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Attualità - page 5

#SaveTheGarden e quel profumo di (cambiamento) pulito

in Attualità/Bacheca di

Save the garden, letteralmente “salvare il giardino”, è questo il nome dell’iniziativa che domenica mattina ha visto decine di ragazzi impegnati nella pulizia di piazza “Falcone e Borsellino” di Biancavilla.

Di buon mattino, nel giorno in cui tutti si riposano, diversi volontari di Biancavilla e Adrano con le magliette bianche si sono armati di guanti, scope, rastrelli, palette e hanno ripulito l’intera piazza. L’idea nasce da Pinuccia, Antonio e Vincenzo Greco, tre fratelli biancavillesi che stanchi dell’indifferenza con cui siamo soliti passeggiare tra la sporcizia e l’incuria hanno deciso di svoltarsi le maniche e mettersi al lavoro, coinvolgendo tutti i loro amici.

“Nonostante vivo ad Adrano – dice Ettore Romano, uno dei primi ragazzi ad essere coinvolto – ho subito sposato il progetto, mosso dall’intendo di dare l’esempio ai nostri coetanei, ai bambini che frequentano questi luoghi e soprattutto ai genitori che hanno la responsabilità più grande, cioè quella dell’educazione che impartiscono ai propri figli. C’è bisogno di rispetto per l’ambiente in cui viviamo e si può cominciare dalle piccole cose, dalla carta gettata per terra ai mozziconi di sigaretta.”.

In realtà questo non è il primo appuntamento, già qualche mese fa i fratelli Greco avevano organizzato una iniziativa simile, pulendo il giardino di Villa delle Favare. La vera novità, questa volta, è stata una più ampia partecipazione. Tutto questo dimostra che la voglia di cambiare è reale, cosi come ha tenuto a precisare Pinuccia Greco: “Quella che è stata una semplice chiacchierata in salotto tra noi tre, per riuscire a trovare un punto di partenza che estendesse il nostro amore verso questo territorio sta via via evolvendosi. Crediamo fermamente che sia possibile migliorare le diverse problematiche esistenti nelle nostre zone, lavorando e calando il sipario alle chiacchiere e lamentele inutili. Siamo felicissimi del fatto che non siamo gli unici a sostenere questo pensiero e la numerosa collaborazione di amici, dell’associazione Symmachia, degli scout di Biancavilla, ma anche di tutti quelli che per vari motivi si sono scusati per non essere stati presenti, ne è la conferma. Non ci fermeremo, vogliamo regalare un po’ delle nostre giovani energie a questa terra meravigliosa che ci ha visti nascere e ci cresce nella sua autenticità. Non possiamo e non vogliamo lasciarla nelle mani di chi noiosamente la maltratta o la abbandona.”

Alla bella iniziativa era presente anche il presidente di Symmachia, Calogero Rapisarda: “Da sempre la nostra associazione coltiva i valori del senso civico e del rispetto dell’ambiente, per questo sono stato felice di accettare questa proposta di collaborazione che spero si rafforzi nel tempo, riproponendo e organizzando insieme momenti come questi su tutto il nostro territorio”.

Vino di qualità, Gaja acquista vignetti a Biancavilla. Oggi “Bollicine dell’Etna”

in Attualità di

Da Biancavilla parte una nuova importante sfida per la produzione e la commercializzazione sul mercato internazionale del vino di qualità Doc Etna. A investire è il noto imprenditore piemontese Angelo Gaja che, insieme al siciliano Alberto Graci, tra i vignaioli più apprezzati in Sicilia.
La notizia è stata ufficializzata a Giarre nel corso della presentazione di “Sicilia En Primeur”, l’appuntamento del vino siciliano a livello internazionale. Era già stata anticipata da Cronache di gusto e poi rilanciata dalla stampa nazionale, a partire da Repubblica e il Sole 24 ore.
Gaja e Graci hanno fondato la società agricola Konis che ha già acquistato 21 ettari di vigneti di Biancavilla, coltivati a Nerello Mascalese. Presto, ne verranno acquistati altri, per rendere operativa una nuova cantina destinata a produrre vino che verrà distribuito in tutto il mondo, grazie al prestigioso marchio Gaja.
L’iniziativa imprenditoriale rappresenta una svolta, dal momento che, fino ad oggi, Angelo Gaja ha portato avanti la sua azienda in Piemonte e ha investito soltanto in Toscana. Adesso, si punta alle viti dell’Etna ed in particolar modo al versante di sud-ovest del Vulcano.
La scelta di Gaja e Graci potrebbe avere una significativa ricaduta nel territorio, in termini di sviluppo e di crescita occupazionale.
“Arrivo sull’Etna per imparare. – ha detto Angelo Gaja a Cronache di gusto – Perché l’Etna? Era una cosa che sentivo a pelle da tempo, mi hanno colpito le descrizioni di questa montagna che dorme, talvolta si sveglia e spesso brontola. E’ il luogo di vini eleganti”.
Intanto, oggi va in scena la terza edizione di “Bollicine dell’Etna”, la kermesse del gusto e delle eccellenze vitivinicole, promossa dall’Enoteca regionale della Sicilia orientale, in sinergia con il Comune di Linguaglossa e di Castiglione di Sicilia.
A partire dalle 15.30, le porte di Casa San Tommaso, a Linguaglossa, saranno aperte ai visitatori che potranno degustare gli spumanti proposti dalle diverse cantine partecipanti. Tra queste, Antichi Vinai 1877, Cantine Nicoisia (Sosta Tre Santi), Cantine Patria (Palici), Cantine Russo (Mon Pit), Destro (Saxnigra), Firriato (Gaudensius), La Gelsomina, Mannino Tenuta di Plachi (Caterina di Plachi), Planeta. Stamattina, si è svolto il workshop “Gli spumanti tra le produzioni di eccellenza dell’Etna” che ha visto la partecipazione del presidente dell’Enoteca Regionale Sicilia Orientale Giovanni Conti, i sindaci del territorio tra cui Rosamaria Vecchio, sindaco di Linguaglossa, Salvatore Castorina, presidente Casa San Tommaso, il presidente del Consorzio Doc Etna Giuseppe Mannino, l’on. Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente al Parlamento europeo. A moderare l’incontro sarà Ernesto Del Campo.

