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Vincenzo Ventura - page 2

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“Flash-mob d’amore” in piazza Roma, ecco la sorpresa della fidanzata al futuro marito. VIDEO

in Bacheca di

Atmosfera particolare, ieri sera, a Biancavilla per un flash mob organizzato in piazza Roma da una fidanzata per il suo futuro marito. Una sorpresa d’amore originale che ha acceso di entusiasmo l’intera piazza che stava per riempirsi di giovani, come accade quasi ogni sera. Che qualcosa di diverso, però, stesse per accadere lo si intuiva dalla crescente presenza di gente, tra cui diversi parenti dei promessi sposi biancavillesi.

Ad incuriosire sono state delle ragazze che, improvvisamente, hanno incominciato a ballare, poi è partita la musica ed infine è comparsa lei, la futura sposa con tanto di velo bianco in testa con in mano alcuni cartelloni con frasi d’amore. La piazza è esplosa in un mix di gioia e commozione.

Ad organizzare nei dettagli la sorpresa è stata direttamente la fidanzata Donatella Galati, insieme alle sue amiche Floriana Catania e Ambra Ricceri. Ignaro di tutto lui, il futuro marito, Dino Scaccianoce che ha assistito, incredulo e con una evidente emozione, alla promessa d’amore della sua lei. Applausi dei passanti al momento del bacio tra i due giovani sposi.

Tutto è stato filmato da Giuseppe Cantarella di Yvii Tv. E’ stato realizzato un video – lo proponiamo a seguire – che sta impazzando sui social network.

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Trionfo per l’Orchestra “Sturzo” di Biancavilla: primo posto al Concorso nazionale “MusicalMuseo”

in Bacheca di

E’ l’Orchestra della scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla la vincitrice della quinta edizione del concorso nazionale “MusicalMuseo” di Caltanissetta. I giovani musicisti biancavillesi hanno conquistato il meritatissimo primo posto assoluto della categoria “Orchestre”, riuscendo ad affermarsi con il massimo punteggio (100/100) tra le 50 scuole giunte da diverse parti d’Italia.

Nel 2015, il Concorso di Caltanissetta, promosso dal maestro Mirko Gangi, è stato l’unica rassegna per le scuole medie ad indirizzo musicale ad ottenere il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco.

I brillanti musicisti della “Sturzo”, domenica scorsa (17 maggio), al Teatro Margherita, hanno proposto un repertorio di tutto rispetto: Opera da 3 Soldi, La Cavalcata delle Valkirie,Kaiserwlazer e Jeux d’enfants.

Il nutrito gruppo di Biancavilla è stato guidato dal dirigente scolastico, il prof. Mario Amato, e dai docenti del Corso ad Indirizzo Musicale Marcello Mammoliti (flauto, sax e direttore d’orchestra), Edoardo Priscimone (clarinetto), Salvatore Coniglio (pianoforte e direttore d’orchestra) e Rossana Nicosia (violino).

Dunque, la bacheca dei successi dell’Orchestra “Sturzo” si arricchisce di un nuovo prestigioso premio, nel contesto, peraltro, dei festeggiamenti per il 50° anniversario dell’apertura della scuola media, avvenuta nell’anno scolastico 1964-1965.

Ancora una volta è stata vinta la sfida della “Sturzo” di Biancavilla, quella di puntare sulla formazione musicale, sull’insegnamento di uno strumento che, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, riesce a coinvolgere tanti giovani studenti. Per molti di loro, l’Orchestra della scuola media ha rappresentato una vera e propria “palestra” in cui allenare il talento: non a caso, diversi giovani hanno proseguito gli studi, presso Accademie e Conservatori, tanti sono già stimati docenti di musica, apprezzati musicisti. Per gli altri che hanno intrapreso strade di vita diverse, l’Orchestra ha rappresentato, comunque, un luogo di aggregazione, di socializzazione, di crescita, un ricordo che si porterà nel cuore.

