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Attualità - page 2

Una domenica mattina in piazza Roma per un “Natale di solidarietà”

in Attualità di

Prosegue la campagna di sensibilizzazione sulla donazione del sangue e del midollo osseo, promossa dalle associazioni culturali e giovanili “Sinergie” e “Symmachia”.

Domenica mattina, 23 dicembre, in piazza Roma, a Biancavilla, si svolgerà l’iniziativa “Natale di solidarietà” che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle due associazioni, con testimonianze non soltanto di donatori ma anche di giovani del territorio, beneficiari della donazione di sangue e midollo.

La manifestazione è organizzata in collaborazione con l’Avis e con l’Admo di Catania.

Infatti, già a partire dalle ore 8, in piazza sarà attiva l’auto-emoteca dell’Avis per poter donare il sangue, nell’ultima giornata della donazione del 2018. In particolare, per chi vorrà donare per la prima volta, ci si potrà accostare alla “pre-donazione” utile a verificare la sussistenza dei requisiti necessari.

Per l’Admo sarà presente il viceresponsabile di Catania Giuseppe Petralia che proporrà alcune delle attività solidali avviate dai donatori di midollo osseo.

In piazza, ci sarà pure Carmelo Greco, il 26enne di Biancavilla che, nelle scorse settimane, ha lanciato una campagna di crowfunding per la ricerca su un tumore raro, legato all’apparato digerente, sostenendo l’attività dei medici del centro oncologico in cui Greco è stato ricoverato e poi operato, con l’asportazione di un rene e di tessuti.

La giornata si concluderà con “A nuvera”, il tradizionale canto in dialetto siciliano, in vista del Natale, curata dai ragazzi dell’Oratorio “Don Pino Puglisi”.

“Sarà una mattinata ricca di momenti di riflessioni, di testimonianze e pure di gesti di solidarietà concreti– spiegano Antonino Greco di “Sinergie” e Calogero Rapisarda di “Symmachia” – puntiamo ancora sui giovani per parlare di donazione sotto diversi aspetti. Con Avis e Admo proseguiremo la nostra campagna di sensibilizzazione, mentre con Carmelo Greco cercheremo di dare una risposta per questa lodevole raccolta fondi per sostenere la ricerca”.

 

CHI PUO’ DONARE? ECCO TUTTE LE INFORMAZIONI DELL’AVIS

 

La rivolta di un popolo contro un’oligarchia che ruba ai poveri per dare ai ricchi

in Antonio Cacioppo/Attualità di

La Francia è in ebollizione, l’impressione netta è che gli umiliati, gli ultimi, gli sfruttati, i reietti della globalizzazione si siano stancati. Contadini, studenti, autotrasportatori, impiegati, un popolo in rivolta. Rivolta spontanea, senza intermediari, senza partiti e sindacati, questo movimentismo terrorizza i potenti, preoccupa i tiranni, e dimostra come le vecchie categorie politiche del secolo scorso siano definitivamente tramontate, grazie ad un’opposizione non più orizzontale (destra-sinistra) ma verticale: popolo contro élite, poveri contro ricchi, dominati contro dominanti. Ed è inutile che uno spregevole ceto giornalistico, prezzolato dal potere, tenti una narrazione dei fatti tesa a sporcare l’immagine  dei gilet gialli, descrivendo la loro azione come una “misera” protesta contro il caro carburanti. No, cari giornalisti o “sottoclasse dominata all’interno della classe dominante”, come vi ha definito Costanzo Preve, questa rivolta è un miracolo che non riuscite a capire.

Come non riuscite a capire la vera natura del liberalcapitalismo che si è materializzata con le immagini della umiliazione riservata agli studenti costretti dalla polizia a inginocchiarsi o alla terribile scena delle percosse ad un disabile, repressione violenta di un governo che risponde solo alle istituzioni finanziarie, alle multinazionali e alle banche. Non capite che le persone  vivono ormai nella sensazione di essere state abbandonate da un’élite che si è trasformata in in casta, non capite che si è prodotta una frattura che segna la fine di un ciclo storico, non capite che un mondo sta morendo ed un altro, anche se a fatica, sta per nascere.

