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Battaglie

Amianto. In greco amiantos: incorruttibile, immacolato

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di Gisella Torrisi

“Sotto casa mia” non è solo una canzone o il primo video musicale di Picciotto, rapper del nostro hinterland catanese, nato e cresciuto proprio a Biancavilla e da tempo in collaborazione con Dj-Jad degli Articolo 31. “Sotto casa mia” è un pezzo di denuncia ed il tema è quello più vicino e intrinseco a noi: l’amianto. Reso polvere dalle nostre stesse mani, e respirato anche dai polmoni di chi ancora dovrà venire. Il problema non è così facile da risolvere, sicuramente ci vorranno ancora altri decenni.

Già dai tempi dell’antica Grecia il termine amianto aveva una sua etimologia: incorruttibile; ovvero: che non si può alternare o penetrare. Nella filosofia orientale tutto ciò che la natura dà come immacolato è sacro e non può essere sfiorato perché “basterebbe un solo indice di uomo per trasformare il sacro in demoniaco e nemmeno più di mille mani potrebbero riportarlo di nuovo al suo equilibrio.”

Spesso gli uomini, per anni e purtroppo ancor oggi, si sono sentiti in diritto di utilizzare a loro piacimento tutto ciò che gli sta intorno, senza conoscenza. La modernità ci ha spinto a sentirci in diritto di “violentare”, è così facile sentirsi padroni del mondo, no? No. Ci vuole cultura del rispetto, portandola verso noi stessi la porteremo anche a tutto il resto.
Per decenni fu così violato il monte Calvario, utilizzando come risorsa una delle più pericolose sostanze presenti in natura: floro-edenite, presente nel suolo vulcanico, causa di un elevato numero di morti. Sì è vero, tutto quello che utilizziamo dobbiamo prima conoscerlo, ma questo principio sempre più spesso viene ignorato e a piangere oggi è un’intera cittadina.

Sono stata coinvolta e ho abbracciato quest’idea sin da subito, ancor prima che prendesse forma concreta, perché ho visto tante persone ammalarsi e perché l’ignoranza e la non conoscenza ha purtroppo chiuso nel silenzio per troppo tempo queste vittime: sia nel lutto di chi rimane e sia nel dolore di chi lotta e grazie alle cure alternative riesce a salvarci. In giro, purtroppo, c’è molta sfiducia nella politica ed in questo specifico caso nella sanità. Le esperienze ci portano a dire che le case farmaceutiche rafforzano solo la “malattia” ma esiste ancora chi ci vuole salvare?

Sicuramente sì e sono anche le persone che prima di tutto salvano se stesse e la propria coscienza con correttezza professionale.
Le raccolte fondi servono davvero in questi casi, e non stiamo parlando di quelle in cui spedisci medicine in Africa che distruggono il sistema immunitario, invece di rendere potabile l’acqua. “Sotto casa mia” è un sogno che supera le barriere convenzionali, nato dal dolore di chi ha perso, ma anche di chi ci crede ancora perché ha combattuto e combatte ancora e non avremo vinto finché la nostra cittadina sarà ancora a rischio di alti tassi di morte; oltre che essere testimonianza di un cittadino che ha vissuto da dentro l’esperienza del dolore.

Affinché queste situazioni di disagio e necessità guariscano in riscatto e voglia di crescere, vi è di bisogno una profonda conoscenza del nostro ambiente e uno sviluppo eco-sostenibile; poiché è giunto il tempo che siano gli esseri umani ad adattarsi al pianeta e non viceversa. Bisogna smettere di sopravvivere e pensare che potremmo stare per dieci volte meglio.

“SOTTO CASA MIA”

Precari del Comune di Adrano, Musumeci sblocca la vicenda: “garanzie da Palermo”

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Potrebbe sbloccarsi già settimana prossima, la delicata vicenda dei ritardi dei pagamenti degli stipendi dei 113 dipendenti precari del Comune di Adrano che, nei giorni scorsi, hanno occupato l’Aula consiliare del Comune in segno di protesta: lamentano ben 5 mensilità. Ad intervenire, in modo decisivo, è stato il deputato regionale Nello Musumeci che, proprio questa mattina, ha incontrato l’assessore regionale alle Autonomie Locali Luisa Lantieri.