Vincenzo Ventura

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(clicca per ingrandire)

Foto: Radio Cl1

“La Pasqua annunciata da tre diavoli”, la tradizione di Adrano su “La Repubblica”

in Cultura di

L’edizione palermitana del quotidiano “La Repubblica” ha dedicato, ieri, 2 aprile, un interessante articolo sulla rappresentazione pasquale dei “Diavulazzi di Pasquboninaa” di Adrano. L’articolo è firmato dal giornalista Gianni Bonina, il cui cognome rimanda chiaramente alle sue origini di Adrano. Apprezzata firma di diversi quotidiani, tra cui “La Stampa”, Il Domenicale del “Sole 24 Ore”, “Il Riformista”, “l’Unità” e “La Repubblica”, Bonina è autore di numerose inchieste ma anche di romanzi e saggi pubblicati a partire dal 1992.

Nell’articolo di Repubblica, Bonina racconta l’antica tradizione della sacra rappresentazione, scritta da don Anselmo Laudani, che vede tre diavoli annunciare la resurrezione di Cristo, dopo un acceso scontro tra l’Angelo e la Morte che cercano di accaparrarsi l’Umanità.

Per i lettori di Symmachia, proponiamo l’integrale versione dell’articolo pubblicato dal quotidiano nazionale.

direttore@symmachia.it

 

La Pasqua annunciata da tre diavoli. Adrano celebra un’antica tradizione

di Gianni Bonina – La Repubblica – edizione Palermo

Mille diavoli danzano e rumoreggiano a Pasqua per le vie della Sicilia, ma quei tre di Adrano che dal 1752 affrontano Michele Arcangelo, spalleggiano la Morte e si contendono l’Umanità sono forse i più simpatici. O comunque i meno diabolici o i più umani.

Hanno le loro ragioni, dopotutto: se Cristo è risorto e ha salvato gli uomini, l’Inferno chiude per fallimento e per loro è la fine. Perciò si disperano e non sanno a che diavolo votarsi. Si può allora comprendere come nel tentativo dei “diavulazzi” adraniti (più che altro un vezzeggiativo) di impossessarsi dell’anima, impersonata dall’Umanità, baleni l’estremo sforzo non tanto di metterci la coda ma di non rimettercela.

Ogni anno però finisce male: a mezzogiorno  di Pasqua i diavoli devono gridare sbuffando “Viva Maria” e la Morte rassegnarsi  a cedere l’Umanità all’Angelo, spezzando l’arco e gettandolo con la freccia sulla folla, cosa che fa credere da secoli che, al contrario di come dovrebbe essere, sarà molto fortunato riceva un pezzo di legno addosso.

“La Diavolata”, recitata in versi settecenteschi opera di un don Anzelmo Laudine oggi diventato Anselmo Laudani, è unica nel Sud Italia ed ha un suo fascino speciale non tanto per la scenografia (ispirata al rosso dell’Etna) quanto per la resa di un testo che nella sua pronuncia stentorea rinviene un senso d’Oltretomba tale da far apparire la sacra rappresentazione un rito ancestrale e tribale, in linea con i tratti africani della grande maschera demoniaca che tanti bambini ogni anno atterrisce.

Prima degli anni Ottanta “L’Angelicata” non veniva rappresentata da tempo immemorabile, pare per la presenza nelle didascalie della parola “trabucco”, che forse indicava una grande macchina necessaria a fare scendere gli angeli sul palco e causa di qualche incidente mortale. Fatto sta che gli adraniti, sospettando dei diavoli appena usciti di scena, si resero conto che è sempre un rischio mettere insieme il diavolo con l’acqua santa.

 

Svolta nella giurisprudenza: sì al “diritto alle origini”. Istanza dell’avvocato Maria Rosa Petronio

in Bacheca di

La Corte d’Appello di Catania scrive una significativa pagina di giurisprudenza: i giudici catanesi hanno riconosciuto il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini. Si tratta di una importante svolta, destinata ad aprire a concrete opportunità per i figli adottati di chiedere di conoscere l’identità dei propri genitori biologici.

