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Biancavilla nel degrado, regna l’immobilismo: devastata piazza Annunziata

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Spazzatura e sporcizia dovunque, aiuole fatiscenti, lampioni distrutti, alberi avvelenati e fontanella continuamente danneggiata. Adesso, anche le panchine in legno sono state sradicate e gettate negli angoli della piazza. Una è stata abbandonata pure davanti l’ingresso della chiesa.
Si è svegliata così oggi piazza Annunziata, la storica piazza del centro del paese, simbolo insieme a piazza Falcone-Borsellino del degrado dilagante in cui versa Biancavilla.
Incivili in azione per danneggiare un bene pubblico: zero controlli e scarso interesse a mettere fine ad un problema che, come ripetono diversi residenti della zona, è stato più volte segnalato, nelle scorse settimane, all’Amministrazione comunale.
Nulla si muove, nonostante impegni e promesse puntualmente non rispettate.
Nessun rispetto per il Monumento dei Caduti che, del resto, ha caratterizzato la storia della piazza: e pensare che qualche politicante locale, appena un anno fa, aveva addirittura proposto di spostare chissà dove il Monumento dei Caduti, quasi fosse diventato un ostacolo per la “movida” del week end. Roba da matti: la proposta – dopo pure le nostre segnalazioni – fu bocciata dal Consiglio comunale.
In realtà, parlare di “movida giovanile” come causa di tutti i mali di piazza Annunziata sarebbe esagerato, soprattutto per quei tanti ragazzi perbene che frequentano un bene della città nel rispetto dei luoghi. In realtà, sono pochi balordi, spesso ubriachi, che agiscono indisturbati.
Così, questi incivili possono permettersi di tutto. Automobili e scooter bloccano l’accesso a via Giuseppe Tamo da Brescia e nessuno si preoccupa di liberare una via pubblica.
A nulla servono gli slogan immancabili, annunciando falsi provvedimenti risolutivi: non ha senso emanare ordinanze sindacali per vietare la vendita di bottiglie di bibite e bevande analcoliche se non si fa nulla per verificare il rispetto delle ordinanze.
Del resto, basta vedere l’infinita di bottiglie di birra e bicchieri sparsi dovunque.
“Non ci sono controlli e non c’è rispetto per chi vive qui, sia anziani che famiglie. – dice una signora che vive vicino la chiesa Annunziata – Alcuni giovanotti hanno fatto pipì sul portone della mia abitazione e sono stata costretta a mettere una ringhiera davanti l’ingresso di casa”.
Per non parlare delle auto dei residenti della zona costantemente danneggiate.
Nei mesi scorsi erano stati avvelenati gli alberi secolari – almeno così era stato ipotizzato – forse perché le foglie davano fastidio a qualcuno. Chissà.
Perché chi amministra non pensa a realizzare un coordinamento, una “cabina di regia” con Vigili urbani, Forze dell’Ordine e specifiche realtà di controllo che esistono in paese?
Più comodo vivere nell’immobilismo. 

Foto di: Ornella Spalletta, Giuseppe Ranno, Bruno Rametta

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Adrano esclusa dal progetto, Symmachia scrive al Ministro e all’Anas

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Sulla clamorosa esclusione del tratto di Adrano dal progetto di ampliamento a quattro corsie della strada statale 284 (leggi qui), l’Associazione culturale Symmachia passa dalle parole ai fatti: quest’oggi, il presidente Calogero Rapisarda ha inviato una lettera al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, all’Assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e al direttore regionale dell’Anas Valerio Mele.

“Al di là delle tante dichiarazioni di circostanza che abbiamo letto – spiega Rapisarda di Symmachia – occorrono risposte concrete per evitare l’ennesima mortificazione del territorio, per una strada usata ogni giorno da lavoratori, studenti pendolari e mezzi pesanti per il trasporto delle merci. Noi vogliamo vederci chiaro sin da subito e per questo non abbiamo esitato a rivolgerci direttamente al Ministro Toninelli affinché possa prendere in mano la vicenda e coordinare meglio questa fase di progettazione con la Regione e l’Anas: qui non c’è campanilismo, c’è semplicemente l’esigenza di avere infrastrutture adeguate per un territorio di oltre 150 mila abitanti”.