Per non parlare degli intellettuali proni al pensiero unico, a cui sfugge totalmente la comprensione di una sollevazione fatta da un popolo intero, un popolo che si è tentato invano di eliminare dalla storia, ma che è ancora vivo, un popolo che vuole tornare libero, libero di scegliere.                                                                                                                                                                                                                                        Un popolo che cresce nella autoconsapevolezza rivoluzionaria per i diritti.

Un popolo in tumulto, che diventa fiume in piena, che cresce a dismisura, esonda senza vincoli ideologici o di classe.

Un popolo vero, genuino, portatore di interessi generali e di bisogni giusti.

Un popolo in rivolta contro lo spirito corrotto delle élite neoliberiste, espressione di un establishment malato, malato di globalizzazione, di sete di profitto, di mercificazione, di mercatismo che ha come unico obiettivo il denaro.

Un popolo che indica la strada per una rivolta etica, un’etica eroica, nobile, di una nobiltà visionaria e sognatrice, desiderosa di un sogno puro e spontaneo di riscatto, sogno come rivalsa spirituale contro ogni iniquità, contro ogni abbrutimento.

Un popolo contro un’oligarchia che ruba ai poveri per dare ai ricchi.

Focus su donazione sangue e midollo: decine di studenti pronti a donare

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Decine di studenti del Liceo Classico e Scientifico “Verga” di Adrano hanno accolto l’invito delle associazioni culturali e giovanili “Sinergie” e “Symmachia” che, questa mattina, hanno incontrato i ragazzi per un focus sulla donazione del sangue e midollo osseo.

La risposta è stata sorprendente con tante adesioni volontarie degli studenti, in appena due ore complessive di dibattito.

Nel giro di alcuni giorni, le adesioni dei ragazzi verranno esaminate dall’Avis e dall’Admo di Catania che provvederanno a contattarli per i “prelievi di pre-donazione”, utili per verificare la compatibilità con i requisiti sanitari necessari per la profilazione e la donazione.

Diverse le domande poste dagli alunni ai rappresentanti delle associazioni di volontariato, Giuseppe Petralia viceresponsabile dell’Admo di Catania e Luciano Distefano dell’Avis di Biancavilla, che hanno illustrato le modalità di donazione del sangue e del midollo osseo, in modo sicuro e controllato, i benefici che se ne ricavano per la salute non soltanto di chi riceve ma anche di chi dona.

Ad intervenire sono stati Antonino Greco di Sinergie, Calogero Rapisarda e Vincenzo Ventura di Symmachia e Pinuccia Greco che ha moderato e coordinato i lavori. A portare i saluti del dirigente scolastico è stato il vicepreside prof. Salvo Italia.

L’iniziativa di questa mattina si inserisce nel progetto “Natale di solidarietà” promosso da “Sinergie” e “Symmachia” che culminerà con la giornata della donazione, in piazza Roma, a Biancavilla, domenica 23 dicembre, dalle ore 8 alle 13. In piazza sarà possibile approfondire la conoscenza dei temi relativi alla donazione e si potrà pure effettuare, a digiuno, la pre-donazione grazie all’autoemoteca dell’Avis.

“Ancora una volta i giovani si confermano sensibili ai gesti di solidarietà – spiegano Greco di “Sinergie” e Rapisarda di “Symmachia – il nostro obiettivo è stato pienamente raggiunto perché abbiamo registrato una certa attenzione e una immediata disponibilità degli studenti a divenire nuovi donatori. Un messaggio positivo per il nostro territorio che, da parte nostra, cercheremo di alimentare con ulteriori attività per far comprendere l’importanza di un dono così prezioso, in grado di salvare la vita”.

C’è l’ufficialità: Basilica e chiesa dell’Idria inagibili. Ecco i verbali dei tecnici

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La Basilica collegiata “Maria SS. dell’Elemosina” e la chiesa “Santa Maria dell’Idria” sono, da questa mattina, ufficialmente inagibili. Per questo, il sindaco Antonio Bonanno, con un’ordinanza, ne ha disposto la chiusura a “tempo indeterminato” fino a quando non verranno attuati gli interventi di messa in sicurezza utili al ripristino dell’agibilità.

