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Attualità - page 3

Symmachia lancia la mobilitazione per l’Ospedale: “apertura entro marzo o in piazza”

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“Se l’Ospedale di Biancavilla non aprirà entro marzo, mobiliteremo i cittadini del comprensorio e faremo una grande manifestazione di piazza, perché, adesso, siamo davvero stanchi di continui rinvii, dopo anni di attese infinite”.

Lo annuncia l’Associazione culturale Symmachia che, da tempo, chiede con forza l’apertura del nuovo Ospedale di Biancavilla, ormai pronto da alcuni mesi per ospitare i reparti, tra cui quello nuovo di Rianimazione, oltre alle nuove sale chirurgiche, con attrezzature moderne e macchinari impacchettati, e agli ambienti più confortevoli per i pazienti e per il personale medico e paramedico.

“Aprire l’ospedale significa dare una prospettiva concreta di potenziamento dell’offerta sanitaria pubblica in questo territorio – spiegano Vincenzo Ventura, Antonio Cacioppo e Calogero Rapisarda di Symmachia – pare che ci siano due nuove date possibili per l’inaugurazione, tra il 23 e il 26 marzo: ciò che a noi interessa è che si apra al più presto, entro questo mese, senza altri incomprensibili rinvii, anche perché se si dovesse rimandare ancora, questa volta scenderemo in piazza”.

Infatti, dopo la nota inviata all’Asp nel dicembre scorso a cui è seguito un comunicato stampa della Direzione generale, gli esponenti dell’associazione stanno pensando ad una manifestazione, con il coinvolgimento dei cittadini che Symmachia, proprio in questi giorni, sta ascoltando con diverse tappe tra i quartieri di Adrano e Biancavilla.

“Incontreremo il presidente della Regione nei prossimi giorni – spiegano Ventura, Cacioppo e Rapisarda – confidiamo che possa trovarsi una soluzione perché vogliamo scongiurare il rischio di vanificare gli sforzi compiuti fino ad oggi dall’Asp e le ingenti risorse pubbliche investite fino ad oggi. Al presidente Musumeci illustreremo pure la nostra proposta per la sanità che passa dal potenziamento del 118, degli ambulatori del Pta di Adrano, alla realizzazione della pista dell’elisoccorso già progettata e finanziata, alla realizzazione di “screening” per i tumori alla pleura mediante iniziative ambulatoriali e di prevenzione per la fluoroedenite”.

Catania non vuole più promesse

in Attualità/Gisella Torrisi/Senza categoria di

di Gisella Torrisi

La Sicilia abbandonata al degrado viene mostrata raramente, non ci vuole un acuto osservatore per comprendere cosa succede per le sue strade. C’è chi la abita e non ne sa niente, c’è chi la abita e sa di che male sta morendo, c’è chi la abita come un figlio meschino e tira ancora latte al seno ormai stanco e privo di nutrimento. Questa è la mia amata terra, ricca di antichità oltre che bellezza tanto quanto dolore. Un enorme corpo di dolore si nutre di insofferenza, di vigliaccheria, di un progresso sterile dichiaratamente europeo.

Chi viaggia per visitarla nota una netta distinzione trai vari capoluoghi e a far davvero paura è quell’ombra di morte che si aggira sulla bellissima e regale Catania. Catania, una città che fa concorrenza a tante mete turistiche e lasciata senza aiuto, mentre vive la sua vecchiaia anticipata. Questo è lo sguardo che in una diretta Matrix lancia alla mia città.

Corso Sicilia (zona centralissima di Catania) è uno sfondo fatto di grandi palazzi di cemento e pietruzze grigie messe dal comune a coprirne le aiuole, dove per lo più sono ubicate le banche. E’ stato deciso così, era l’inizio del boom economico quando il quartiere San Berillo fu costretto con coercizione a fare posto al capitale. Erano gli anni ottanta quando si tagliò un nastro di inaugurazione per un futuro grigio, cementificato e privo di rispetto verso l’identità di una città storica. Ghettizzati, evitati, sfruttati, imbastarditi i suoi abitanti hanno fatto quello che in qualsiasi processo urbanizzativo di isolamento si può fare: essere una società dentro la società. Ma di quale società parliamo?