Rotonda dell’ex cavalcavia “San Paolo”: istituire un premio per ingegneria creativa

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Non c’è dubbio: la piccola rotonda collocata nei pressi dell’ex cavalcavia della Ferrovia Circumetnea in zona San Paolo merita un premio per ingegneria creativa. Un premio perché, ancora oggi, a distanza di alcune settimane, dalla riapertura del tratto di strada interessato dal vecchio ponte, non è comprensibile la sua utilità. Probabilmente, rappresenterà una semplice decorazione, una macchia bianca nel nuovo asfalto.

Come bisogna orientarsi con la “rotonda” o meglio la “rotondina” rimane un mistero, soprattutto per coloro che provengono da via San Paolo e intendono proseguire per raggiungere lo svincolo della superstrada, la statale 284. Chi l’ha pensata potrebbe spiegare? Anche perchè, ancora oggi, a distanza di molto tempo ormai, questa “rotonda” o meglio la “rotondina” rimane sprovvista della necessaria segnaletica verticale, come pure di quella orizzontale nel pezzettino di strada che è stata sistemata.

Ciò che emerge è approssimazione negli interventi, per un cantiere che è rimasto fermo per diverse settimane e riaperto, alla meno peggio, dopo le sollecitazioni in Consiglio comunale. Rimane la creatività, come già avvenuto per decine di altri interventi – spacciati per opere pubbliche – in altre strada e quartieri di Adrano. Sempre per restare nel quartiere San Paolo, le strade adiacenti alla chiesa risultano in condizioni pietose. Sono le stesse strada che sono state sistemate appena qualche anno fa: le mattonelle autobloccanti di colore bordeaux si stanno spostando, una dopo l’altra, per non parlare di diversi disagi lamentati dai residenti durante la pioggia.

*Foto tratta dal gruppo Fb “AdranoDreamers”

Cantarella (Fdi): ‘due consiglieri di Forza Italia e PD mi hanno chiesto voti per Renzi’

