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Attualità

Ma siamo proprio sicuri che Alfie sia morto?

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Il bambino “inutile” è morto! La “cultura dello scarto” ha vinto.

La lettura di questo post (pubblicato su Facebook) mi ha lasciato di stucco per la sua crudezza e la sua veridicità. Poi, a mente fredda, mi sono convinto che il piccolo guerriero in realtà è stato ucciso.

  • Ucciso da una legge che fa prevalere i protocolli sulle relazioni umane;
  • Ucciso da una società che ha come unico orizzonte il mercatismo( cultura del mercato);
  • Ucciso dalla religione liberista che ha come dogma la distruzione di ogni riferimento etico, religioso, familiare;
  • Ucciso da una scienza medica, riflesso del potere ideologico dominante: il totalitarismo liberal-democratico;
  • Ucciso dal dominio della tecnica, nuovo simulacro divino,dominio illimitato, totalizzante, cinico, senza pietas;
  • Ucciso dalla cultura del primato dell’eutanasia di stato che ti ammazza perché non servi più;
  • Ucciso da una medicina più interessata al profitto che alla salute delle persone;                                 

La notizia del suo assassinio è stata data dal padre: “il mio gladiatore ha messo giù lo scudo e si è guadagnato le ali.” Alla notizia molti di noi sono stati colti da sgomento, da sconforto profondo e vero. La società disumana sembra aver vinto, ma, a pensarci bene, forse non è questa la verità. Alfie ce l’ha fatta, è vivo. Lo afferma il padre quando dice che ha messo le ali e vola, vola alto su noi, vola sulle miserie, sulla nostra ignavia, sulla nostra indifferenza. Si lui è vivo, sono gli altri ad essere morti, lui si è preso beffa della scienza, dei giudici, dell’ospedale, ha continuato con caparbietà a respirare, malgrado il distacco del respiratore, malgrado gli avessero tolto gli alimenti. Ha continuato a vivere contro ogni previsione e ha scosso noi, noi con le nostre certezze, ha squarciato l’indifferenza di una società utilitaristica, riuscendo a destare milioni di coscienze in tutto il mondo. Messaggi, preghiere, veglie, manifestazioni, una mobilitazione senza precedenti. Tutto questo è accaduto per un bambino di 22 mesi e per i suoi straordinari genitori. E questo sarebbe il bambino morto, solo perché ha smesso di respirare, solo perché il suo cuoricino ha smesso di battere? No, lui si è semplicemente librato in cielo, è diventato più vivo che mai. Vivo per denunciare chi disprezza il diritto alla vita, vivo per denunciare il dio denaro in nome del quale è stato staccato il respiratore, vivo per chi respira ma è morto dentro.
Vivo perché resterà fulgido esempio per coloro che non vorranno abdicare alla mercificazione dell’essere umano e alla cultura della morte.

Il segreto della felicità è guardare davvero

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Parlare di Carmelo Mazzaglia al passato è difficile. Il suo grande cuore fragile non si è fermato, continua a battere, a pulsare vitalità in chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, di ascoltarlo, di leggere le sue riflessioni: innamorato della vita, travolgente carica di entusiasmo, tenace guerriero di una battaglia culturale per l’integrazione e per il rispetto di chi vive la disabilità, oltre l’indifferenza, al di là di ogni barriera.

Carmelo vive, continua a vivere attraverso la sua grande eredità del coraggio, della semplicità, della normalità che, forse inconsapevolmente, lascia a ciascuno di noi.

Si è fatto testimone della bellezza del “dono più grande” che è la vita, pienamente vissuta, fino all’ultimo, accompagnato dalla malattia, la distrofia muscolare Duchenne, che l’ha messo a dura prova sin dall’età di 5 anni, senza mai sconfiggerlo.

Nella chiesa dell’Idria, pomeriggio, in tanti hanno voluto salutarlo per l’ultima volta, hanno voluto ringraziarlo, perché Carmelo, a soli 26 anni, è riuscito a conquistare grandi e piccoli, a riaccendere speranza e dare una spinta. Sì, quella spinta di cui proprio lui aveva bisogno, più di tutti,  per la sua carrozzina con cui ha girato, in lungo e in largo, per raggiungere più persone possibili: gli studenti delle scuole, coinvolti nella brillante intuizione dei “No limits games”, giochi di squadra accessibili a tutti; i componenti di diverse associazioni culturali del territorio: qualche anno fa, a Palazzo Bianchi, ad Adrano, è riuscito ad emozionare donne e uomini della terza età. Noi lo ascoltavamo incantati dalla sua serenità, dal suo sorriso disarmante; i ragazzi degli oratori dell’Annunziata, della chiesa Madre, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, del Rosario di Adrano: come ha ricordato padre Nino La Manna, proprio nella scorsa Pasqua, Carmelo ha scritto alcuni pensieri e ha letto i testi della Via Crucis. Fino al giorno prima di concludere il suo viaggio terreno, avrebbe dovuto incontrare i ragazzi dell’Acr dell’Annunziata, ma l’incontro è stato rinviato il fonte vento: faremo un’altra volta, aveva assicurato.