Non si sente più alcun senso di appartenenza, siamo soli e grigi come il Corso Sicilia e tutti a dire che non è vero. Mentre passi da lì e ti ritrovi di fronte alla realtà: uomini che vivono in strada e dal freddo si pisciano addosso e si ha persino paura di quei poveretti là fuori. Il problema sono loro, sono i trans, sono le prostitute nigeriane, sono i marocchini, sono quelli delle bancarelle della fiera, no? Il problema sono sempre le mosche che ci ronzano intorno e non lo schifo che portiamo dentro. Il problema sono sempre gli altri ed è questo che ci rende privi di appartenenza. Aspettiamo un padre che ci prenda per le spalle e ci butti finalmente in una qualsiasi vita.

Non abbiamo mai imparato a stare senza catene. Non abbiamo mai imparato a dare valore alle nostre scelte, perché “tanto non cambia nulla”.

Domani si voterà per l’Italia? Domani andremo a votare con il cuore illuso, disilluso, dolorante o già prenotato a qualche stupida promessa.

Catania non vuole più promesse, la Sicilia non se ne fa niente del futuro, l’Italia ha bisogno di un presente e non solo, ha bisogno di noi presenti e vigili.

“Come si vota?”, Giovani protagonisti tra conoscenza e competenza

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Si è svolto ieri pomeriggio, a Villa delle Favare, a Biancavilla l’incontro culturale “Come si vota” promosso dalle associazioni “Symmachia” e “Ad Maiora” per conoscere la nuova legge elettorale, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo.

E’ stata una conversazione informale, ricca di spunti di riflessione e di una significativa partecipazione di giovani di Biancavilla e Adrano che, nonostante le avverse condizioni metereologiche, hanno accolto l’invito delle due associazioni culturali per conoscere meglio il sistema elettorale ed evitare così errori nell’espressione del voto.

Ad intervenire sono stati due brillanti giuristi Rosario Di Grazia, dottore di Ricerca in Giurisprudenza, e Ludovico Vitale, dottore in Giurisprudenza che hanno illustrato le principali differenze rispetto alle leggi elettorali precedenti e, attraverso alcune slide, hanno mostrato le opzioni di voto ammesse dalla legge.

Diverse le domande poste dai giovani soprattutto sulle peculiarità del nuovo sistema elettorale: i collegi uninominali, le liste bloccate e il voto disgiunto che è vietato dalla legge.

“E’ una legge elettorale complessa, di difficile interpretazione ma che presenta alcune migliorie rispetto al Porcellum – hanno spiegato Di Grazia e Vitale – i cittadini si ritroveranno due schede in cui scegliere un “pacchetto completo”, cioè votare una lista prescelta significa votare pure il candidato uninominale, senza possibilità di voto disgiunto e senza dover scrivere il nome di candidati. Non ci sarà premio di maggioranza e non ci saranno liste bloccate lunghe: nella scheda ci saranno i nomi di non più di quattro candidati per lista”.

Ad introdurre i lavori sono stati i presidenti di “Symmachia” e “Ad Maiora” rispettivamente Calogero Rapisarda e Gessica Floresta.

“Ci siamo accorti che sono tanti i cittadini che non sanno come si vota – spiegano Rapisarda e Floresta – da qui, è nata l’esigenza di realizzare quest’incontro per chiarire i tanti dubbi di una legge complicata. La grande partecipazione di giovani ci spinge a continuare su un percorso comune con idee e progetti che attueremo insieme nelle prossime settimane, pure su altri temi”.

Depurazione, ‘Adrano tra i Comuni condannati’: denuncia di Symmachia nel 2010

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“C’è anche Adrano tra i Comuni siciliani condannati dalla Corte di Giustizia europea per la mancata depurazione delle acque”.

A darne notizia è l’Associazione culturale Symmachia che, per prima, nel 2010, aveva denunciato il malfunzionamento dei depuratori della zona del Simeto, sottolineando il doppio danno per l’ambiente, con l’inquinamento del fiume, e per le tasche dei cittadini, costretti a pagare bollette salate.

