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Bacheca - page 14

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Saluti da Biancavilla

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Una cartolina. Uno scorcio eloquente di piazza Roma e dello stato in cui versa la città di Biancavilla.
Si affoga nell’immondizia, dopo 7 giorni di vera emergenza. Continuano ad incrociare le braccia gli operatori ecologici che aspettano parte della mensilità di settembre, a differenza dei colleghi di Adrano che, dopo l’emergenza del mese scorso, hanno ottenuto la mensilità piena.
Quella di questi giorni a Biancavilla, così come a Santa Maria di Licodia, Belpasso, Gravina, è un’emergenza senza senso perchè “il Comune di Biancavilla ha rispettato le regole, è assolutamente in regola con i pagamenti”, puntualizza il sindaco Pippo Glorioso. 
Come Glorioso, i cittadini sono stufi di fare i conti, quasi ogni mese, con il fallimento della gestione di raccolta dei rifiuti, servizio affidato all’Ato “Simeto Ambiente” e al Consorzio Simco.
Ancora una volta Symmachia invita le Istituzioni ad una piattaforma comune per uscire fuori dall’Ato e la società civile ad una grande mobilitazione contro i rifiuti per strada, contro le bollette illegittime, contro gli accertamenti immotivati, contro un sistema che sta piegando le nostre comunità.

Il maestro Coco “Cicerone” tra le sue opere per un giorno solo per Symmachia

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Un viaggio guidato nelle opere di uno dei più grandi vignettisti contemporanei. Parliamo del maestro biancavillese Giuseppe Coco che, alcuni anni fa, ha voluto fare dono alla sua città natale, Biancavilla appunto, di ben 86 tavole che rappresentano patrimonio del Museo satirico e umoristico di Villa delle Favare.
E sarà proprio il maestro Coco a fare da “cicerone” tra le sue opere per la prima volta in assoluto solo per Symmachia, domani pomeriggio, giovedì 14 ottobre, alle ore 16,30 presso Villa delle Favare. 
Un appuntamento di grande respiro culturale che Symmachia per volere del prof. Dino Sangiorgio, ha voluto promuovere a Biancavilla, aperto ai giovani, agli artisti, agli appassionati. Un modo per parlare di arte, di cultura, di società, di oggi.
Il prof. Sangiorgio, con il contributo dei partecipanti, realizzerà un’intervista-happening che verrà pubblicata, in esclusiva, per il giornale Symmachia, in distribuzione gratuita nelle prossime settimane.
All’incontro di domani, previsto anche il saluto del Sindaco di Biancavilla, dott. Pippo Glorioso.
Il maestro Giuseppe Coco, nato a Biancavilla nel 1936, ha vissuto e lavorato a Milano dal 1960 per poi tornare nella sua Biancavilla dove nel 2006 ha festeggiato i suoi primi settantanni con la partecipazione di tanti artisti di fama mondiale.
Coco è il vignettista italiano di maggior diffusione in giornali di tutto il mondo. Alle circa ventimila vignette in bianco e nero e al migliaio a colori si devono aggiungere tanti lavori di illustrazione per l’editoria e per campagne pubblicitarie e un’opera da pittore non largamente diffusa, ma niente affatto marginale. Tra i suoi libri: I satiri, E grave, dottore?, Vip costumi e scostumi sono i maggiori successi pubblicati anche in Francia, Germania, Olanda, Spagna, Portogallo.
Ha vinto alcuni dei più prestigiosi premi internazionali di umorismo.

Adrano, scheletri di via Della Regione fatiscenti e pericolosi

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L’Associazione Symmachia ha recentemente partecipato ad un incontro svoltosi alla Sangiorgio Gualtieri. Incontro abbastanza propositivo, volto soprattutto alla riqualificazione del quartiere. Incontro bello ed entusiasmante perchè era possibile percepire da parte degli abitanti la voglia di dare una impostazione diversa e agli spazi e alla qualità di vita del quartiere. Una fiammella è stata accesa e si spera che diventi un fuoco divampante. Nei giorni successivi si discuteva con i componenti della nostra associazione sull’incontro. Si scandagliavano con la mente tutti gli spazi a nord del paese, spazi da utilizzare, spazi da riconvertire, spazi da trasformare e da mettere a disposizione della città o tutt’al più a disposizione del quartiere. L’ attenzione cadeva su delle strutture giacenti da tempo immemore incompiute: gli scheletri in cemento armato a ridosso delle case popolari di via Della Regione. Dopo aver effettuato un sopralluogo e preparato un dossier fotografico, si disquisiva e si ipotizzava su cosa proporre. Tre le possibili soluzioni, una quarta sarebbe poi quella di discuterne con l’ufficio tecnico o anche con l’Associazione “Laboratorio Simeto” per affrontare il problema come è stato fatto con la via Roma insieme alla città e al quartiere. Torniamo alle tre soluzioni:

