, mentre nel disegno è più difficile. Don Chisciotte è un romanzo di successo perché, tu che sei anche archeologo (riferito a Placido Antonio Sangiorgio), è una tettonica a strati. C’è uno strato che è quello dell’avventura, della comicità. Poi ci sono altri strati… c’è anche la storia delle società segrete in Europa. Perché quando lui entra nel mondo magico degli eroi, c’è un dormitoio pubblico di cavalieri erranti morti.

L’altra sera sono giunto alla conclusione che gli insegnanti che fanno concludere i corsi sono i professori cretini, quelli bravi vengono richiamati dal Preside e mandati.

 

Questo museo a chi è affidato idealmente? Chi è il destinatario privilegiato di questo Museo?

Ai cittadini di Biancavilla. L’ideale sarebbe questo.

Nella seconda pagina del contratto stilato ho voluto fare una donazione ai biancavillesi.

 

Il fatto che così tanti giovani facenti ad un periodico siano qui, a ritrovarsi per conoscere Coco non è di poco conto…[coco.JPG]

Il messaggio nelle opere è tutto evidente, c’è una radiografia dell’autore. Si deve cercare attentamente cosa è disegnato e come è disegnato. L’autore, io, non conto proprio niente. Contano di più i miei disegni, la mia radiografia è lì (indica le opere) e c’è anche la mia visione del mondo.

 

Al maestro Giuseppe Coco i più sinceri ringraziamenti ed apprezzamenti per averci fatto dono di un incontro esclusivo di alto profilo culturale e dell’opportunità di pubblicare una sua opera in questo Speciale di Symmachia.

 

 

 

 

 

“Il Piccolo Principe” letto agli alunni del Secondo Circolo dai giovani del LEO Club

in Biancavilla/News di

“L’essenziale è invisibile agli occhi” è uno dei celebri passaggi de “Il Piccolo Principe”, l’incantevole racconto di Antoine de Saint-Exuper letto e riletto da tante generazioni che, a distanza di settant’anni, affascina e coinvolge tutti, grandi e piccoli. Attenzione ed emozione che ha caratterizzato l’incontro culturale promosso dai giovani del Leo Club Adrano, Bronte, Biancavilla tra i banchi delle classi quarte sezioni “E” e “F” del Secondo Circolo Didattico “G. Verga” – plesso di via Dei Mandorli.

L’iniziativa rientra nell’ambito della “Settimana del Libro”, ideata quest’anno dal Centro Culturale “Sturzo”.

A leggere alcuni passi dell’opera è stata la presidente, la giovane biancavillese Federica Furnari, coadiuvata da Nicola Milazzo e dagli esponenti Flavio Randazzo, Martina Platania e Antonio Amoroso.

Durante la “lezione”, è stata proposta anche l’attività ludico-riflessiva “Play Different”, nell’ambito del progetto Kairòs, proposto dai Leo a livello nazionale per meglio sensibilizzare e integrare i più piccoli alla diversità e alla disabilità.

“Occorre promuovere la cultura in tutte le modalità – spiegano i componenti del Leo Club – per noi è stata una giornata fantastica, un’esperienza che rimarrà tra le iniziative più significative della nostra realtà, perchè abbiamo appreso molto dai bambini e a loro va il nostro grazie”.

Burtone in Parlamento: “speculazione sui prezzi dei prodotti agricoli. Governo disattento”

in Bacheca di

Approda alla Camera dei Deputati, la triste vicenda del divario dei prezzi degli agrumi, tra l’acquisto dal produttore e la vendita nei grandi mercati. E’ stato il deputato catanese Giovanni Burtone del PD a presentare un ordine del giorno che è stato votato favorevolmente, nonostante il parere contrario del Governo Renzi. Non a caso, lo stesso Burtone ha parlato di “Governo disattento”, rivolgendosi anche al sottosegretario all’Agricoltura, presente in Aula, rispetto ad una problematica annosa che affossa l’economia dei piccoli produttori agricoli a vantaggio della grande distribuzione, specialmente al Nord. E’ uno “spread” che, effettivamente, non può essere più tollerato.

“Oggi, gli agrumi, in Sicilia, si acquistano a 0.25 centesimi di euro al chilo e si rivendono nei mercati, a 2.50 euro al chilo – ha detto Burtone alla Camera –  chiedo l’attenzione del Governo: occorre contrastare la speculazione che penalizza il settore agrumicolo siciliano”.

Da qui, la proposta dell’on. Burtone presentata nell’ambito del provvedimento sulla tracciabilità ed etichettatura dei prodotti: “si deve istituire un osservatorio sui prezzi presso la Camera di Commercio di Catania al fine di monitorare costantemente l’andamento del prezzo degli agrumi siciliani”, ha spiegato Burtone che, su questo punto, ha chiesto al gruppo del PD alla Camera un voto unanime.