Symmachia si era rivolta all’Europa affinché si facesse luce sul depuratore di Adrano e sul trattamento delle acque – spiegano il presidente di Symmachia Calogero Rapisarda e il coordinatore Antonio Cacioppo – abbiamo saputo che l’Europa ha prima inserito il Comune di Adrano in una procedura d’infrazione scaturita, poi, in una condanna per violazioni alle direttive comunitarie che, per i giudici, sarebbero state perpetrata nel corso degli anni. In particolare, al Comune di Adrano è stata contestata la mancata realizzazione di “reti fognarie idonee a raccogliere e convogliare la totalità delle acque reflue urbane”, violando l’art. 3 della direttiva 91/271.

E’ tempo di chiudere definitivamente con la politica del passato e di aprire una stagione nuova, fatta di passione e impegno vero e concreto per una città che vuole reagire e fermare questo triste declino”.

Symmachia ha studiato le carte pubblicate sul sito web del Governo ed è in possesso della sentenza della Corte di Giustizia europea.

2010. PRIMO REPORTAGE SUI DEPURATORI ADRANO – BIANCAVILLA – LICODIA

2010. INQUINAMENTO DEL SIMETO, SCHIUMA AD ADRANO

2012. LA DENUNCIA SULLE SANZIONI UE

 

In ricordo di Jan Palach : martire dimenticato della libertà

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di Antonio Cacioppo

Il disincanto alimenta la tendenza al nichilismo e all’oblio, malattie endemiche del nostro tempo. Questa “atmosfera” spinge i giovani a diventare miseri, poveri di valori, reietti, schiavi della disperazione alimentata dai loro stessi carnefici, quegli uomini di potere cioè, sostenitori di questa realtà squallida basata sul consumo e il profitto.

La crisi dei valori di questa società, determinata dal generale smarrimento e dalle angosce per un futuro incerto, sta producendo delle risposte “schizofreniche”da parte delle giovani generazioni che cadono nel paradosso di affidarsi a coloro i quali li hanno resi schiavi, a coloro i quali li hanno deprivati di modelli valoriali di riferimento.

L’assenza di modelli e di valori è figlia della mancanza di cultura, di identità, di memoria storica. Il recupero della memoria diventa l’unico vero antidoto affinché si possa sfuggire questo presente fatto “di acque basse e stagnanti”.

La memoria è la chiave di volta per immaginare un futuro diverso, la memoria ci permette di viaggiare nelle viscere del nostro passato, là dove si trova il nostro vissuto, il vissuto di chi ci ha preceduto, il vissuto della nostra identità.

Per chi ha memoria, oggi è il 19 gennaio 2018, lo stesso giorno e lo stesso mese del 1969 muore Jan Palach dopo tre giorni di lucida e straziante agonia per essersi dato fuoco in Piazza San Venceslao al centro di Praga, come gesto estremo di protesta contro l’occupazione del suo paese da parte delle truppe sovietiche.

Il suo martirio divenne simbolo della lotta contro l’oppressione comunista, al suo funerale, malgrado la repressione, parteciparono oltre 600 mila persone, milioni di cecoslovacchi videro nel sacrificio di Jan il simbolo della lotta nazionale per la libertà.

La tomba del giovane studente di filosofia divenne presto meta di pellegrinaggio, suscitando una tale paura che il regime reagì con infamia trafugando i resti mortali del martire. Troppo tardi, ormai Palach si era trasformato in mito, mito pericolosissimo per i tiranni, perché capace, da solo, di scuotere le fondamenta del regime comunista.

Consegnato al mito, Jan diventa immortale, il suo gesto lo trasfigura nell’ultimo eroe europeo, lo rende eterno, capace di trasformare il suo martirio in grido di libertà che trascende il tempo e lo spazio.

Il suo esempio non deve essere dimenticato, ma preso come modello dai giovani, perché sacrificare la propria vita per il più alto dei valori, la libertà, fa comprendere il senso più autentico dell’esistenza di ognuno di noi.

Jan Palach è stato un eroe di altri tempi, cosi straordinario che si fa fatica a credere che sia esistito veramente, il suo grande spirito prometeico di libertà deve essere ricordato per permettere a chi ha il coraggio della memoria, di costruire una identità capace di trasformare questo infame presente.

