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Bacheca - page 3

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La Uila di Adrano ospiterà progetto per il sostegno agli immigrati con Oxfam Italia

in Bacheca/News di

Uila-Uil in collaborazione con Oxfam Intercultura Italia aprirà sportelli di supporto burocratico e amministrativo, formativo e linguistico, educativo e di sostegno scolastico nelle sedi dell’organizzazione sindacale a Catania, Adrano, Paternò, Mascali e Fiumefreddo”. L’iniziativa sarà presentata oggi – venerdì 4 – con inizio alle 11 nella sede Uila di via Sangiuliano 365, alla presenza del segretario generale Uila Stefano Mantegazza e dei segretari regionale e provinciale Gaetano Pensabene e Nino Marino, dei segretari regionale e provinciale Uil Claudio Barone e Fortunato Parisi, della presidente di Oxfam Italia Elisa Bacciotti. Parteciperanno anche i sindaci di Catania, Adrano, Mascali e Paternò, il responsabile della Caritas di Catania don Piero Galvano e l’imam della moschea di Catania Abu Touq Mufid insieme con rappresentanti della Direzione Territoriale del Lavoro e dell’Ufficio provinciale.

“Nei nostri centri di servizio – spiega il segretario Uila, Nino Marino – sarà fornita assistenza per ottenere documenti di soggiorno e la ricerca di lavoro, per l’orientamento scolastico, extrascolastico e socio-sanitario, per il sostegno nelle pratiche di ricongiungimento familiare. Sarà disponibile anche una sportello antidiscriminazioni in collegamento con l’Unar nel più rigoroso rispetto dell’anonimato e delle norme sulla privacy, in linea con quanto già oggi la Uila di Catania realizza grazie al numero verde 800974263 contro il caporalato e le nuove schiavitù. Saranno offerti anche corsi di alfabetizzazione linguistica da A0 (analfabeti totali) a B2 e garantite prestazioni di mediazione linguistico-culturale”.

L’aggressione a Victor e l’idiozia del legista-salviniano di Adrano. #noviolenza

in Adrano/Bacheca/News/Politica di

La storia di Victor, giovane nigeriano, aggredito questa mattina ad Adrano, all’incrocio con via Catania, è l’ennesima dimostrazione del degrado morale e sociale che la città sta vivendo. Oltre che di uno spaventoso grado di ignoranza.
Victor è stato aiutato da alcuni automobilisti in transito e da commercianti della zona che, ormai, conoscono il giovane nigeriano: “è un ragazzo tranquillo, si rivolge con tanta umiltà e chiede spiccioli per mangiare”. E’ stato colpito al volto e ferito ad una gamba.
E’ l’odio che genera odio, fomentato anche da imbecilli sciacalli, anche adraniti, che lo fanno per loro interessi egoistici e politici.
Un’altra Adrano è possibile, si costruisce con la volontà e l’impegno di tutti.

Ecco cosa scrive il salviniano ex candidato sindaco

alberio

Per fortuna, il post è stato commentato da decine di utenti di Facebook che hanno condannato le parole del leghista di Adrano.

Si torna a sparare. Attentato fallito o avvertimento? Giallo a Biancavilla

in Bacheca/News di

L’orologio segna le 12 del 2 novembre. A scandire il mezzogiorno della ricorrenza dei defunti sono sei colpi di pistola calibro 7.65 sparati davanti ad un panificio di viale Europa, a Biancavilla. Obiettivo è Giuseppe Mancari, 67 anni, che attendeva la moglie, al ritorno proprio dal panificio. Mancari, noto come “Pippu ‘u pipi”, ne esce illeso: ha la prontezza di ripararsi dietro la sua automobile, una Fiat Stilo. Ad aprire il fuoco sono stati in due, con caschi integrali, fuggiti da lì a breve su uno scooter Honda SH 300. Sembrerebbe che Mancari avesse tentato di inseguire i due.

L’interrogativo è uno: mano inesperta dei sicari o avvertimento di chiaro stampo mafioso? A ciò lavorano i Carabinieri che hanno sentito Mancari, la cui storia personale rimanda agli anni Ottanta, quando “U pipi” sarebbe stato reggente del clan biancavillese, con Giuseppe Longhitano “‘U zizzu”, ucciso a Paternò. Mancari ha scontato il carcere anche in regime di 41 bis per essere poi, da qualche anno, un sorvegliato speciale.  Pare che l’uomo vivesse a Siena fino a poco tempo fa, quando poi ha scelto di tornare a Biancavilla per ragioni personali.