Ciò si è reso possibile grazie al lavoro minuzioso dell’avvocato Maria Rosa Petronio, biancavillese, che, nei mesi scorsi, ha presentato l’istanza di un suo assistito, in virtù di un diritto già riconosciuto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu).

L’avvocato Petronio, insomma, è riuscita in una grande battaglia che si inserisce inevitabilmente nel panorama nazionale del Diritto di Famiglia. Abbiamo contatto telefonicamente il legale biancavillese per capire come si è giunti a questo riconoscimento.

“La Corte d’Appello, sezione Famiglia del Tribunale di Catania, ha accolto una nostra istanza di un figlio adottato che ha chiesto di conoscere le sue origini – spiega l’avvocato Maria Rosa Petronio – in questo modo si è superata la cosiddetta “irreversibilità del segreto”, perchè in contrasto con gli articoli 2 e 3 della Costituzione, seppur bilanciando i due contrapposti diritti, quello della madre a partorire nell’anonimato e quello del figlio di poter conoscere le proprie origini. La Corte d’appello di Catania ha così riconosciuto il diritto del figlio dato in adozione di poter interpellare, tramite il Tribunale per i minorenni, la propria madre biologica che, al momento del parto aveva dichiarato di non voler essere nominata, ciò al fine di una eventuale revoca di tale dichiarazione”.

Di “Diritto alle origini” si è parlato ieri pomeriggio nell’ambito di un incontro che si è svolto nell’Aula delle Adunanze del Tribunale di Catania, promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, sezione territoriale di Catania, e dall’Ordine degli Avvocati di Catania. In merito, ha relazionato l’avvocato catanese  Anna Ruggieri.

(nella foto un momento dell’incontro di ieri pomeriggio al Tribunale di Catania)

Distribuiti oltre mille volantini allo svincolo di Biancavilla. Domani petizione in piazza Roma

in Battaglie/News di

Dopo Adrano, oggi è stata la volta di Biancavilla per la battaglia di denuncia e di sensibilizzazione per la strada statale 284, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia.

Un fine settimana di mobilitazione per chiedere, prima di ogni cosa, la messa in sicurezza della trafficata arteria, teatro di innumerevoli incidenti stradali, anche mortali.

Pomeriggio, i giovani di Symmachia insieme agli scout del gruppo “Biancavilla 1” hanno portato avanti un’iniziativa di volantinaggio nei pressi dello svincolo della “superstrada” in territorio di Biancavilla: oltre mille volantini sono stati distribuiti agli automobilisti in transito.

Durante la manifestazione è intervenuto, sul posto, pure il sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso che ha voluto sottolineare la sua presenza sia nella veste istituzionale, in rappresentanza della comunità biancavillese, sia come semplice cittadino.

Il clou delle attività è in programma domani mattina (domenica 1 marzo) a partire dalle ore 10.30, in piazza Roma, scatterà la petizione popolare: verrà illustrato il documento che potrà essere firmato e, successivamente, inviato agli organi competenti.

Anche all’iniziativa di domani mattina aderiranno gli scout di “Biancavilla 1” e il gruppo giovanile Yvii.

Il “mese di lotta” per la strada statale 284 è stato ideato per chiedere urgenti e duraturi interventi di messa in sicurezza della trafficata arteria, in particolare nel tratto Adrano-Paternò. Proprio questa porzione di strada è stata teatro di innumerevoli incidenti stradali, anche mortali. Fra questi, anche l’incidente in cui ha perso la vita il giovane adranita Salvo Muni: la madre, Angela Migliastro, ha condiviso immediatamente le iniziative di Symmachia. Insieme alla presidente Angela Anzalone, la signora Migliastro ha firmato la lettera che è già stata inviata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Prefetto di Catania, al Presidente dell’Anas, alla Regione Siciliana e ai Sindaci di Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia e Paternò.