in Attualità di

Prove tecniche di inciucio tra pezzi di Forza Italia e singoli soggetti politici dell’area del PD che ha sostenuto Matteo Renzi, per determinare il risultato delle primarie del Partito Democratico, a Biancavilla.
No, non è una suggestione: la “azzurra” corrispondenza di amorosi sensi con i renziani di scuderia è stata pianificata, studiata e messa in atto domenica scorsa nel seggio di piazza Roma.
Il piantonamento davanti alla sede del PD di esponenti di punta di Forza Italia non è stato – quindi – un incontro casuale, tra buoni e vecchi amici, in una normale domenica di primavera. Piuttosto, è il frutto di una strategia studiata e cementificata, attraverso meticolosa cura di alta ingegneria e malte di comprovata qualità.
In realtà, nella testa dei costruttori di strategie di Biancavilla sarebbe dovuta rientrare pure un’altra forza politica di Centrodestra: Fratelli d’Italia. A svelare questo gustoso aneddoto – finora sconosciuto oppure taciuto (volutamente?) da chi ha avanzato considerazioni sulle primarie biancavillesi – è il consigliere comunale Marco Cantarella.
“Un consigliere comunale del PD e un consigliere di Forza Italia mi hanno chiesto un supporto per Renzi – racconta Cantarella a Symmachia.it – non so se l’hanno fatto scherzosamente o meno, ma ovviamente ho cortesemente declinato”.
Certo, sarebbe una buona cosa conoscere i nomi dei due consiglieri comunali che hanno partorito questa “santa alleanza”, ma confidiamo che possano essere direttamente i rispettivi segretari di partito a prendere una posizione netta e chiara. Vedremo.
Resta il fatto che il risultato delle primarie – per quel che possono valere simili consultazioni-farsa – è stato macchiato e, forse, pure alterato da un clamoroso “patto del Nazareno” in salsa biancavillese.
Ma c’è di più: le primarie del PD rischiano di far implodere il Centrodestra, con uno scambio di battute al vetriolo, sui social, tra esponenti dei due partiti. In particolare, è stata fatta veicolare la notizia che dirigenti di Fratelli d’Italia avrebbero votato alle primarie per sostenere non Renzi – come desideravano il consigliere del PD e il consigliere di Forza Italia – ma l’outsider Andrea Orlando. In particolare, l’allusione maliziosa è tutta rivolta ad un (improbabile) sostegno sottotraccia alla lista in cui è stato candidato il sindaco Pippo Glorioso. Peraltro, qualcuno riconducibile, per simpatie, alle idee della Meloni sarebbe stato contattato direttamente da un consigliere comunale sempre renziano… Insomma, il coinvolgimento di Fratelli d’Italia è una fake-news, appositamente costruita?
Anche su quest’aspetto abbiamo chiesto a Cantarella.
“Non vedo assolutamente quale interesse o convenienza politica possa avere il mio partito da questa votazione – spiega Cantarella – non sono stato contatto da nessun elemento politico per tali primarie, se non dagli unici che mi hanno chiesto supporto per Renzi. Fino a prova contraria il mio partito, nel bene o nel male, in Consiglio comunale e all’esterno ha sempre dimostrato di rispettare il proprio ruolo di opposizione seria all’amministrazione comunale”.
A questo punto, occorre interrogarsi a cosa sia servita la “reunion” di domenica scorsa: c’è chi dice per rispettare accordi con capi-corrente catanesi, chi ipotizza risvolti per poltrone di Palazzo e dare “segnali” di esistenza e consistenza politica. “Segnali di fumo”, insomma. L’importante è che tutto questo fumo non sia soltanto un ennesimo fuoco di paglia.

Eccellenza chieda a Ferrante: che fine hanno fatto le Suore e la Sangiorgio Gualtieri?

in Attualità di

Strette di mano, sorrisi, abbracci, discorsi, scambio di doni e tanti cari saluti. E’, in sintesi, l’incontro tra l’arcivescovo di Catania e i rappresentanti istituzionali di Adrano, nell’ambito della visita pastorale che monsignor Salvatore Gristina sta compiendo nei Comuni dell’arcidiocesi. E’ un’occasione significativa o, per usare le parole di san Giovanni Paolo II, un “autentico tempo di grazia e momento speciale, anzi unico, in ordine all’incontro e al dialogo del Vescovo con i fedeli”. Un momento di confronto, insomma, anche fuori dalle mura delle chiese, per permettere al Pastore di conoscere, fino in fondo, la condizione del suo gregge.

I tempi sono particolarmente difficili, le insidie non mancano mai e il declino della città avanza inesorabile, accompagnato da uno spaventoso impoverimento che principalmente tocca la cellula primaria della società, la famiglia, per poi allargarsi a macchia d’olio nell’intero tessuto sociale: dai giovani privi di speranza o con la valigia pronta in cerca di un futuro dignitoso, ai commercianti che, dopo continue rapine e furti, sono costretti a chiudere la saracinesca, ai servizi che vengono meno. Adrano è come tante altre realtà siciliane, ma con una classe dirigente incapace di costruire argini al disagio sociale e di fornire prospettive di sviluppo: si preferisce rifugiarsi nella palude e cercare di sopravvivere. E ciò provoca un dolore immenso, come quello di vedere ancora chiuso – terribilmente chiuso – il portone della Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri”, un luogo di solidarietà e di speranza per cinquant’anni grazie all’operato silenzioso delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice, sacrificate sull’altare degli interessi economici.

Sua Eccellenza comprende ciò di cui stiamo parlando. Conosce la situazione. No, non perché sia stato il Sindaco di Adrano ad informarlo, quando le suore sono state costrette a lasciare Adrano. No, non perché sia stato il Sindaco di Adrano ad incontrarlo per tentare una soluzione e scongiurare che si spegnesse per sempre il sogno educativo dei Sangiorgio Gualtieri. No, il Sindaco di Adrano non c’entra nulla. In quell’occasione aveva sollevato le spalle, come a dire: “non posso farci niente”. La resa.