Già all’indomani del sisma di magnitudo 4.6, con epicentro proprio a Biancavilla, i parroci avevano disposto la chiusura al culto delle due chiese in via cautelare. Adesso, arriva la chiusura forzata, per scongiurare rischi all’incolumità della gente.

L’inagibilità, certificata con l’ordinanza sindacale, fa seguito alle valutazioni dei tecnici della Protezione civile regionale, coadiuvati dal gruppo del reparto Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri e dagli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania.

Ecco cosa scrivono i tecnici nei verbali

Inevitabilmente, c’è un piano pastorale da rivedere. Per la chiesa Madre, le funzioni religiose domenicali verranno celebrate nel Teatro “La Fenice”, mentre quelle feriali nella chiesa del Purgatorio. Per la chiesa dell’Idria, tutte le celebrazioni si svolgeranno nel salone parrocchiale di via Gemma.

Intanto, ieri mattina, due parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il prevosto don Agrippino Salerno: la senatrice Tiziana Drago e la deputata Simona Suriano hanno fatto un primo sopralluogo in Basilica Collegiata, annunciando l’attenzione del “Governo nazionale”, così come ha fatto sapere pure il vicepremier Luigi Di Maio mediante il deputato regionale Giancarlo Cancelleri.

In serata, invece, su indicazione dell’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi, ha fatto un sopralluogo in Basilica. Vicinanza alla comunità ecclesiale di Biancavilla pure dall’arcivescovo emerito di Catania, mons. Luigi Bommarito.

Restiamo uniti! Il dono di essere comunità unita e forte

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Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre chi più, chi meno, abbiamo tutti sperimentato, sulla nostra pelle, la paura più profonda. Sono stati attimi di terrore che, difficilmente, riusciremo a dimenticare.
Per fortuna, è andata così, senza danni alle persone: le conseguenze potevano essere più devastanti, rispetto ai pur gravi crolli di calcinacci, intonaci e lesioni in case, chiese e scuole.

Certo, fa davvero male sapere che il simbolo per eccellenza di Biancavilla, la nostra Basilica Collegiata, sia inagibile (almeno provvisoriamente), come pure almeno due scuole elementari che rischiano la chiusura al pubblico.
I tecnici e le autorità locali stanno svolgendo, ormai da lunghe ore, un delicato e importante lavoro: confidiamo anche in loro.
Il Comune di Biancavilla ha istituito un numero telefonico per segnalazioni di danni: 095.7711322: in poco tempo, sono oltre 300 le richieste dei cittadini per verifiche e controlli di edifici privati.
C’è da dire che lo sciame sismico ha prodotto tra il 5 e il 6 ottobre 50 scosse accertate, con intensità decisamente più lieve, con una magnitudo compresa tra 1.2 e 1.8, tutte localizzate tra Adrano, S. M. di Licodia e Biancavilla.

Alle prime luci dell’alba di domenica 7 ottobre altre due scosse registrate a Ragalna e a Biancavilla, quest’ultima di magnuto 2.3. Ed è stato accertato che proprio Biancavilla è stato l’epicentro della spaventosa scossa delle 2.33 di magnitudo 4.6 e della successiva di assestamento di magnitudo 2.5.
È chiaro che non scopriamo oggi l’alto rischio sismico del nostro territorio: per questo, occorre un investimento vero e proprio in prevenzione e in piani di evacuazione comprensibili ai cittadini: meglio un euro in più in sicurezza che in frivolezze. È un dovere morale e bisognerà metterci mano da subito.

Occhio a chi vuole speculare sul terremoto: pare che ci siano in circolazione alcuni uomini senza scrupoli che dicono di appartenere alla Croce Rossa per chiedere soldi e firme: non c’è nulla di vero, la Croce Rossa parla di sciacalli.

Questo è il momento dell’unità, bisogna stare tutti dalla stessa parte per non lasciarsi travolgere dalla paura: per questo, l’appuntamento di ieri sera allo Stadio comunale di Biancavilla ha visto una sorprendente partecipazione, un popolo che, probabilmente, ha riscoperto la bellezza di sentirsi una comunità. In centinaia si sono stretti ai Santi Patroni, eccezionalmente esposti alla venerazione dei fedeli, al campo sportivo, nel giorno che avrebbe dovuto segnare la conclusione dei festeggiamenti in onore della Madonna dell’Elemosina e dei santi martiri Placido e Zenone. Adesso, c’è una grande voglia di tornare alla normalità, ma bisognerà fare i conti con i tanti danni provocati dal sisma. 