Nella lettera inviata agli organi competenti, l’Associazione Symmachia chiede: “quali sarebbero i “motivi tecnici” che impedirebbero il raddoppio delle corsie nel tratto di Adrano?” E ancora: “l’inserimento di Adrano aumenterebbe gli standard di sicurezza della strada perché sarebbe più uniforme ed eviterebbe “l’effetto ad imbuto” che, tutt’oggi, si registra nello svincolo di Paternò, dove la 121 a quattro corsie confluisce nella statale 284, restringendosi a due corsie”.

Ma l’Associazione di Adrano e Biancavilla rilancia e, al di là dell’inserimento di Adrano nel progetto di raddoppio della carreggiata, chiede immediati urgenti per mettere in sicurezza subito la strada, senza aspettare 5 o 6 anni prima del reale avvio dei lavori.

Nella lettera Symmachia chiede di “ripristinare il manto stradale disastrato, la segnaletica, il guard-rail divento o del tutto assente, migliorare gli svincoli e liberare le piazzole di sosta dai rifiuti di ogni tipo, compresi quelli pericolosi, sistemare le pareti perimetrali della strada, prevedendo reti protettive per impedire l’accesso in strada di animali” che, spesso, finiscono per essere travolti dai veicoli.

Nello stesso tempo, i componenti dell’associazione Symmachia lanciano un monito: “in assenza di riscontro o di notizie certe, annunciamo che siamo già pronti ad una grande mobilitazione di piazza che stiamo già concordando”.

LEGGI – LA LETTERA INVIATA DAL PRESIDENTE RAPISARDA

 

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L’ampliamento della superstrada 284 come il Ponte sullo Stretto

L’ampliamento della superstrada 284 come il Ponte sullo Stretto

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Non c’è uno straccio di progetto esecutivo. Non esiste neppure lo studio di fattibilità, men che meno le indagini geognostiche che, forse, cominceranno tra qualche mese. Per non parlare di autorizzazioni, concessioni e di passaggi sostanziali e non formali al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici o in organismi per la Valutazione d’Impatto Ambientale. Insomma, al momento non c’è nulla. Proprio nulla, fatta eccezione per la buona volontà.

Al Comune di Biancavilla, si è cercato di accendere una fiaccola nella fitta nebbia di un iter burocratico tutto da delineare per la messa in sicurezza della strada statale 284, da Paternò ad Adrano. Il direttore e il tecnico dell’Anas  hanno illustrato l’idea progettuale, ancora in fase embrionale, su come potrebbe diventare la superstrada, non prima di cinque-sei anni: allargamenti, ampliamenti, numeri, dati, anche se ancora tutto è da definire, da calare nella realtà. Insomma, dall’incontro di Biancavilla emerge una voglia matta di sognare.

Per carità, l’iniziativa di far conoscere ciò che bolle in pentola è ammirevole , per questo è apprezzabile lo sforzo di mettere insieme tutti attorno allo stesso tavolo, compiuto dal promotore dell’incontro, l’ex deputato regionale Nino D’Asero che, da anni, spinge il Cipe per stanziare le risorse economiche necessarie per realizzare l’opera.

Del resto, senza l’incontro di Biancavilla, non sarebbe venuta a galla la clamorosa esclusione del tratto di 5 km che ricade nel territorio di Adrano dal raddoppio delle corsie. “Motivi tecnici”, il tratto sarà “ammodernato”, hanno spiegato gli esperti che, paradossalmente, nello stesso tempo, incassavano il plauso e l’applauso del sindaco Angelo D’Agate, così come emerge nel suo intervento e nelle interviste alle Tv, salvo poi fare un imbarazzante dietrofront in un post su Facebook.

Intanto, si sogna a occhi aperti, si immagina la svolta. Un po’ come accade per il progetto del Ponte sullo Stretto, tirato fuori dal cassetto a stagioni alterne, per fornire una dolce illusione.

