Cassonetti sì, cassonetti no: l’Amministrazione allo sbando, senza un piano per i rifiuti

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Ad Adrano sembra di stare alla “Corrida”, la fortunata trasmissione di Corrado in cui i dilettanti della musica, del ballo, del cabaret si esibivano allo sbaraglio, nelle più strampalate performance. Ad Adrano si vive nell’approssimazione, senza un’idea della classe politica che guida la città, senza uno straccio di proposta, più o meno seria, su cui puntare e far convergere gli sforzi della città.

Certo, – lo diciamo subito in premessa per evitare facili strumentalizzazioni – un Comune non ha quei poteri necessari per gestire autonomamente un problema così grande. Insomma, nulla a che vedere con le visioni di chi, come il super-presidente del Consiglio comunale Alessandro Zignale, pensava di poter risolvere, con qualche ruspa e qualche volenteroso, un disastro, come quello dei rifiuti, che solo la Regione Siciliana e il Governo nazionale potrebbero affrontare veramente. Del resto, di cosa parliamo: l’iniziativa “Ripuliamo Adrano” è sprofondata negli abissi ed è stata utile soltanto a recepire i moniti lanciati dall’Associazione Culturale Symmachia per contrada Capici: la mega-pattumiera, nei pressi del Mercato Ortofrutticolo, è stata bonificata, alla meno peggio, in tutta fretta, dopo le proteste dei residenti e i sopralluoghi continui e gli esposti alla Procura della Repubblica di Catania e alle Forze dell’Ordine presentati proprio dall’Associazione Symmachia. E pensare che qualcuno voleva mettere pura la medaglietta al petto…

Siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio. Niente di più. L’ultimo mistero sulla vicenda rifiuti è il ritiro, sembrerebbe da parte della Ditta, “Geo Ambiente”, dei cassonetti collocati soltanto poche settimana fa in alcune aree della zona, tra cui via Alcara Li Fusi, come si vede nell’immagine di copertina. Da ieri mattina i cassonetti non ci sono più: rimossi, senza un preavviso, senza una spiegazione. I rifiuti, però, giacciono per terra. Dal Comune, al momento, nessuna informazione ai cittadini.

Cosa è cambiato? E’ successo qualcosa? Dobbiamo attenderci una nuova emergenza rifiuti oppure è in arrivo una nuova genialata da parte dell’Amministrazione comunale?

Domande che rimangono, sempre per il momento, senza risposta.

Cassonetti sì, cassonetti no, se ci fate caso la strana sorte toccata ai cassonetti sembra riflettersi anche sulle (straordinarie!) scelte politiche di “Azione Civica”, il gruppo degli Amici del presidente Zignale, per intenderci. A marzo 2013 escono dalla Maggioranza spostando l’attenzione su temi concreti, poi ad agosto 2013 rientrano, ottengono la poltrona di Presidente del Consiglio comunale, cercano in qualche modo di “commissariare” il Sindaco persino nelle scelte politico-amministrative di installare degli impianti di videosorveglianza in alcune scuole. Poi, la “svolta”: abbandonano, ancora una volta, la Maggioranza, dopo l’ultimo rimpasto di Giunta che non ha fatto incassare ad “Azione Civica” la nuova agognata poltrona, quella dell’Assessorato. Certo, coerenza vuole che, se davvero la crisi tra Ferrante e il gruppo degli amici di Zignale è vera e reale, il super-Presidente farebbe bene a dimettersi. Ma c’è chi non sarebbe disposto a scommettere neppure un centesimo di euro. Secondo noi, si tratta di una visione esagerata e chi non è disposto, oggi, a scommettere si mangerà le mani. O no?

Il ritiro, improvviso, dei cassonetti è l’immagine di una classe dirigente che non ha un’idea credibile e stabile.

Si è passati dall’adottare la strategia “Rifiuti Zero” senza, però, mai battere i pugni per puntare realmente a far partire la raccolta differenziata. Non a caso, nonostante tutti i problemi legati alla spazzatura, Adrano è tra i pochissimi Comuni in Sicilia a non avere dati della differenziata, perchè la differenziata non esiste. E pensare che nel primo Piano Industriale, adottato dall’Amministrazione Comunale, su elaborazione degli Uffici comunali, si puntava ad ottenere immediatamente il 65% della differenziata, senza sapere neppure quali fossero le modalità per raggiungere un simile risultato. Ad Adrano il problema è culturale, come anche di disaffezione della gente nei confronti delle iniziative dell’Amministrazione comunale che, cambiando puntualmente idea, con una certa frequenza, non viene ritenuta efficace nell’azione di prospettare un Piano utile e condiviso o comunque un Piano su cui ragionare. Basterebbe fare un salto nei Comuni limitrofi per vedere che la situazione è diversa, nonostante i problemi analoghi che toccano tutte le realtà che hanno composto l’Ato “Simeto Ambiente”.

 

(Una delle foto di copertina è di Obbiettivo Adrano)