Monsignor Gristina conosce le vicende della Sangiorgio Gualtieri perchè è stata l’Associazione Symmachia, con la presidente Angela Anzalone e i giovani animatori salesiani, nel novembre 2011, ad incontrarlo in Arcivescovado. Un incontro cordiale, intenso, segnato dalla disponibilità dell’Arcivescovo di ascoltare le alternative possibili e verificarne la fattibilità. Ripubblichiamo l’articolo che Chiara D’Amico fece per il Giornale di Sicilia.

L’occhiello del pezzo è eloquente: “La Chiesa disposta a trovare una soluzione per la Casa dei bambini”. In effetti, proprio dopo l’incontro tra Gristina e Anzalone venne individuato un ordine religioso di Siracusa che inviò pure alcune sorelle per un sopralluogo nella struttura di Adrano. Sarà sicuramente un caso, ma in seguito a quel sopralluogo, l’ordine religioso non se la sentì di avventurarsi in un progetto che non prevedeva un impegno concreto della Fondazione “Sangiorgio Gualtieri” e dell’Amministrazione comunale. E dire che i fondatori, nel loro testamento, hanno espressamente chiamato in causa il Comune di Adrano. Ma nessuno lo sapeva. Anche in questo caso, si è reso necessario un intervento dell’Associazione Symmachia che – a proprie spese – è riuscita a reperire copia integrale del testamento dei fondatori, custodito nell’archivio notarile di Catania. Scrivono Marietta Sidoti e Giovanni Sangiorgio Gualtieri:

Istituisco e nomino erede universale di tutti i miei beni il Comune di Adrano, all’unico scopo e con l’obbligo categorico d’istituire in Adrano la “Casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri”.

Faccio espresso e categorico divieto al mio erede d’alienare, per qualsiasi ragione, anche un solo metro quadrato delle mie proprietà.

Voglio che l’educazione e l’istruzione di tutti i bambini venga affidata ai Salesiani di Sicilia.

La porta della Casa dovrà essere sempre aperta a tutti i bambini poveri ed abbandonati, primi fra tutti quelli del mio amato paese di Adrano.

Insomma parole chiare, che dovrebbero smuovere le coscienze, anche quelle più dure, pure quelle più fragili. Sono parole che emozionano, ancora oggi, perché viene fuori un amore smisurato per Adrano, per i suoi figli.

Del resto, la missione delle suore andava oltre la semplice presenza nel territorio di una congregazione cristiana. Significava qualcosa di più: rappresentava una risposta forte e incisiva allo sfilacciamento del tessuto sociale, un modo per insegnare ad essere “buoni cristiani e onesti cittadini”, secondo il motto di don Bosco.

Il portone della Casa dei bambini, però, rimane chiuso. Terribilmente chiuso. La struttura – pare – affidata ad una cooperativa privata. Tutto è perduto? No, non ci si può arrendere.

Per questo, Eccellenza reverendissima, quando incontrerà nuovamente il sindaco di Adrano, Ferrante, faccia lei il primo passo: chieda che fine ha fatto la Sangiorgio Gualtieri. Cosa ne sarà di quella struttura, quale sarà il suo futuro. Lo faccia per gli adraniti che, ancora oggi, attendono risposta; lo faccia perché questo è pure un problema della Chiesa locale; lo faccia per quei bambini privati di un’opportunità di crescita. Del resto, è anche questo lo spirito della visita pastorale.

Forse, a lei, Eccellenza, per il ministero che svolge, Ferrante potrà fornire una risposta chiara e sincera. Solo così si renderà giustizia alle suore che, per mezzo secolo, hanno operato con dedizione, ai tre “angeli custodi” del Grest che, undici anni fa, un terribile incidente stradale ha strappato a questa città (suor Marianna Orefice, suor Rosetta Cavarra e Francesco Cottone), alle volontà testamentarie dei Sangiorgio Gualtieri per quel progetto ideato per il loro “amato paese di Adrano”.

Video di Symmachia. Appello per la presenza delle Suore ad Adrano (2011)

I 30 anni dell’Avis di Biancavilla: un cuore che pulsa solidarietà

in Attualità/Senza categoria di

Sarà un compleanno da ricordare per l’Avis di Biancavilla, intitolata all’indimenticato medico Nino Tropea, uomo perbene, instancabile sostenitore delle cose positive – aveva apprezzato il giornale “Symmachia” – sempre al fianco dell’Avis, sin dalla fondazione, il 31 gennaio 1987.

L’Avis di Biancavilla festeggia i suoi trent’anni inaugurando una nuova sede, individuata dall’amministrazione comunale nei locali di via Fratelli Cervi, fino a qualche mese fa utilizzati dal comando di Polizia municipale, oggi traslocato al piano terra del municipio.