Probabilmente, già dalla fine degli anni Ottanta, si susseguono, a più riprese, gli annunci del sacrosanto ampliamento della superstrada,  inadeguata a sopportare la spaventosa mole di traffico. E’ un’arteria che meritava un’attenzione ben diversa rispetto alla disastrosa condizione in cui è stata lasciata in questi anni. Non soltanto perché la strada collega buona parte dei Comuni del versante sud-occidentale dell’Etna, da Randazzo fino a Paternò, per poi sfociare nella provinciale 121 che porta a Catania. Lo si doveva, principalmente, per quel lungo fiume di sangue che scorre e che rimarrà indelebile in quel che resta dell’asfalto della strada assassina. I morti dei paurosi incidenti stradali non si contano più, l’elenco dei feriti è lunghissimo. Disseminate lungo i bordi della strada, quasi a colmare la mancanza di guard-rail in più punti, vi è una quantità notevole di povere bestiole trasformate in carcasse sfregiate.

E pensare che questa è una strada percorsa tutti i giorni da senatori, deputati, onorevoli regionali, assessori di tutti i tipi, presidenti vari che, per decenni, hanno occupato le migliori posizioni apicali nella pubblica amministrazione, senza mai rendere qualcosa al territorio che li premiati col voto.

C’è da dire, però, che, quando il pugno è stato fermo, i risultati sono arrivati: certo, non per tutti, ma per alcuni eletti in quel lembo di strada che, dalla dimenticata, ferita, umiliata Adrano, conduce alla (ex?) culla del Sindaco-Senatore di Bronte.

In realtà, il tratto più martoriato della statale 284 è quello compreso tra Adrano e Paternò, quello privo di interventi significativi, almeno fino ad oggi. Qui fa notizia – e si è giunti persino a gioire – per un po’ di asfalto, gettato qua e là, soprattutto per coprire le voragini che, spesso e volentieri, si aprono nel manto stradale. Al massimo, qui si interviene per tagliare l’erba negli svincoli, quando gli incendi estivi non ne vogliono proprio sapere di fare il loro lavoro.

L’Associazione Symmachia, ormai dal 2015, pone all’attenzione di tutti le condizioni della strada: l’ha fatto con una campagna di sensibilizzazione che ha toccato Adrano, Biancavilla e S. Maria di Licodia, dove sono state raccolte migliaia di firme.

IL VIDEO-DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE SYMMACHIA (realizzato nel 2015)

 

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http://www.tvadrano.com/2015/02/21/iniziative-di-symmachia-subito-la-messa-sicurezza-della-statale-284/

 

 

“A Biancavilla il Natale è solidarietà”: tanti giovani per Avis e Admo

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Un’intensa mattinata all’insegna della solidarietà quella vissuta questa mattina, in piazza Roma, a Biancavilla dove sono stati allestiti alcuni punti informativi Avis e Admo per proseguire la campagna di sensibilizzazione sulla donazione di sangue e di midollo osseo, promossa dalle associazioni giovani e culturali “Sinergie” e “Symmachia”.

Una decina di giovani si è avvicinata, per la prima volta, alla donazione del sangue, aderendo alla “pre-donazione”, mentre molte famiglie hanno scelto di acquistare un panettone artigianale per sostenere l’associazione donatori midollo osseo di Catania.

I giovani aderenti a “Sinergie” e “Symmachia” hanno poi indicato informazioni a diversi cittadini, notizie utili in vista delle prossime tappe della donazione.

Uno spazio è stato ricavato pure raccogliere adesioni all’iniziativa di crowfunding per la ricerca su un tumore raro, sostenendo l’attività dei medici del centro oncologico in cui è stato ricoverato e poi operato un giovane di Biancavilla, Carmelo Greco.

A conclusione della giornata, un particolare ringraziamento ai giovani delle due associazioni è stato reso dagli esponenti dell’Avis sezione “Nino Tropea” di Biancavilla, per l’importante supporto offerto proprio in quest’ultima donazione di sangue 2018 che ha fatto raggiungere l’ambizioso traguardo di ben 362 sacche di sangue.

La manifestazione si è arricchita con “A Nuvera”, il tradizionale canto in dialetto siciliano, in vista del Natale, curata dai ragazzi dell’Oratorio “Don Pino Puglisi”.

Ai più piccoli sono stati distribuiti palloncini, gadget e caramelle.

“A Biancavilla il Natale è solidarietà – spiegano soddisfatti Antonino Greco di “Sinergie” e Calogero Rapisarda di “Symmachia” – con l’incontro con gli studenti al Liceo e il coinvolgimento in piazza Roma, oggi, abbiamo perfettamente raggiunto l’obiettivo volto a sensibilizzare la nostra comunità sull’importanza della donazione: è stata sorprendente la reazione dei più giovani che hanno scelto un gesto di solidarietà concreta come regalo di Natale per gli altri”.