Rimane il fatto che il giallo di Biancavilla ha fatto ripiombare nella paura il centro abitato che, proprio lo scorso anno, ha assistito a due delitti a distanza di 48: prima Agatino Bivona e poi Nicola Gioco, senza contare almeno un altro omicidio sventato, così come emergerebbe dall’operazione “Garden”.

Una scia di sangue che è non sembra, quindi, fermarsi, dall’omicidio del boss Giuseppe Mazzaglia “Fifiddu” a bordo della sua mini-car nei pressi di via Stati Uniti d’America.

C’è da dire che Mancari, proprio all’indomani del fallito attentato, ha svolto la sua giornata in modo assolutamente normale: non si è fatto mancare neppure il caffè al chiosco.

* Foto “Biancavilla Oggi”

“Flash-mob d’amore” in piazza Roma, ecco la sorpresa della fidanzata al futuro marito. VIDEO

in Bacheca di

Atmosfera particolare, ieri sera, a Biancavilla per un flash mob organizzato in piazza Roma da una fidanzata per il suo futuro marito. Una sorpresa d’amore originale che ha acceso di entusiasmo l’intera piazza che stava per riempirsi di giovani, come accade quasi ogni sera. Che qualcosa di diverso, però, stesse per accadere lo si intuiva dalla crescente presenza di gente, tra cui diversi parenti dei promessi sposi biancavillesi.

Ad incuriosire sono state delle ragazze che, improvvisamente, hanno incominciato a ballare, poi è partita la musica ed infine è comparsa lei, la futura sposa con tanto di velo bianco in testa con in mano alcuni cartelloni con frasi d’amore. La piazza è esplosa in un mix di gioia e commozione.

Ad organizzare nei dettagli la sorpresa è stata direttamente la fidanzata Donatella Galati, insieme alle sue amiche Floriana Catania e Ambra Ricceri. Ignaro di tutto lui, il futuro marito, Dino Scaccianoce che ha assistito, incredulo e con una evidente emozione, alla promessa d’amore della sua lei. Applausi dei passanti al momento del bacio tra i due giovani sposi.

Tutto è stato filmato da Giuseppe Cantarella di Yvii Tv. E’ stato realizzato un video – lo proponiamo a seguire – che sta impazzando sui social network.

Guarda il video

“Lo Stato e la mafia sono due poteri che occupano lo stesso posto. O si fanno la guerra, o si mettono d’accordo”

in Antonio Cacioppo/Bacheca di

di Antonio Cacioppo

Ho avuto, in questi giorni, la malaugurata idea di commentare su Facebook il post di un mio caro ex alunno che si esprimeva sulle tesi del prof. Fiandaca che, in un recente saggio, “La mafia non ha vinto”, sostiene la liceità della trattativa Stato-mafia. Questo ha innescato un dibattito tra coloro i quali sono pro e contro le tesi del Fiandaca.

Devo ammettere che i favorevoli alle tesi del professore palermitano hanno avuto la meglio perchè si sono dimostrati immediatamente più realisti, più moderati, più preparati e perché, depositari, come sono, della verità, hanno marchiato, nei fatti, gli “avversari” di moralismo e giustizialismo.

D’altro canto si tratta di giovani intellettuali ed esperti di diritto e prossimi a diventare classe dirigente… terrorizzante, vero? Per farla breve il dibattito finisce quando uno dei”giustizialisti” getta la spugna con questo commento: “forse voi avete la stoffa per fare gli statisti… io no, io sono un povero ragazzo stufo di vivere in un luogo dove la mafia ha più potere dello Stato… A questo punto Falcone e Borsellino sono dei coglioni: si sono fatti ammazzare per liberare dalla schiavitù mafiosa un popolo che crede legittima la trattativa”. Parole terribili, vere e pesanti come pietre che mi hanno amareggiato e indotto a delle riflessioni sulla condizione culturale dei giovani che, a mio avviso, è diventata una vera emergenza. Non voglio cadere nelle solite banalità, per cui i giovani di una volta erano migliori. Non è così.

La differenza sta, invece, nelle diverse opportunità e nei modelli di riferimento tra i giovani di ieri e di oggi. Non tutti ma una elite di ragazzi di ieri aveva buone opportunità per il proprio futuro, forti di una società che garantiva loro diritti e riferimenti e modelli valoriali come: Nietzsche, Mao, Maritain, Primo de Rivera, Che Guevara, Codreanu, Celine, Del Noce, Pasolini, Marx, Evola, De Benoist, a seconda se si militava a destra, a sinistra o al centro.