Ad Adrano le scuole rimarranno aperte, come in realtà lo sono state – in modo inspiegabile – pure sabato scorso, a poche ore dallo spaventoso terremoto: ovviamente, in quel caso, le famiglie non hanno mandato i figli a scuola.

A Biancavilla, invece, dove i danni son ben più evidenti, buona parte delle scuole rimarranno chiuse: saranno aperte soltanto l’Istituto comprensivo “A. Bruno”, il plesso “Verga” di via dei Mandorli, la paritaria “Immacolata alla Badia”. Tutte le altre scuole, comprese quelle superiori, rimarranno chiuse. Inevitabile saranno i doppi turni, soprattutto per la scuola “Marconi” e la scuola “Verga”, presso Grassura di via Liguria dove si sono registrati i danni più evidenti. Il plesso “Don Bosco” rimarrà chiuso solo lunedì 8 ottobre. In ogni caso, farà fede la valutazione dei tecnici che, con l’Amministrazione comunale, stanno monitorando la situazione.

Danni pure per le chiese: la rettoria di Sant’Antonio presenta un buco nel tetto, quella di San Gaetano è piena di calcinacci: l’adorazione eucaristica giornaliera si svolgerà nella chiesa del Purgatorio. La Basilica rimarrà chiusa per i danni al transetto, alle volte, all’affresco della Cappella di san Placido. In questo caso le celebrazioni eucaristiche domenica si svolgeranno al Teatro “La Fenice”, mentre quelle feriali nella chiesa del Purgatorio. Chiusa pure la Chiesa dell’Idria: le funzioni religiose si svolgeranno nel salone parrocchiale di via Gemma.

Restiamo uniti!

Finanziaria coraggiosa, si parte dai poveri, mondo della finanza indispettito, il ricordo va ad una donna straordinaria: Maria Baratto

in Antonio Cacioppo/Attualità di
Finanziaria coraggiosa, si parte dai poveri, dai disoccupati, dalle pensioni di fame, mondo della finanza indispettito, Europa allarmata con i suoi accoliti serventi e il ricordo va ad una donna straordinaria: Maria Baratto.

di Antonio Cacioppo

                Vittime                                          e                                          Carnefici

E’ stata varata dal Consiglio dei Ministri la manovra finanziaria, una manovra, per certi versi storica, perché sembra andare verso una direzione opposta alle politiche dominanti, una manovra che va verso i dimenticati, i precari, i senza futuro, i senza voce, gli ultimi. E la mia attenzione, come in preda ad un riflesso condizionato, va a due figure paradigmatiche, Sergio Marchionne e Maria Baratto. Esse rappresentano meglio di ogni altra cosa, la posta in gioco in termini di futuro per la nostra società, rappresentano due mondi diversi, un mondo intriso di barbarie e l’altro che lotta per la civiltà, da una parte la disumanizzazione e dall’altra l’umanesimo del lavoro, da una parte i carnefici e dall’altra le vittime.

Il 14 Settembre si è svolta a Torino la messa  in commemorazione di Sergio Marchionne. Niente di speciale, direbbe qualcuno, a due mesi dalla sua scomparsa si è trattato soltanto di un modo per ricordarlo. Tutt’altro, la messa di suffragio si è trasformata nel ricordo non tanto dell’uomo ma del manager, non è stata solo una funzione religiosa ma una manifestazione ideologica per celebrare un sistema, il sistema che il manager incarnava. “Marchionne – ha detto durante l’omelia l’Arcivescovo di Torino Nosiglia – ci ha insegnato a non aver paura delle novità”, ed Elkann, commosso, ha ricordato che Marchionne amava dire: ”io sono un metalmeccanico”.  Affermazioni queste, che superano ogni limite e decenza. Non si può far finta di nulla. Rabbia, sdegno, disgusto possono essere  esternate con l’unica arma in mio possesso: le parole.

