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I 30 anni dell’Avis di Biancavilla: un cuore che pulsa solidarietà

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Sarà un compleanno da ricordare per l’Avis di Biancavilla, intitolata all’indimenticato medico Nino Tropea, uomo perbene, instancabile sostenitore delle cose positive – aveva apprezzato il giornale “Symmachia” – sempre al fianco dell’Avis, sin dalla fondazione, il 31 gennaio 1987.

L’Avis di Biancavilla festeggia i suoi trent’anni inaugurando una nuova sede, individuata dall’amministrazione comunale nei locali di via Fratelli Cervi, fino a qualche mese fa utilizzati dal comando di Polizia municipale, oggi traslocato al piano terra del municipio.

Per l’Avis, la “nuova casa” è importante, perché è stato scongiurato il rischio di vedere compromesse le diverse attività, dopo il crollo di una parte del tetto dell’edificio privato in cui la sezione “Tropea” ha operato fino allo scorso anno.

L’inaugurazione si è svolta ieri (domenica, 19 febbraio) alla presenza del sindaco Pippo Glorioso e del presidente Avis Fulvio Cantarella, insediatosi poche settimane fa, in seguito al rinnovo delle cariche sociali.

Del nuovo Consiglio direttivo fanno parte: Varinia Pastanella e Ignazio Garofalo, vicepresidenti, Jula Gagliano, tesoriere, Elisa Galvagno, segretaria dell’associazione, insieme a Marilù Iudica nelle funzioni di direttore sanitario, insieme all’ex presidente Alberto Bellocchi. Folta la schiera di giovani, le nuove leve dell’Avis di Biancavilla che, in modo spontaneo, ormai da qualche tempo, sostengono in prima persona le donazioni. Tra questi: Francesco Pinzone, che sarà responsabile di “AvisGiovani”, Filipppo Sapienza, Francesco Marano gestione sede, Luciano Distefano e Giovanni Sangiorgio.

I giovani, si diceva. Si parte da loro, puntando a far conoscere le attività dell’Avis e il prezioso contributo per la donazione del sangue.

Il 2016 è stato l’anno record per le donazioni che hanno superato la soglia di ben 300 gesti di solidarietà, con un incremento – ci spiegano dall’Avis – di 56 unità sangue rispetto al 2015. Anche i donatori sono cresciuti: 200 soci, di cui 34 nuovi donatori.

Auguri, Avis!

Vaccini: un po’ di chiarezza sulla questione

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di Grazia Maccarrone

La vaccinazione costituisce la migliore arma per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. Un vantaggio notevole è che questi possiedono un’azione protettiva, oltre che sul singolo individuo vaccinato, sulla comunità intera. Un vaccino ideale deve essere ben tollerato, efficace, altamente innocuo, di facile utilizzo e poco costoso. Gli obiettivi principali di questa pratica sono sicuramente due: primariamente provocare una risposta immune nell’individuo con lo scopo di proteggerlo da una determinata patologia; il secondo obiettivo è invece limitare la diffusione di questa, se non addirittura eradicarla in maniera definitiva (come nel caso del Vaiolo nel 1979).

I vaccini possono essere somministrati singolarmente o in combinazione. Nel caso dei vaccini combinati si sfrutta la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e agire contemporaneamente su più antigeni (ad esempio il vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse, il vaccino trivalente contro tre tipi di virus della poliomielite e il vaccino trivalente contro morbillo, parotite, rosolia). Purtroppo mantenere a livelli elevati i tassi d’immunizzazione sta diventando sempre più difficile. Infatti la minaccia di queste malattie comincia a essere considerata dalla collettività sicuramente meno reale poiché molte patologie, proprio grazie alla vaccinazione, non vengono più contratte dalla maggioranza delle persone. Questo è da considerarsi un errore di valutazione, che potrebbe portare a delle conseguenze negative come il riemergere della patologia stessa qualora non fossero mantenute coperture vaccinali adeguate.