“L’Assessore – spiega Musumeci in una nota pubblicata da Video Star – si è consultata con gli Uffici e ha fornito ampie rassicurazioni sull’erogazione delle somme previste già settimana prossima in modo che si possano corrispondere alcune mensilità arrestate ai lavoratori in sciopero”.

L’ex presidente della Provincia di Catania e leader di “Diventerà bellissima”, ha già espresso ai lavoratori la “piena e convinta solidarietà e continuerà a seguire la vicenda per tentare di evitare intoppi o spiacevoli inadempienze“.

L’on. Nello Musumeci sarà ad Adrano questa domenica, 8 maggio, alle ore 18, su invito della presidente dell’Associazione Culturale Symmachia, Angela Anzalone, per l’inaugurazione della nuova sede politico-sociale di Symmachia in piazza Umberto.

Il caso dei contrattisti approderà anche in Consiglio comunale, lunedì prossimo, in una seduta urgente, richiesta dalle forze di Opposizione.

Sangiorgio Gaultieri, il video-intervento di Angela Anzalone: “Sindaco impugni l’atto”
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“E’ in atto un tentativo di mercificazione della Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri” di Adrano. Non si può rimanere indifferenti e chi amministra la città ha il dovere morale di sapere cosa accade nella città, piuttosto che fare finta di nulla. E’ una scena che abbiamo visto già nel 2011, quando nell’indifferenza delle Istituzioni e dei partiti politici, Symmachia denunciava il declino di una struttura che ha accolto migliaia di bambini e di ragazzi di Adrano, grazie all’impegno profuso in 50 anni dalle Suore”.

E’ l’intervento di Angela Anzalone, presidente dell’Associazione Culturale Symmachia che chiede un intervento immediato del sindaco Pippo Ferrante per scongiurare la violazione dei fini testamenti dei fondatori Sangiorgio Gualtieri e la gestione privata e imprenditoriale della struttura.

“Noi volevamo realizzare una “Casa Famiglia” – dice Angela Anzalone che ricorda la sua breve esperienza in Amministrazione comunale – ciò avrebbe consentito un utilizzo pubblico della struttura e avremmo abbattuto i costi che tutt’ora il Comune sostiene per pagare le rette dei minori presso altri Enti, fuori Adrano”.

Ma la prof.ssa Anzalone ricorda anche alcuni aneddoti.

“Noi con i giovani animatori della Sangiorgio Gualtieri abbiamo raccolto migliaia di firme, abbiamo incontrato anche l’arcivescovo Gristina e si era individuato un ordine religioso per poter far tornare le suore. Da vicesindaco – sottolinea la prof.ssa Anzalone – mentre mi recavo a Palermo, all’Assessorato regionale per la Famiglia, per costituire la “Casa Famiglia”, mi veniva detto che il Sindaco pensava a trasferire il Commissariato di Polizia proprio alla Sangiorgio Gualtieri. Per non parlare di quando si è diffusa la notizia, mai smentita, della realizzazione di una beauty farm con piscina. Nell’indifferenza di tutti, compresi coloro che, soltanto oggi, si riempiono la bocca di “Sangiorgio Gualtieri”, si è consumato il declino di un grande presidio formativo e di educazione cattolica”.

Da qui l’appello della presidente Anzalone.

“Vogliamo che il Sindaco batta un colpo e si preoccupi della comunità. Chiediamo che possa impugnare l’atto e restituire una struttura che appartiene agli adraniti, scongiurando che si possa risparmiare una indecente e nauseante strumentalizzazione persino dei bambini che soffrono”.

La “Sangiorgio Gualtieri” chiusa: il nulla della Giunta Ferrante e lo sdegno dei cittadini sul web

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E’ stato cliccato e condiviso da centinaia di utenti l’ultimo articolo pubblicato da Symmachia.it sulla Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri” di Adrano che è rimasta ancora chiusa, anche quest’anno, in occasione della festa di san Giovanni Bosco che, per oltre cinquantanni, ha ispirato giovani, bambini e famiglie di Adrano grazie alla straordinaria opera sociale delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice.