Impossibile trascurare il suo impegno sociale e politico, nella sua accezione più nobile: ha fondato un’associazione, “CittAccessibile”, che continuerà a vivere nel suo ricordo, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, ha pubblicato due libri, ha incalzato il Sindaco di Biancavilla, con diverse proposte per rimuovere le barriere architettoniche, per migliorare la partecipazione dei disabili durante le festività patronali, per creare parchi gioco accessibili ai disabili, per dotare le scuole dei defibrillatori. Molte di queste idee sono state già realizzate.

C’è da dire che Carmelo ha potuto raggiungere tutti grazie anche ad una figura discreta, silenziosa ma determinante: la sua famiglia. Genitori meravigliosi che non si sono mai persi d’animo: il papà si è sempre messo al servizio del figlio, accompagnandolo con un pulmino idoneo in ogni suo spostamento, senza mai farlo pesare, né dall’uno né dall’altra parte. “Vorrei essere un figlio normale, come tutti gli altri. Senza creare problemi alla mia famiglia e senza che loro debbano vergognarsi di me”, spiegava Carmelo durante le sue presentazioni.

Con quella stessa discrezione, in punta di piedi, Carmelo se ne è andato, per raggiungere il Dio a cui si è sempre affidato, in cui ha confidato, di cui si è fatto testimone autentico.

E’ racchiuso in questo mistero il segreto della forza di Carmelo: guardare davvero alla vita per sperimentare la felicità, quella vera.

 

Pubblichiamo una poesia, diffusa pomeriggio dai volontari dell’Associazione CittAccessibile, dedicata a Carmelo: è lui stesso a sottolineare di aver trovato questo testo sul cuscino del suo letto, in Ospedale, senza aver conosciuto l’autore.  

Il segreto della felicità, a Carmelo…

La gente si lamenta che la Felicità è lontana.

Si lamenta dicendo che Persone Speciali e Magiche sono poche.

Si lamenta dicendo che Persone belle non ce ne sono tante.

Si lamenta perché cerca le belle cose e vuole tutto

nell’inutile apparente.

Si lamenta dicendo che non succede mai nulla di veramente bello.

Molte volte in giro incontriamo Persone che per la gente son nessuno,

nessuno perché per loro sono Disabili e nulla più.

Ma la gente se lo chiede mai se la Felicità esiste in quel nessuno?

Forse qualcuno sì, ma la maggior parte non crede che AMore e

Amicizia e Bellezza possano esserci nella Disabilità.

La maggior parte della gente non se lo chiede e non si da risposta.

Io che son piccolo mi chiedo e mi do una risposta a questa domanda.

Perché la maggior parte della gente non apre gli Occhi alla Felicità?

Perché si aggrappa al pregiudizio.

Il segreto della Felicità è guardare davvero.

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www.cittaccessibile.it

Symmachia, Primavera Adrano e Patto per Adrano: costruiamo modello di governo

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NOTA STAMPA CONGIUNTA

a cura dei gruppi politici: Patto per Adrano, Primavera di Adrano, Symmachia
Nasce un progetto politico condiviso e trasversale ancorato alla sensibilità di donne e uomini, giovani e meno giovani, che guardano al futuro per costruire un modello di Città in grado di affrontare le sfide della modernità: ambiente, agricoltura, energia pulita, rispetto del suolo, turismo, imprenditoria, diminuzione dei costi delle utenze per i cittadini, aiuto dei più deboli, formazione dei giovani, controllo del territorio, lotta alla mafia e alla delinquenza che nella nostra città sono un fattore di asfissia dell’economia e delle iniziative private.
Con questo spirito, le forze politiche firmatarie di questo documento stringono un’alleanza per dare vita ad un cantiere di lavoro per Adrano, basato su questi essenziali punti, nei quali tutti i Cittadini possano rivedersi e sentirsi davvero protagonisti, senza barriere culturali, senza vincoli di appartenenze partitiche, con idee innovative e proposte serie in grado di diventare concrete azioni amministrative.