Rabbia, sdegno e disgusto per  l’orda di intellettuali, politici, giornalisti, arcivescovi e persino sindacalisti, tutti accomunati dall’ideologia del “lecchinismo”, rabbia, sdegno e disgusto per i fiumi di parole, per la celebrazione, per la beatificazione agiografica, a reti unificate, dei presunti meriti del “santo”con il pullover.

Disprezzo per questa classe imprenditoriale che impone la segmentazione del lavoro, le gabbie “mansionarie” . Cosa volete, il pensiero unico non permette  di ricordare che il manager italocanadese ha cacciato dall’azienda alcuni iscritti alla Fiom, ha fatto passare il numero di operai della FIAT da 120000 del 2000 ai 29000 di oggi, ha costretto gli operai a piegare la testa, pena il licenziamento, per costringerli ad accettare contratti capestro.

Marhionne – dimenticando le cospicue risorse elargite dallo Stato Italiano alla Fiat – ha licenziato e precarizzato, ha desertificato e delocalizzato l’industria automobilistica italiana ,annientandola di fatto. Profondo rispetto per il dolore della sua famiglia ma un fermo no alla sua celebrazione. Piuttosto, bisognerebbe commemorare le tante vittime, una fra tutte, la più rappresentativa: Maria Baratto

Maria era una quarantasettenne cassaintegrata da sei anni della FIAT di Nola, morta suicida il 26 Maggio 2014. La sua è una vicenda emblematica della realtà italiana e mondiale, una realtà dominata dal totalitarismo mercatista e liberista. Cassaintegrata, cioè parcheggiata, senza lavorare, senza mansioni, era stata “reclusa”, “deportata”, insieme ad altri 316 operai in un reparto “confino”, disorientata, sospesa nel limbo dell’inattività che l’ha spinta verso il baratro del suicidio. Uomini e donne in carne e ossa trattati come merce avariata non più funzionali al profitto dell’azienda, uomini e donne che non rientrano più negli standard produttivi…vero Marchionne?

Uomini e donne privati della loro dignità, derubati della loro libertà, defraudati del loro futuro, uomini e donne sacrificate in nome del Dio profitto.

Due anni prima del suicidio Maria Baratto aveva scritto su un giornalino degli operai di Pomigliano un articolo molto significativo che lasciava presagire qualcosa di terribile:”Suicidi in FIAT”.

Ecco cosa scriveva la Baratto: “ Dopo aver lucrato negli anni scorsi finanziamenti pubblici multimiliardari, lo speculatore Marchionne chiude e ridimensiona le fabbriche italiane e delocalizza la produzione all’estero per fare profitti letteralmente sulla pelle dei lavoratori…il tentato suicidio di Carmine P.…il suicidio di Agostino Bova…sono la punta di un iceberg della barbarie industriale e sociale in cui la FIAT sta precipitando i lavoratori.”

Questo è stato il lascito di un donna straordinaria la cui denuncia squarcia il velo di ipocrisia e mette a nudo il più grande dei crimini del liberismo globalizzato, cioè la disumanizzazione del lavoro, l’alienazione, la brutalizzazione, i ritmi lavorativi infernali, il taglio dei costi di produzione, l’aumento delle ore lavorative, i tagli del personale.

Certo, il grande Marchionne ha risanato i conti della famiglia Agnelli, ma con costi umani terribili per gli operai. Questo clima di disumanizzazione viene taciuto da un certo giornalismo di regime, il potere finanziario dipinge una realtà diversa, in cui essere precario è bello, dove la flessibilità è il nuovo eden, e lo fa utilizzando giornalisti prezzolati e servi, d’altronde lavorano in tv e giornali i cui proprietari sono gli stessi che vessano gli operai.

Il controllo dei mass media permette agli epigoni degli Agnelli di “reprimere” il dissenso, scoraggiare i ribelli in nome dello spread,dei conti pubblici, del ”lo vuole l’Europa”.

Ecco perché mi è venuta voglia di ricordare Maria, per non dimenticare la disperazione di chi sta per perdere il posto di lavoro. La disperazione di chi è senza lavoro.Non dimenticare il pudore nascosto che impedisce a questi operai di dire ai figli che presto il loro futuro sarà segnato. Per ricordare i tanti padri di famiglia disperati, travolti, da una crisi economica che ha le sue radici nel sistema capitalistico. La finanziaria “ giallo-verde è coraggiosa perché non vuole  dimenticare chi è il carnefice e chi è la vittima.