Rimane chiusa, vergognosamente, una delle migliori strutture della città. Tutto ciò nel disinteresse della politica e dell’Amministrazione comunale del sindaco Pippo Ferrante che, come è evidente, non è riuscita a sbloccare la situazione. E dire che l’Associazione Symmachia aveva promosso una raccolta di firme, un incontro con l’arcivescovo mons. Salvatore Gristina con cui si era pure trovata una intesa per l’individuazione di un ordine religioso. Ma il disinteresse della classe politica ha prevalso. Almeno fino ad oggi. Non bisogna gettare la spugna. E non la gettano i tantissimi cittadini, utenti di Facebook, che proprio in queste ore, hanno condiviso e commentato il nostro articolo, manifestando tutto il loro sdegno per la drammatica fine di uno dei “gioielli” di Adrano.

Queste le maggiori reazioni raccolte sui gruppi Facebook “Adrano Dreamers” e “AdranoNews”, oltre che nei nostri canali social.

Quanti ricordi quante emozioni passate li dentro, resteranno sempre nel mio cuore, solo le persone che hanno frequentato la Sangiorgio Gualtieri potranno capire”, scrive Roberta Scannicchio. Le fa eco anche Carmy Greco sul profilo di Symmachia: “La casa “Sangiorgio Gualtieri” e’ un ricordo indelebile. Mi sono commossa leggendo questo post, “la mia casa” la casa di tanti miei amici. Le suore, le “nostre suore” i bambini con i pattini e noi che dedicavamo i nostri anni più belli a quei bambini che erano la nostra gioia, la nostra vita”.

Su “Adrano Dreamers”, la community che riunisce oltre diecimila utenti Fb, è chiaro lo sdegno. Scrive Fina Amoroso: “Ce da vergognarsi che ad Adrano quando c’è qualcosa che funziona si fa di tutto per rovinarla grazie a chi e responsabile grazie e ancora grazie”. E poi: “Io frequentavo quel posto, ci sono cresciuta,ho tanti ricordi che restano li,senza piu’ una piccola speranza. L’amministrazione mi ha delusa da quando c’è questo sindaco. Grazie amministrazione avete dato solo il ben servito a questo paese“, sottolinea Maria Castiglione. “Io all’epoca ero un interna che dormivo nel collegio, era una scoperta ogni giorno. Ripeto bellissimo.”, scrive Antonella Tuccio.

Ancora più incisivo Delfo Bulla: “la casa pullulava di giovani e di famiglie che non perdevano occasione di stare assieme.Le suore erano una guida per tanta gente, dalle più umile, ai più agiati. Nello sport, abbiamo primeggiato a livello nazionale, col pattinaggio artistico, ed il nome di Adrano e della PGS Splendor era conosciuto ovunque. Oggi di tutto ciò, non è rimasto nulla,e tanti giovani che avevano un punto di riferimento sono allo sbando.”

Stesso tenore su “AdranoNews”: Era ed è un posto dove i bambini possono stare in compagnia e giocare e studiare. Con le suore salesiane era un ottimo posto”, scrive Tina Lo Cicero. Più rassegnata Mariella  Distefano: ” Quante cose stiamo perdendo ad Adrano peccato”.

Senza Suore e senza bambini: niente festa per Don Bosco alla Casa Sangiorgio-Gualtieri

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 Il 31 gennaio è la festa del “Santo della Gioventù” e fondatore della Famiglia Salesiana. Per Adrano, anche quest’anno, un clima surreale nella storica Casa dei bambini voluta dai fondatori Sangiorgio-Gualtieri. Vi proponiamo un articolo che avevano scritto un anno fa: la situazione non è cambiata. Purtroppo.

Il portone della Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri” rimarrà chiuso, anche quest’anno. Non si sentiranno i canti degli animatori, non si vedranno scorrazzare i tanti ragazzi sui pattini, con le loro magliette colorate. Anche quest’anno non ci saranno quelle energiche donne in abito grigio, con la croce al petto e il velo in testa, che, per oltre mezzo secolo, hanno rappresentato un solido punto di riferimento per la formazione e la crescita di tante generazioni di Adraniti.

Di tutto ciò, purtroppo, rimane un ricordo che, nonostante l’avanzare del tempo, rimane scalfito nel cuore di molti. E non solo per la presenza religiosa garantita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche per il presidio di solidarietà e di legalità in una città martoriata dal dilagante disagio giovanile, da episodi di criminalità diffusa che, come riportano i fatti di cronaca, quasi quotidianamente, trova facile manovalanza soprattutto fra i ragazzi. Probabilmente, Adrano non è messa peggio di tante altre realtà difficili siciliane, ma la perdita di un così importante luogo di aggregazione, di socializzazione, di crescita rappresenta un duro, durissimo colpo, specialmente in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo.

