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Attualità - page 6

Symmachia, la rinnovata alleanza di chi non cede alla rassegnazione

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editoriale

Symmachia. È questo il nome che un freddo pomeriggio di sette anni fa scegliemmo per la nostra associazione. All’inizio, come per ogni novità, qualcuno aveva difficoltà nel pronunciarlo, qualcuno non capiva di cosa si trattasse, qualcun altro, tra chi sedeva e purtroppo ancora siede negli scranni del “potere”, addirittura lo storpiava con l’obiettivo di screditare una aggregazione di giovani e meno giovani che si affacciava nel panorama socio-politico-culturale della città con l’ambizione di diventarne protagonista. Symmachia, dicevamo. Parola greca che evoca il levare degli scudi di una alleanza paritaria tra diverse generazioni, diverse idee, diversi temperamenti. Una alleanza tra coloro che non vogliono cedere alla rassegnazione.
Da quel pomeriggio ne è passata di acqua sotto i ponti. Symmachia è cresciuta e con lei è cresciuto l’impegno, le battaglie e pure le avversità che sono state numerose.

Agli occhi dei nostri affezionati lettori, non possiamo nascondere le oggettive difficoltà, in termini di tempo, organizzazione e – perchè no?! – di risorse per confezionare il fiore all’occhiello della nostra associazione: il giornale, quella carta che ci ha accompagnato dal giugno del 2010, un foglio che non ha mai accettato alcun contributo pubblico. Decidemmo di dotarci di questo affilato strumento per sconfiggere l’apatia culturale, l’indifferenza informativa e l’immobilismo politico che contraddistingueva la nostra comunità e per larghi tratti ci siamo riusciti. Potevamo arrenderci ma non l’abbiamo fatto. Siamo fatti così. A noi la vita ci ha donato il senso della comunità, della partecipazione, della lotta. E lo si sa: da grandi doni derivano grandi responsabilità. Per questo abbiamo deciso di ribadire la nostra alleanza, di levare nuovamente gli scudi e rilanciare la nostra iniziativa. Mettiamo di lato, dunque, la carta stampata (no, non vuole essere un abbandono), ma non la scelta di esserci, di dire la nostra senza sottrarci al dibattito, anzi, alimentandolo. Non potevamo violentare il nostro talento e la nostra passione, per questo da qualche tempo abbiamo pensato ad un nuovo progetto per dare linfa nuova al nostro cammino, trovando forme di impegno innovative. È con questi propositi che nasce il nuovo progetto editoriale online dell’associazione Symmachia. Ripartiamo da qui, ripartiamo da quest’avventura per dare linfa vitale prima di tutto a noi e poi a chi ci sta intorno. Ripartiamo dall’esigenza di informare. Ripartiamo dalla conoscenza, dalla crescita culturale, che è l’unico strumento capace di far prendere la consapevolezza necessaria per tentare di cambiare le cose, di rivoluzionarle. Nel fare ciò, abbiamo la necessità del contributo di quanti vorranno tentare di riannodare i fili del dialogo. Serve il contributo di tutti, serve una alleanza ancora più larga, una rinnovata Symmachia che presti la sua voce alle grida di disperazione di una agonizzante comunità per poterle trasformare in proposte concrete. Noi ci siamo.

Psicosi-meningite, parla l’esperto: “nessuna epidemia, casi in diminuzione”

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“Non c’è alcuna emergenza sanitaria sulla meningite e nessun problema di approvvigionamento dei vaccini. A parlare a Symmachia è il dottor Agatino Bruno, dirigente medico dell’U.O. “Igiene e Prevenzione” del distretto sanitario di Adrano. “Siamo in presenza di un’ingiustificata psicosi, non c’è alcun allarme. – spiega il dottor Bruno – I casi di meningite sono in linea coi numeri degli ultimi anni”.

