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Vincenzo Ventura - page 11

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Lettera al Premier: non offenda i Siciliani

in Generale di

Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

e p.c. al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

ai MINISTRI siciliani

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Signor Presidente,

ho appreso, leggendo i giornali, della sua barzelletta su “Giuda siciliano”.

Io sono Siciliana e mi pregio di essere Presidente di una associazione culturale apartitica il cui nome “Symmachia contro tutte le tirannidi” è già un programma. La sua barzelletta non ha suscitato in me e in tutti gli associati alcuna ilarità, anzi con tutti gli stereotipi negativi sui siciliani – Adamo ed Eva siciliani, Caino siciliano e per finire Giuda siciliano traditore – ha destato in noi sentimenti di acredine e di ribellione specialmente in questi momenti così delicati – il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – momenti che ricordano anche il sacrificio di tanti siciliani caduti per costruire questa Nostra Italia.

Signor Presidente, io sono bionda e con gli occhi azzurri e non faccio parte del sistema mafioso, sono orgogliosa di essere siciliana perché la mia “patria”, la Sicilia, ha visto i natali di uomini illustri. Essa era, ieri, la Magna Grecia patria di Archimede, per citarne uno, oggi, patria di letterati come Pirandello, Verga, Quasimodo, Sciacia solo per citarne altri.

La loro cultura è quella del popolo siciliano, uomini che hanno sintetizzato il sentire di questa terra. Sono conterranea anche di Falcone e Borsellino dei quali vado fiera non solo perché sono morti per la giustizia, ma perché in loro vivono tutti gli uomini che in Sicilia sono morti per la giustizia: poliziotti, ragazzi, sacerdoti, gente comune.

Lei, che certamente è esperto in comunicazione, saprà che l’immagine è molto importante, che le idee sono fatte anche di immagini, che le parole sono fatte anche di immagini, che le azioni sono costruite anche sulle immagini. L’immagine che Lei ha dato dei siciliani non si addice a tutti i siciliani. Si chieda, invece, se può un Presidente del Consiglio, che ha scelto Ministri siciliani, Sottosegretari siciliani, financo uno stalliere siciliano, mediare una così deleteria immagine della Sicilia. Non ci basteranno le sue scuse, che ci spettano in quanto cittadini italiani, il cui Presidente non onora una sua Regione. Non basterà ai siciliani la considerazione errata di quella che può sembrare una innocua e semplice barzelletta. Nell’immaginario collettivo di molti siciliani, Lei rimarrà un Presidente che non ha rispettato il  ruolo concessoLe dal Popolo Italiano. Si spera che anche i suoi ministri siciliani deplorino il suo dire.

Cordiali saluti.

Adrano, 13 gennaio ’11

ANGELA ANZALONE

Pres. Associazione Culturale Symmachia

Auguri e grazie

in Riflessioni di
  • Per aver risolto il problema della viabilità e per aver chiuso al traffico il centro storico, ora percorso liberamente da cittadini e da famiglie;
  • Per aver impedito che parentopoli arrivasse anche ad Adrano, ponendo fine ai favori e alle regalie a familiari ed amici che avevano caratterizzato il recente passato;
  • Per l’elezione del nuovo presidente dell’Acoset, non scelto per la propria appartenenza politica, ma per le sue comprovate esperienze in materia.
  • Ai Sindaci, ai Senatori, ai Consiglieri regionali, al Presidente della Provincia, agli Assessori provinciali, ai Consiglieri provinciali per aver reso sicura la superstrada 284, salvando la vita a tante persone che, come loro, ogni giorno, la percorrono.
  • Per quelle meravigliose ed impagabili trasmissioni televisive che si caratterizzano per sobrietà di toni, per mancanza assoluta di autoincensamenti e che sono avulse da discorsi menzogneri e propagandistici;
  • Per aver abbassato i costi della politica in un momento di crisi facendo in modo che i consiglieri comunali prendessero coscienza del grave momento economico e non si impegnassero in riunioni estenuanti di Commissioni inconcludenti;
  • Per aver ridato dignità al Monastero di Santa Lucia, un tempo vilipeso e sfregiato da tendoni, da insegne immonde, da antenne, da parabole e da cavi dell ‘ ENEL penzolanti sopra gli angeli;
  • Per aver fermato l’inquinamento del fiume Simeto;
  • Per non aver finanziato e patrocinato le varie associazioni che si muovono certamente per il bene comune e non per i vantaggi dei propri soci.
  • Perché ad Adrano è nato un partito fatto da personaggi nuovi che mai avevano avuto a che fare con la gestione della politica, animati dalla volontà di sacrificarsi con generosità non per gli amici ma per la comunità.