Una domenica mattina in piazza Roma per un “Natale di solidarietà”

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Prosegue la campagna di sensibilizzazione sulla donazione del sangue e del midollo osseo, promossa dalle associazioni culturali e giovanili “Sinergie” e “Symmachia”.

Domenica mattina, 23 dicembre, in piazza Roma, a Biancavilla, si svolgerà l’iniziativa “Natale di solidarietà” che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle due associazioni, con testimonianze non soltanto di donatori ma anche di giovani del territorio, beneficiari della donazione di sangue e midollo.

La manifestazione è organizzata in collaborazione con l’Avis e con l’Admo di Catania.

Infatti, già a partire dalle ore 8, in piazza sarà attiva l’auto-emoteca dell’Avis per poter donare il sangue, nell’ultima giornata della donazione del 2018. In particolare, per chi vorrà donare per la prima volta, ci si potrà accostare alla “pre-donazione” utile a verificare la sussistenza dei requisiti necessari.

Per l’Admo sarà presente il viceresponsabile di Catania Giuseppe Petralia che proporrà alcune delle attività solidali avviate dai donatori di midollo osseo.

In piazza, ci sarà pure Carmelo Greco, il 26enne di Biancavilla che, nelle scorse settimane, ha lanciato una campagna di crowfunding per la ricerca su un tumore raro, legato all’apparato digerente, sostenendo l’attività dei medici del centro oncologico in cui Greco è stato ricoverato e poi operato, con l’asportazione di un rene e di tessuti.

La giornata si concluderà con “A nuvera”, il tradizionale canto in dialetto siciliano, in vista del Natale, curata dai ragazzi dell’Oratorio “Don Pino Puglisi”.

“Sarà una mattinata ricca di momenti di riflessioni, di testimonianze e pure di gesti di solidarietà concreti– spiegano Antonino Greco di “Sinergie” e Calogero Rapisarda di “Symmachia” – puntiamo ancora sui giovani per parlare di donazione sotto diversi aspetti. Con Avis e Admo proseguiremo la nostra campagna di sensibilizzazione, mentre con Carmelo Greco cercheremo di dare una risposta per questa lodevole raccolta fondi per sostenere la ricerca”.

 

CHI PUO’ DONARE? ECCO TUTTE LE INFORMAZIONI DELL’AVIS

 

La rivolta di un popolo contro un’oligarchia che ruba ai poveri per dare ai ricchi

in Antonio Cacioppo/Attualità di

La Francia è in ebollizione, l’impressione netta è che gli umiliati, gli ultimi, gli sfruttati, i reietti della globalizzazione si siano stancati. Contadini, studenti, autotrasportatori, impiegati, un popolo in rivolta. Rivolta spontanea, senza intermediari, senza partiti e sindacati, questo movimentismo terrorizza i potenti, preoccupa i tiranni, e dimostra come le vecchie categorie politiche del secolo scorso siano definitivamente tramontate, grazie ad un’opposizione non più orizzontale (destra-sinistra) ma verticale: popolo contro élite, poveri contro ricchi, dominati contro dominanti. Ed è inutile che uno spregevole ceto giornalistico, prezzolato dal potere, tenti una narrazione dei fatti tesa a sporcare l’immagine  dei gilet gialli, descrivendo la loro azione come una “misera” protesta contro il caro carburanti. No, cari giornalisti o “sottoclasse dominata all’interno della classe dominante”, come vi ha definito Costanzo Preve, questa rivolta è un miracolo che non riuscite a capire.

Come non riuscite a capire la vera natura del liberalcapitalismo che si è materializzata con le immagini della umiliazione riservata agli studenti costretti dalla polizia a inginocchiarsi o alla terribile scena delle percosse ad un disabile, repressione violenta di un governo che risponde solo alle istituzioni finanziarie, alle multinazionali e alle banche. Non capite che le persone  vivono ormai nella sensazione di essere state abbandonate da un’élite che si è trasformata in in casta, non capite che si è prodotta una frattura che segna la fine di un ciclo storico, non capite che un mondo sta morendo ed un altro, anche se a fatica, sta per nascere.