Intanto, da diversi giorni, anche tra Adrano e Biancavilla, si assiste ad una vera e propria corsa ai vaccini. “Dalla fine di novembre, l’affluenza in ambulatorio si è triplicata – ci spiega il dottor Bruno – con questo allarmismo, tutti vogliono vaccinarsi, creando code. Il paradosso sono gli anziani che, pur non rientrando nella fascia a rischio, sono disposti a pagare il ticket per fare il vaccino. Prima, superata l’età limite, nessuno era interessato a farlo. Noi, negli ambulatori di vaccinazione privilegiamo le fasce d’età a rischio: se ci sono 10 vaccini, diamo priorità ai bambini. Gli ambulatori erano preparati ad una certa affluenza, ma con questi numeri è ovvio che i vaccini finiscono. Nel giro di qualche giorno, in settimana, i vaccini torneranno disponibili ad Adrano: 3000 dosi di vaccino sono disponibili nei centri per le vaccinazioni dell’ASP di Catania”, assicura il dottor Bruno.

Ma cos’è la meningite? Prima di tornare a quanto ci ha raccontato il medico del distretto di Adrano, proviamo a fare chiarezza.

La meningite è una grave malattia del sistema nervoso centrale, dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane protettive che rivestono l’encefalo e il midollo spinale. Tali infiammazioni si ripercuotono sul cervello con conseguenze-limite, come la morte, oppure possono essere causa di sordità, paralisi motorie, ritardo mentale, epilessia. L’eziologia è generalmente di tipo batterico e virale, solo occasionalmente di natura neoplastica, autoimmune, dovuta a lesioni fisiche o per il consumo di farmaci (iatrogena).

La forma batterica è la più pericolosa, gli agenti eziologici sono la Neisseria meningitidis (il più temuto); lo Streptococcus pneumoniae (agente della polmonite invasiva); l’Haemophilus influenzae; ma anche il bacillo della tubercolosi, stafilococchi, streptococchi e batteri coliformi che non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva.

La gravità di una meningite è molto variabile: da forme asintomatiche o subcliniche, ad episodi fulminanti, che mettono a rischio immediatamente la vita e si configurano come emergenze mediche.

I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea, vomito e irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali. Tipici segni collaterali sono anche la diminuzione dello stato di coscienza, con senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed episodi convulsivi.

La diagnosi di meningite consiste nell’analisi del liquido cefalorachidiano, il fluido racchiuso tra le meningi e il sistema nervoso centrale, che può essere prelevato con l’esecuzione di una puntura lombare e l’inserimento di un ago nel canale vertebrale. La meningite virale viene trattata con farmaci sintomatici, antidolorifici e anti emetici (contro il vomito). La meningite batterica prevede il trattamento con Penicillina. per i pazienti impossibilitati ad assumerla, può essere utilizzata una cefalosporina ad ampio spettro o il cloramfenicolo.

 

Torniamo all’intervista al dottor Bruno.

Siamo di fronte ad un’epidemia reale o ad una mera influenza mediatica?

Nel 2016 – spiega il medico del distretto di Adrano – sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-2014, ma in diminuzione rispetto al 2015. Anche i casi di meningite dovuti ad altri germi sono in discreta diminuzione rispetto al biennio passato. C’è un’esagerazione mediatica che ha dato via alla “corsa al vaccino”. L’allarmismo si è creato per una serie di coincidenze: i casi di meningite, nell’anno appena passato, si sono concentrati in un tempo ristretto e hanno riguardato nello specifico la Toscana.

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, quali sono gratuiti in Sicilia?

Esistono tre tipi di vaccino. In Sicilia, la vaccinazione per il meningococco prevede un protocollo gratuito. Il vaccino contro i meningococchi A C W-135 Y  (tetravalente) dai 12 ai 30 anni, dal compimento del 31° anno di età, si paga un ticket di 46€; il vaccino contro il meningococco C fra i 13 e i 15 mesi di vita; il vaccino contro il meningococco B fino ai 2 anni, si fanno tre dosi più una (per i bambini nati dal 1° gennaio 2015): la prima al 4° mese; la seconda a 2 mesi dalla prima; la terza tra 7° e 8° mese e richiamo fra 13° e 15° mese di vita, ma differito dal vaccino per il sierogruppo C.

Le fasce d’età più a rischio sembrano essere i più giovani.

Sì, i vaccini sono sempre consigliati per i bambini nel primo anno di età e per i più giovani. Gli adolescenti che, ad un anno, sono stati vaccinati faranno il richiamo per il sierogruppo C a dieci anni di distanza dal primo vaccino. Oppure, faranno il vaccino tetravalente. I giovani frequentano posti affollati: discoteche, pub. La trasmissione avviene come per l’influenza, con i baci, con colpi di tosse, attraverso le goccioline di saliva. I soggetti più esposti sono loro.