1.  imporre all’Istituto Case Popolari di rifare  la struttura se l’immobile gli appartiene;

2.  imporre la demolizione così come fatto con lo scheletro della Chiesa Madre e recuperare lo spazio da donare al quartiere al fine di promuovere attività varie;

3.  trasformare  la struttura utilizzando i fondi europei per la riconversione e la riqualificazione degli immobili esistenti.

Noi non sappiamo a chi appartengano questi scheletri, ma crediamo, però, giunto il momento di decidere cosa farne. Anche perchè ormai fatiscenti e pericolosi rappresentano una minaccia per i tanti bambini che dopo aver superato la rete di recinsione ormai rotta vi si recano per giocare.

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Clicca sull’immagine per visualizzare il dossier fotografico.

Emergenza rifiuti Adrano: Intervenga il prefetto

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“Troviamo imbarazzante e vergognosa l’emergenza rifiuti che per l’ennesima volta soffoca le nostre comunità e che sfocia nell’ennesima protesta degli operatori ecologici. Non è più rinviabile l’intervento del Prefetto e delle Istituzioni”.

A dichiararlo sono il consigliere comunale Udc di Adrano Giuseppe Palazzotto, l’Associazione Symmachia Adrano-Biancavilla e Obbiettivo Adrano che stanno elaborando un dossier fotografico sull’attuale situazione di emergenza ad Adrano, dossier che verrà inviato al Prefetto e alle Istituzioni.

“Questa emergenza è sintomo dell’incapacità politica ai vari livelli nel gestire ed affrontare tale situazione. – si legge nella nota – Ormai da anni si assiste a discorsi fiume ma ad oggi non si sono visti né risultati, né risposte concrete, come del resto dimostrano le bollette salate ed illegittime che arrivano di continuo e il degrado ambientale causato dalle montagne di rifiuti, che, da tempo, arredano le nostre città, allietando il nostro quieto vivere e risultando dannose alla salute dei cittadini.”

Il consigliere Palazzotto, Symmachia e Obbiettivo Adrano ritengono assolutamente “non rinviabile l’intervento urgente del Prefetto, del Presidente della Regione, Lombardo, degli Assessori regionali e provinciali al ramo, dei Sindaci affinché si attivino celermente per la risoluzione di un problema che da molto tempo ormai si protrae, causando gravi danni alla salute dei cittadini ed all’ambiente.

Inoltre,  chiediamo, al Sindaco di Adrano Pippo Ferrante, vista l’emergenza ambientale e sanitaria, l’immediata chiusura delle scuole fino a quando i cumuli di spazzatura verranno rimossi. La salute viene prima di tutto.”

 

Adrano, 23 settembre ’10

 Il Consigliere comunale Giuseppe Palazzotto

L’Associazione Culturale Symmachia

Obbiettivo Adrano

 


Clicca sull’immagine per visualizzare il dossier fotografico.

Quando la politica non bonifica le discariche… l’aria diventa irrespirabile!

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Così come sosteneva don Luigi Sturzo, il  primo canone dell’arte politica dovrebbe basarsi sull’essere franco e nel fuggire dall’infingimento.

Vorrei partire da questo pensiero che non è mio, ma che faccio mio solo per il fatto che ricoprendo una carica istituzionale nella città in cui vivo ed opero, vengo etichettato come “politico”. Prima di questa esperienza vivevo la politica da molto lontano,  con molta spensieratezza e superficialità, diciamo che ero molto distante dalle migliaia di sfaccettature ed intrighi che essa ha. Ma, oggi che sono dentro a questo sistema, cerco di allontanarmi giorno dopo giorno,  non perché voglia pentirmi della scelta che con coraggio, convinzione e sacrificio  ho fatto, ma perché in questo sistema balordo ed anomalo c’è sempre qualcuno che appena può cerca di “ fregarti o macchiarti le carte”, tant’è che non appena l’aspetti, fa di tutto per infilare qualche cadavere nel tuo piccolo armadio, fregandosene dell’etica e della morale altrui e con la consapevolezza che tanto egli di armadi in cantina ne ha a volontà e tutti pieni di scheletri.