Infine, Auguri veri e sinceri a tutti noi che, al di là dell’ironia, non demordiamo perché speriamo e vogliamo una Adrano migliore.

 

L’Europa scrive a Symmachia

in Generale di

Unione Europea: aperta indagine sui rifiuti in Sicilia

Symmachia: “E’ la battaglia della gente, altro che demagogia. Adesso accertare tutte le responsabilità”

Anche l’Europa adesso conosce la “vergogna rifiuti” in provincia di Catania.

Sono stati acquisiti dall’Unione Europea l’esposto e il dossier fotografico presentati, nelle scorse settimane, dall’Associazione Symmachia anche alla Procura della Repubblica di Catania e ai Carabinieri.

Si sottolineava il degrado ambientale, persino in aree protette come il Parco dell’Etna, le continue vessazioni e le condizioni di disagio per i cittadini, a causa del continuo stato di emergenza nei Comuni dell’ATO CT 3 “Simeto Ambiente”.

Ieri all’Associazione Symmachia è giunta la risposta ufficiale della Commissione europea all’Ambiente che annuncia di aver già “avviato un’indagine” per “verificare la corretta applicazione in Sicilia della normativa UE sui rifiuti”, in particolar modo per capire se siano state adottate “le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e per l’ambiente”.

“La Commissione europea – scrive Julio Garcìa Bugués della Direzione Generale della Commissione europea – è al corrente dei problemi riguardanti la gestione dei rifiuti urbani in Sicilia. Rispetto alla situazione denunciata, la Commissione verificherà la violazione del diritto dell’Unione Europea”.

C’è di più: la Commissione ha acquisito la documentazione di Symmachia non come semplice sollecitazione individuale, ma come parte integrante dell’indagine avviata dall’Europa.

La notizia viene appresa con gioia da Angela Anzalone e Vincenzo Ventura che hanno promosso anche un grande Coordinamento provinciale che sta vedendo insieme sindacati, organizzazioni dei consumatori, istituzioni, associazioni e comitati civici per chiedere, tra le altre cose, la rimodulazione del servizio nei 18 Comuni della Simeto Ambiente, a partire da gennaio 2011, affinché possa essere un servizio economicamente sostenibile sia per i cittadini, chiamati a pagare bollette eque, sia per i Comuni, chiamati a coprire il costo del servizio effettivamente reso.

“L’intervento dell’Europa sia un chiaro segnale per tutti perché si metta fine a questo disastro – spiegano Angela Anzalone e Vincenzo Ventura dell’Associazione Symmachia – attendiamo fiduciosi anche il riscontro della Procura perché vengano accertate tutte le eventuali responsabilità.

Altro che azioni populiste e demagogiche come le definisce qualcuno, – continuano Anzalone e Ventura – questa è una grande battaglia della società civile che, stanca di una situazione vergognosa, vuole partecipare attivamente, così come peraltro previsto dalla Costituzione e dal diritto europeo”.

Riprendiamoci la speranza

in Riflessioni di

E’ possibile parlare di etica in politica? Il dibattito, a livello nazionale, è stato aperto dal noto articolo di “Famiglia Cristiana” del 15 agosto scorso. Secondo il giornale dei paolini “mancano persone capaci di offrire obiettivi condivisi e condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un’idea di bene comune.” E’ possibile calare questo acceso dibattito anche nella realtà di Adrano? Certamente sì.