Dopo appello di Symmachia, l’Asp risponde: “apriremo l’Ospedale”

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“Ancora una volta il nostro impegno di cittadini attivi nel territorio è ripagato: abbiamo appreso, con soddisfazione, che il Direttore generale dell’Asp di Catania ha divulgato una nota con cui fa chiarezza e, sostanzialmente, risponde al nostro appello per l’apertura del nuovo ospedale di Biancavilla”.

E’ il commento dell’Associazione Culturale Symmachia che, da anni, continua a tenere alta l’attenzione sulla struttura sanitaria di Biancavilla, abbandonata per 40 anni e interessata nell’ultimo decennio dai lavori di rifacimento costati – a detta della stessa Asp di Catania – ben 17 milioni di euro, stanziati dal Ministero.

“Le parole di oggi del direttore Giammanco ci lasciano ben sperare, ma noi continueremo ad essere vigili – spiegano il presidente Calogero Rapisarda e Vincenzo Ventura di Symmachia – l’Asp ha fatto chiarezza sui diversi interventi che si stanno attuando e sulle ultime verifiche agli impianti che, ovviamente, non potranno protrarsi all’infinito e auspichiamo che, in tempi rapidi, ogni adempimento possa essere concluso e si possa procedere ad aprire l’Ospedale”.

L’Associazione Symmachia aveva indirizzato la lettera, oltre che all’Asp, anche all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza a cui, in ogni caso, l’Associazione Symmachia, tramite il coordinatore Antonio Cacioppo, chiederà un incontro per illustrare una proposta sui servizi sanitari.

“L’apertura dell’Ospedale di Biancavilla è in testa alle priorità, ma puntiamo ad un rilancio complessivo dell’offerta sanitaria pubblica nel territorio, con il potenziamento del Pta di Adrano, il rafforzamento del 118, la realizzazione nei locali dell’Ospedale di Biancavilla di ambulatori per la prevenzione e lo screening del tumore alla pleura, per via della fluoroedenite, la realizzazione di una pista per l’elisoccorso. Siamo stanchi di vedere impoverito il nostro territorio che, invece, va aiutato a riprendere forza, anche con nuove strutture sanitarie e con il contributo di tutti”.

“Aprite l’Ospedale di Biancavilla”. Nota all’Asp: “pronti a coinvolgere i cittadini”

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“Non c’è più tempo da perdere e dopo 10 anni di attese la pazienza è finita: bisogna aprire al più presto l’Ospedale “Maria SS. Addolorata” di Biancavilla, una struttura in grado di potenziare l’offerta sanitaria pubblica in un territorio di oltre 100 mila utenti”.

Lo scrive l’Associazione Culturale Symmachia che ha inviato una nota alla Direzione generale dell’Asp di Catania per sollecitare un intervento immediato e concreto per rendere fruibile il nuovo padiglione dell’Ospedale, abbandonato per quarant’anni e ristrutturato nell’ultimo decennio.

“Cosa si aspetta ad aprire? C’è il rischio di vanificare gli sforzi compiuti finora dall’Azienda sanitaria – spiegano il presidente Calogero Rapisarda e Vincenzo Ventura dell’Associazione Symmachia – i lavori sono conclusi e la struttura è pronta ad accogliere i sette reparti previsti e il pronto soccorso con impianti già funzionanti, apparecchiature all’avanguardia e macchinari impacchettati che, con il trascorrere del tempo, rischiano di diventare già obsoleti.

Apprezziamo gli sforzi fatti, soprattutto negli ultimi tempi, ma i cittadini meritano risposte concrete sui tempi di apertura dell’Ospedale che, dopo 10 anni di lavori e di risorse pubbliche investite, potrebbe rappresentare un punto di riferimento nel territorio e dare maggiori servizi alla collettività e attirerà nuove professionalità mediche”.

Il presidente di Symmachia ha indirizzato la nota anche all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e al sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso.

In particolare, l’associazione chiederà un incontro all’assessore Razza subito dopo il periodo natalizio a cui verranno illustrate alcune proposte come il potenziamento del Pta di Adrano, del 118 tra Adrano e Biancavilla, ambulatori per la prevenzione, lo screening per i tumori alla pleura per via della fluoroedenite.