LE FOTO DEL VOLANTINAGGIO

volantino immagine symmachia

Renzi commissaria la Sicilia sui depuratori: risorse non spese. A rischio finanziamento per Adrano

in Ambiente/Battaglie/News di

“Adesso, non guardo in faccia nessuno”. E’ categorico Matteo Renzi durante una riunione operativa, a Roma, in cui è stata verificata la situazione degli impianti di depurazione in Sicilia. C’è un miliardo di euro già stanziato dal Governo, nel 2012, e non ancora investito per la creazione o per l’adeguamento e il miglioramento dei depuratori di diversi Comuni dell’Isola. Si fa un chiaro riferimento alla delibera del Cipe del 2012, la stessa con cui vennero previste le risorse anche per il depuratore di Adrano. La scadenza per beneficiare dei finanziamenti era fissata a giugno 2014, dopo una proroga concessa a fine del 2013, l’ultima anche se qualcuno, soprattutto negli Uffici di progettazione dei Comuni siciliani auspicava in una nuova proroga. Ma così non è stato. Già nei mesi scorsi, l’Associazione Culturale Symmachia aveva chiesto notizie al Comune di Adrano, al Sindaco e all’Ufficio Tecnico sullo stato di avanzamento del progetto: nessuna risposta. Fu anche sottolineato come dalle notizie che filtravano da Palermo il finanziamento originariamente previsto dal Cipe si sarebbe ridotto almeno del 40%, attraverso una successiva rimodulazione delle risorse che, però, non sembra essere stata eseguita dalla Regione.

Per Adrano il finanziamento era di 7 milioni di euro che, anche quando rimodulato, avrebbe consentito di far giungere in città un pò di liquidità, sia per la risoluzione di un annoso problema, come quello della depurazione, sia per l’impiego di manodopera locale o di acquisto in loco di materiali necessari per gli interventi.  In particolare, il gruppo consiliare di Symmachia lo chiese in occasione della prima riunione del Consiglio comunale di Adrano, nel 2013. Si attendono ancora risposte.

Nel frattempo, entro fine mese, è atteso il commissario inviato dal Premier in Sicilia che si occuperà di seguire l’iter, rivedere le somme e i relativi progetti. Bisogna fare in fretta, non solo per scongiurare di perdere i finanziamenti, ma anche perchè dal 2016 scatteranno le sanzioni dell’Europa: solo per la Sicilia si parla di 180 milioni di euro di multe.

A scaricare tutte le responsabilità sui Comuni ci ha già pensato il presidente della Regione Rosario Crocetta: “I ritardi sono dei Comuni e non della Regione. Sono loro a gestire direttamente i finanziamenti: fosse stato per la Regione, già li avremmo spesi”.

I salesiani festeggiano don Bosco, ma ad Adrano brucia ancora la perdita delle suore

in Battaglie di

Il portone della Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri” rimarrà chiuso, anche quest’anno. Non si sentiranno i canti degli animatori, non si vedranno scorrazzare i tanti ragazzi sui pattini, con le loro magliette colorate. Anche quest’anno non ci saranno quelle energiche donne in abito grigio, con la croce al petto e il velo in testa, che, per oltre mezzo secolo, hanno rappresentato un solido punto di riferimento per la formazione e la crescita di tante generazioni di Adraniti.

Di tutto ciò, purtroppo, rimane un ricordo che, nonostante l’avanzare del tempo, rimane scalfito nel cuore di molti. E non solo per la presenza religiosa garantita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche per il presidio di solidarietà e di legalità in una città martoriata dal dilagante disagio giovanile, da episodi di criminalità diffusa che, come riportano i fatti di cronaca, quasi quotidianamente, trova facile manovalanza soprattutto fra i ragazzi. Probabilmente, Adrano non è messa peggio di tante altre realtà difficili siciliane, ma la perdita di un così importante luogo di aggregazione, di socializzazione, di crescita rappresenta un duro, durissimo colpo, specialmente in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo.