Un aspetto importantissimo, sul quale oggi spesso fanno leva molte correnti anti-vacciniste, è senza dubbio la sicurezza della vaccinazione. Alla somministrazione del vaccino stesso deve seguire una percentuale minima di effetti collaterali, questa deve essere commisurata in ogni caso con la gravità della malattia stessa. I vaccini sono efficaci e sicuri, ma va comunque ricordato che nessun vaccino, così come nessun farmaco o nessuna attività di tipo medico, è totalmente privo di rischi o complicazioni. C’è anche da dire però, per onestà scientifica, che la frequenza degli effetti indesiderati successivi a una pratica vaccinale è nettamente inferiore agli effetti avversi e alle complicazioni che potrebbe causare la malattia stessa contro cui si vuol generare immunità. Per una maggiore chiarezza, si potrebbe fare l’esempio del morbillo il quale, una volta contratto dall’individuo, potrebbe presentare come effetto collaterale più grave l’encefalite. La casistica riporta 1 malato su 2.000 e nel 40% di questi casi può lasciare l’individuo con un’invalidità permanente. La stessa complicazione, come effetto indesiderato dovuto alla vaccinazione, si può verificare in 1 caso su 1.000.000 di dosi di vaccino. Questi dati sono indicativi.
Effetti collaterali sicuramente più diffusi ma più innocui dovuti alle vaccinazioni sono: reazioni locali (gonfiori, arrossamenti) e generalizzate (febbre, vomito e reazioni allergiche controllabili) che, se messi a paragone con le complicanze maggiori delle diverse patologie, sono sicuramente meno gravi.

Si è inoltre parlato molto del fantomatico rapporto tra vaccini e autismo. Nel 1998 il medico inglese Andrew Wakefield pubblicò sul Lancet, rivista medica scientifica di un certo spessore, uno studio che segnalava un possibile legame tra autismo e vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia. Lo studio prese in esame dodici bambini con sintomi di tipo autistico, che in otto casi erano iniziati due settimane dopo la somministrazione del vaccino stesso. La ricerca però non individuò un nesso causale certo. Si scoprì addirittura che i dati della ricerca erano stati contraffatti per motivi economici e falsificati per trarne profitto. Il medico fu ovviamente radiato dall’albo.
Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un report ufficiale su questo dibattito: “I dati epidemiologici disponibili dimostrano in modo conclusivo che non esiste alcuna prova di un’associazione causale tra vaccini per morbillo, parotite e rosolia, e lo sviluppo di disturbi dello spettro autistico. Gli studi che in passato hanno suggerito l’esistenza di questo link causale si sono rivelati essere delle frodi che contenevano importanti errori metodologici”.

L’Italia negli ultimi anni ha toccato livelli di adesione alle vaccinazioni in discesa, sotto la soglia di sicurezza: il 95% di copertura per i cosiddetti vaccini obbligatori, mentre per gli altri vaccini (non obbligatori) come il trivalente per morbillo, parotite e rosolia, si parla al massimo dell’85%.
E’ fondamentale che i medici di famiglia siano informati e aggiornati circa i vaccini, in modo che possano a loro volta informare i loro pazienti dei benefici della vaccinazione e sugli eventuali, anche se rari, rischi comprovati.  Se il numero delle adesioni a questa pratica cadesse in maniera consistente, l’incidenza di molte patologie andrebbe sicuramente ad aumentare.
In una nota, sottolinea ciò l’Istituto Superiore di Sanità: “Scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso, e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino”.

Ad Adrano lo Sport è morto, Ferrante e Calambrogio l’hanno ucciso.

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di Calogero Rapisarda

Come è ormai a tutti noto ad Adrano è stato approvato il ricorso alla Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Con l’obiettivo, in dieci anni, di riuscire a far fronte ad un debito di circa 42 milioni di euro e quindi evitare il dissesto finanziario. Per i cittadini cosa cambia? Semplice: vengono aumentate tutte le tasse e contemporaneamente diminuiscono i servizi offerti, anche se la colpa di tale debito non è di certo attribuibile a loro, anzi.

Non bisogna però aspettare dieci anni per rendersi conto di questo, basta fare attenzione ad un esempio lampante che ha inciso sulla vita quotidiana di molti: l’aumento di tutte le tariffe per l’utilizzo delle strutture sportive comunali. Tariffe aumentate fino al 400% oltre che per le Associazioni Sportive che usufruiscono di quegli spazi, anche e soprattutto per i privati cittadini che utilizzano la pista di atletica presso lo stadio dell’Etna e i campetti da tennis in via San Leo.

Per quanto riguarda la pista di atletica, va detto che il 6 febbraio del 2014 la giunta comunale, su proposta dell’allora assessore allo Sport Maurizio Zignale a cui va riconosciuto il merito, attuava una riduzione delle tariffe da 50 euro annuali a 40 euro con una diminuzione del 50% (20 euro) per gli studenti o per chi si abbonava insieme ad un altro componente dello stesso nucleo familiare. Ciò avveniva – si legge nella stessa delibera – “al fine di rendere maggiormente fruibile da parte dei cittadini la pista di atletica leggera”. La giunta attuale invece avrà perso di vista questo fine ed infatti, con la delibera 190 dell’1 dicembre 2016, ha aumentato del 300% (no, non è uno scherzo) la tariffa in questione. Si è passati da 40 euro a 120 euro annuali. Si avete capito bene, CENTOVENTI EURO.