Per l’Avis, la “nuova casa” è importante, perché è stato scongiurato il rischio di vedere compromesse le diverse attività, dopo il crollo di una parte del tetto dell’edificio privato in cui la sezione “Tropea” ha operato fino allo scorso anno.

L’inaugurazione si è svolta ieri (domenica, 19 febbraio) alla presenza del sindaco Pippo Glorioso e del presidente Avis Fulvio Cantarella, insediatosi poche settimane fa, in seguito al rinnovo delle cariche sociali.

Del nuovo Consiglio direttivo fanno parte: Varinia Pastanella e Ignazio Garofalo, vicepresidenti, Jula Gagliano, tesoriere, Elisa Galvagno, segretaria dell’associazione, insieme a Marilù Iudica nelle funzioni di direttore sanitario, insieme all’ex presidente Alberto Bellocchi. Folta la schiera di giovani, le nuove leve dell’Avis di Biancavilla che, in modo spontaneo, ormai da qualche tempo, sostengono in prima persona le donazioni. Tra questi: Francesco Pinzone, che sarà responsabile di “AvisGiovani”, Filipppo Sapienza, Francesco Marano gestione sede, Luciano Distefano e Giovanni Sangiorgio.

I giovani, si diceva. Si parte da loro, puntando a far conoscere le attività dell’Avis e il prezioso contributo per la donazione del sangue.

Il 2016 è stato l’anno record per le donazioni che hanno superato la soglia di ben 300 gesti di solidarietà, con un incremento – ci spiegano dall’Avis – di 56 unità sangue rispetto al 2015. Anche i donatori sono cresciuti: 200 soci, di cui 34 nuovi donatori.

Auguri, Avis!

Vaccini: un po’ di chiarezza sulla questione

in Attualità di

di Grazia Maccarrone

La vaccinazione costituisce la migliore arma per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. Un vantaggio notevole è che questi possiedono un’azione protettiva, oltre che sul singolo individuo vaccinato, sulla comunità intera. Un vaccino ideale deve essere ben tollerato, efficace, altamente innocuo, di facile utilizzo e poco costoso. Gli obiettivi principali di questa pratica sono sicuramente due: primariamente provocare una risposta immune nell’individuo con lo scopo di proteggerlo da una determinata patologia; il secondo obiettivo è invece limitare la diffusione di questa, se non addirittura eradicarla in maniera definitiva (come nel caso del Vaiolo nel 1979).

I vaccini possono essere somministrati singolarmente o in combinazione. Nel caso dei vaccini combinati si sfrutta la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e agire contemporaneamente su più antigeni (ad esempio il vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse, il vaccino trivalente contro tre tipi di virus della poliomielite e il vaccino trivalente contro morbillo, parotite, rosolia). Purtroppo mantenere a livelli elevati i tassi d’immunizzazione sta diventando sempre più difficile. Infatti la minaccia di queste malattie comincia a essere considerata dalla collettività sicuramente meno reale poiché molte patologie, proprio grazie alla vaccinazione, non vengono più contratte dalla maggioranza delle persone. Questo è da considerarsi un errore di valutazione, che potrebbe portare a delle conseguenze negative come il riemergere della patologia stessa qualora non fossero mantenute coperture vaccinali adeguate.

Un aspetto importantissimo, sul quale oggi spesso fanno leva molte correnti anti-vacciniste, è senza dubbio la sicurezza della vaccinazione. Alla somministrazione del vaccino stesso deve seguire una percentuale minima di effetti collaterali, questa deve essere commisurata in ogni caso con la gravità della malattia stessa. I vaccini sono efficaci e sicuri, ma va comunque ricordato che nessun vaccino, così come nessun farmaco o nessuna attività di tipo medico, è totalmente privo di rischi o complicazioni. C’è anche da dire però, per onestà scientifica, che la frequenza degli effetti indesiderati successivi a una pratica vaccinale è nettamente inferiore agli effetti avversi e alle complicazioni che potrebbe causare la malattia stessa contro cui si vuol generare immunità. Per una maggiore chiarezza, si potrebbe fare l’esempio del morbillo il quale, una volta contratto dall’individuo, potrebbe presentare come effetto collaterale più grave l’encefalite. La casistica riporta 1 malato su 2.000 e nel 40% di questi casi può lasciare l’individuo con un’invalidità permanente. La stessa complicazione, come effetto indesiderato dovuto alla vaccinazione, si può verificare in 1 caso su 1.000.000 di dosi di vaccino. Questi dati sono indicativi.
Effetti collaterali sicuramente più diffusi ma più innocui dovuti alle vaccinazioni sono: reazioni locali (gonfiori, arrossamenti) e generalizzate (febbre, vomito e reazioni allergiche controllabili) che, se messi a paragone con le complicanze maggiori delle diverse patologie, sono sicuramente meno gravi.