Per Adrano ed in particolare per il popoloso quartiere Monterosso, la “mission” delle Suore andava oltre la semplice presenza nel territorio di una congregazione cristiana, significava qualcosa di più. Rappresentava una determinata controrisposta allo sfilacciamento del tessuto sociale: all’Istituto si pregava, si insegnava ad essere “buoni cristiani ed onesti cittadini”, ma si forniva anche un valido supporto alle famiglie per la formazione dei loro figli. Ciò avveniva attraverso l’insegnamento di discipline, delle attività di doposcuola gratuito. Oppure attraverso lo sport: la pista di pattinaggio fu voluta proprio dalle Suore, così come sono state proprio le Suore a chiedere la realizzazione di ulteriori strutture sportive. O ancora con gli appuntamenti settimanali per la conoscenza della musica, dell’arte, della creatività e – perché no – anche di semplici lavoretti di ricamo. Tutto, poi, si concludeva in estate, con il Grest che contava centinaia di ragazzini, una “stazione di servizio” dove rinfrancarsi per poi riprendere a settembre. Coloro che hanno avuto la fortuna di vivere questi momenti – come chi vi scrive – hanno avuto modo di sperimentare l’amore per il prossimo, l’impegno genuino e volontario per gli altri.

A trasmetterlo non erano soltanto le Suore, ma anche le decine di ragazze e di ragazzi, di madri e padri di famiglia che dedicavano parte del loro tempo libero all’interno della struttura salesiana, con spirito di altruismo e di servizio.

Era questo ciò che Marietta Sidoti e Giovanni Sangiorgio Gualtieri pensavano di realizzare nei terreni di loro proprietà. E lo hanno scritto, in punto di morte, nel loro testamento che l’Associazione Culturale Symmachia ha voluto far conoscere a tutta la città nel 2011.

Chi vi scrive ricorda perfettamente come Symmachia è riuscita a procurarsi, a proprie spese, quel prezioso documento: si era già diffusa la notizia della partenza delle Suore con versioni contrastanti e, in una calda mattina d’estate, con la presidente di Symmachia Angela Anzalone, il prof. Antonio Cacioppo e la prof.ssa Nella Anzalone ci siamo recati presso l’Archivio Notarile di Catania. Dopo un’attenta ricerca tra le carte, è venuto fuori il testamento dei Sangiorgio Gualtieri, in cui, tra le altre cose, viene scritto:

Istituisco e nomino erede universale di tutti i miei beni il Comune di Adrano, all’unico scopo e con l’obbligo categorico d’istituire in Adrano la “Casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri”.
Voglio che il mio patrimonio immobiliare resti perpetuamente inalienabile: dovendosi il solo reddito dedicare al mantenimento della Casa. Ripeto: faccio espresso e categorico divieto al mio erede d’alienare, per qualsiasi ragione, anche un solo metro quadrato delle mie proprietà.
Voglio che l’educazione e l’istruzione di tutti i bambini venga affidata ai Salesiani di Sicilia.
La porta della Casa dovrà essere sempre aperta a tutti i bambini poveri ed abbandonati, primi fra tutti quelli del mio amato paese di Adrano.

Un vero e proprio atto d’amore nei confronti degli Adraniti che, però, non sembra essere stato rispettato a pieno. Al di là della fisiologica carenza di vocazioni, che tocca un pò tutti gli ordini religiosi, non possono essere negati oggettivi contrasti con la Fondazione Sangiorgio Gualtieri. Emblematica fu un debito che le Suore avevano con l’Ato “Simeto Ambiente” di svariate migliaia di euro. Una matassa che, incredibilmente, non si riuscì a sbrogliare. Non si seppe mediare, trovare un punto di incontro, ricercare una soluzione.