L’aumento delle tariffe che ha interessato i privati cittadini, come anticipato, è stato deciso anche per l’utilizzo dei campetti da tennis siti in via San Leo. Prima di tale aumento attuato sempre con la delibera sopracitata, era necessario pagare 3 euro per passare un’ora all’insegna dello sport e del divertimento (cosa già rara ad Adrano), ora invece si è costretti a pagare 12 euro l’ora (aumento del 400%). Dunque, giocando una sola ora alla settimana, in un anno si arriverebbe a spendere circa 600 euro, manco se stessimo calpestando il miglior campo da tennis della Sicilia. Senza contare che i pochi fortunati che possono permettersi queste tariffe, per affittare il campo devono necessariamente recarsi al comune durante l’orario di apertura degli uffici, cosa già difficoltosa di per sé per chi la mattina lavora (condizione necessaria visti i prezzi praticati) o studia.

Insomma ad Adrano non si fa niente per incentivare lo sport, anzi si fa di tutto per ucciderlo. Peraltro per motivazioni del tutto insensate. Perché se l’obiettivo dell’amministrazione era quello di aumentare le entrate per risanare le casse comunali, hanno fatto i conti male. Non ci vuole certo un economo per sapere che all’aumentare del prezzo diminuisce la richiesta del servizio e che di conseguenza non si ha alcun maggior ricavo. Per esempio, in quanti tra i vecchi abbonati avranno la possibilità di sborsare 120 euro per correre presso lo stadio dell’Etna? E tra quelli che hanno questa possibilità, in quanti sceglieranno la struttura comunale sapendo che con lo stesso prezzo possono fare un abbonamento in palestra? Questa è la prova provata che le decisioni prese da questa amministrazioni spesso non sono accompagnate da un ragionamento logico.

A questo punto vi starete chiedendo chi sono coloro che hanno deciso tale aumento. La risposta la trovate nell’immagine nella stessa delibera: il giorno della sua approvazione i componenti della giunta comunale erano tutti presenti. Tra questi, inevitabilmente, spiccano i nomi del sindaco Giuseppe Ferrante e dell’assessore allo Sport, nonché vicesindaco, Vincenzo Calambrogio.
Sono loro ad aver decretato la morte dello sport ad Adrano.

Di Ferrante ormai non ci sorprende più nulla, ma da un professore di educazione fisica, quale è Calambrogio, ci attendevamo un’attenzione diversa, visto che dovrebbe sapere – il condizionale è d’obbligo – che lo sport è l’unico serio investimento sociale indirizzato ai giovani che riesce a garantire una crescita culturale costante. La domanda sorge spontanea: ma a questi amministratori interessa davvero dei cittadini adranitI? A noi sembra di no.

 

L’INDIGNAZIONE SUL WEB, INTERVENTI DEGLI SPORTIVI

L’articolo di Calogero Rapisarda ha acceso il dibattito sui social network: su Facebook, tra migliaia di visualizzazioni e decine di condivisioni e commenti, diversi sportivi hanno lasciato la loro testimonianza diretta, tra sgomento e indignazione generale per la scelta del sindaco Ferrante e del vicesindaco Calambrogio di aumentare le tariffe per la fruizione degli impianti sportivi. Abbiamo ritenuto utile pubblicare alcuni tra gli interventi più significativi firmati da Francesca Grigorio, atleta di fama e vincitrice in diverse competizioni, Antonino Schilirò del gruppo Tennis. Redazione Symmachia.it

“Io – scrive l’avvocato Grigorio nella pagina Facebook di “Symmachia” – corro al campo ad Adrano da più di 30 anni, quando lo Stadio dell’Etna neppure esisteva: noi sportivi pulivamo un percorso di circa 400 metri, tagliavamo l’erba. Quando nel 2004 è stata inaugurata la pista, pensavamo ad un sogno durato solo pochissimi anni. Oggi la pista è chiusa, il campo disastrato, docce inaccessibili e senza acqua calda, luci a ritmi alternati e prezzi da paura“, scrive Francesca Grigorio. “Noi sportivi dobbiamo pagare 240 mila euro senza alcun servizio, soltanto per l’accesso al campo! Non ci sono gli strumenti per allenarci per la corsa ad ostacoli, non ci sono i materassi per fare il salto in alto, non c’è la buca idonea per fare il salto in lungo, il salto con l’asta manco a parlarne; mancano le pedane dei lanci, le siepi inesistenti. Perchè pagare? La risposta che mi è stata data – scrive l’avvocato Grigorio – è: “dobbiamo fare cassa” E pensare che volevamo avviare l’atletica al settore giovanile: sono passati trent’anni e stiamo peggio di prima”.