Per non parlare degli intellettuali proni al pensiero unico, a cui sfugge totalmente la comprensione di una sollevazione fatta da un popolo intero, un popolo che si è tentato invano di eliminare dalla storia, ma che è ancora vivo, un popolo che vuole tornare libero, libero di scegliere.                                                                                                                                                                                                                                        Un popolo che cresce nella autoconsapevolezza rivoluzionaria per i diritti.

Un popolo in tumulto, che diventa fiume in piena, che cresce a dismisura, esonda senza vincoli ideologici o di classe.

Un popolo vero, genuino, portatore di interessi generali e di bisogni giusti.

Un popolo in rivolta contro lo spirito corrotto delle élite neoliberiste, espressione di un establishment malato, malato di globalizzazione, di sete di profitto, di mercificazione, di mercatismo che ha come unico obiettivo il denaro.

Un popolo che indica la strada per una rivolta etica, un’etica eroica, nobile, di una nobiltà visionaria e sognatrice, desiderosa di un sogno puro e spontaneo di riscatto, sogno come rivalsa spirituale contro ogni iniquità, contro ogni abbrutimento.

Un popolo contro un’oligarchia che ruba ai poveri per dare ai ricchi.

Focus su donazione sangue e midollo: decine di studenti pronti a donare

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Decine di studenti del Liceo Classico e Scientifico “Verga” di Adrano hanno accolto l’invito delle associazioni culturali e giovanili “Sinergie” e “Symmachia” che, questa mattina, hanno incontrato i ragazzi per un focus sulla donazione del sangue e midollo osseo.

La risposta è stata sorprendente con tante adesioni volontarie degli studenti, in appena due ore complessive di dibattito.

Nel giro di alcuni giorni, le adesioni dei ragazzi verranno esaminate dall’Avis e dall’Admo di Catania che provvederanno a contattarli per i “prelievi di pre-donazione”, utili per verificare la compatibilità con i requisiti sanitari necessari per la profilazione e la donazione.

Diverse le domande poste dagli alunni ai rappresentanti delle associazioni di volontariato, Giuseppe Petralia viceresponsabile dell’Admo di Catania e Luciano Distefano dell’Avis di Biancavilla, che hanno illustrato le modalità di donazione del sangue e del midollo osseo, in modo sicuro e controllato, i benefici che se ne ricavano per la salute non soltanto di chi riceve ma anche di chi dona.

Ad intervenire sono stati Antonino Greco di Sinergie, Calogero Rapisarda e Vincenzo Ventura di Symmachia e Pinuccia Greco che ha moderato e coordinato i lavori. A portare i saluti del dirigente scolastico è stato il vicepreside prof. Salvo Italia.

L’iniziativa di questa mattina si inserisce nel progetto “Natale di solidarietà” promosso da “Sinergie” e “Symmachia” che culminerà con la giornata della donazione, in piazza Roma, a Biancavilla, domenica 23 dicembre, dalle ore 8 alle 13. In piazza sarà possibile approfondire la conoscenza dei temi relativi alla donazione e si potrà pure effettuare, a digiuno, la pre-donazione grazie all’autoemoteca dell’Avis.

“Ancora una volta i giovani si confermano sensibili ai gesti di solidarietà – spiegano Greco di “Sinergie” e Rapisarda di “Symmachia – il nostro obiettivo è stato pienamente raggiunto perché abbiamo registrato una certa attenzione e una immediata disponibilità degli studenti a divenire nuovi donatori. Un messaggio positivo per il nostro territorio che, da parte nostra, cercheremo di alimentare con ulteriori attività per far comprendere l’importanza di un dono così prezioso, in grado di salvare la vita”.

C’è l’ufficialità: Basilica e chiesa dell’Idria inagibili. Ecco i verbali dei tecnici

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La Basilica collegiata “Maria SS. dell’Elemosina” e la chiesa “Santa Maria dell’Idria” sono, da questa mattina, ufficialmente inagibili. Per questo, il sindaco Antonio Bonanno, con un’ordinanza, ne ha disposto la chiusura a “tempo indeterminato” fino a quando non verranno attuati gli interventi di messa in sicurezza utili al ripristino dell’agibilità.