Si dice che il silenzio è d’oro, specialmente in politica, ma il silenzio è espressione di libertà, di compiacimento o di rassegnazione? Oggi specie nella nostra città c’è troppo silenzio, gli unici a parlare sono i politici, che parlano troppo, ma non si capisce se usano verità, mezze verità, verità apparenti, infingimenti o menzogne.

Il politico Adranita di oggi, o meglio il politico di bassa leva che questa città ha prodotto, non vive ed espleta la politica con la “P” maiuscola. Sa solo avvelenare l’aria ed accusare tutti quelli che ostacolano il proprio cammino.

In questa città, nell’ormai lontano e fatidico 2008, abbiamo assistito ad una rivoluzione liberale e culturale senza precedenti, in cui ogni soggetto della città, politico e non, rosso o nero che fosse, ha dato il proprio contributo al fine di ottenere un cambiamento di marcia che la politica negli anni passati non è mai riuscita a fare. Mi chiedo allora se le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti o se le rivoluzioni sono dettate dal promuovere gli stessi interessi di sempre o dei nuovi interessi !

La domanda nasce spontanea: la politica ad Adrano ha agito ed agisce  per interessi?

A mio modo di vedere, la politica dovrebbe essere l’arte del saper amministrare la città e soprattutto dovrebbe avere il dovere morale ed il compito di colmare quei tanti gap che la città ancora oggi alle soglie del 2011 ha. Non so, se questi gap si debbano attribuire alla scarsa volontà politica ed alle pessime gestioni amministrative che in questa città si susseguono ormai da anni, ma, di una cosa ne sono certo, la politica non permette a questa città di fare il salto di qualità e di raggiungere ciò che altrove si definisce “qualità della vita”. Bisognerebbe allora tutti insieme fare un esame di coscienza in modo da invertire la tendenza negativa che ormai da troppo tempo affligge questa città, ed iniziare a volare alto in modo da percorrere strade migliori che permettano di riequilibrare la città, le sorti di chi ci abita e soprattutto appaiarci finalmente con i tempi moderni.

Se una città di quasi 40.000 abitanti non cresce e non si migliora la colpa non è dei cittadini, ma della politica, di chi manovra ed ha manovrato i pupi per anni. Se una città è vittima ed ostaggio dei propri politici, vuol dire che la città non ha speranze. Ma non bisogna perdere la speranza, perché anche se oggi qualcuno non è riuscito a bonificare una  discarica e quindi a rendere l’aria respirabile ed il sito non inquinato, prima o poi ci sarà qualcuno che ci riuscirà. E’ solo questione di tempo!

Sono certo che la mia voce rimarrà presente e per l’ eticità e per la libertà nella vita politica: una voce contro chi inquina da anni costantemente la nostra città.

A tutti gli uomini liberi e forti, a tutte le associazioni, a tutta la società civile, che si sono spesi affinché Adrano voltasse pagina e che in questa grave situazione ed in questo scenario da inferno dantesco sentono alto il dovere di cooperare ai fini supremi della libertà, senza pregiudizi né preconcetti, faccio appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libertà, ma soprattutto  non perdano la speranza nel poter avere una città migliore, diversa, con un po’ più di legalità e senso del rispetto.

Adrano non può rimanere una discarica, va bonificata, ripulita da chi la inquina ed opprime, Adrano deve essere una città libera non schiava dei padrini politici o dei potenti, Adrano deve essere una città vera e produttiva, non succube delle promesse e dei ricatti dei politici o dei potenti, ma soprattutto, Adrano deve essere una città dove l’infingimento non deve più esistere. Bisogna cambiare marcia, avere un nuovo stile ed una nuova mentalità. Bisogna eliminare il doppio concetto che si ha sulla libertà, perché fra coloro che amano la libertà per convinzione e coloro che amano la libertà a parole vi è una grande divergenza. Non si può permettere a nessuno di essere continuo ostaggio della politica, non si può permettere a nessuno di imbrigliare il nostro quieto vivere e soffocare le nostre speranze.