“12 euro l’ora nemmeno a Wimbledon! Lo sport pubblico deve essere gratuito”, è il commento di Andrea La Mela.

Per Antonino Schilirò, tra gli appassionati di tennis, ad Adrano, “nei campetti di san Leo, si era creato un bel movimento tennistico, grazie alla scuola tennis ma penso che con quest’ultima (sparata) dell’amministrazione abbiamo toccato il fondo, anche a livello sportivo”. Schilirò aggiunge: “dopo che hanno speso tantissimi soldi per la struttura, se continuano a lasciarla così com’è adesso, con tanti pannelli staccati, la ritroveremo a girare come una mongolfiera nel nostro paese. Vergogna”.

Agevolazione pagamento vecchi debiti: “Amministrazione Ferrante immobile”

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“La legge che consente di mettersi in regola con il pagamento anche a rate di tasse e multe arretrate c’è, ma ad Adrano rischia di non essere applicata per l’immobilismo dell’Amministrazione Ferrante che, inspiegabilmente, non si è ancora attivata per dare quest’opportunità ai cittadini che, senza incorrere in sanzioni, potrebbero sanare i loro debiti, in un periodo di crisi economica che, spesso, non consente l’immediato pagamento di tutte le imposte”.

E’ la denuncia dell’Associazione culturale Symmachia che condivide l’iniziativa avviata dall’Assoconsum di Adrano e che sollecita un intervento immediato dell’Amministrazione e del Consiglio comunale, così come richiesto con un’istanza presentata, tra gli altri, anche dal consigliere comunale di “Symmachia” Pietro Franco.

Symmachia spiega i vantaggi che ne potrebbero derivare per i cittadini dall’attuazione di un regolamento comunale che potrebbe consentire alla gente di dilazionare in rate il pagamento di vecchi debiti con la pubblica amministrazione, deputati dagli interessi accumulati e senza sanzioni. In questo modo, l’effetto sarebbe duplice: da un lato, i cittadini verrebbero messi al riparo da ulteriori multe e avrebbero l’opportunità di sanare la loro posizione fiscale, dall’altro, il Comune incasserebbe somme certe, di certo utili in un momento disastroso per le casse dell’Ente. Ma c’è tempo fino al 31 gennaio prossimo.

“Un’Amministrazione seria e attenta alle difficoltà della gente avrebbe già informato la città e avrebbe attivato tutte le procedure necessarie per non sprecare quest’opportunità. – sottolinea il presidente di Symmachia, Calogero Rapisarda – In un contesto di crisi economica in cui la tassazione è alle stelle, questo strumento previsto dalla legge consentirebbe alla gente perbene di mettersi in regola e porterebbe ad una riduzione dell’evasione. Ha ragione il responsabile dell’Assoconsum Moncino a sostenere questa iniziativa. Come sempre, l’immobilismo dell’Amministrazione Ferrante condanna la città a rimanere ferma e a perdere opportunità come già accade in tanti altri ambiti, come ad esempio la raccolta differenziata o l’incapacità di intercettare finanziamenti per realizzare vere opere pubbliche come la sistemazione di contrada Naviccia o della strada dello stadio, anziché limitarsi a piccoli interventi di manutenzione, spesso, peraltro, del tutto fallimentari”.

Calogero Rapisarda è il nuovo presidente di Symmachia

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L’Associazione Culturale Symmachia ha un nuovo presidente: è Calogero Rapisarda, 24 anni, universitario, tra i primissimi ad aver dato vita, nel dicembre 2009, alla realtà associativa che abbraccia Adrano e Biancavilla.

L’elezione è avvenuta, all’unanimità, durante l’assemblea dell’associazione di sabato sera, nella sede di piazza Umberto, su iniziativa della prof.ssa Angela Anzalone che ha concluso il suo secondo mandato alla guida di Symmachia. E’ stata proprio la prof.ssa Anzalone, nel suo intervento, a proporre il nome di Rapisarda, indicato – a detta di tutti – come risorsa importante per Symmachia e per il mondo giovanile del territorio, considerate le iniziative e le attività portate avanti sempre con determinazione e passione, per far crescere la “squadra” Symmachia. Un team, appunto, che, in questi anni, ha saputo mantenere la barra dritta, proponendo diverse battaglie, condivise sempre con i cittadini, a cominciare dai più giovani. Al di là dei nuovi importanti giovani innesti, Symmachia continua a mettere insieme diverse personalità del mondo culturale, sociale, sindacale, professionisti e artigiani. E’ questo il segreto di Symmachia, una realtà che – come ha scritto proprio il neo presidente Rapisarda, per inaugurare questo progetto editoriale – si contraddistingue per rappresentare una “alleanza paritaria tra diverse generazioni, diverse idee, diversi temperamenti”, un’alleanza che si rinnova.