A prescindere dall’identità e dell’appartenenza (parole ormai desuete) tutti sognavano un mondo migliore da conquistare con una rivoluzione figlia di una carica utopica che caratterizzava quegli anni “incendiari”. Oggi i giovani hanno nuovi e più attuali modelli, cresciuti come sono a pane e “grande fratello”, ispirano la loro azione a degli intellettuali del calibro della De Filippi e a rivoluzionari come Giletti e si commuovono davanti alla televisione “del dolore” dell’eroina contemporanea Barbara D’Urso. Ma sembrerebbe, per fortuna, che non tutti siano così, i migliori tra i ragazzi di oggi sembra abbiano scelto nuovi riferimenti valoriali, eroi, maestri di pensiero e portatori del nuovo “Verbo anti-antimafia”: il prof. Fiandaca. Si!, avete capito bene da Falcone e Borsellino a Fiandaca. Ma chi è questo nuovo Maitre a penser per questi giovani?

E’ l’estensore di alcuni saggi dove l’autore sostiene che la trattativa Stato-mafia, se mai ci fosse stata, fu lecita anche perché, sostiene il giurista siciliano, servì a salvare molte vite dei cittadini oltre a quelle di alcuni politici. Peccato, però, che non salvo’ uno strenuo oppositore della trattativa: Borsellino.

Vorremmo tranquillizzare l’illustre studioso, in realtà non ci fu nessuna trattativa perché lo Stato aveva concesso in “comodato d’uso” la Sicilia a Cosa nostra in cambio di voti e protezione.

Incredibile l’eventuale trattativa Stato – mafia sarebbe, per questi giovani, lecita. E lo stato di diritto? E i morti ammazzati? Non importa. Ma la cosa più incredibile non è tutto questo, cioè che un candidato trombato alle elezioni europee come Fiandaca che si avvale, nella stesura dei suoi libri, dell’avvocato Enzo Musco, difensore di Mori, sostenga le tesi sopraddette ma che alcuni giovani stiano dalla sua parte. Questi giovani – dispiace dirlo – sono la prova provata di un decadimento intellettuale morale e culturale.

Viene da pensare che questi ragazzi fanno delle scelte simili per non pensare, sembrano vivere nell’attesa, in uno stato di sospensione. Non reagiscono al disfacimento morale e sociale, si adeguano al conformismo e all’egoismo, al pensiero unico e diventano “complici”dei loro carnefici, proprio così “complici dei loro carnefici o ancora meglio complici dei nostri carnefici.

In una realtà come quella italiana fatta di macerie morali, in assenza di conflitti e di reazioni alle iniquità e alla precarizzazione delle loro vite, questi giovani, terrorizzati dal loro stesso conformismo cercano una fuga, cercano di inventarsi nuovi “eroi” per allontanare le paure provenienti dall’incapacità di progettare il futuro. I giovani stanno male, sono fragili, il loro male, però, non è esistenziale il loro male è la mancanza di valori: il Nichilismo.

Il nichilismo provoca loro disorientamento, incertezza per l’avvenire, depressione. Non hanno sogni né speranze, né fiducia in sé stessi, appartengono ad un tempo che Miguel Benasayag ha definito “L’epoca delle passioni tristi”.

Ecco, forse, la loro caratterizzazione più specifica è la tristezza. Ma fino a quando ci saranno ragazzi ancora capaci di indignarsi, (“sono stufo di vivere in un luogo dove la mafia ha più potere dello Stato”), di stupirsi del fatto che altri giovani siano in preda al nichilismo, vale la pena impegnarsi per aiutare le nuove generazioni ad uscire dalle secche etiche in cui è precipitata la società. Fino a quando il salone di Villa delle Favare si riempirà di giovani per ricordare Falcone (leggi il post dell’iniziativa di Symmachia) e si percepirà forte, fortissima l’emozione, che alla fine della manifestazione si è trasformata in pianto di commozione e di rabbia, allora per quelle lacrime varrà la pena lavorare per creare le condizioni per una vera e rivoluzione culturale e generazionale. Io amo questi ragazzi. Io amo Falcone e Borsellino.