Pertanto, riteniamo doveroso coinvolgere le altre realtà politiche che, come noi, vorranno aderire con spirito di servizio verso la Comunità che mai e per nessun motivo dovrà essere sacrificato dalle ambizioni dei singoli individui.

Sarà, dunque, un cantiere aperto al confronto costruttivo con le forze che, su questi temi e con questi valori, vorranno condividere con noi un percorso unitario con pari dignità e opportunità, per poi individuare tutti insieme le migliori figure in grado di rappresentare le istanze della gente nell’Amministrazione della cosa pubblica.

E’ una sfida per tutti, è una sfida per Adrano.

 

Adrano, 9 aprile 2018

Patto per Adrano – Primavera di Adrano – Symmachia

Symmachia lancia la mobilitazione per l’Ospedale: “apertura entro marzo o in piazza”

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“Se l’Ospedale di Biancavilla non aprirà entro marzo, mobiliteremo i cittadini del comprensorio e faremo una grande manifestazione di piazza, perché, adesso, siamo davvero stanchi di continui rinvii, dopo anni di attese infinite”.

Lo annuncia l’Associazione culturale Symmachia che, da tempo, chiede con forza l’apertura del nuovo Ospedale di Biancavilla, ormai pronto da alcuni mesi per ospitare i reparti, tra cui quello nuovo di Rianimazione, oltre alle nuove sale chirurgiche, con attrezzature moderne e macchinari impacchettati, e agli ambienti più confortevoli per i pazienti e per il personale medico e paramedico.

“Aprire l’ospedale significa dare una prospettiva concreta di potenziamento dell’offerta sanitaria pubblica in questo territorio – spiegano Vincenzo Ventura, Antonio Cacioppo e Calogero Rapisarda di Symmachia – pare che ci siano due nuove date possibili per l’inaugurazione, tra il 23 e il 26 marzo: ciò che a noi interessa è che si apra al più presto, entro questo mese, senza altri incomprensibili rinvii, anche perché se si dovesse rimandare ancora, questa volta scenderemo in piazza”.

Infatti, dopo la nota inviata all’Asp nel dicembre scorso a cui è seguito un comunicato stampa della Direzione generale, gli esponenti dell’associazione stanno pensando ad una manifestazione, con il coinvolgimento dei cittadini che Symmachia, proprio in questi giorni, sta ascoltando con diverse tappe tra i quartieri di Adrano e Biancavilla.

“Incontreremo il presidente della Regione nei prossimi giorni – spiegano Ventura, Cacioppo e Rapisarda – confidiamo che possa trovarsi una soluzione perché vogliamo scongiurare il rischio di vanificare gli sforzi compiuti fino ad oggi dall’Asp e le ingenti risorse pubbliche investite fino ad oggi. Al presidente Musumeci illustreremo pure la nostra proposta per la sanità che passa dal potenziamento del 118, degli ambulatori del Pta di Adrano, alla realizzazione della pista dell’elisoccorso già progettata e finanziata, alla realizzazione di “screening” per i tumori alla pleura mediante iniziative ambulatoriali e di prevenzione per la fluoroedenite”.

Catania non vuole più promesse

in Attualità/Gisella Torrisi/Senza categoria di

di Gisella Torrisi

La Sicilia abbandonata al degrado viene mostrata raramente, non ci vuole un acuto osservatore per comprendere cosa succede per le sue strade. C’è chi la abita e non ne sa niente, c’è chi la abita e sa di che male sta morendo, c’è chi la abita come un figlio meschino e tira ancora latte al seno ormai stanco e privo di nutrimento. Questa è la mia amata terra, ricca di antichità oltre che bellezza tanto quanto dolore. Un enorme corpo di dolore si nutre di insofferenza, di vigliaccheria, di un progresso sterile dichiaratamente europeo.

Chi viaggia per visitarla nota una netta distinzione trai vari capoluoghi e a far davvero paura è quell’ombra di morte che si aggira sulla bellissima e regale Catania. Catania, una città che fa concorrenza a tante mete turistiche e lasciata senza aiuto, mentre vive la sua vecchiaia anticipata. Questo è lo sguardo che in una diretta Matrix lancia alla mia città.