Nel corso della riunione, il presidente Rapisarda ha proposto anche la squadra che lo affiancherà da qui ai prossimi anni. A cominciare dalla vicepresidente, Pamela Farinato e ancora Emanuele Alì economo, Pietro Santangelo segretario. Tra i componenti del Consiglio direttivo: Angelo Pignataro, Giovanni Lucifora, Vincenzo Russo, Loredana Papotto, Pietro Bonanno, Maria Agata Salamone, Andrea Mammoliti, Giuseppe Foco, Nino Lombardo, Chiara Carrà, Giorgia Giacalone. Sara Ricca sarà la responsabile per le Attività artistiche, Gisella Torrisi per le Iniziative culturali, Emanuele Scandura per Scuola e Diritto allo Studio, Antonio Cacioppo sarà il coordinatore politico. All’incontro di ieri erano presenti pure i consiglieri comunali del gruppo “Symmachia” Carmelo Salanitro e Pietro Franco.

Symmachia, la rinnovata alleanza di chi non cede alla rassegnazione

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editoriale

Symmachia. È questo il nome che un freddo pomeriggio di sette anni fa scegliemmo per la nostra associazione. All’inizio, come per ogni novità, qualcuno aveva difficoltà nel pronunciarlo, qualcuno non capiva di cosa si trattasse, qualcun altro, tra chi sedeva e purtroppo ancora siede negli scranni del “potere”, addirittura lo storpiava con l’obiettivo di screditare una aggregazione di giovani e meno giovani che si affacciava nel panorama socio-politico-culturale della città con l’ambizione di diventarne protagonista. Symmachia, dicevamo. Parola greca che evoca il levare degli scudi di una alleanza paritaria tra diverse generazioni, diverse idee, diversi temperamenti. Una alleanza tra coloro che non vogliono cedere alla rassegnazione.
Da quel pomeriggio ne è passata di acqua sotto i ponti. Symmachia è cresciuta e con lei è cresciuto l’impegno, le battaglie e pure le avversità che sono state numerose.

Agli occhi dei nostri affezionati lettori, non possiamo nascondere le oggettive difficoltà, in termini di tempo, organizzazione e – perchè no?! – di risorse per confezionare il fiore all’occhiello della nostra associazione: il giornale, quella carta che ci ha accompagnato dal giugno del 2010, un foglio che non ha mai accettato alcun contributo pubblico. Decidemmo di dotarci di questo affilato strumento per sconfiggere l’apatia culturale, l’indifferenza informativa e l’immobilismo politico che contraddistingueva la nostra comunità e per larghi tratti ci siamo riusciti. Potevamo arrenderci ma non l’abbiamo fatto. Siamo fatti così. A noi la vita ci ha donato il senso della comunità, della partecipazione, della lotta. E lo si sa: da grandi doni derivano grandi responsabilità. Per questo abbiamo deciso di ribadire la nostra alleanza, di levare nuovamente gli scudi e rilanciare la nostra iniziativa. Mettiamo di lato, dunque, la carta stampata (no, non vuole essere un abbandono), ma non la scelta di esserci, di dire la nostra senza sottrarci al dibattito, anzi, alimentandolo. Non potevamo violentare il nostro talento e la nostra passione, per questo da qualche tempo abbiamo pensato ad un nuovo progetto per dare linfa nuova al nostro cammino, trovando forme di impegno innovative. È con questi propositi che nasce il nuovo progetto editoriale online dell’associazione Symmachia. Ripartiamo da qui, ripartiamo da quest’avventura per dare linfa vitale prima di tutto a noi e poi a chi ci sta intorno. Ripartiamo dall’esigenza di informare. Ripartiamo dalla conoscenza, dalla crescita culturale, che è l’unico strumento capace di far prendere la consapevolezza necessaria per tentare di cambiare le cose, di rivoluzionarle. Nel fare ciò, abbiamo la necessità del contributo di quanti vorranno tentare di riannodare i fili del dialogo. Serve il contributo di tutti, serve una alleanza ancora più larga, una rinnovata Symmachia che presti la sua voce alle grida di disperazione di una agonizzante comunità per poterle trasformare in proposte concrete. Noi ci siamo.