Già all’indomani del sisma di magnitudo 4.6, con epicentro proprio a Biancavilla, i parroci avevano disposto la chiusura al culto delle due chiese in via cautelare. Adesso, arriva la chiusura forzata, per scongiurare rischi all’incolumità della gente.

L’inagibilità, certificata con l’ordinanza sindacale, fa seguito alle valutazioni dei tecnici della Protezione civile regionale, coadiuvati dal gruppo del reparto Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri e dagli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania.

Ecco cosa scrivono i tecnici nei verbali

Inevitabilmente, c’è un piano pastorale da rivedere. Per la chiesa Madre, le funzioni religiose domenicali verranno celebrate nel Teatro “La Fenice”, mentre quelle feriali nella chiesa del Purgatorio. Per la chiesa dell’Idria, tutte le celebrazioni si svolgeranno nel salone parrocchiale di via Gemma.

Intanto, ieri mattina, due parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il prevosto don Agrippino Salerno: la senatrice Tiziana Drago e la deputata Simona Suriano hanno fatto un primo sopralluogo in Basilica Collegiata, annunciando l’attenzione del “Governo nazionale”, così come ha fatto sapere pure il vicepremier Luigi Di Maio mediante il deputato regionale Giancarlo Cancelleri.

In serata, invece, su indicazione dell’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi, ha fatto un sopralluogo in Basilica. Vicinanza alla comunità ecclesiale di Biancavilla pure dall’arcivescovo emerito di Catania, mons. Luigi Bommarito.

Restiamo uniti! Il dono di essere comunità unita e forte

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Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre chi più, chi meno, abbiamo tutti sperimentato, sulla nostra pelle, la paura più profonda. Sono stati attimi di terrore che, difficilmente, riusciremo a dimenticare.
Per fortuna, è andata così, senza danni alle persone: le conseguenze potevano essere più devastanti, rispetto ai pur gravi crolli di calcinacci, intonaci e lesioni in case, chiese e scuole.

Certo, fa davvero male sapere che il simbolo per eccellenza di Biancavilla, la nostra Basilica Collegiata, sia inagibile (almeno provvisoriamente), come pure almeno due scuole elementari che rischiano la chiusura al pubblico.
I tecnici e le autorità locali stanno svolgendo, ormai da lunghe ore, un delicato e importante lavoro: confidiamo anche in loro.
Il Comune di Biancavilla ha istituito un numero telefonico per segnalazioni di danni: 095.7711322: in poco tempo, sono oltre 300 le richieste dei cittadini per verifiche e controlli di edifici privati.
C’è da dire che lo sciame sismico ha prodotto tra il 5 e il 6 ottobre 50 scosse accertate, con intensità decisamente più lieve, con una magnitudo compresa tra 1.2 e 1.8, tutte localizzate tra Adrano, S. M. di Licodia e Biancavilla.

Alle prime luci dell’alba di domenica 7 ottobre altre due scosse registrate a Ragalna e a Biancavilla, quest’ultima di magnuto 2.3. Ed è stato accertato che proprio Biancavilla è stato l’epicentro della spaventosa scossa delle 2.33 di magnitudo 4.6 e della successiva di assestamento di magnitudo 2.5.
È chiaro che non scopriamo oggi l’alto rischio sismico del nostro territorio: per questo, occorre un investimento vero e proprio in prevenzione e in piani di evacuazione comprensibili ai cittadini: meglio un euro in più in sicurezza che in frivolezze. È un dovere morale e bisognerà metterci mano da subito.

Occhio a chi vuole speculare sul terremoto: pare che ci siano in circolazione alcuni uomini senza scrupoli che dicono di appartenere alla Croce Rossa per chiedere soldi e firme: non c’è nulla di vero, la Croce Rossa parla di sciacalli.

Questo è il momento dell’unità, bisogna stare tutti dalla stessa parte per non lasciarsi travolgere dalla paura: per questo, l’appuntamento di ieri sera allo Stadio comunale di Biancavilla ha visto una sorprendente partecipazione, un popolo che, probabilmente, ha riscoperto la bellezza di sentirsi una comunità. In centinaia si sono stretti ai Santi Patroni, eccezionalmente esposti alla venerazione dei fedeli, al campo sportivo, nel giorno che avrebbe dovuto segnare la conclusione dei festeggiamenti in onore della Madonna dell’Elemosina e dei santi martiri Placido e Zenone. Adesso, c’è una grande voglia di tornare alla normalità, ma bisognerà fare i conti con i tanti danni provocati dal sisma. 