“Come abbiamo fatto in passato, con il volantinaggio in piazza, siamo pronti a nuove iniziative e ad una mobilitazione territoriale con il coinvolgimento dei cittadini, perché vogliamo una sanità pubblica efficiente vicina alle esigenze della gente”, conclude Symmachia.

Essere giovani significa accendere speranze e indicare nuovi orizzonti

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di Antonio Cacioppo*

Viviamo in una società allo sbando, con una disoccupazione alle stelle, un’agricoltura in crisi, una sanità che non funziona, un corpo elettorale che diserta in massa le elezioni. Tutto ci crolla addosso e che cosa accade? Si riaccende, come una maledizione ciclica, un vecchio e stantio dibattito: la contrapposizione tra giovani e anziani, tra il nuovo che avanza e il vecchio che non vuole abbandonare il campo. Espressioni come “l’avvenire dei giovani” o “l’avvento al potere dei giovani”, sembrano essere il preambolo al ricambio generazionale, l’unica liturgia accettata è il cambiamento, niente al di fuori del cambiamento, una sorta di angoscia collettiva si è impossessata della gente in messianica attesa della rivoluzione. Risultato di questa crisi compulsiva da giovanilismo? Il “vecchietto” Gentiloni che rottama il rottamatore Renzi; l’anziano D’Alema che impartisce lezioni di politica, torna in campo ed è tra i vincitori del referendum; il “Lazzaro” Berlusconi che a 83 anni rischia di rivincere le prossime elezioni; l’ultra settantenne Grasso che a furor di popolo viene acclamato nuovo leader della sinistra; l’attempato Musumeci che stravince contro il ragazzo Cancelliere. Per non parlare della gerontocrazia internazionale (Trump-Merkel-Putin).
A ben pensare una vera e propria catastrofe per i giovani malati di giovanilismo, per i giovani nati sotto i tentacoli della società dei consumi, giovani disincantati, disillusi, incattiviti, che non sognano una società più giusta ma si accontentano del presente, giovani già cinici, falsi giovani, diversamente giovani, in realtà vecchi dentro con i tratti distintivi degli anziani che dovrebbero sostituire.
Non hanno una visione, un progetto, nessuna utopia, non ne conoscono il significato, se non il loro interesse personale, non hanno le illusioni tipiche della giovinezza.
L ”ideologia del giovanilismo” punta alla retorica della novità, quando una cosa invecchia deve essere sostituita. Si tratta di una metafisica dell’obsolescenza delle merci tipica della società mercantilista.
Il mercato funziona nel momento in cui le merci possono essere sostituite da nuove merci, allo stesso modo i giovani devono sostituire i vecchi. Il parossismo dell’età giovanile ha finito per fare carta straccia del buon senso, la modernità ha prodotto una nuova categoria sociologica: i “giovani”, una nuova “classe” senza coscienza, creata in laboratorio dall’industria del profitto.
Il “nuovo per il nuovo” in simbiosi con il ritmo del mercato, un meccanismo teso all’infinito per inventare sempre il nuovo.
I giovani non sono più una realtà biologica, ma realtà priva di valori e oscenamente priva di speranze.
Li ho sentiti con le mie orecchie, questi giovani, qui in Adrano, urlare di gioia, non – si badi bene – per una vittoria politica foriera di una nuova società più equa e più giusta, ma per l’elezione di un loro rappresentante. E via a fantasticare di “ terze vie”, non oltre il marxismo e il capitalismo, ma più modestamente oltre personaggi locali, per una presunta riscossa generazionale.                                                           
Li ho visti con questi occhi, altri giovani, qui in Adrano, privi dei concetti fondativi della politica (speranze-prospettive-cambiamento-mediazione-ribellione-decisione), affidarsi come clientes a politici di professione sperando in un riscatto per la loro condizione di debolezza. Essi non comprendendo che si lasciano dominare da chi, invece, dovrebbero contestare, per una sorta di Sindrome di Stoccolma.
Tutto ciò lascia sgomenti, le elezioni regionali decretano un cambiamento epocale cioè la vittoria di Musumeci e il primato del Movimento 5 Stelle, la loro parte politica viene letteralmente “ asfaltata” e loro festeggiano perché il loro mentore ce l’ha fatta. Tatticismi, alleanze, strategie, di questo si occupano e sullo sfondo un paese in rovina.
Ma, ne sono testimone grazie al lavoro che svolgo, non tutti i giovani sono così fatti, ce ne sono alcuni che sanno che essere giovani non significa restare ragazzi in eterno, ma significa rifiutare il disincanto, combattere giorno per giorno per i propri valori, essere capaci di contrapporre il mito a questa realtà.
Essere giovani significa non credere ai padri che hanno insegnato loro di non sperare che con la lotta le cose possono cambiare.                      
Essere giovani è come intraprendere un viaggio nel passato tra i vecchi miti che destano la memoria della propria identità e vi è la voglia di restarne fedeli.
Essere giovani significa schierarsi contro la bruttezza dilagante, combattere le tirannidi, non chiedersi mai se una lotta vale la pena di essere intrapresa.
Essere giovani significa essere capaci di indignarsi, significa intraprendere una rivoluzione interiore per poi svegliare le coscienze assopite.
Essere giovani significa essere ribelli nello spirito, significa stare attenti a non guarire dalla propria gioventù.
Essere giovani significa essere guerrieri, capaci di tracciare perimetri, confini ideali, accendere speranze e indicare nuovi orizzonti. 
“La giovinezza è l’irruzione del mito nella vita con la pretesa di realizzarlo…il mito eleva, volge il silenzio in parola e avvolge il mistero in bellezza, vede sotto altra luce, vede con altri occhi.”
(“Alla luce del mito” M. Veneziani)