Ciao Maria…io non dimentico.                   

Antonio Cacioppo

Giovedì l’intitolazione del Belvedere a don Pino Puglisi

in Attualità di

E’ stata accolta, in modo ufficiale, la richiesta dell’Associazione Culturale Symmachia di dedicare il Belvedere di Biancavilla alla memoria di don Pino Puglisi, il sacerdote martire della mafia, ucciso nel 1993, a Brancaccio.

La cerimonia di intitolazione si svolgerà giovedì, 31 maggio, alle ore 10.30, con la “marcia della legalità” che, dal Palazzo comunale, attraverserà via Vittorio Emanuele, per giungere al Belvedere, noto pure come “u Tunnu”, nella parte finale di via Umberto.

Ad intervenire saranno gli studenti delle scuole cittadine che reciteranno poesie ed eseguiranno alcuni canti, le autorità civili e militari con in testa il sindaco Pippo Glorioso e il comandante della stazione dei Carabinieri Roberto Rapisarda, il vicario foraneo don Giovambattista Zappalà e il giornalista Vincenzo Ventura, promotore dell’iniziativa per l’Associazione Symmachia.

Sarà una cerimonia semplice dal forte valore simbolico, a pochi giorni dall’anniversario della beatificazione di don Puglisi e nell’ambito delle iniziative che Symmachia promuoverà per ricordare i venticinque anni dall’uccisione del “sacerdote del sorriso”.

“Per noi di Symmachia – spiega Vincenzo Ventura – vuole essere un punto di inizio, per valorizzare i quartieri e riappropriarci noi giovani degli spazi e dei beni pubblici della nostra città. Lo facciamo attraverso l’esempio di siciliani che, come don Pino Puglisi, hanno dato la vita per il riscatto della nostra terra.

Finalmente Biancavilla avrà un luogo in cui faremo alcune iniziative per i più piccoli, già a giugno durante i grest parrocchiali, perché “se ognuno fa qualcosa, allora si potrà fare molto”.

Come si ricorderà, negli anni scorsi, l’associazione Symmachia aveva lanciato l’idea di intitolare una piazza della città a don Puglisi, durante una grande manifestazione al Teatro “La Fenice” che aveva visto la partecipazione del postulatore della causa di beatificazione e del responsabile del centro “Padre Nostro” che tutt’ora svolge un servizio sociale fondamentale per le periferie di Palermo. Non a caso, sarà proprio papa Francesco, il 15 settembre prossimo, a visitare i luoghi e le realtà fondate da don Puglisi.

“La Sicilia” sull’iniziativa al Teatro “La Fenice”
Determina d’intitolazione del sindaco Glorioso

 

Iniziativa 3p al Teatro La Fenice con l’Associazione Maria SS. dell’Elemosina

Ma siamo proprio sicuri che Alfie sia morto?

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Il bambino “inutile” è morto! La “cultura dello scarto” ha vinto.

La lettura di questo post (pubblicato su Facebook) mi ha lasciato di stucco per la sua crudezza e la sua veridicità. Poi, a mente fredda, mi sono convinto che il piccolo guerriero in realtà è stato ucciso.

  • Ucciso da una legge che fa prevalere i protocolli sulle relazioni umane;
  • Ucciso da una società che ha come unico orizzonte il mercatismo( cultura del mercato);
  • Ucciso dalla religione liberista che ha come dogma la distruzione di ogni riferimento etico, religioso, familiare;
  • Ucciso da una scienza medica, riflesso del potere ideologico dominante: il totalitarismo liberal-democratico;
  • Ucciso dal dominio della tecnica, nuovo simulacro divino,dominio illimitato, totalizzante, cinico, senza pietas;
  • Ucciso dalla cultura del primato dell’eutanasia di stato che ti ammazza perché non servi più;
  • Ucciso da una medicina più interessata al profitto che alla salute delle persone;                                 