Per Adrano ed in particolare per il popoloso quartiere Monterosso, la “mission” delle Suore andava oltre la semplice presenza nel territorio di una congregazione cristiana, significava qualcosa di più. Rappresentava una determinata controrisposta allo sfilacciamento del tessuto sociale: all’Istituto si pregava, si insegnava ad essere “buoni cristiani ed onesti cittadini”, ma si forniva anche un valido supporto alle famiglie per la formazione dei loro figli. Ciò avveniva attraverso l’insegnamento di discipline, delle attività di doposcuola gratuito. Oppure attraverso lo sport: la pista di pattinaggio fu voluta proprio dalle Suore, così come sono state proprio le Suore a chiedere la realizzazione di ulteriori strutture sportive. O ancora con gli appuntamenti settimanali per la conoscenza della musica, dell’arte, della creatività e – perché no – anche di semplici lavoretti di ricamo. Tutto, poi, si concludeva in estate, con il Grest che contava centinaia di ragazzini, una “stazione di servizio” dove rinfrancarsi per poi riprendere a settembre. Coloro che hanno avuto la fortuna di vivere questi momenti – come chi vi scrive – hanno avuto modo di sperimentare l’amore per il prossimo, l’impegno genuino e volontario per gli altri.

A trasmetterlo non erano soltanto le Suore, ma anche le decine di ragazze e di ragazzi, di madri e padri di famiglia che dedicavano parte del loro tempo libero all’interno della struttura salesiana, con spirito di altruismo e di servizio.

Era questo ciò che Marietta Sidoti e Giovanni Sangiorgio Gualtieri pensavano di realizzare nei terreni di loro proprietà. E lo hanno scritto, in punto di morte, nel loro testamento che l’Associazione Culturale Symmachia ha voluto far conoscere a tutta la città nel 2011.

Chi vi scrive ricorda perfettamente come Symmachia è riuscita a procurarsi, a proprie spese, quel prezioso documento: si era già diffusa la notizia della partenza delle Suore con versioni contrastanti e, in una calda mattina d’estate, con la presidente di Symmachia Angela Anzalone, il prof. Antonio Cacioppo e la prof.ssa Nella Anzalone ci siamo recati presso l’Archivio Notarile di Catania. Dopo un’attenta ricerca tra le carte, è venuto fuori il testamento dei Sangiorgio Gualtieri, in cui, tra le altre cose, viene scritto:

Istituisco e nomino erede universale di tutti i miei beni il Comune di Adrano, all’unico scopo e con l’obbligo categorico d’istituire in Adrano la “Casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri”.
Voglio che il mio patrimonio immobiliare resti perpetuamente inalienabile: dovendosi il solo reddito dedicare al mantenimento della Casa. Ripeto: faccio espresso e categorico divieto al mio erede d’alienare, per qualsiasi ragione, anche un solo metro quadrato delle mie proprietà.
Voglio che l’educazione e l’istruzione di tutti i bambini venga affidata ai Salesiani di Sicilia.
La porta della Casa dovrà essere sempre aperta a tutti i bambini poveri ed abbandonati, primi fra tutti quelli del mio amato paese di Adrano.

Un vero e proprio atto d’amore nei confronti degli Adraniti che, però, non sembra essere stato rispettato a pieno. Al di là della fisiologica carenza di vocazioni, che tocca un pò tutti gli ordini religiosi, non possono essere negati oggettivi contrasti con la Fondazione Sangiorgio Gualtieri. Emblematica fu un debito che le Suore avevano con l’Ato “Simeto Ambiente” di svariate migliaia di euro. Una matassa che, incredibilmente, non si riuscì a sbrogliare. Non si seppe mediare, trovare un punto di incontro, ricercare una soluzione.

La città si mobilitò, Symmachia e gli Animatori fecero pure una raccolta firme (oltre 2500 cittadini firmarono) che venne consegnata nelle mani dell’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina, in occasione di un incontro privato che fu concesso ad una delegazione di Symmachia e degli Animatori. Ma non è bastato.

