Caos Scuole Biancavilla: cronaca di un disastro

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Sciolta la neve, si vedono i buchi. Allo stesso modo, esauriti gli annunci ad effetto rimangono i problemi da risolvere e le decisioni coraggiose da assumere. Fino ad oggi, la gestione del post-terremoto del 6 ottobre  a Biancavilla è andata avanti a colpi di slogan. Un disastro che si è consumato tra i mille disagi patiti da un’intera comunità scolastica per un evento  – ovviamente non voluto e non prevedibile da nessuno – che, in qualche modo, bisognava affrontare in modo diverso sin da subito, prendendo il toro per le corna. Invece, si è arrivati ad un punto di ritorno. Peggio, ad uno sfilacciamento del tessuto sociale che, come una mina vagante, sta rischiando di determinare una guerra dei poveri, con famiglie e studenti distinti per tifoserie di una o dell’altra scuola. Tutto ciò nel silenzio assordante di chi dovrebbe dare una risposta istituzionale e non riesce a darla. Una situazione paradossale che dimostra un’inconsistenza politica senza precedenti.

In questa cronaca, proveremo a rimettere insieme i cocci. Non è facile, perché tutt’oggi il quadro non è del tutto chiaro, mancano alcuni elementi, altri neppure sono stati resi noti. Ci proviamo.

ALTERNANZA DOPPI-TURNI: E’ FUMATA “GRIGIA” IN CONSIGLIO D’ISTITUTO “BRUNO”

Partiamo dalle novità che emergono dall’attesa riunione di ieri del Consiglio d’Istituto della scuola “Bruno” che, ormai dal 24 ottobre scorso, vede nel pomeriggio le lezioni di tutte le 27 classi della scuola “Sturzo”, con oltre 650 studenti. Il nuovo accordo raggiunto dalle dirigenti delle due scuole, Agata Di Maita e Giuseppina Furnari, con la collaborazione della dirigente della scuola “Verga” Titti Gennaro, si sintetizza in due punti e vede: 1. cessione di 11 aule da parte della “Bruno” alla “Sturzo; 2. cessione di 3 aule da parte della “Verga” di via dei Mandorli alla “Sturzo”. In questo modo, si riuscirà a consentire a metà delle 27 classi della “Sturzo” di tornare a fare lezione al mattino: spetterà alla “Sturzo” stabilire l’organizzazione dei doppi-turni “interni” delle proprie classi, individuando quelle che andranno al mattino, e quelle del pomeriggio. La “Bruno”, invece, riuscirà a mantenere tutte le lezioni al mattino, trasformando alcune stanze in aule: tra queste, pure la stanza del dirigente scolastico verrà adibita a classe. A questa proposta, se ne aggiunge una last-minute dell’Amministrazione comunale che chiederebbe altre 4 aule da destinare alla “Sturzo”, una proposta che verrà discussa e votata dal Consiglio d’Istituto della “Bruno”, domani pomeriggio.

Col via libera della “Bruno”, la palla passerà al Consiglio d’Istituto della “Sturzo” che, fino ad oggi, ha chiesto l’alternanza dei doppi-turni dal 1° febbraio, facendo le lezioni al mattino per tutte le classi e non soltanto per una parte. Staremo a vedere.

In ogni caso, ci chiediamo: possibile che ad una simile proposta si sia giunti soltanto oggi? Occorrevano davvero 3 mesi?

I DUBBI DEI GENITORI SUI REALI DANNI DELLA “STURZO” E LE CONTESTAZIONI AL SINDACO

Molti genitori hanno cercato di vederci chiaro sui reali danni subiti dalla scuola “Sturzo”, dal momento che il tecnico del Comune, l’architetto Cristina Bisogni, in Consiglio comunale ha categoricamente escluso “danni strutturali” per tutte le scuole. Pure per la “Sturzo”. Dunque, a detta dei genitori, per ripristinare l’apertura della scuola sarebbero bastati interventi di “edilizia ordinaria”. L’hanno ribadito durante la protesta plateale di lunedì scorso e trapela pure dalla lettera aperta che un folto gruppo di rappresentanti dei genitori ha indirizzato al sindaco di Biancavilla, contestando diversi aspetti. Ad esempio, per capire di più sui danni, i genitori hanno fatto richiesta d’accesso agli atti del Comune per conoscere tutti i provvedimenti e i documenti adottati, utili a capirci qualcosa di più: “il silenzio dell’Amministrazione ha indotto i genitori a inoltrare l’istanza e a distanza di oltre 10 giorni – si legge nella “lettera aperta” – nessun riscontro si è avuto dagli organi competenti”, scrivono i genitori Daniele Di Gloria, Marilena Di Grazia, Giuseppe D’Urso, Placido Giuffrida, Vincenza Giuffrida, Emanuela Mancari, Rosaria Mancari, Giosué Pappalardo, Daniela Milazzo, Giovanni Marco Rapisarda.