Psicosi-meningite, parla l’esperto: “nessuna epidemia, casi in diminuzione”

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“Non c’è alcuna emergenza sanitaria sulla meningite e nessun problema di approvvigionamento dei vaccini. A parlare a Symmachia è il dottor Agatino Bruno, dirigente medico dell’U.O. “Igiene e Prevenzione” del distretto sanitario di Adrano. “Siamo in presenza di un’ingiustificata psicosi, non c’è alcun allarme. – spiega il dottor Bruno – I casi di meningite sono in linea coi numeri degli ultimi anni”.

Intanto, da diversi giorni, anche tra Adrano e Biancavilla, si assiste ad una vera e propria corsa ai vaccini. “Dalla fine di novembre, l’affluenza in ambulatorio si è triplicata – ci spiega il dottor Bruno – con questo allarmismo, tutti vogliono vaccinarsi, creando code. Il paradosso sono gli anziani che, pur non rientrando nella fascia a rischio, sono disposti a pagare il ticket per fare il vaccino. Prima, superata l’età limite, nessuno era interessato a farlo. Noi, negli ambulatori di vaccinazione privilegiamo le fasce d’età a rischio: se ci sono 10 vaccini, diamo priorità ai bambini. Gli ambulatori erano preparati ad una certa affluenza, ma con questi numeri è ovvio che i vaccini finiscono. Nel giro di qualche giorno, in settimana, i vaccini torneranno disponibili ad Adrano: 3000 dosi di vaccino sono disponibili nei centri per le vaccinazioni dell’ASP di Catania”, assicura il dottor Bruno.

Ma cos’è la meningite? Prima di tornare a quanto ci ha raccontato il medico del distretto di Adrano, proviamo a fare chiarezza.

La meningite è una grave malattia del sistema nervoso centrale, dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane protettive che rivestono l’encefalo e il midollo spinale. Tali infiammazioni si ripercuotono sul cervello con conseguenze-limite, come la morte, oppure possono essere causa di sordità, paralisi motorie, ritardo mentale, epilessia. L’eziologia è generalmente di tipo batterico e virale, solo occasionalmente di natura neoplastica, autoimmune, dovuta a lesioni fisiche o per il consumo di farmaci (iatrogena).

La forma batterica è la più pericolosa, gli agenti eziologici sono la Neisseria meningitidis (il più temuto); lo Streptococcus pneumoniae (agente della polmonite invasiva); l’Haemophilus influenzae; ma anche il bacillo della tubercolosi, stafilococchi, streptococchi e batteri coliformi che non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva.

La gravità di una meningite è molto variabile: da forme asintomatiche o subcliniche, ad episodi fulminanti, che mettono a rischio immediatamente la vita e si configurano come emergenze mediche.

I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea, vomito e irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali. Tipici segni collaterali sono anche la diminuzione dello stato di coscienza, con senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed episodi convulsivi.

La diagnosi di meningite consiste nell’analisi del liquido cefalorachidiano, il fluido racchiuso tra le meningi e il sistema nervoso centrale, che può essere prelevato con l’esecuzione di una puntura lombare e l’inserimento di un ago nel canale vertebrale. La meningite virale viene trattata con farmaci sintomatici, antidolorifici e anti emetici (contro il vomito). La meningite batterica prevede il trattamento con Penicillina. per i pazienti impossibilitati ad assumerla, può essere utilizzata una cefalosporina ad ampio spettro o il cloramfenicolo.

 

Torniamo all’intervista al dottor Bruno.

Siamo di fronte ad un’epidemia reale o ad una mera influenza mediatica?

Nel 2016 – spiega il medico del distretto di Adrano – sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-2014, ma in diminuzione rispetto al 2015. Anche i casi di meningite dovuti ad altri germi sono in discreta diminuzione rispetto al biennio passato. C’è un’esagerazione mediatica che ha dato via alla “corsa al vaccino”. L’allarmismo si è creato per una serie di coincidenze: i casi di meningite, nell’anno appena passato, si sono concentrati in un tempo ristretto e hanno riguardato nello specifico la Toscana.

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, quali sono gratuiti in Sicilia?