Ad oggi, tutto rimane fermo, spaventosamente fermo. La Casa è stata devastata da balordi. Così, mentre la famiglia salesiana si appresta, domani, a ricordare don Bosco, ad Adrano si avvertirà con maggiore dolore la mancanza delle suore.

Nel cuore, però, bisogna conservare la speranza. La felice ricorrenza del bicentenario della nascita del padre, amico ed educatore della gioventù possa essere l’occasione utile per riaprire le porte della Casa, attraverso una nuova e responsabile collaborazione tra la Fondazione “Sangiorgio Gualtieri” e le Figlie di Maria Ausiliatrice che, a loro volta, troveranno la certa ed immediata cooperazione degli Animatori.

Solo così si renderà giustizia alle volontà testamentarie dei benefattori per il loro “amato paese di Adrano”.

Video di Symmachia. Appello per la presenza delle Suore ad Adrano

Divano e materasso nella “trazzera” che porta allo Stadio: i soldi ci sono, ma non viene sistemata

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Per l’Amministrazione comunale di Adrano si chiama “opera pubblica”, per le centinaia di automobilisti, camionisti, motociclisti e quant’altro è, più semplicemente, una trazzera. La strada che porta allo Stadio “Dell’Etna”, di contrada Difesa Luna, e allo svincolo per la strada statale 284 si presenta così: stretta, con le buche, erbacce, cassonetti in un angolo, e pure un divano due posti e un materasso semi-nuovi, utilissimi per i momenti di stress e di stanchezza quando si è costretti a fare lunghe file, quando bisogna aspettare la littorina (come si può lasciare un passaggio al livello in una strada strategica!), code a cui devono sottostare, per ragioni evidenti, anche i mezzi di soccorso. Come accaduto, ieri, con un’autoambulanza. E dire che la strada conduce alla pista dell’elisoccorso…

Troppo facile, per l’Amministrazione comunale, trincerarsi dietro il solito squallido e banale motto “non ci sono soldi”. I soldi invece ci sono, per lo meno si cercano. Basterebbe farsi una passeggiata a Palermo e recarsi al Dipartimento della Protezione Civile: diverse strade sono state finanziate attraverso i soldi destinati per le “vie di fuga” dei centri abitati. E la “trazzera dello Stadio di Adrano” è a tutti gli effetti una via di fuga. Basti pensare che l’allargamento e la messa in sicurezza del viale Dei Fiori, a Biancavilla, sono stati finanziati proprio dal Dipartimento della Protezione Civile. Ma al Comune di Adrano non lo sanno. O, forse, lo sanno e non intervengono? E perchè? Qual è il problema? Parliamone, noi come Associazione Culturale siamo pronti a fare la nostra parte.

*Foto di Federico Floresta

Il Fiume chiama, i simetini rispondono. Al Ponte dei Saraceni Symmachia celebra la bellezza

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E’ stata una grande festa, quella che si è svolta domenica scorsa, 5 luglio, al Ponte dei Saraceni in territorio di Adrano, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla. Una festa in cui la gente si è riappropriata del suo territorio, per riscoprire le proprie origini, per coltivare il contatto con la natura, per rinnovare un legame millenario con il Simeto. Con quel Fiume poco valorizzato, spesso da noi stessi bistrattato e ridotto in pattumiera, un luogo, come quello del Ponte dei Saraceni, che autorevoli testate giornalistiche lo consacrano uno dei Ponti più belli d’Italia.

Protagonista della manifestazione anche l'”Aurora dell’Etna”, la meravigliosa farfalla dai colori raggianti.

Il successo è stato al di là delle aspettative: decine di giovani, tantissime famiglie giunte da diverse parti della Sicilia hanno risposto alla “chiamata del Simeto, ideata dai giovani di Symmachia ed in particolare da Gisella Torrisi, Sara Ricca e Noemi Bisicchia, insieme alla presidente prof.ssa Angela Anzalone.

Non solo natura e scoperta dei luoghi, ma anche cultura e arte allo stato puro.

Il primo momento è stato dedicato alla pulizia dei luoghi: armati di guanti e sacchi neri, i più giovani hanno ripulito l’intera area nei pressi del Ponte dei Saraceni, in cui, indisturbati, si trovavano rifiuti di ogni genere che sono stati differenziati, secondo le diverse tipologie. A fine giornata sono stati contati 15 grandi sacchi pieni di spazzatura (bottiglie, plastica, lattine…) destinati all’Isola ecologica.