*Pubblicato su Corriere Etneo – www.corrieretneo.it

Defibrillatori nelle scuole, accolta proposta Symmachia: “vittoria di civiltà”

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L’intervento del presidente Calogero Rapisarda e di Vincenzo Ventura di Symmachia

“Sapere che tutte le scuole di una città saranno dotate di defibrillatori così come noi avevamo proposto è una grande soddisfazione: vinciamo una battaglia di civiltà, perché siamo riusciti a porre al centro dell’agenda politica un tema che tocca da vicino la salute della gente, con strumenti in grado di salvare delle vite”.

E’ il commento del presidente Calogero Rapisarda e di Vincenzo Ventura dell’associazione culturale Symmachia che, lo scorso anno, ha proposto un progetto insieme al presidente del Leo Club Adrano Bronte Biancavilla, Flavio Randazzo, nell’ambito del bilancio partecipato di Biancavilla, cioè le risorse destinate a finanziare le proposte della gente. Adesso, quelle idee sono state trasformate in atti concreti.

Da domani, infatti, comincerà la consegna dei defibrillatori nelle scuole biancavillesi di ogni ordine e grado e l’associazione Symmachia si farà carico di organizzare successivamente alcuni seminari informativi, per studenti e docenti, alla presenza di medici ed esperti del settore.

“Le scuole di Biancavilla saranno tra le prime in Italia ad essere dotate di questi strumenti – dicono Rapisarda e Ventura – l’anno scorso, ci siamo confrontati con diversi giovani e tutti hanno ritenuto indispensabile nuovi interventi nelle scuole per renderle sempre più sicure. Oltre ai defibrillatori, è stata accolta pure un’altra proposta per nuovi parchi gioco, con giostrine per disabili già installate nelle piazze. E’ in questa direzione che vogliamo spendere il nostro impegno civico, così come Symmachia ha fatto, in passato, con iniziative sociali, culturali e ambientali: si prenda consapevolezza che ciascun cittadino è chiamato a fare la propria parte per partecipare al processo di miglioramento delle nostre comunità”.

Il Monumento dei Caduti non si tocca: a Biancavilla proposta-choc verso il ritiro

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Ha generato una valanga di critiche, la proposta-choc di alcuni consiglieri comunali di Opposizione che hanno proposto lo spostamento del Monumento dei Caduti di piazza Annunziata, a Biancavilla. Indignazione generale e sconcerto espressa soprattutto sui social sui canali d’informazione (Video Star, Yvii Tv e Biancavilla Oggi) a cui è stata indirizzata la mozione che vede come primo firmatario proponente il consigliere di Forza Italia Dino Caporlingua.