E chi non è mai stato vaccinato?

Il bambino che non ha fatto il vaccino, nei primi due anni di vita, può in qualsiasi momento sottoporsi a vaccinazione. Molte volte capita che bambini, secondo calendario vaccinale, dovrebbero presentarsi in un determinato mese, e per disattenzione da parte dei genitori o del pediatra vengano in ambulatorio mesi dopo l’appuntamento fissato. Il vaccino lo facciamo, e invitiamo gli assistiti ad essere più puntuali.

Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati, la vaccinazione dipende tanto dall’età. A 80 anni non ha più senso sottoporsi a vaccinazione. Invece, per un giovane, che rientra nella fascia a rischio, è sempre consigliato farlo, perché più esposti a fattori di contagio.

Lei vanta un’esperienza trentennale sul fronte dei vaccini: si riscontra una variazione del numero di vaccinazioni negli ultimi anni?

In questi anni, c’è stato un calo di vaccinazioni, dal 94 % al di sotto dell’89%, dovuto a vari motivi: dai pediatri e dai medici generici che praticano l’omeopatia, a chi sconsiglia di fare il vaccino.

Ritengo che i medici generici convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale per la medicina ufficiale non possano praticare medicine alternative non ufficiali. Una controindicazione per il vaccino potrebbe essere la febbre, ma in ambulatorio una simile concomitanza. Dato questo calo di vaccinazioni, sono a favore dei provvedimenti presi dal ministro Lorenzin: dal 2017, per iscriversi all’asilo e alla scuola elementare sarà necessario presentare il certificato di vaccinazione.

Proposte Symmachia: giochi per disabili e defibrillatori nelle scuole

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Giostre per bambini con disabilità in qualche piazza e defibrillatori in tutte le scuole.

Sono le proposte presentate, ieri, in modo congiunto, dall’Associazione Culturale Symmachia e dal Leo Club Adrano, Bronte, Biancavilla al sindaco Pippo Glorioso, nell’ambito del “Bilancio partecipato”, lo strumento ideato dall’Amministrazione comunale di Biancavilla per finanziare e realizzare le proposte dei cittadini.

A farsi portavoce delle iniziative, originali e innovative per il territorio, sono stati Flavio Randazzo del Leo Club e Vincenzo Ventura di Symmachia, per dare seguito alle attività di sensibilizzazione portate avanti dalle due realtà associative.

In particolare, il Leo Club è impegnato nel progetto nazionale “Kairòs” che prevede l’installazione di giostrine per diversamente abili, per favorire una piena integrazione sociale, a cominciare dai più piccoli, e rendere, così, la città a misura di tutti. Non a caso, la referente regionale del progetto “Kairòs” è Martina Platania del Leo Club Adrano, Bronte, Biancavilla.

Le associazioni hanno pure segnalato quelle che potrebbero essere le attrezzature ludiche adatte a creare un vero e proprio parco giochi per bambini, senza alcuna barriera e distinzione. L’area che potrebbe ospitarle potrebbe essere – secondo Randazzo e Ventura – piazza Falcone e Borsellino, nel popoloso quartiere di viale Europa e della parrocchia SS. Salvatore, piazza accessibile in modo agevole a tutti.

L’altra proposta delle due associazioni mira a dotare tutte le scuole di Biancavilla dei defibrillatori, facendo seguito alla campagna di sensibilizzazione su queste apparecchiature salva-vita nei luoghi pubblici, seguita negli ultimi anni da Giuseppe Foco e Calogero Rapisarda di Symmachia, per rendere maggiormente sicura la permanenza di studenti, docenti e personale scolastico durante l’attività didattica.

Adesso, le proposte sono al vaglio del sindaco Glorioso e degli Uffici per verificarne la fattibilità e, già nei prossimi giorni, potrebbe arrivare la decisione del Comune.