L’elezione dell’attuale Sindaco era stata salutata come momento di rinascita e di cambiamento, cioè come passaggio da una logica clientelare ad una logica diversa, qualitativamente diversa. Il senso di sconfitta, percepito da molti sostenitori della nuova Amministrazione, manifesta il disagio per quel cambiamento non realizzato. Purtroppo, bisogna riconoscere che, presi dall’entusiasmo per la possibilità del riscatto e della liberazione, si dimenticava che questo gruppo era il supporto vitale del precedente governo della città. I metodi, i modi, la ricerca del consenso attraverso logiche spartitorie si rivelano essere quelle del passato (vedi vicenda “Celad – La villetta”). L’incapacità che fa più specie è da parte di questi politici di guardare ad una realtà sociale che non sia soltanto il piccolo recinto degli impiegati comunali o al massimo del Consiglio comunale, scambiando la realtà vera con quella osservabile solo all’interno del recinto. E’ osservabile, anche, un’altra emergenza: la legalità. Lo scoramento e la delusione sono davanti agli occhi di tutti e si colgono, in forme precise, nella mancata, tardiva e non adeguata reazione ad un fatto di cronaca di estrema gravità: una manifestazione di protesta contro un poliziotto. D’altro canto, che cosa si ci può aspettare di diverso da parte di cittadini abituati a vivere nell’illegalità?

Ipocritamente, la reazione dei politici di Adrano è della serie “Tutto il mondo è paese”, “Questi fatti accadono ovunque”.O mentono, sapendo di mentire o sono cretini. E’ evidente che la risposta è nella prima osservazione. Non è possibile che nessuno si accorga di quello che accade nel centro del paese e nelle periferie: macchine a tutto gas, motorini con conducenti senza casco, parcheggi selvaggi, invasione sistematica dei marciapiedi da parte di alcuni esercizi commerciali, ecc.

Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Come si è giunti a tanto degrado? E’ vero che tutto ciò è anche il prodotto ultimo di un estremo individualismo che ha generato la mercificazione dell’etica pubblica. Ma non solo, la subordinazione dell’idea del bene comune ai vantaggi personali e individuali da perseguire a tutti i costi.

Tutto ciò, ovviamente, ha come conseguenza il crollo del senso del dovere e una società ripiegata sull’egoismo individuale. Allora tutto è perduto? Le considerazioni e l’osservazione della realtà farebbero credere di sì! Ma è perduto il desiderio di giustizia, di legalità, il desiderio di una realtà diversa e migliore in cui vivere? Stessi sentimenti erano affiorati durante l’eclissi di civiltà della precedente Amministrazione, eclissi che aveva generato tra la gente qualcosa di unico, l’afflato di libertà, la cacciata del tiranno, il senso comunitario, il sentirsi parte di un progetto volto al riscatto e al miglioramento. E se oggi ripartissimo da lì?

Antonio Cacioppo

Dal 3° numero del giornale “SYMMACHIA” 

Saluti da Biancavilla

in Bacheca di

Una cartolina. Uno scorcio eloquente di piazza Roma e dello stato in cui versa la città di Biancavilla.
Si affoga nell’immondizia, dopo 7 giorni di vera emergenza. Continuano ad incrociare le braccia gli operatori ecologici che aspettano parte della mensilità di settembre, a differenza dei colleghi di Adrano che, dopo l’emergenza del mese scorso, hanno ottenuto la mensilità piena.
Quella di questi giorni a Biancavilla, così come a Santa Maria di Licodia, Belpasso, Gravina, è un’emergenza senza senso perchè “il Comune di Biancavilla ha rispettato le regole, è assolutamente in regola con i pagamenti”, puntualizza il sindaco Pippo Glorioso. 
Come Glorioso, i cittadini sono stufi di fare i conti, quasi ogni mese, con il fallimento della gestione di raccolta dei rifiuti, servizio affidato all’Ato “Simeto Ambiente” e al Consorzio Simco.
Ancora una volta Symmachia invita le Istituzioni ad una piattaforma comune per uscire fuori dall’Ato e la società civile ad una grande mobilitazione contro i rifiuti per strada, contro le bollette illegittime, contro gli accertamenti immotivati, contro un sistema che sta piegando le nostre comunità.