Già ieri pomeriggio, l’Associazione Symmachia ha preso una netta posizione contro questa proposta: questo il nostro comunicato integrale: 

“Lo storico Monumento dei Caduti di Biancavilla non si tocca: giù le mani dalla nostra storia e dalle nostre piazze. E’ assurdo che, nel 2017, venga proposto lo spostamento di un monumento che ha sempre caratterizzato piazza Annunziata ed è ancora più incredibile che simili proposte strampalate provengano da esponenti politici e da consiglieri comunali che, invece, dovrebbero chiedere interventi di valorizzazione, laddove i monumenti si trovano, a maggior ragione se frequentati dai più giovani”.

E’ la dura presa di posizione dell’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla che condanna con fermezza le proposte di improbabili spostamenti dei beni artistici della città, apparse, in queste ore, su diversi organi di stampa.

Non c’è alcuna motivazione seria e plausibile per spostare oggi un monumento collocato nel 1932 per ricordare le vittime delle guerre – spiega l’Associazione Symmachia – anzi, la collocazione in una piazza centrale e frequentata da giovani dovrebbe servire a tenere alto il ricordo di uomini biancavillesi che hanno dato la vita per l’Italia.

Il Monumento dei Caduti è un bene di tutti e della nostra memoria che non va offesa ma preservata con interventi di manutenzione, con il controllo e la repressione di atti vandalici, con azioni di decoro della piazza dove, proprio pochi mesi fa, sono stati avvelenati persino alcuni alberi. Il problema, quindi, non è del Monumento ma di educazione ai beni pubblici, anche perché non stiamo parlando di un pacco da collocare altrove: come dire, spostiamo l’Altare della Patria perché c’è troppa gente…

Le piazze non devono essere stravolte ad uso e consumo dei tempi e delle mode, a meno che, con questa scusa, non si voglia togliere un ostacolo allo spazio della piazza a vantaggio di chissà chi. Noi non ci crediamo e siamo convinti che i Consiglieri comunali torneranno sui loro passi.

In caso contrario, il Consiglio comunale tutto e l’Amministrazione comunale respingano immediatamente e con forza questo genere di proposte”.

L’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE CANTARELLA: “MOZIONE PROPOSTA DA CAPORLINGUA E’ PROVOCATORIA”

Pubblichiamo integralmente il messaggio che ci ha inviato il consigliere Marco Cantarella con cui, proprio ieri, ci siamo confrontati sui social con la stima e il rispetto reciproco che ci ha sempre contraddistinto. 

“La mozione proposta dal collega Caporlingua è nata sicuramente da buoni propositi, che emergono leggendo integralmente la stessa, e in primis per porre l’attenzione sul problema. Fa piacere che ci sia ancora “animo civico” tra i cittadini, (spero che si accenda anche per problematiche ben più consistenti) e sono certo che la proposta sarà rimodulata in una richiesta di interventi in loco atti a salvaguardare il monumento, perseguendo la linea già avviata in questi anni dal gruppo di Fdi (pulizia annuale dei monumenti ai caduti, emendamenti al bilancio per un sistema di videosorveglianza anti-delinquenza, istituzione del regolamento sulla movida biancavillese ecc) e condivisa dall’opposizione.
A proposito del regolamento sulla movida biancavillese, è stata presentata un’interrogazione della quale sono il primo firmatario, proprio sulla sua mancata attuazione, prova che l’attenzione sul problema è sempre viva e concreta.

CONTROREPLICA DI SYMMACHIA: ” BENE I CHIARIMENTI, ADESSO RITIRARE L’ATTO”

Prendiamo atto con piacere della nota del consigliere Marco Cantarella che, per lo meno, ha scelto di metterci la faccia per spiegare i motivi di una proposta che ha suscitato un grande dibattito in città, per un bene storico dal 1932 in piazza Annunziata. Adesso, come Symmachia auspichiamo che, come ha spiegato Cantarella, si possa tornare indietro e chiedere semplicemente degli atti di manutenzione che sono necessari per dare decoro alla piazza e al monumento, ma cogliamo l’occasione pure per chiedere la valorizzazione facendo conoscere ai più giovani il sacrificio di tanti uomini che hanno combattuto nel primo e nel secondo conflitto mondiale e nelle guerre di mezzo.

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