Ad Adrano le scuole rimarranno aperte, come in realtà lo sono state – in modo inspiegabile – pure sabato scorso, a poche ore dallo spaventoso terremoto: ovviamente, in quel caso, le famiglie non hanno mandato i figli a scuola.

A Biancavilla, invece, dove i danni son ben più evidenti, buona parte delle scuole rimarranno chiuse: saranno aperte soltanto l’Istituto comprensivo “A. Bruno”, il plesso “Verga” di via dei Mandorli, la paritaria “Immacolata alla Badia”. Tutte le altre scuole, comprese quelle superiori, rimarranno chiuse. Inevitabile saranno i doppi turni, soprattutto per la scuola “Marconi” e la scuola “Verga”, presso Grassura di via Liguria dove si sono registrati i danni più evidenti. Il plesso “Don Bosco” rimarrà chiuso solo lunedì 8 ottobre. In ogni caso, farà fede la valutazione dei tecnici che, con l’Amministrazione comunale, stanno monitorando la situazione.

Danni pure per le chiese: la rettoria di Sant’Antonio presenta un buco nel tetto, quella di San Gaetano è piena di calcinacci: l’adorazione eucaristica giornaliera si svolgerà nella chiesa del Purgatorio. La Basilica rimarrà chiusa per i danni al transetto, alle volte, all’affresco della Cappella di san Placido. In questo caso le celebrazioni eucaristiche domenica si svolgeranno al Teatro “La Fenice”, mentre quelle feriali nella chiesa del Purgatorio. Chiusa pure la Chiesa dell’Idria: le funzioni religiose si svolgeranno nel salone parrocchiale di via Gemma.

Restiamo uniti!

Finanziaria coraggiosa, si parte dai poveri, mondo della finanza indispettito, il ricordo va ad una donna straordinaria: Maria Baratto

in Antonio Cacioppo/Attualità di
Finanziaria coraggiosa, si parte dai poveri, dai disoccupati, dalle pensioni di fame, mondo della finanza indispettito, Europa allarmata con i suoi accoliti serventi e il ricordo va ad una donna straordinaria: Maria Baratto.

di Antonio Cacioppo

                Vittime                                          e                                          Carnefici

E’ stata varata dal Consiglio dei Ministri la manovra finanziaria, una manovra, per certi versi storica, perché sembra andare verso una direzione opposta alle politiche dominanti, una manovra che va verso i dimenticati, i precari, i senza futuro, i senza voce, gli ultimi. E la mia attenzione, come in preda ad un riflesso condizionato, va a due figure paradigmatiche, Sergio Marchionne e Maria Baratto. Esse rappresentano meglio di ogni altra cosa, la posta in gioco in termini di futuro per la nostra società, rappresentano due mondi diversi, un mondo intriso di barbarie e l’altro che lotta per la civiltà, da una parte la disumanizzazione e dall’altra l’umanesimo del lavoro, da una parte i carnefici e dall’altra le vittime.

Il 14 Settembre si è svolta a Torino la messa  in commemorazione di Sergio Marchionne. Niente di speciale, direbbe qualcuno, a due mesi dalla sua scomparsa si è trattato soltanto di un modo per ricordarlo. Tutt’altro, la messa di suffragio si è trasformata nel ricordo non tanto dell’uomo ma del manager, non è stata solo una funzione religiosa ma una manifestazione ideologica per celebrare un sistema, il sistema che il manager incarnava. “Marchionne – ha detto durante l’omelia l’Arcivescovo di Torino Nosiglia – ci ha insegnato a non aver paura delle novità”, ed Elkann, commosso, ha ricordato che Marchionne amava dire: ”io sono un metalmeccanico”.  Affermazioni queste, che superano ogni limite e decenza. Non si può far finta di nulla. Rabbia, sdegno, disgusto possono essere  esternate con l’unica arma in mio possesso: le parole.

Rabbia, sdegno e disgusto per  l’orda di intellettuali, politici, giornalisti, arcivescovi e persino sindacalisti, tutti accomunati dall’ideologia del “lecchinismo”, rabbia, sdegno e disgusto per i fiumi di parole, per la celebrazione, per la beatificazione agiografica, a reti unificate, dei presunti meriti del “santo”con il pullover.