“Vite anNegate”, presentazione del libro del maresciallo Rapisarda a Villa delle Favare

in Biancavilla/News di
maresciallo rapisarda
Il maresciallo Roberto Rapisarda

Verrà presentato giovedì, 17 dicembre, alle ore 18.30, a Villa delle Favare il libro “Vite anNegate” del maresciallo dei Carabinieri Roberto Rapisarda, comandante della Stazione di Biancavilla.

Edito da Armando Siciliano, il libro di Rapisarda propone un racconto diretto del fenomeno dell’immigrazione, attraverso l’esperienza personale del Maresciallo maturata a Lampedusa.

Sarà anche un modo per parlare del tema della solidarietà a favore dei più deboli, in vista del Santo Natale. Non a caso, il libro di Roberto Rapisarda è legato ad un gesto concreto di solidarietà: i proventi della vendita del libro verranno destinati per opere di solidarietà, a beneficio dei bambini della Guinea Bissau, e in particolare per quelli di Bula, tramite i volontari dell’Associazione di volontariato “Amici delle Missioni” – Diocesi di Caltagirone.

All’incontro culturale, oltre all’autore e all’editore, prenderanno parte il sindaco Giuseppe Glorioso, il presidente di “Amici delle Missioni” Enrico Ferro, la dottoressa Fiammetta Altadonna, e il giornalista Angelo Vecchio Ruggeri.

“Flash-mob d’amore” in piazza Roma, ecco la sorpresa della fidanzata al futuro marito. VIDEO

in Bacheca di

Atmosfera particolare, ieri sera, a Biancavilla per un flash mob organizzato in piazza Roma da una fidanzata per il suo futuro marito. Una sorpresa d’amore originale che ha acceso di entusiasmo l’intera piazza che stava per riempirsi di giovani, come accade quasi ogni sera. Che qualcosa di diverso, però, stesse per accadere lo si intuiva dalla crescente presenza di gente, tra cui diversi parenti dei promessi sposi biancavillesi.

Ad incuriosire sono state delle ragazze che, improvvisamente, hanno incominciato a ballare, poi è partita la musica ed infine è comparsa lei, la futura sposa con tanto di velo bianco in testa con in mano alcuni cartelloni con frasi d’amore. La piazza è esplosa in un mix di gioia e commozione.

Ad organizzare nei dettagli la sorpresa è stata direttamente la fidanzata Donatella Galati, insieme alle sue amiche Floriana Catania e Ambra Ricceri. Ignaro di tutto lui, il futuro marito, Dino Scaccianoce che ha assistito, incredulo e con una evidente emozione, alla promessa d’amore della sua lei. Applausi dei passanti al momento del bacio tra i due giovani sposi.

Tutto è stato filmato da Giuseppe Cantarella di Yvii Tv. E’ stato realizzato un video – lo proponiamo a seguire – che sta impazzando sui social network.

Guarda il video

Sì al taglio del 20% dei Consiglieri comunali: Adrano passerà a 24, Biancavilla a 16

in Politica di

E’ destinato a mutare il quadro numerico dei Consigli comunali di Adrano e Biancavilla, a partire dalle prossime elezioni amministrative. Infatti, è in discussione all’Assemblea Regionale Siciliana un disegno di legge che andrà a tagliare del 20% i componenti delle assise cittadine.

La proposta è stata presentata dal deputato Antonello Cracoli del PD e già emendata, in alcune parti, da deputati del Centrodestra, tra cui l’ex presidente della Provincia di Catania, Nello Musumeci.

Per il provvedimento la strada è in salita e non si escludono colpi di scena, specialmente in sede di votazione a scrutinio segreto.

Torniamo ai numeri. Adrano non dovrà eleggere più 30 consiglieri comunali ma saranno sufficienti 24, a Biancavilla piuttosto che 20 consiglieri ne basteranno 16.

Certo, si tratta di un “taglio simbolico” rispetto ai veri tagli che si potrebbero definire con nuove iniziative legislative, a cominciare dall’eliminazione dei rimborsi ai datori di lavoro (o comunque rinnovarne i parametri di riferimento), la drastica sforbiciata dei gettoni dei Consiglieri comunali, la riduzione delle Commissioni consiliari e l’introduzione del vincolo per legge della “effettiva partecipazione” ai lavori partecipando ad almeno una votazione, eliminando così il gettone per i “casi di studio” dei provvedimenti, come richiesto anche dal Movimento 5 Stelle.