La notizia del suo assassinio è stata data dal padre: “il mio gladiatore ha messo giù lo scudo e si è guadagnato le ali.” Alla notizia molti di noi sono stati colti da sgomento, da sconforto profondo e vero. La società disumana sembra aver vinto, ma, a pensarci bene, forse non è questa la verità. Alfie ce l’ha fatta, è vivo. Lo afferma il padre quando dice che ha messo le ali e vola, vola alto su noi, vola sulle miserie, sulla nostra ignavia, sulla nostra indifferenza. Si lui è vivo, sono gli altri ad essere morti, lui si è preso beffa della scienza, dei giudici, dell’ospedale, ha continuato con caparbietà a respirare, malgrado il distacco del respiratore, malgrado gli avessero tolto gli alimenti. Ha continuato a vivere contro ogni previsione e ha scosso noi, noi con le nostre certezze, ha squarciato l’indifferenza di una società utilitaristica, riuscendo a destare milioni di coscienze in tutto il mondo. Messaggi, preghiere, veglie, manifestazioni, una mobilitazione senza precedenti. Tutto questo è accaduto per un bambino di 22 mesi e per i suoi straordinari genitori. E questo sarebbe il bambino morto, solo perché ha smesso di respirare, solo perché il suo cuoricino ha smesso di battere? No, lui si è semplicemente librato in cielo, è diventato più vivo che mai. Vivo per denunciare chi disprezza il diritto alla vita, vivo per denunciare il dio denaro in nome del quale è stato staccato il respiratore, vivo per chi respira ma è morto dentro.
Vivo perché resterà fulgido esempio per coloro che non vorranno abdicare alla mercificazione dell’essere umano e alla cultura della morte.

Il segreto della felicità è guardare davvero

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Parlare di Carmelo Mazzaglia al passato è difficile. Il suo grande cuore fragile non si è fermato, continua a battere, a pulsare vitalità in chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, di ascoltarlo, di leggere le sue riflessioni: innamorato della vita, travolgente carica di entusiasmo, tenace guerriero di una battaglia culturale per l’integrazione e per il rispetto di chi vive la disabilità, oltre l’indifferenza, al di là di ogni barriera.

Carmelo vive, continua a vivere attraverso la sua grande eredità del coraggio, della semplicità, della normalità che, forse inconsapevolmente, lascia a ciascuno di noi.

Si è fatto testimone della bellezza del “dono più grande” che è la vita, pienamente vissuta, fino all’ultimo, accompagnato dalla malattia, la distrofia muscolare Duchenne, che l’ha messo a dura prova sin dall’età di 5 anni, senza mai sconfiggerlo.

Nella chiesa dell’Idria, pomeriggio, in tanti hanno voluto salutarlo per l’ultima volta, hanno voluto ringraziarlo, perché Carmelo, a soli 26 anni, è riuscito a conquistare grandi e piccoli, a riaccendere speranza e dare una spinta. Sì, quella spinta di cui proprio lui aveva bisogno, più di tutti,  per la sua carrozzina con cui ha girato, in lungo e in largo, per raggiungere più persone possibili: gli studenti delle scuole, coinvolti nella brillante intuizione dei “No limits games”, giochi di squadra accessibili a tutti; i componenti di diverse associazioni culturali del territorio: qualche anno fa, a Palazzo Bianchi, ad Adrano, è riuscito ad emozionare donne e uomini della terza età. Noi lo ascoltavamo incantati dalla sua serenità, dal suo sorriso disarmante; i ragazzi degli oratori dell’Annunziata, della chiesa Madre, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, del Rosario di Adrano: come ha ricordato padre Nino La Manna, proprio nella scorsa Pasqua, Carmelo ha scritto alcuni pensieri e ha letto i testi della Via Crucis. Fino al giorno prima di concludere il suo viaggio terreno, avrebbe dovuto incontrare i ragazzi dell’Acr dell’Annunziata, ma l’incontro è stato rinviato il fonte vento: faremo un’altra volta, aveva assicurato.

Impossibile trascurare il suo impegno sociale e politico, nella sua accezione più nobile: ha fondato un’associazione, “CittAccessibile”, che continuerà a vivere nel suo ricordo, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, ha pubblicato due libri, ha incalzato il Sindaco di Biancavilla, con diverse proposte per rimuovere le barriere architettoniche, per migliorare la partecipazione dei disabili durante le festività patronali, per creare parchi gioco accessibili ai disabili, per dotare le scuole dei defibrillatori. Molte di queste idee sono state già realizzate.