La libertà è come l’aria: si vive nell’aria; se l’aria è viziata, si soffre; se l’aria è insufficiente, si soffoca; se l’aria manca si muore.

Il carattere sacro della vita è ciò che impedisce ad ogni soggetto di uccidere qualsiasi forma di vita.

Pippo Palazzotto

consigliere comunale Adrano

Rosario e don Pino, veri esempi Siciliani

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“Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte!” Parole forti, emblematiche quelle utilizzate da Giovanni Paolo II nel suo anatema contro la mafia nel cuore della Sicilia, ad Agrigento, tra le bellezze naturali della Valle dei Templi, il  9 maggio 1993. Quel grido venne fuori dopo un incontro tra Wojtyla e gli anziani genitori del giudice Rosario Livatino, barbaramente ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre ’90 sul viadotto Gasena, lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre – senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto – si recava in Tribunale. Grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, sono stati individuati i componenti del commando omicida e i mandanti che sono stati tutti condannati.

Rimane ancora oscuro il “vero” contesto in cui è maturata la decisione di eliminare il “giudice ragazzino”, così come lo definirono Nando Dalla Chiesa e il regista Robilant, un giudice ininfluenzabile e corretto. Rosario Livatino è purtroppo solo la terza vittima innocente e illustre di Canicattì. Prima di lui, il 25 settembre 1988, stessa sorte toccò al presidente della Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo Antonino Saetta e al figlio Stefano trucidati in un agguato mafioso sempre sulla Agrigento-Caltanissetta.
Esempio di vita, non solo professionale, ma anche spirituale, al punto che il vescovo di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro tentò di mettere insieme una serie di testimonianze per l’avvio del processo diocesano di canonizzazione, che, ad oggi, comunque, non è stato avviato.
Quello stesso impegno sociale, umano, spirituale che “3P”, padre Pino Puglisi, mise nella sua intensa attività pastorale al servizio della Chiesa di Palermo ed in particolar modo di Brancaccio.
“Me lo aspettavo”, disse don Pino ai suoi carnefici, il 15 settembre, giorno del 56° compleanno.
Dice don Pino: “C’è povertà anche dal punto di vista morale. In molte famiglie non ci sono principi etici stabili, ma tutto viene valutato sul momento, in base alla necessità. Non c’è rispetto per la propria dignità, né per quella altrui. Non c’è rispetto per la proprietà. Da ciò nasce quell’insieme di “trasgressioni legali” – nel senso che la loro illegalità non è neanche avvertita – come il lavoro nero, il contrabbando, lo spaccio di droga, i furti…”
L’Associazione Culturale Symmachia e la testata giornalistica “Symmachia” ricordano con forza lo straordinario esempio di vita del giudice Livatino e di don Puglisi, parafrasando le parole di Giovanni Paolo II: “Lo diciamo ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio”.
 

Rifiuti, vogliono ringraziare…

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Ogni tanto una bella storia, di quelle a lieto fine. Vi chiederete come sia possibile in questa Italia, in questa Sicilia, in questa Adrano. Eppure è così. Seguite i fatti veramente incredibili! Da parecchi mesi gli abitanti di via Papa Luciani in Adrano lamentavano la presenza troppo ravvicinata di cassonetti della spazzatura, con relativo fetore e qualche randagio di troppo. La richiesta di spostarli giunge addirittura al Commissario liquidatore dell’ATO 3. Una” pattuglia” viene  prontamente formata. Assessore, Liquidatore, Abitanti di buona volontà con televisione al seguito si presentano all’appello in via Papa Luciani. Si fà una ricognizione dei luoghi, si decide che, vista la situazione, i cassonetti non ci saranno più. Gli abitanti contenti, per la soluzione adottata, tornano a casa felici. Finalmente qualcosa funziona, i cittadini interloquiscono con i responsabili della città e da loro vengono ascoltati. E poi dicono che bisognano azioni di forza per farsi ascoltare. Assolutamente. Gli abitanti del quartiere ci tengono a ringraziare l’Ato 3, che, se è vero che ci fa pagare bollette esose è anche vero che è pronto ad andare incontro agli utenti. E poi il ringraziamento va a tutti, all’Assessore, al  Sindaco. I cassonetti non si vedono più, finalmente, sommersi da montagne di spazzatura.

Grazie.

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