Esistono tre tipi di vaccino. In Sicilia, la vaccinazione per il meningococco prevede un protocollo gratuito. Il vaccino contro i meningococchi A C W-135 Y  (tetravalente) dai 12 ai 30 anni, dal compimento del 31° anno di età, si paga un ticket di 46€; il vaccino contro il meningococco C fra i 13 e i 15 mesi di vita; il vaccino contro il meningococco B fino ai 2 anni, si fanno tre dosi più una (per i bambini nati dal 1° gennaio 2015): la prima al 4° mese; la seconda a 2 mesi dalla prima; la terza tra 7° e 8° mese e richiamo fra 13° e 15° mese di vita, ma differito dal vaccino per il sierogruppo C.

Le fasce d’età più a rischio sembrano essere i più giovani.

Sì, i vaccini sono sempre consigliati per i bambini nel primo anno di età e per i più giovani. Gli adolescenti che, ad un anno, sono stati vaccinati faranno il richiamo per il sierogruppo C a dieci anni di distanza dal primo vaccino. Oppure, faranno il vaccino tetravalente. I giovani frequentano posti affollati: discoteche, pub. La trasmissione avviene come per l’influenza, con i baci, con colpi di tosse, attraverso le goccioline di saliva. I soggetti più esposti sono loro.

E chi non è mai stato vaccinato?

Il bambino che non ha fatto il vaccino, nei primi due anni di vita, può in qualsiasi momento sottoporsi a vaccinazione. Molte volte capita che bambini, secondo calendario vaccinale, dovrebbero presentarsi in un determinato mese, e per disattenzione da parte dei genitori o del pediatra vengano in ambulatorio mesi dopo l’appuntamento fissato. Il vaccino lo facciamo, e invitiamo gli assistiti ad essere più puntuali.

Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati, la vaccinazione dipende tanto dall’età. A 80 anni non ha più senso sottoporsi a vaccinazione. Invece, per un giovane, che rientra nella fascia a rischio, è sempre consigliato farlo, perché più esposti a fattori di contagio.

Lei vanta un’esperienza trentennale sul fronte dei vaccini: si riscontra una variazione del numero di vaccinazioni negli ultimi anni?

In questi anni, c’è stato un calo di vaccinazioni, dal 94 % al di sotto dell’89%, dovuto a vari motivi: dai pediatri e dai medici generici che praticano l’omeopatia, a chi sconsiglia di fare il vaccino.

Ritengo che i medici generici convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale per la medicina ufficiale non possano praticare medicine alternative non ufficiali. Una controindicazione per il vaccino potrebbe essere la febbre, ma in ambulatorio una simile concomitanza. Dato questo calo di vaccinazioni, sono a favore dei provvedimenti presi dal ministro Lorenzin: dal 2017, per iscriversi all’asilo e alla scuola elementare sarà necessario presentare il certificato di vaccinazione.

Proposte Symmachia: giochi per disabili e defibrillatori nelle scuole

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Giostre per bambini con disabilità in qualche piazza e defibrillatori in tutte le scuole.

Sono le proposte presentate, ieri, in modo congiunto, dall’Associazione Culturale Symmachia e dal Leo Club Adrano, Bronte, Biancavilla al sindaco Pippo Glorioso, nell’ambito del “Bilancio partecipato”, lo strumento ideato dall’Amministrazione comunale di Biancavilla per finanziare e realizzare le proposte dei cittadini.

A farsi portavoce delle iniziative, originali e innovative per il territorio, sono stati Flavio Randazzo del Leo Club e Vincenzo Ventura di Symmachia, per dare seguito alle attività di sensibilizzazione portate avanti dalle due realtà associative.

In particolare, il Leo Club è impegnato nel progetto nazionale “Kairòs” che prevede l’installazione di giostrine per diversamente abili, per favorire una piena integrazione sociale, a cominciare dai più piccoli, e rendere, così, la città a misura di tutti. Non a caso, la referente regionale del progetto “Kairòs” è Martina Platania del Leo Club Adrano, Bronte, Biancavilla.

Le associazioni hanno pure segnalato quelle che potrebbero essere le attrezzature ludiche adatte a creare un vero e proprio parco giochi per bambini, senza alcuna barriera e distinzione. L’area che potrebbe ospitarle potrebbe essere – secondo Randazzo e Ventura – piazza Falcone e Borsellino, nel popoloso quartiere di viale Europa e della parrocchia SS. Salvatore, piazza accessibile in modo agevole a tutti.

L’altra proposta delle due associazioni mira a dotare tutte le scuole di Biancavilla dei defibrillatori, facendo seguito alla campagna di sensibilizzazione su queste apparecchiature salva-vita nei luoghi pubblici, seguita negli ultimi anni da Giuseppe Foco e Calogero Rapisarda di Symmachia, per rendere maggiormente sicura la permanenza di studenti, docenti e personale scolastico durante l’attività didattica.