Corso Sicilia (zona centralissima di Catania) è uno sfondo fatto di grandi palazzi di cemento e pietruzze grigie messe dal comune a coprirne le aiuole, dove per lo più sono ubicate le banche. E’ stato deciso così, era l’inizio del boom economico quando il quartiere San Berillo fu costretto con coercizione a fare posto al capitale. Erano gli anni ottanta quando si tagliò un nastro di inaugurazione per un futuro grigio, cementificato e privo di rispetto verso l’identità di una città storica. Ghettizzati, evitati, sfruttati, imbastarditi i suoi abitanti hanno fatto quello che in qualsiasi processo urbanizzativo di isolamento si può fare: essere una società dentro la società. Ma di quale società parliamo?

Non si sente più alcun senso di appartenenza, siamo soli e grigi come il Corso Sicilia e tutti a dire che non è vero. Mentre passi da lì e ti ritrovi di fronte alla realtà: uomini che vivono in strada e dal freddo si pisciano addosso e si ha persino paura di quei poveretti là fuori. Il problema sono loro, sono i trans, sono le prostitute nigeriane, sono i marocchini, sono quelli delle bancarelle della fiera, no? Il problema sono sempre le mosche che ci ronzano intorno e non lo schifo che portiamo dentro. Il problema sono sempre gli altri ed è questo che ci rende privi di appartenenza. Aspettiamo un padre che ci prenda per le spalle e ci butti finalmente in una qualsiasi vita.

Non abbiamo mai imparato a stare senza catene. Non abbiamo mai imparato a dare valore alle nostre scelte, perché “tanto non cambia nulla”.

Domani si voterà per l’Italia? Domani andremo a votare con il cuore illuso, disilluso, dolorante o già prenotato a qualche stupida promessa.

Catania non vuole più promesse, la Sicilia non se ne fa niente del futuro, l’Italia ha bisogno di un presente e non solo, ha bisogno di noi presenti e vigili.

“Come si vota?”, Giovani protagonisti tra conoscenza e competenza

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Si è svolto ieri pomeriggio, a Villa delle Favare, a Biancavilla l’incontro culturale “Come si vota” promosso dalle associazioni “Symmachia” e “Ad Maiora” per conoscere la nuova legge elettorale, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo.

E’ stata una conversazione informale, ricca di spunti di riflessione e di una significativa partecipazione di giovani di Biancavilla e Adrano che, nonostante le avverse condizioni metereologiche, hanno accolto l’invito delle due associazioni culturali per conoscere meglio il sistema elettorale ed evitare così errori nell’espressione del voto.

Ad intervenire sono stati due brillanti giuristi Rosario Di Grazia, dottore di Ricerca in Giurisprudenza, e Ludovico Vitale, dottore in Giurisprudenza che hanno illustrato le principali differenze rispetto alle leggi elettorali precedenti e, attraverso alcune slide, hanno mostrato le opzioni di voto ammesse dalla legge.

Diverse le domande poste dai giovani soprattutto sulle peculiarità del nuovo sistema elettorale: i collegi uninominali, le liste bloccate e il voto disgiunto che è vietato dalla legge.

“E’ una legge elettorale complessa, di difficile interpretazione ma che presenta alcune migliorie rispetto al Porcellum – hanno spiegato Di Grazia e Vitale – i cittadini si ritroveranno due schede in cui scegliere un “pacchetto completo”, cioè votare una lista prescelta significa votare pure il candidato uninominale, senza possibilità di voto disgiunto e senza dover scrivere il nome di candidati. Non ci sarà premio di maggioranza e non ci saranno liste bloccate lunghe: nella scheda ci saranno i nomi di non più di quattro candidati per lista”.

Ad introdurre i lavori sono stati i presidenti di “Symmachia” e “Ad Maiora” rispettivamente Calogero Rapisarda e Gessica Floresta.

“Ci siamo accorti che sono tanti i cittadini che non sanno come si vota – spiegano Rapisarda e Floresta – da qui, è nata l’esigenza di realizzare quest’incontro per chiarire i tanti dubbi di una legge complicata. La grande partecipazione di giovani ci spinge a continuare su un percorso comune con idee e progetti che attueremo insieme nelle prossime settimane, pure su altri temi”.

Depurazione, ‘Adrano tra i Comuni condannati’: denuncia di Symmachia nel 2010

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“C’è anche Adrano tra i Comuni siciliani condannati dalla Corte di Giustizia europea per la mancata depurazione delle acque”.