In verità, il disegno di legge in discussione all’Ars prevede già la riduzione dei gettoni e in campo c’è anche la proposta del “gettone giornaliero”, al fine di evitare il cumulo di gettoni per la partecipazione a più riunioni nella stessa giornata, una pratica (indecente) che molti dei nostri Consiglieri comunali conoscono bene.

Siamo certi che non mancheranno i “complottisti”, quelli, cioè, che si stracceranno le vesti e parleranno di “attentato alla democrazia”. Visto che la gente è facilmente influenzabile da messaggi che, spesso, non trovano alcun fondamento (vedi la vicenda delicata dei migranti, strumentalizzata da media e squallidi soggetti politici per i quali, come ci chiede papa Francesco, invochiamo il perdono) è bene subito sgombrare il campo da queste sciocchezze. Anzi, l’intervento in discussione all’Ars è soft: si poteva fare di più, ma è già un passo in avanti cominciare da qualche parte.

Tra le altre novità del provvedimento c’è anche il taglio delle indennità dei Sindaci. Su questo aspetto sarebbe più opportuno procedere diversamente rispetto a ciò che riguarda per i Consiglieri comunali.

Non che questi siano meno importanti di altri, ma di certo l’impegno del Sindaco è a più ampio raggio, è un ruolo che impegna per buona parte della giornata, è indubbiamente più gravoso e più complesso rispetto a quello dei Consiglieri comunali che, vista anche la condizione in cui versano gli Enti locali rispetto al passato, svolgono un’attività oggettivamente più limitata e spesso si finisce ad “incidere” soltanto in determinate votazioni, frutto di freddi calcoli politici, spesso basati su “messaggi” da indirizzare agli alleati o al Sindaco per beghe e litigi interni che il grande pubblico neppure conosce.

E’ certa una sola cosa: la prossima tornata elettorale si preannuncia più spietata del solito per la conquista dell’agognata poltrona di consigliere comunale che, purtroppo, in molti casi, sembra essere divenuta un comodo ammortizzatore sociale per assicurare un compenso a fine mese a quanti, soltanto a distanza di cinque anni, scelgono di occuparsi della comunità, del bene comune, accecati, siamo certi, da un amore sincero e travolgente, chiaramente “nell’interesse della città”.

Trionfo per l’Orchestra “Sturzo” di Biancavilla: primo posto al Concorso nazionale “MusicalMuseo”

in Bacheca di

E’ l’Orchestra della scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla la vincitrice della quinta edizione del concorso nazionale “MusicalMuseo” di Caltanissetta. I giovani musicisti biancavillesi hanno conquistato il meritatissimo primo posto assoluto della categoria “Orchestre”, riuscendo ad affermarsi con il massimo punteggio (100/100) tra le 50 scuole giunte da diverse parti d’Italia.

Nel 2015, il Concorso di Caltanissetta, promosso dal maestro Mirko Gangi, è stato l’unica rassegna per le scuole medie ad indirizzo musicale ad ottenere il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco.

I brillanti musicisti della “Sturzo”, domenica scorsa (17 maggio), al Teatro Margherita, hanno proposto un repertorio di tutto rispetto: Opera da 3 Soldi, La Cavalcata delle Valkirie,Kaiserwlazer e Jeux d’enfants.

Il nutrito gruppo di Biancavilla è stato guidato dal dirigente scolastico, il prof. Mario Amato, e dai docenti del Corso ad Indirizzo Musicale Marcello Mammoliti (flauto, sax e direttore d’orchestra), Edoardo Priscimone (clarinetto), Salvatore Coniglio (pianoforte e direttore d’orchestra) e Rossana Nicosia (violino).

Dunque, la bacheca dei successi dell’Orchestra “Sturzo” si arricchisce di un nuovo prestigioso premio, nel contesto, peraltro, dei festeggiamenti per il 50° anniversario dell’apertura della scuola media, avvenuta nell’anno scolastico 1964-1965.

Ancora una volta è stata vinta la sfida della “Sturzo” di Biancavilla, quella di puntare sulla formazione musicale, sull’insegnamento di uno strumento che, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, riesce a coinvolgere tanti giovani studenti. Per molti di loro, l’Orchestra della scuola media ha rappresentato una vera e propria “palestra” in cui allenare il talento: non a caso, diversi giovani hanno proseguito gli studi, presso Accademie e Conservatori, tanti sono già stimati docenti di musica, apprezzati musicisti. Per gli altri che hanno intrapreso strade di vita diverse, l’Orchestra ha rappresentato, comunque, un luogo di aggregazione, di socializzazione, di crescita, un ricordo che si porterà nel cuore.

Vincenzo Ventura

GALLERY

(clicca per ingrandire)

Foto: Radio Cl1

Go to Top