Si è inoltre parlato molto del fantomatico rapporto tra vaccini e autismo. Nel 1998 il medico inglese Andrew Wakefield pubblicò sul Lancet, rivista medica scientifica di un certo spessore, uno studio che segnalava un possibile legame tra autismo e vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia. Lo studio prese in esame dodici bambini con sintomi di tipo autistico, che in otto casi erano iniziati due settimane dopo la somministrazione del vaccino stesso. La ricerca però non individuò un nesso causale certo. Si scoprì addirittura che i dati della ricerca erano stati contraffatti per motivi economici e falsificati per trarne profitto. Il medico fu ovviamente radiato dall’albo.
Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un report ufficiale su questo dibattito: “I dati epidemiologici disponibili dimostrano in modo conclusivo che non esiste alcuna prova di un’associazione causale tra vaccini per morbillo, parotite e rosolia, e lo sviluppo di disturbi dello spettro autistico. Gli studi che in passato hanno suggerito l’esistenza di questo link causale si sono rivelati essere delle frodi che contenevano importanti errori metodologici”.

L’Italia negli ultimi anni ha toccato livelli di adesione alle vaccinazioni in discesa, sotto la soglia di sicurezza: il 95% di copertura per i cosiddetti vaccini obbligatori, mentre per gli altri vaccini (non obbligatori) come il trivalente per morbillo, parotite e rosolia, si parla al massimo dell’85%.
E’ fondamentale che i medici di famiglia siano informati e aggiornati circa i vaccini, in modo che possano a loro volta informare i loro pazienti dei benefici della vaccinazione e sugli eventuali, anche se rari, rischi comprovati.  Se il numero delle adesioni a questa pratica cadesse in maniera consistente, l’incidenza di molte patologie andrebbe sicuramente ad aumentare.
In una nota, sottolinea ciò l’Istituto Superiore di Sanità: “Scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso, e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino”.

Ad Adrano lo Sport è morto, Ferrante e Calambrogio l’hanno ucciso.

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di Calogero Rapisarda

Come è ormai a tutti noto ad Adrano è stato approvato il ricorso alla Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Con l’obiettivo, in dieci anni, di riuscire a far fronte ad un debito di circa 42 milioni di euro e quindi evitare il dissesto finanziario. Per i cittadini cosa cambia? Semplice: vengono aumentate tutte le tasse e contemporaneamente diminuiscono i servizi offerti, anche se la colpa di tale debito non è di certo attribuibile a loro, anzi.

Non bisogna però aspettare dieci anni per rendersi conto di questo, basta fare attenzione ad un esempio lampante che ha inciso sulla vita quotidiana di molti: l’aumento di tutte le tariffe per l’utilizzo delle strutture sportive comunali. Tariffe aumentate fino al 400% oltre che per le Associazioni Sportive che usufruiscono di quegli spazi, anche e soprattutto per i privati cittadini che utilizzano la pista di atletica presso lo stadio dell’Etna e i campetti da tennis in via San Leo.

Per quanto riguarda la pista di atletica, va detto che il 6 febbraio del 2014 la giunta comunale, su proposta dell’allora assessore allo Sport Maurizio Zignale a cui va riconosciuto il merito, attuava una riduzione delle tariffe da 50 euro annuali a 40 euro con una diminuzione del 50% (20 euro) per gli studenti o per chi si abbonava insieme ad un altro componente dello stesso nucleo familiare. Ciò avveniva – si legge nella stessa delibera – “al fine di rendere maggiormente fruibile da parte dei cittadini la pista di atletica leggera”. La giunta attuale invece avrà perso di vista questo fine ed infatti, con la delibera 190 dell’1 dicembre 2016, ha aumentato del 300% (no, non è uno scherzo) la tariffa in questione. Si è passati da 40 euro a 120 euro annuali. Si avete capito bene, CENTOVENTI EURO.

L’aumento delle tariffe che ha interessato i privati cittadini, come anticipato, è stato deciso anche per l’utilizzo dei campetti da tennis siti in via San Leo. Prima di tale aumento attuato sempre con la delibera sopracitata, era necessario pagare 3 euro per passare un’ora all’insegna dello sport e del divertimento (cosa già rara ad Adrano), ora invece si è costretti a pagare 12 euro l’ora (aumento del 400%). Dunque, giocando una sola ora alla settimana, in un anno si arriverebbe a spendere circa 600 euro, manco se stessimo calpestando il miglior campo da tennis della Sicilia. Senza contare che i pochi fortunati che possono permettersi queste tariffe, per affittare il campo devono necessariamente recarsi al comune durante l’orario di apertura degli uffici, cosa già difficoltosa di per sé per chi la mattina lavora (condizione necessaria visti i prezzi praticati) o studia.