La città si mobilitò, Symmachia e gli Animatori fecero pure una raccolta firme (oltre 2500 cittadini firmarono) che venne consegnata nelle mani dell’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina, in occasione di un incontro privato che fu concesso ad una delegazione di Symmachia e degli Animatori. Ma non è bastato.

Ad oggi, tutto rimane fermo, spaventosamente fermo. La Casa è stata devastata da balordi. Così, mentre la famiglia salesiana si appresta, domani, a ricordare don Bosco, ad Adrano si avvertirà con maggiore dolore la mancanza delle suore.

Nel cuore, però, bisogna conservare la speranza. La felice ricorrenza del bicentenario della nascita del padre, amico ed educatore della gioventù possa essere l’occasione utile per riaprire le porte della Casa, attraverso una nuova e responsabile collaborazione tra la Fondazione “Sangiorgio Gualtieri” e le Figlie di Maria Ausiliatrice che, a loro volta, troveranno la certa ed immediata cooperazione degli Animatori.

Solo così si renderà giustizia alle volontà testamentarie dei benefattori per il loro “amato paese di Adrano”.

Video di Symmachia. Appello per la presenza delle Suore ad Adrano

Maturità 2015, ecco le materie affidate ai commissari esterni

in Giovani & Opportunità di

Scatterà il prossimo 17 giugno con la prova d’italiano, la Maturità 2015. Per quanto riguarda le materie oggetto della seconda prova anche quest’anno sembra essere stata rispettata la tradizione: Latino al Classico, Matematica allo Scientifico, Economia Aziendale negli Istituti tecnici e lingua inglese per i tecnici con indirizzo legato al Turismo. Una novità riguarda il Linguistico: fino allo scorso anno, lo studente poteva optare fra tutte le lingue studiate nel quinquennio. Quest’anno, invece, la scelta è spettata al Miur che ha indicato la lingua studiata in modo più approfondito nel quinquennio. La prova dell’Artistico consisterà nell’elaborazione di un progetto e potrà essere articolata su più giorni.

COMMISSARI ESTERNI. Per conoscere i nominativi dei componenti della Commissione d’esami, gli studenti dovranno attendere la fine di maggio. Nel frattempo, però, il Mistero ha diffuso le materie che saranno affidate ai commissari esterni.

Al Classico: lingua e cultura latina – lingua e cultura straniera – matematica;

Allo Scientifico: matematica – filosofia – lingua e cultura straniera;

Allo Scientifico – indirizzo “Scienze Applicate: matematica – filosofia – informatica;

Al Linguistico: lingua e cultura straniera 1 – lingua e cultura straniera 2 – filosofia;

All’Artistico: materia di indirizzo oggetto di 2° prova – lingua e cultura straniera – storia dell’arte;

Alle “Scienze Umane: scienze umane – lingua e cultura straniera – filosofia;

* Foto di copertina tratta dal film “Notte prima degli esami”.

La Repubblica fotografa i 30 ponti più belli d’Italia: c’è anche il Ponte dei Saraceni di Adrano

in Ambiente di

Il “viaggio” virtuale tra le bellezze italiane promosso dal quotidiano “La Repubblica” fa tappa anche ad Adrano. Nella rassegna fotografica dei trenta ponti più belli del Paese c’è anche il Ponte dei Saraceni, il ponte che, di fatto, collega il territorio di Adrano con quello di Centuripe. Il Ponte dei Saraceni è fra i due ponti siciliani selezionati da “Repubblica” e pubblicati sul sito web (collegamento diretto alla pagina – clicca qui), segno, ancora una volta, della straordinaria bellezza che il nostro territorio riesce ad offrire. Bisognerebbe rendersene conto, una buona volta.

La fotografia di Repubblica, con il fiume Simeto in bella vista, assomiglia ad una vera e propria cartolina, l’immagine che un pò tutti vorremmo vedere per identificare il nostro territorio. Per identificare noi stessi.