Adesso, le proposte sono al vaglio del sindaco Glorioso e degli Uffici per verificarne la fattibilità e, già nei prossimi giorni, potrebbe arrivare la decisione del Comune.

“Biancavilla potrebbe essere tra le prime città in Sicilia ad avere un parco giochi per disabili e le scuole con i defibrillatori. – spiegano Flavio Randazzo e Vincenzo Ventura – Sono interventi utili e necessari per quelle comunità che vogliono investire in modo concreto nella crescita socio-culturale, nella sicurezza e nel futuro. Secondo noi, lo strumento del “bilancio partecipato” potrebbe essere l’occasione giusta. In quest’ottica, le nostre associazioni portano avanti il loro impegno volto a valorizzare ciò che appartiene a tutti, per rendere la nostra città un posto migliore”.

Nino Lombardo nella segreteria provinciale Uila

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È da oggi componente della Segreteria provinciale della Uila-Uil di Catania, il sindacalista Nino Lombardo, segretario della Uil di Adrano, la cui sede si trova in via Duca di Misterbianco, a pochi passi dal Teatro “Bellini”.
Si tratta di un importante riconoscimento al lavoro svolto in questi anni da Lombardo per l’intera categoria dei lavoratori agricoli, per la loro tutela e per l’assistenza garantita.
La nomina di Lombardo è avvenuta, questa mattina, all’unanimità, su proposta del segretario generale della Uila siciliana e attuale segretario di Catania, Nino Marino .
Lombardo ha la delega relativa al fenomeno del Lavoro nero e del Caporalato, temi su cui, proprio la Uila di Adrano ha acceso i riflettori realizzando un docu-film di denuncia, proiettato in tutta Italia.
L’Associazione Culturale Symmachia esprime grande soddisfazione per il prestigioso incarico affidato dal sindacato all’amico Nino Lombardo che ha sempre dato prova, grazie anche al supporto della equipe del sindacato di Adrano, di dedizione e impegno a difesa dei diritti dei lavoratori, non soltanto dei braccianti, ma ampliando i servizi sella struttura al mondo dell’edilizia, della scuola e dei giovani. Siano convinti che saprà svolgere al meglio con responsabilità e serietà questa nuova sfida.
La nomina di oggi ci rende orgogliosi della appartenenza di Nino nella nostra associazione.

“Rifiuti e vasche in eternit lasciate dal Comune al Commissariato di Polizia”, scatta denuncia

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Se confermata, la notizia resa nota dal Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) sarebbe clamorosa, ai limiti della decenza. “Il Comune di Adrano nei locali del Commissariato di Polizia di via Della Regione ha depositato rifiuti e addirittura vasche e lastre in materiale eternit” è quanto afferma in un comunicato stampa – diffuso da Video Star – dal segretario del Siap Tommaso Vendemmia che ha depositato una denuncia al Ministero dell’Interno e al Questore di Catania per sottolineare i rischi, divenuti insostenibili, ai quali, quotidianamente, sono esposti gli agenti in servizio. E’ una storia vecchia, più volte denunciata dall’Associazione Culturale Symmachia: già nell’agosto 2013, alla prima riunione del Consiglio comunale e poi ripresa in diversi interventi dalla prof.ssa Angela Anzalone, durante la sua brevissima esperienza di vicesindaco, quando, su sua iniziativa, venne disposto un sopralluogo dei tecnici per assicurare celeri interventi per la messa in sicurezza dell’edificio, valutazioni e interventi che – a quanto sembra – non sono stati mai presi in considerazione e, quindi, mai effettuati, dopo le dimissioni dalla Giunta Comunale della prof.ssa Angela Anzalone e del prof. Maurizio Zignale.

Adesso, suona come un campanello d’allarme, l’ennesimo in verità, lanciato direttamente dal Sindacato di Polizia.

“I poliziotti sono costretti a lavorare in luoghi off-limits, con pericoli di cedimenti e addirittura depositi di amianto in soffitta – si legge nella notizia riportata da Video Star che riprende lo sfogo del sindacalista Vendemmia – Rimane il pericolo della contaminazione, rimangono situazioni paradossali e fuori legge prodotte da due Istituzioni: Comune e Amministrazione della Polizia di Stato. Scongiurando il peggio, adesso il pericolo potrebbe essere una chiusura totale. Una sorte insomma simile a quella subita da Caltagirone. Ci auguriamo che si agisca in fretta poiché esiste la possibilità che la polizia chiuda anche ad Adrano per la felicità dei delinquenti”. 

Foto copertina: Video Star

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