Insomma ad Adrano non si fa niente per incentivare lo sport, anzi si fa di tutto per ucciderlo. Peraltro per motivazioni del tutto insensate. Perché se l’obiettivo dell’amministrazione era quello di aumentare le entrate per risanare le casse comunali, hanno fatto i conti male. Non ci vuole certo un economo per sapere che all’aumentare del prezzo diminuisce la richiesta del servizio e che di conseguenza non si ha alcun maggior ricavo. Per esempio, in quanti tra i vecchi abbonati avranno la possibilità di sborsare 120 euro per correre presso lo stadio dell’Etna? E tra quelli che hanno questa possibilità, in quanti sceglieranno la struttura comunale sapendo che con lo stesso prezzo possono fare un abbonamento in palestra? Questa è la prova provata che le decisioni prese da questa amministrazioni spesso non sono accompagnate da un ragionamento logico.

A questo punto vi starete chiedendo chi sono coloro che hanno deciso tale aumento. La risposta la trovate nell’immagine nella stessa delibera: il giorno della sua approvazione i componenti della giunta comunale erano tutti presenti. Tra questi, inevitabilmente, spiccano i nomi del sindaco Giuseppe Ferrante e dell’assessore allo Sport, nonché vicesindaco, Vincenzo Calambrogio.
Sono loro ad aver decretato la morte dello sport ad Adrano.

Di Ferrante ormai non ci sorprende più nulla, ma da un professore di educazione fisica, quale è Calambrogio, ci attendevamo un’attenzione diversa, visto che dovrebbe sapere – il condizionale è d’obbligo – che lo sport è l’unico serio investimento sociale indirizzato ai giovani che riesce a garantire una crescita culturale costante. La domanda sorge spontanea: ma a questi amministratori interessa davvero dei cittadini adranitI? A noi sembra di no.

 

L’INDIGNAZIONE SUL WEB, INTERVENTI DEGLI SPORTIVI

L’articolo di Calogero Rapisarda ha acceso il dibattito sui social network: su Facebook, tra migliaia di visualizzazioni e decine di condivisioni e commenti, diversi sportivi hanno lasciato la loro testimonianza diretta, tra sgomento e indignazione generale per la scelta del sindaco Ferrante e del vicesindaco Calambrogio di aumentare le tariffe per la fruizione degli impianti sportivi. Abbiamo ritenuto utile pubblicare alcuni tra gli interventi più significativi firmati da Francesca Grigorio, atleta di fama e vincitrice in diverse competizioni, Antonino Schilirò del gruppo Tennis. Redazione Symmachia.it

“Io – scrive l’avvocato Grigorio nella pagina Facebook di “Symmachia” – corro al campo ad Adrano da più di 30 anni, quando lo Stadio dell’Etna neppure esisteva: noi sportivi pulivamo un percorso di circa 400 metri, tagliavamo l’erba. Quando nel 2004 è stata inaugurata la pista, pensavamo ad un sogno durato solo pochissimi anni. Oggi la pista è chiusa, il campo disastrato, docce inaccessibili e senza acqua calda, luci a ritmi alternati e prezzi da paura“, scrive Francesca Grigorio. “Noi sportivi dobbiamo pagare 240 mila euro senza alcun servizio, soltanto per l’accesso al campo! Non ci sono gli strumenti per allenarci per la corsa ad ostacoli, non ci sono i materassi per fare il salto in alto, non c’è la buca idonea per fare il salto in lungo, il salto con l’asta manco a parlarne; mancano le pedane dei lanci, le siepi inesistenti. Perchè pagare? La risposta che mi è stata data – scrive l’avvocato Grigorio – è: “dobbiamo fare cassa” E pensare che volevamo avviare l’atletica al settore giovanile: sono passati trent’anni e stiamo peggio di prima”.

“12 euro l’ora nemmeno a Wimbledon! Lo sport pubblico deve essere gratuito”, è il commento di Andrea La Mela.

Per Antonino Schilirò, tra gli appassionati di tennis, ad Adrano, “nei campetti di san Leo, si era creato un bel movimento tennistico, grazie alla scuola tennis ma penso che con quest’ultima (sparata) dell’amministrazione abbiamo toccato il fondo, anche a livello sportivo”. Schilirò aggiunge: “dopo che hanno speso tantissimi soldi per la struttura, se continuano a lasciarla così com’è adesso, con tanti pannelli staccati, la ritroveremo a girare come una mongolfiera nel nostro paese. Vergogna”.

Agevolazione pagamento vecchi debiti: “Amministrazione Ferrante immobile”

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“La legge che consente di mettersi in regola con il pagamento anche a rate di tasse e multe arretrate c’è, ma ad Adrano rischia di non essere applicata per l’immobilismo dell’Amministrazione Ferrante che, inspiegabilmente, non si è ancora attivata per dare quest’opportunità ai cittadini che, senza incorrere in sanzioni, potrebbero sanare i loro debiti, in un periodo di crisi economica che, spesso, non consente l’immediato pagamento di tutte le imposte”.