Per fortuna, i cronisti e i fotografi di “Repubblica” sono stati clementi e ci hanno risparmiato giuste e feroci osservazioni: il degrado in cui versa quest’area è assolutamente visibile, per via delle montagne di rifiuti presenti nella zona. Per non parlare della strada dissestata da anni, della mancanza di adeguata indicazione turistica, della impossibilità per i pullman di turisti di raggiungere la zona.

la repubblica - ponte dei saraceni
La pagina del sito web del quotidiano La Repubblica

 

Auguri, padre Brancato! Festeggiati i 95 anni. “Unire le forze per aiutare i nostri giovani”

in Bacheca di

95 anni e non sentirli. Non è una frase di circostanza, di quelle che solitamente si dicono per sdrammatizzare l’avanzare della vita. Piuttosto, è l’immagine nitida di un uomo energico, vulcanico, per certi aspetti severo nei suoi insegnamenti educativi, ma dal cuore grande, dai messaggi semplici che toccano il cuore. Un uomo in talare discreto e dalla tenerezza disarmante, come quella di un bambino. Come quella dei tantissimi giovani di Biancavilla a cui padre Placido Brancato ha dedicato la sua vita. E lo spirito giovanile continua a mantenerlo e a manifestarlo, anche nel giorno del suo 95° compleanno, lo scorso mercoledì, 14 gennaio. Di questi, ben 72 anni sono quelli di ordinazione sacerdotale, avvenuta il 18 ottobre 1942. Numeri, questi, che l’hanno portato ad essere il sacerdote decano del clero dell’Arcidiocesi di Catania.

Per festeggiare il compleanno si è radunata attorno a lui la comunità dell’Annunziata, di cui è stato il primo parroco per quasi mezzo secolo, dal 1952 fino al 2000, con il passaggio del testimone con l’attuale parroco, don Giovambattista Zappalà.

Non si è mai fermato, probabilmente neppure per un giorno. Facile incontrarlo, vedere la sua imponente figura in un angolo della parrocchia, assorto in preghiera, o nella chiesa di San Giuseppe per celebrare l’Eucarestia o ancora tra gli amici dell’Azione Cattolica, nel Circolo, oggi chiuso, di piazza Roma.

In paese, non si contano coloro che, almeno una volta, hanno calciato un pallone all’Oratorio “Don Bosco”, da lui creato e portato avanti, alle spalle della “sua” chiesa dell’Annunziata. Un’occasione per aggregare i giovani e metterli al riparo dai rischi della strada, ma un’opportunità per fare catechismo, per far conoscere il messaggio del Vangelo.

Cresciuto con gli esempi di padre Placido Caselli, come tanti amati sacerdoti biancavillesi, padre Brancato ha sempre guardato a Don Bosco come guida del suo sacerdozio, soprattutto per l’educazione, la formazione e la crescita dei ragazzi. “Bisogna essere buoni cristiani ed onesti cittadini come ci dice don Bosco”, ama ripetere padre Brancato. Un’azione educativa da accompagnare a quella che deve avvenire in famiglia. Così, il sacerdote – per padre Brancato – deve essere uno strumento per formare ragazzi cristiani e, quindi, famiglie cristiani, lavoratori cristiani.

Raccomanda a tutti di lavorare e di impegnarsi per i giovani. Lo ha fatto nel giorno del suo 70° anniversario di sacerdozio, due anni fa in chiesa Madre, quando invitò i suoi confratelli parroci, gli operatori pastorali e le Autorità cittadine ad unire le forze. “Mettiamoci tutti insieme per aiutare i nostri giovani, non possiamo dimenticarci di loro”. Un concetto che ha ribadito anche nel giorno del suo compleanno, davanti a quei giovani che si impegnano nelle attività parrocchiali e a quei “suoi ragazzi” che, oggi, possibilmente, hanno più di qualche capello bianco.

“Santi e biniritti”, il suo “motto”, in risposta a quanti, con un sorriso, gli si rivolgono anche solo per un saluto: “Sabenedica, padre Brancato!”.

 

* foto di Giovanni Stissi

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