GLI STUDENTI OCCUPANO IL PALAZZO COMUNALE 

I FINANZIAMENTI DEL GOVERNO FERMI ALLA CORTE DEI CONTI

Anche in questo caso, gli annunci roboanti non sono mancati: prima di Natale, il Sindaco e poi la Deputazione del Movimento 5 Stelle annunciano urbi et orbi la firma del decreto del Ministero dell’Istruzione di 810 mila euro per le scuole di Biancavilla (ma sarebbero incluse pure S. Maria di Licodia e Adrano). Ad oggi non c’è traccia del decreto, perché sarebbe fermo alla Corte dei Conti per la verifica della reale copertura economica. In ogni caso, non significa che, nel momento in cui verrà notificato alla Regione, il decreto produrrà l’immediato avvio dei lavori: non essendo stato riconosciuto lo “stato d’emergenza” l’iter burocratico sarà inevitabilmente più lungo.

NON RICONOSCIUTO LO STATO D’EMERGENZA E IL PROBLEMA DELL’ORARIO SCOLASTICO

In un primo momento, l’Amministrazione comunale aveva lasciato sperare sul riconoscimento dello “stato d’emergenza” da parte del Governo nazionale e ribadito al vicepremier Luigi Di Maio, nella sua visita-lampo a Biancavilla, al Primo circolo didattico. Pareva filare tutto liscio. Invece, evidentemente sulla scorta delle relazioni della Protezione civile nazionale, il Governo non ha riconosciuto lo “stato d’emergenza”. Ciò significa che qualora arriveranno dei finanziamenti per superare le criticità, bisognerà seguire la trafila burocratica standard, senza scorciatoie: inevitabilmente i tempi si allungheranno.

Un danno nel danno, se si considera che alcuni gli Istituti scolastici avevano tagliato l’orario scolastico, portandolo a 25 ore settimanali per consentire una maggiore serenità nello svolgimento dei “doppi-turni”. Ovviamente, una soluzione transitoria, peraltro non più giustificata dalla mancata proclamazione dello “stato d’emergenza”. Da qui, l’aut-aut dell’Ufficio Scolastico Provinciale per il ripristino delle 30 ore settimanali, pena l’invalidità dell’anno scolastico. In questo modo, gli studenti del pomeriggio concluderanno le lezioni di sera, poco prima delle ore 20.

Ovviamente, senza “stato d’emergenza” non ci saranno risarcimenti per le abitazioni dei cittadini che hanno subito dei danni.

LE ALTRE SCUOLE AI “DOPPI-TURNI”

Biancavilla è stato l’unico dei 4 Comuni interessati dal terremoto ad avere ben 3 su 5 scuole chiuse, perché dichiarate inagibili dal sindaco Bonanno. Nessun problema, invece, per le scuole superiori di competenza dell’ex Provincia: anzi, in alcuni casi, la Multiservizi ha effettuato alcuni interventi di ripristino per consentire lezioni in assoluta sicurezza.

Sono chiusi integralmente la scuola “Marconi” con i doppi turni nel plesso “Don Bosco” (Cicalisi) e la scuola “Sturzo” con doppi turni alla “Bruno”, parzialmente la scuola “Verga” di via Liguria con doppi turni nello stesso edificio, chiuso pure l’asilo “Don Bosco”.

GLI ALTRI EDIFICI CHIUSI

Rimangono inagibili con ordinanze sindacali, la Basilica “Maria SS. dell’Elemosina” e la chiesa dell’Idria, come pure la chiesa S. Gaetano ma anche S. Antonio (anche se non vi è un provvedimento ad hoc).