C’è da dire che Carmelo ha potuto raggiungere tutti grazie anche ad una figura discreta, silenziosa ma determinante: la sua famiglia. Genitori meravigliosi che non si sono mai persi d’animo: il papà si è sempre messo al servizio del figlio, accompagnandolo con un pulmino idoneo in ogni suo spostamento, senza mai farlo pesare, né dall’uno né dall’altra parte. “Vorrei essere un figlio normale, come tutti gli altri. Senza creare problemi alla mia famiglia e senza che loro debbano vergognarsi di me”, spiegava Carmelo durante le sue presentazioni.

Con quella stessa discrezione, in punta di piedi, Carmelo se ne è andato, per raggiungere il Dio a cui si è sempre affidato, in cui ha confidato, di cui si è fatto testimone autentico.

E’ racchiuso in questo mistero il segreto della forza di Carmelo: guardare davvero alla vita per sperimentare la felicità, quella vera.

 

Pubblichiamo una poesia, diffusa pomeriggio dai volontari dell’Associazione CittAccessibile, dedicata a Carmelo: è lui stesso a sottolineare di aver trovato questo testo sul cuscino del suo letto, in Ospedale, senza aver conosciuto l’autore.  

Il segreto della felicità, a Carmelo…

La gente si lamenta che la Felicità è lontana.

Si lamenta dicendo che Persone Speciali e Magiche sono poche.

Si lamenta dicendo che Persone belle non ce ne sono tante.

Si lamenta perché cerca le belle cose e vuole tutto

nell’inutile apparente.

Si lamenta dicendo che non succede mai nulla di veramente bello.

Molte volte in giro incontriamo Persone che per la gente son nessuno,

nessuno perché per loro sono Disabili e nulla più.

Ma la gente se lo chiede mai se la Felicità esiste in quel nessuno?

Forse qualcuno sì, ma la maggior parte non crede che AMore e

Amicizia e Bellezza possano esserci nella Disabilità.

La maggior parte della gente non se lo chiede e non si da risposta.

Io che son piccolo mi chiedo e mi do una risposta a questa domanda.

Perché la maggior parte della gente non apre gli Occhi alla Felicità?

Perché si aggrappa al pregiudizio.

Il segreto della Felicità è guardare davvero.

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www.cittaccessibile.it

Symmachia, Primavera Adrano e Patto per Adrano: costruiamo modello di governo

in Attualità di

NOTA STAMPA CONGIUNTA

a cura dei gruppi politici: Patto per Adrano, Primavera di Adrano, Symmachia
Nasce un progetto politico condiviso e trasversale ancorato alla sensibilità di donne e uomini, giovani e meno giovani, che guardano al futuro per costruire un modello di Città in grado di affrontare le sfide della modernità: ambiente, agricoltura, energia pulita, rispetto del suolo, turismo, imprenditoria, diminuzione dei costi delle utenze per i cittadini, aiuto dei più deboli, formazione dei giovani, controllo del territorio, lotta alla mafia e alla delinquenza che nella nostra città sono un fattore di asfissia dell’economia e delle iniziative private.
Con questo spirito, le forze politiche firmatarie di questo documento stringono un’alleanza per dare vita ad un cantiere di lavoro per Adrano, basato su questi essenziali punti, nei quali tutti i Cittadini possano rivedersi e sentirsi davvero protagonisti, senza barriere culturali, senza vincoli di appartenenze partitiche, con idee innovative e proposte serie in grado di diventare concrete azioni amministrative.

Pertanto, riteniamo doveroso coinvolgere le altre realtà politiche che, come noi, vorranno aderire con spirito di servizio verso la Comunità che mai e per nessun motivo dovrà essere sacrificato dalle ambizioni dei singoli individui.

Sarà, dunque, un cantiere aperto al confronto costruttivo con le forze che, su questi temi e con questi valori, vorranno condividere con noi un percorso unitario con pari dignità e opportunità, per poi individuare tutti insieme le migliori figure in grado di rappresentare le istanze della gente nell’Amministrazione della cosa pubblica.

E’ una sfida per tutti, è una sfida per Adrano.

 

Adrano, 9 aprile 2018

Patto per Adrano – Primavera di Adrano – Symmachia

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