Trionfo per l’Orchestra “Sturzo” di Biancavilla: primo posto al Concorso nazionale “MusicalMuseo”

in Bacheca di

E’ l’Orchestra della scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla la vincitrice della quinta edizione del concorso nazionale “MusicalMuseo” di Caltanissetta. I giovani musicisti biancavillesi hanno conquistato il meritatissimo primo posto assoluto della categoria “Orchestre”, riuscendo ad affermarsi con il massimo punteggio (100/100) tra le 50 scuole giunte da diverse parti d’Italia.

Nel 2015, il Concorso di Caltanissetta, promosso dal maestro Mirko Gangi, è stato l’unica rassegna per le scuole medie ad indirizzo musicale ad ottenere il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco.

I brillanti musicisti della “Sturzo”, domenica scorsa (17 maggio), al Teatro Margherita, hanno proposto un repertorio di tutto rispetto: Opera da 3 Soldi, La Cavalcata delle Valkirie,Kaiserwlazer e Jeux d’enfants.

Il nutrito gruppo di Biancavilla è stato guidato dal dirigente scolastico, il prof. Mario Amato, e dai docenti del Corso ad Indirizzo Musicale Marcello Mammoliti (flauto, sax e direttore d’orchestra), Edoardo Priscimone (clarinetto), Salvatore Coniglio (pianoforte e direttore d’orchestra) e Rossana Nicosia (violino).

Dunque, la bacheca dei successi dell’Orchestra “Sturzo” si arricchisce di un nuovo prestigioso premio, nel contesto, peraltro, dei festeggiamenti per il 50° anniversario dell’apertura della scuola media, avvenuta nell’anno scolastico 1964-1965.

Ancora una volta è stata vinta la sfida della “Sturzo” di Biancavilla, quella di puntare sulla formazione musicale, sull’insegnamento di uno strumento che, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, riesce a coinvolgere tanti giovani studenti. Per molti di loro, l’Orchestra della scuola media ha rappresentato una vera e propria “palestra” in cui allenare il talento: non a caso, diversi giovani hanno proseguito gli studi, presso Accademie e Conservatori, tanti sono già stimati docenti di musica, apprezzati musicisti. Per gli altri che hanno intrapreso strade di vita diverse, l’Orchestra ha rappresentato, comunque, un luogo di aggregazione, di socializzazione, di crescita, un ricordo che si porterà nel cuore.

Vincenzo Ventura

GALLERY

(clicca per ingrandire)

Foto: Radio Cl1

Oltraggio alla memoria: ridotto a pattumiera il Monumento dei Caduti di Adrano

in Bacheca di

E’ desolante lo stato in cui si trova il Monumento dei Caduti di piazza Armando Diaz, ad Adrano, a pochi passi dalla chiesa Maria SS. degli Angeli dei frati Cappuccini.

Le foto -diffuse sui social network e lanciate dal profilo Facebook di Symmachia – sono eloquenti: decine di bottiglie di birra, bottiglie di plastica, lattina, erbacce e quant’altro ricoprono, quasi come un tappetto, le fatiscenti aiuole che costeggiano l’antico monumento.

Ricerca sul cancro, domani in piazza a Biancavilla l’azalea per la festa della mamma

in Bacheca di

Anche a Biancavilla sarà possibile effettuare una donazione a sostegno della ricerca sul cancro nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Airc in molte piazze d’Italia.

Nel giorno della festa della mamma sarà possibile acquistare un’azalea con un contributo che verrà destinato a favore dell’Airc per continuare la preziosa attività di ricerca.

In piazza Roma verrà allestito uno stand con i volontari dell’Airc guidati dalla referente locale, la prof.ssa Rita Crispi. Lì sarà possibile ricevere informazioni utili e acquistare la pianta.

Già lo scorso anno, l’iniziativa a Biancavilla ha visto una significativa adesione con circa cento azalee distribuite e con altrettanti contributi, segno di tanta generosità.

Invitiamo, pertanto, tutti domani mattina, 10 maggio, in piazza Roma a Biancavilla.

Oltre 4000 euro al giorno per rifiuti e pulizia del padiglione Sicilia all’Expo di Milano

in Bacheca di

Volete dare l’opportunità alle aziende e alle imprese agroalimentari siciliane di partecipare all’Expo di Milano? Bene, intanto sborsate un contributo in rapporto alla popolazione del vostro Comune e poi, se siete un Consorzio di Comuni o un Gal, preparatevi a sborsare oltre 4 mila euro al giorno per la pulizia del padiglione e per la raccolta dei rifiuti.