A darne notizia è l’Associazione culturale Symmachia che, per prima, nel 2010, aveva denunciato il malfunzionamento dei depuratori della zona del Simeto, sottolineando il doppio danno per l’ambiente, con l’inquinamento del fiume, e per le tasche dei cittadini, costretti a pagare bollette salate.

Symmachia si era rivolta all’Europa affinché si facesse luce sul depuratore di Adrano e sul trattamento delle acque – spiegano il presidente di Symmachia Calogero Rapisarda e il coordinatore Antonio Cacioppo – abbiamo saputo che l’Europa ha prima inserito il Comune di Adrano in una procedura d’infrazione scaturita, poi, in una condanna per violazioni alle direttive comunitarie che, per i giudici, sarebbero state perpetrata nel corso degli anni. In particolare, al Comune di Adrano è stata contestata la mancata realizzazione di “reti fognarie idonee a raccogliere e convogliare la totalità delle acque reflue urbane”, violando l’art. 3 della direttiva 91/271.

E’ tempo di chiudere definitivamente con la politica del passato e di aprire una stagione nuova, fatta di passione e impegno vero e concreto per una città che vuole reagire e fermare questo triste declino”.

Symmachia ha studiato le carte pubblicate sul sito web del Governo ed è in possesso della sentenza della Corte di Giustizia europea.

2010. PRIMO REPORTAGE SUI DEPURATORI ADRANO – BIANCAVILLA – LICODIA

2010. INQUINAMENTO DEL SIMETO, SCHIUMA AD ADRANO

2012. LA DENUNCIA SULLE SANZIONI UE

 

In ricordo di Jan Palach : martire dimenticato della libertà

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di Antonio Cacioppo

Il disincanto alimenta la tendenza al nichilismo e all’oblio, malattie endemiche del nostro tempo. Questa “atmosfera” spinge i giovani a diventare miseri, poveri di valori, reietti, schiavi della disperazione alimentata dai loro stessi carnefici, quegli uomini di potere cioè, sostenitori di questa realtà squallida basata sul consumo e il profitto.

La crisi dei valori di questa società, determinata dal generale smarrimento e dalle angosce per un futuro incerto, sta producendo delle risposte “schizofreniche”da parte delle giovani generazioni che cadono nel paradosso di affidarsi a coloro i quali li hanno resi schiavi, a coloro i quali li hanno deprivati di modelli valoriali di riferimento.

L’assenza di modelli e di valori è figlia della mancanza di cultura, di identità, di memoria storica. Il recupero della memoria diventa l’unico vero antidoto affinché si possa sfuggire questo presente fatto “di acque basse e stagnanti”.

La memoria è la chiave di volta per immaginare un futuro diverso, la memoria ci permette di viaggiare nelle viscere del nostro passato, là dove si trova il nostro vissuto, il vissuto di chi ci ha preceduto, il vissuto della nostra identità.

Per chi ha memoria, oggi è il 19 gennaio 2018, lo stesso giorno e lo stesso mese del 1969 muore Jan Palach dopo tre giorni di lucida e straziante agonia per essersi dato fuoco in Piazza San Venceslao al centro di Praga, come gesto estremo di protesta contro l’occupazione del suo paese da parte delle truppe sovietiche.

Il suo martirio divenne simbolo della lotta contro l’oppressione comunista, al suo funerale, malgrado la repressione, parteciparono oltre 600 mila persone, milioni di cecoslovacchi videro nel sacrificio di Jan il simbolo della lotta nazionale per la libertà.

La tomba del giovane studente di filosofia divenne presto meta di pellegrinaggio, suscitando una tale paura che il regime reagì con infamia trafugando i resti mortali del martire. Troppo tardi, ormai Palach si era trasformato in mito, mito pericolosissimo per i tiranni, perché capace, da solo, di scuotere le fondamenta del regime comunista.

Consegnato al mito, Jan diventa immortale, il suo gesto lo trasfigura nell’ultimo eroe europeo, lo rende eterno, capace di trasformare il suo martirio in grido di libertà che trascende il tempo e lo spazio.

Il suo esempio non deve essere dimenticato, ma preso come modello dai giovani, perché sacrificare la propria vita per il più alto dei valori, la libertà, fa comprendere il senso più autentico dell’esistenza di ognuno di noi.

Jan Palach è stato un eroe di altri tempi, cosi straordinario che si fa fatica a credere che sia esistito veramente, il suo grande spirito prometeico di libertà deve essere ricordato per permettere a chi ha il coraggio della memoria, di costruire una identità capace di trasformare questo infame presente.