“Biancavilla potrebbe essere tra le prime città in Sicilia ad avere un parco giochi per disabili e le scuole con i defibrillatori. – spiegano Flavio Randazzo e Vincenzo Ventura – Sono interventi utili e necessari per quelle comunità che vogliono investire in modo concreto nella crescita socio-culturale, nella sicurezza e nel futuro. Secondo noi, lo strumento del “bilancio partecipato” potrebbe essere l’occasione giusta. In quest’ottica, le nostre associazioni portano avanti il loro impegno volto a valorizzare ciò che appartiene a tutti, per rendere la nostra città un posto migliore”.

Nino Lombardo nella segreteria provinciale Uila

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È da oggi componente della Segreteria provinciale della Uila-Uil di Catania, il sindacalista Nino Lombardo, segretario della Uil di Adrano, la cui sede si trova in via Duca di Misterbianco, a pochi passi dal Teatro “Bellini”.
Si tratta di un importante riconoscimento al lavoro svolto in questi anni da Lombardo per l’intera categoria dei lavoratori agricoli, per la loro tutela e per l’assistenza garantita.
La nomina di Lombardo è avvenuta, questa mattina, all’unanimità, su proposta del segretario generale della Uila siciliana e attuale segretario di Catania, Nino Marino .
Lombardo ha la delega relativa al fenomeno del Lavoro nero e del Caporalato, temi su cui, proprio la Uila di Adrano ha acceso i riflettori realizzando un docu-film di denuncia, proiettato in tutta Italia.
L’Associazione Culturale Symmachia esprime grande soddisfazione per il prestigioso incarico affidato dal sindacato all’amico Nino Lombardo che ha sempre dato prova, grazie anche al supporto della equipe del sindacato di Adrano, di dedizione e impegno a difesa dei diritti dei lavoratori, non soltanto dei braccianti, ma ampliando i servizi sella struttura al mondo dell’edilizia, della scuola e dei giovani. Siano convinti che saprà svolgere al meglio con responsabilità e serietà questa nuova sfida.
La nomina di oggi ci rende orgogliosi della appartenenza di Nino nella nostra associazione.

“Rifiuti e vasche in eternit lasciate dal Comune al Commissariato di Polizia”, scatta denuncia

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Se confermata, la notizia resa nota dal Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) sarebbe clamorosa, ai limiti della decenza. “Il Comune di Adrano nei locali del Commissariato di Polizia di via Della Regione ha depositato rifiuti e addirittura vasche e lastre in materiale eternit” è quanto afferma in un comunicato stampa – diffuso da Video Star – dal segretario del Siap Tommaso Vendemmia che ha depositato una denuncia al Ministero dell’Interno e al Questore di Catania per sottolineare i rischi, divenuti insostenibili, ai quali, quotidianamente, sono esposti gli agenti in servizio. E’ una storia vecchia, più volte denunciata dall’Associazione Culturale Symmachia: già nell’agosto 2013, alla prima riunione del Consiglio comunale e poi ripresa in diversi interventi dalla prof.ssa Angela Anzalone, durante la sua brevissima esperienza di vicesindaco, quando, su sua iniziativa, venne disposto un sopralluogo dei tecnici per assicurare celeri interventi per la messa in sicurezza dell’edificio, valutazioni e interventi che – a quanto sembra – non sono stati mai presi in considerazione e, quindi, mai effettuati, dopo le dimissioni dalla Giunta Comunale della prof.ssa Angela Anzalone e del prof. Maurizio Zignale.

Adesso, suona come un campanello d’allarme, l’ennesimo in verità, lanciato direttamente dal Sindacato di Polizia.

“I poliziotti sono costretti a lavorare in luoghi off-limits, con pericoli di cedimenti e addirittura depositi di amianto in soffitta – si legge nella notizia riportata da Video Star che riprende lo sfogo del sindacalista Vendemmia – Rimane il pericolo della contaminazione, rimangono situazioni paradossali e fuori legge prodotte da due Istituzioni: Comune e Amministrazione della Polizia di Stato. Scongiurando il peggio, adesso il pericolo potrebbe essere una chiusura totale. Una sorte insomma simile a quella subita da Caltagirone. Ci auguriamo che si agisca in fretta poiché esiste la possibilità che la polizia chiuda anche ad Adrano per la felicità dei delinquenti”. 

Foto copertina: Video Star

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