E’ la denuncia dell’Associazione culturale Symmachia che condivide l’iniziativa avviata dall’Assoconsum di Adrano e che sollecita un intervento immediato dell’Amministrazione e del Consiglio comunale, così come richiesto con un’istanza presentata, tra gli altri, anche dal consigliere comunale di “Symmachia” Pietro Franco.

Symmachia spiega i vantaggi che ne potrebbero derivare per i cittadini dall’attuazione di un regolamento comunale che potrebbe consentire alla gente di dilazionare in rate il pagamento di vecchi debiti con la pubblica amministrazione, deputati dagli interessi accumulati e senza sanzioni. In questo modo, l’effetto sarebbe duplice: da un lato, i cittadini verrebbero messi al riparo da ulteriori multe e avrebbero l’opportunità di sanare la loro posizione fiscale, dall’altro, il Comune incasserebbe somme certe, di certo utili in un momento disastroso per le casse dell’Ente. Ma c’è tempo fino al 31 gennaio prossimo.

“Un’Amministrazione seria e attenta alle difficoltà della gente avrebbe già informato la città e avrebbe attivato tutte le procedure necessarie per non sprecare quest’opportunità. – sottolinea il presidente di Symmachia, Calogero Rapisarda – In un contesto di crisi economica in cui la tassazione è alle stelle, questo strumento previsto dalla legge consentirebbe alla gente perbene di mettersi in regola e porterebbe ad una riduzione dell’evasione. Ha ragione il responsabile dell’Assoconsum Moncino a sostenere questa iniziativa. Come sempre, l’immobilismo dell’Amministrazione Ferrante condanna la città a rimanere ferma e a perdere opportunità come già accade in tanti altri ambiti, come ad esempio la raccolta differenziata o l’incapacità di intercettare finanziamenti per realizzare vere opere pubbliche come la sistemazione di contrada Naviccia o della strada dello stadio, anziché limitarsi a piccoli interventi di manutenzione, spesso, peraltro, del tutto fallimentari”.

Calogero Rapisarda è il nuovo presidente di Symmachia

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L’Associazione Culturale Symmachia ha un nuovo presidente: è Calogero Rapisarda, 24 anni, universitario, tra i primissimi ad aver dato vita, nel dicembre 2009, alla realtà associativa che abbraccia Adrano e Biancavilla.

L’elezione è avvenuta, all’unanimità, durante l’assemblea dell’associazione di sabato sera, nella sede di piazza Umberto, su iniziativa della prof.ssa Angela Anzalone che ha concluso il suo secondo mandato alla guida di Symmachia. E’ stata proprio la prof.ssa Anzalone, nel suo intervento, a proporre il nome di Rapisarda, indicato – a detta di tutti – come risorsa importante per Symmachia e per il mondo giovanile del territorio, considerate le iniziative e le attività portate avanti sempre con determinazione e passione, per far crescere la “squadra” Symmachia. Un team, appunto, che, in questi anni, ha saputo mantenere la barra dritta, proponendo diverse battaglie, condivise sempre con i cittadini, a cominciare dai più giovani. Al di là dei nuovi importanti giovani innesti, Symmachia continua a mettere insieme diverse personalità del mondo culturale, sociale, sindacale, professionisti e artigiani. E’ questo il segreto di Symmachia, una realtà che – come ha scritto proprio il neo presidente Rapisarda, per inaugurare questo progetto editoriale – si contraddistingue per rappresentare una “alleanza paritaria tra diverse generazioni, diverse idee, diversi temperamenti”, un’alleanza che si rinnova.

Nel corso della riunione, il presidente Rapisarda ha proposto anche la squadra che lo affiancherà da qui ai prossimi anni. A cominciare dalla vicepresidente, Pamela Farinato e ancora Emanuele Alì economo, Pietro Santangelo segretario. Tra i componenti del Consiglio direttivo: Angelo Pignataro, Giovanni Lucifora, Vincenzo Russo, Loredana Papotto, Pietro Bonanno, Maria Agata Salamone, Andrea Mammoliti, Giuseppe Foco, Nino Lombardo, Chiara Carrà, Giorgia Giacalone. Sara Ricca sarà la responsabile per le Attività artistiche, Gisella Torrisi per le Iniziative culturali, Emanuele Scandura per Scuola e Diritto allo Studio, Antonio Cacioppo sarà il coordinatore politico. All’incontro di ieri erano presenti pure i consiglieri comunali del gruppo “Symmachia” Carmelo Salanitro e Pietro Franco.

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