Il maestro Coco “Cicerone” tra le sue opere per un giorno solo per Symmachia

in Bacheca/Comunicati Stampa/Cultura/Iniziative di
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Un viaggio guidato nelle opere di uno dei più grandi vignettisti contemporanei. Parliamo del maestro biancavillese Giuseppe Coco che, alcuni anni fa, ha voluto fare dono alla sua città natale, Biancavilla appunto, di ben 86 tavole che rappresentano patrimonio del Museo satirico e umoristico di Villa delle Favare.
E sarà proprio il maestro Coco a fare da “cicerone” tra le sue opere per la prima volta in assoluto solo per Symmachia, domani pomeriggio, giovedì 14 ottobre, alle ore 16,30 presso Villa delle Favare. 
Un appuntamento di grande respiro culturale che Symmachia per volere del prof. Dino Sangiorgio, ha voluto promuovere a Biancavilla, aperto ai giovani, agli artisti, agli appassionati. Un modo per parlare di arte, di cultura, di società, di oggi.
Il prof. Sangiorgio, con il contributo dei partecipanti, realizzerà un’intervista-happening che verrà pubblicata, in esclusiva, per il giornale Symmachia, in distribuzione gratuita nelle prossime settimane.
All’incontro di domani, previsto anche il saluto del Sindaco di Biancavilla, dott. Pippo Glorioso.
Il maestro Giuseppe Coco, nato a Biancavilla nel 1936, ha vissuto e lavorato a Milano dal 1960 per poi tornare nella sua Biancavilla dove nel 2006 ha festeggiato i suoi primi settantanni con la partecipazione di tanti artisti di fama mondiale.
Coco è il vignettista italiano di maggior diffusione in giornali di tutto il mondo. Alle circa ventimila vignette in bianco e nero e al migliaio a colori si devono aggiungere tanti lavori di illustrazione per l’editoria e per campagne pubblicitarie e un’opera da pittore non largamente diffusa, ma niente affatto marginale. Tra i suoi libri: I satiri, E grave, dottore?, Vip costumi e scostumi sono i maggiori successi pubblicati anche in Francia, Germania, Olanda, Spagna, Portogallo.
Ha vinto alcuni dei più prestigiosi premi internazionali di umorismo.

Rosario e don Pino, veri esempi Siciliani

in Bacheca di

“Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte!” Parole forti, emblematiche quelle utilizzate da Giovanni Paolo II nel suo anatema contro la mafia nel cuore della Sicilia, ad Agrigento, tra le bellezze naturali della Valle dei Templi, il  9 maggio 1993. Quel grido venne fuori dopo un incontro tra Wojtyla e gli anziani genitori del giudice Rosario Livatino, barbaramente ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre ’90 sul viadotto Gasena, lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre – senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto – si recava in Tribunale. Grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, sono stati individuati i componenti del commando omicida e i mandanti che sono stati tutti condannati.

Rimane ancora oscuro il “vero” contesto in cui è maturata la decisione di eliminare il “giudice ragazzino”, così come lo definirono Nando Dalla Chiesa e il regista Robilant, un giudice ininfluenzabile e corretto. Rosario Livatino è purtroppo solo la terza vittima innocente e illustre di Canicattì. Prima di lui, il 25 settembre 1988, stessa sorte toccò al presidente della Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo Antonino Saetta e al figlio Stefano trucidati in un agguato mafioso sempre sulla Agrigento-Caltanissetta.
Esempio di vita, non solo professionale, ma anche spirituale, al punto che il vescovo di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro tentò di mettere insieme una serie di testimonianze per l’avvio del processo diocesano di canonizzazione, che, ad oggi, comunque, non è stato avviato.
Quello stesso impegno sociale, umano, spirituale che “3P”, padre Pino Puglisi, mise nella sua intensa attività pastorale al servizio della Chiesa di Palermo ed in particolar modo di Brancaccio.
“Me lo aspettavo”, disse don Pino ai suoi carnefici, il 15 settembre, giorno del 56° compleanno.
Dice don Pino: “C’è povertà anche dal punto di vista morale. In molte famiglie non ci sono principi etici stabili, ma tutto viene valutato sul momento, in base alla necessità. Non c’è rispetto per la propria dignità, né per quella altrui. Non c’è rispetto per la proprietà. Da ciò nasce quell’insieme di “trasgressioni legali” – nel senso che la loro illegalità non è neanche avvertita – come il lavoro nero, il contrabbando, lo spaccio di droga, i furti…”
L’Associazione Culturale Symmachia e la testata giornalistica “Symmachia” ricordano con forza lo straordinario esempio di vita del giudice Livatino e di don Puglisi, parafrasando le parole di Giovanni Paolo II: “Lo diciamo ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio”.
 

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