Dopo appello di Symmachia, l’Asp risponde: “apriremo l’Ospedale”

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“Ancora una volta il nostro impegno di cittadini attivi nel territorio è ripagato: abbiamo appreso, con soddisfazione, che il Direttore generale dell’Asp di Catania ha divulgato una nota con cui fa chiarezza e, sostanzialmente, risponde al nostro appello per l’apertura del nuovo ospedale di Biancavilla”.

E’ il commento dell’Associazione Culturale Symmachia che, da anni, continua a tenere alta l’attenzione sulla struttura sanitaria di Biancavilla, abbandonata per 40 anni e interessata nell’ultimo decennio dai lavori di rifacimento costati – a detta della stessa Asp di Catania – ben 17 milioni di euro, stanziati dal Ministero.

“Le parole di oggi del direttore Giammanco ci lasciano ben sperare, ma noi continueremo ad essere vigili – spiegano il presidente Calogero Rapisarda e Vincenzo Ventura di Symmachia – l’Asp ha fatto chiarezza sui diversi interventi che si stanno attuando e sulle ultime verifiche agli impianti che, ovviamente, non potranno protrarsi all’infinito e auspichiamo che, in tempi rapidi, ogni adempimento possa essere concluso e si possa procedere ad aprire l’Ospedale”.

L’Associazione Symmachia aveva indirizzato la lettera, oltre che all’Asp, anche all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza a cui, in ogni caso, l’Associazione Symmachia, tramite il coordinatore Antonio Cacioppo, chiederà un incontro per illustrare una proposta sui servizi sanitari.

“L’apertura dell’Ospedale di Biancavilla è in testa alle priorità, ma puntiamo ad un rilancio complessivo dell’offerta sanitaria pubblica nel territorio, con il potenziamento del Pta di Adrano, il rafforzamento del 118, la realizzazione nei locali dell’Ospedale di Biancavilla di ambulatori per la prevenzione e lo screening del tumore alla pleura, per via della fluoroedenite, la realizzazione di una pista per l’elisoccorso. Siamo stanchi di vedere impoverito il nostro territorio che, invece, va aiutato a riprendere forza, anche con nuove strutture sanitarie e con il contributo di tutti”.

“Aprite l’Ospedale di Biancavilla”. Nota all’Asp: “pronti a coinvolgere i cittadini”

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“Non c’è più tempo da perdere e dopo 10 anni di attese la pazienza è finita: bisogna aprire al più presto l’Ospedale “Maria SS. Addolorata” di Biancavilla, una struttura in grado di potenziare l’offerta sanitaria pubblica in un territorio di oltre 100 mila utenti”.

Lo scrive l’Associazione Culturale Symmachia che ha inviato una nota alla Direzione generale dell’Asp di Catania per sollecitare un intervento immediato e concreto per rendere fruibile il nuovo padiglione dell’Ospedale, abbandonato per quarant’anni e ristrutturato nell’ultimo decennio.

“Cosa si aspetta ad aprire? C’è il rischio di vanificare gli sforzi compiuti finora dall’Azienda sanitaria – spiegano il presidente Calogero Rapisarda e Vincenzo Ventura dell’Associazione Symmachia – i lavori sono conclusi e la struttura è pronta ad accogliere i sette reparti previsti e il pronto soccorso con impianti già funzionanti, apparecchiature all’avanguardia e macchinari impacchettati che, con il trascorrere del tempo, rischiano di diventare già obsoleti.

Apprezziamo gli sforzi fatti, soprattutto negli ultimi tempi, ma i cittadini meritano risposte concrete sui tempi di apertura dell’Ospedale che, dopo 10 anni di lavori e di risorse pubbliche investite, potrebbe rappresentare un punto di riferimento nel territorio e dare maggiori servizi alla collettività e attirerà nuove professionalità mediche”.

Il presidente di Symmachia ha indirizzato la nota anche all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e al sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso.

In particolare, l’associazione chiederà un incontro all’assessore Razza subito dopo il periodo natalizio a cui verranno illustrate alcune proposte come il potenziamento del Pta di Adrano, del 118 tra Adrano e Biancavilla, ambulatori per la prevenzione, lo screening per i tumori alla pleura per via della fluoroedenite.

“Come abbiamo fatto in passato, con il volantinaggio in piazza, siamo pronti a nuove iniziative e ad una mobilitazione territoriale con il coinvolgimento dei cittadini, perché vogliamo una sanità pubblica efficiente vicina alle esigenze della gente”, conclude Symmachia.

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