Questa, in estrema sintesi, una delle proposte (indecenti) propinate dalla Regione Siciliana ai Comuni o ai Consorzi e Gal o Gac, Enti che si occupano della promozione delle eccellenze del territorio, oltre che delle tradizioni, del paesaggio e delle possibilità turistiche dei territori.

In Sicilia, non appena si pronuncia la parola “rifiuti” viene da rabbrividire: oltre 4 mila euro al giorno da decurtare al sostanzioso budget messo in campo per offrire un’occasione che, almeno teoricamente, potrebbe essere interessante per quanti lavorano nel settore alimentare. Per non parlare del contributo chiesto ai Comuni, senza aver chiare le finalità di tale intervento economico, questa volta tutto a carico dei cittadini-contribuenti. Quale reale opportunità avrebbe una realtà come Adrano o Biancavilla dall’esborso di una somma di denaro per l’Expo? Quali benefici? Quali interventi migliorativi? Non è dato sapere. Però, in compenso, è possibile provare il gusto di vedere campeggiare in qualche cartellone il logo dello Stemma del proprio Comune. Una grande emozione!

Del resto, le stesse finalità di Expo non sono molto chiare. Non è riuscita a spiegarle neppure il ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi intervistata, proprio nel giorno dell’inaugurazione, lo scorso 1 maggio, dalla giornalista Mirta Merlino durante il programma “L’aria che tira” di La7.

E l’aria è davvero pesante, soprattutto per la nostra Sicilia, al di là delle spese per l’intera realizzazione e delle proposte-ultimatum per gli Enti e i Consorzi che esporranno nelle prossime settimane, nel bel mezzo dell’estate.

Nel frattempo, si è già materializzata una nuova strabiliante impresa per il fallimentare Governo regionale di Rosario Crocetta. Alla numerosa rassegna di magre figure e plateali insuccessi si aggiunge una nuova chicca che ha superato lo Stretto e ha raggiunto il cuore della capitale economica e industriale italiana. Questa volta, però, si sono superati e la figuraccia in salsa siciliana è finita in mondo visione, sotto gli sguardi misti tra curiosità e incredulità di quei fortunati visitatori dell’Expo.

Il padiglione Sicilia ricalca un pò la posizione strategica dell’Isola nel mare Mediterraneo, non a caso è stato dato il nome di “cluster Bio-Mediterraneo”, vista la collegiale partecipazione di Albania, Egitto, Algeria, Grecia, Libano, Serbia, Tunisia. Il delicato ruolo di coordinamento è stato affidato proprio alla Regione Siciliana che, a sua volta, ha indicato il commissario unico nella persona del dirigente regionale ed ex assessore del Governo Crocetta Dario Cartebellotta, per il tramite dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, in quel momento retto da Ezechia Reale, poi sostituito da Nino Caleca.

E proprio Cartabellotta – come viene immortalato nella foto di copertina – è stato costretto a prendere in mano scopa e paletta nel disperato tentativo di ripulire il padiglione Sicilia negli stessi istanti in cui si procedeva al tanto atteso taglio del nastro inaugurale, con l’Inno di Mameli in sottofondo in versione renziana.

Il padiglione Sicilia si presentava sporco e allagato, senza nessuna interessante iniziativa che potesse, sia pure lontanamente, coinvolgere il mezzo milione di visitatori dell’Esposizione milanese.

Dunque, una nuova vergognosa vicenda alla collezione del governatore Crocetta che ha poi minacciato di ritirare l’adesione della Sicilia alla stessa manifestazione internazionale, dopo i fior di quattrini stanziati e le infinite riunioni fiume realizzate.

Nell’assoluta incapacità politico-amministrativa di Crocetta e della sua squadra si potrebbero, rapidamente, ricordare: l’indecente paralisi legata al triste problema dei rifiuti in buona parte dei Comuni della Sicilia: dopo il tanto sbandierato scioglimento dell’Ato (che, per la cronaca, rimane vivo e vegeto senza che siano chiare le funzioni e le finalità) e la nascita delle Srr nulla è cambiato; la annunciata riforma per l’abolizione delle Province (utili semplicemente alla puntuale nomina di Commissari); la colossale vergogna del “click day” legata al Piano Giovani, miseramente fallito a discapito delle legittime attese suscitate in tanti ragazzi, pronti a fare qualsiasi cosa, pur di mettere da parte qualche euro; l’approssimazione nella vicenda dei precari e dei lavoratori forestali.

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