Disprezzo per questa classe imprenditoriale che impone la segmentazione del lavoro, le gabbie “mansionarie” . Cosa volete, il pensiero unico non permette  di ricordare che il manager italocanadese ha cacciato dall’azienda alcuni iscritti alla Fiom, ha fatto passare il numero di operai della FIAT da 120000 del 2000 ai 29000 di oggi, ha costretto gli operai a piegare la testa, pena il licenziamento, per costringerli ad accettare contratti capestro.

Marhionne – dimenticando le cospicue risorse elargite dallo Stato Italiano alla Fiat – ha licenziato e precarizzato, ha desertificato e delocalizzato l’industria automobilistica italiana ,annientandola di fatto. Profondo rispetto per il dolore della sua famiglia ma un fermo no alla sua celebrazione. Piuttosto, bisognerebbe commemorare le tante vittime, una fra tutte, la più rappresentativa: Maria Baratto

Maria era una quarantasettenne cassaintegrata da sei anni della FIAT di Nola, morta suicida il 26 Maggio 2014. La sua è una vicenda emblematica della realtà italiana e mondiale, una realtà dominata dal totalitarismo mercatista e liberista. Cassaintegrata, cioè parcheggiata, senza lavorare, senza mansioni, era stata “reclusa”, “deportata”, insieme ad altri 316 operai in un reparto “confino”, disorientata, sospesa nel limbo dell’inattività che l’ha spinta verso il baratro del suicidio. Uomini e donne in carne e ossa trattati come merce avariata non più funzionali al profitto dell’azienda, uomini e donne che non rientrano più negli standard produttivi…vero Marchionne?

Uomini e donne privati della loro dignità, derubati della loro libertà, defraudati del loro futuro, uomini e donne sacrificate in nome del Dio profitto.

Due anni prima del suicidio Maria Baratto aveva scritto su un giornalino degli operai di Pomigliano un articolo molto significativo che lasciava presagire qualcosa di terribile:”Suicidi in FIAT”.

Ecco cosa scriveva la Baratto: “ Dopo aver lucrato negli anni scorsi finanziamenti pubblici multimiliardari, lo speculatore Marchionne chiude e ridimensiona le fabbriche italiane e delocalizza la produzione all’estero per fare profitti letteralmente sulla pelle dei lavoratori…il tentato suicidio di Carmine P.…il suicidio di Agostino Bova…sono la punta di un iceberg della barbarie industriale e sociale in cui la FIAT sta precipitando i lavoratori.”

Questo è stato il lascito di un donna straordinaria la cui denuncia squarcia il velo di ipocrisia e mette a nudo il più grande dei crimini del liberismo globalizzato, cioè la disumanizzazione del lavoro, l’alienazione, la brutalizzazione, i ritmi lavorativi infernali, il taglio dei costi di produzione, l’aumento delle ore lavorative, i tagli del personale.

Certo, il grande Marchionne ha risanato i conti della famiglia Agnelli, ma con costi umani terribili per gli operai. Questo clima di disumanizzazione viene taciuto da un certo giornalismo di regime, il potere finanziario dipinge una realtà diversa, in cui essere precario è bello, dove la flessibilità è il nuovo eden, e lo fa utilizzando giornalisti prezzolati e servi, d’altronde lavorano in tv e giornali i cui proprietari sono gli stessi che vessano gli operai.

Il controllo dei mass media permette agli epigoni degli Agnelli di “reprimere” il dissenso, scoraggiare i ribelli in nome dello spread,dei conti pubblici, del ”lo vuole l’Europa”.

Ecco perché mi è venuta voglia di ricordare Maria, per non dimenticare la disperazione di chi sta per perdere il posto di lavoro. La disperazione di chi è senza lavoro.Non dimenticare il pudore nascosto che impedisce a questi operai di dire ai figli che presto il loro futuro sarà segnato. Per ricordare i tanti padri di famiglia disperati, travolti, da una crisi economica che ha le sue radici nel sistema capitalistico. La finanziaria “ giallo-verde è coraggiosa perché non vuole  dimenticare chi è il carnefice e chi è la vittima.

Ciao Maria…io non dimentico.                   

Antonio Cacioppo

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