Poi, spazio alla musica con le chitarre di alcuni escursionisti e alla estemporanea di pittura con diversi artisti che hanno rappresentato, secondo il loro punto di vista, il territorio in alcune tele che verranno successivamente esposte e valutate con un premio simbolico, curato dall’artista Sara Ricca di Symmachia.

Un nutrito gruppo di fotografi e appassionati di fotografia, guidata dal prof. Maurizio Zignale del Laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania, ha poi realizzato centinaia di scatti straordinari, alcuni dei quali verranno proposti nella pagina social di Facebook di Symmachia.

Così, è stata lanciata una sfida anche al caldo, brillantemente superata grazie anche al Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che ha dissetato tutti con spremute di arance, realizzate sul momento, grazie al referente del Consorzio, guidato dal dottor Salvatore Rapisarda, il dottor Francesco Batticane.

La conclusione della giornata è stata affidata al “Poetarum Circus”, uno dei maggiori collettivi di poeti siciliani che ha deliziato tutti con un significativo recital nella spiaggetta del Simeto. Uno spettacolo profondo ed emozionante.

Tra le altre realtà associative presenti: associazione artistico-culturale Agazì con la presidente Maria Grazia Agati, il gruppo scout “Biancavilla 1”.

“Mentre nella piazza di Adrano impazza una indecente polemica tra due falsi contendenti, noi ripartiamo dal territorio, dalla gioia dello stare insieme, facciamo cultura, facciamo arte, facciamo promozione del territorio, grazie alla sinergia con tante associazioni siciliane”, ha detto Antonio Cacioppo di Symmachia.

Sul posto anche le emittenti televisive locali Video Star e Tva, insieme alla web tv di Biancavilla “Yvii”.

GALLERY

Foto di Maurizio Zignale

symmach

Statale 284, a Biancavilla grande partecipazione: in piazza 600 cittadini firmano petizione

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E’ stata una mobilitazione civica che Biancavilla non vedeva da tanto tempo, quella che si è svolta domenica scorsa, 1 marzo, in piazza Roma per la campagna di denuncia e di sensibilizzazione per la strada statale 284, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia.

Come la trafficata arteria mette in collegamento diversi Comuni, fra cui Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia e Paternò, anche le attività di Symmachia hanno messo in rete diverse associazioni e movimenti, soprattutto giovanili. Fra questi il gruppo Scout “Biancavilla 1”, collaborati dagli Scout di Motta Sant’Anastasia, e del gruppo giovanile Yvii di Biancavilla, tutti presenti in piazza per dare, in varie forme, un contributo importante alla causa.

Il bilancio del secondo week-end di “lotta” è, quindi, estremamente positivo e per certi aspetti inatteso: in piazza, complessivamente, in appena due ore sono state raccolte 600 firme per la petizione popolare che verrà inviata agli Organi competenti. In questo numero sono conteggiate anche le sottoscrizioni raccolte presso lo svincolo della statale 284, in territorio di Biancavilla, lo scorso sabato, 28 febbraio. Infatti, sebbene fosse prevista solamente un’attività di volantinaggio per sensibilizzare gli automobilisti, alcuni hanno preferito fermare la loro auto, ascoltare il messaggio dei giovani di Symmachia e apporre la firma in calce al documento.

A firmare anche il sindaco di Biancavilla, Pippo Glorioso che è intervenuto sia presso lo svincolo della statale 284, sia in piazza Roma.

Il motto è sempre lo stesso e condiviso da tutti: “basta sangue sulla statale 284”, gli Scout hanno aggiunto “non si può morire d’indifferenza”, riprendendo lo slogan che Symmachia ha inserito nel video-denuncia appositamente realizzato (e che riproponiamo in questo post).

Adesso, l’appuntamento è rinnovato per il prossimo fine settimana, quando l’Associazione Symmachia si sposterà a Santa Maria di Licodia.

GALLERY – LE FOTO DEL PRESIDIO IN PIAZZA ROMA

GALLERY – LE FOTO DEL VOLANTINAGGIO ALLO SVINCOLO

SERVIZIO VIDEO STAR SUL VOLANTINAGGIO

SERVIZIO TVA SUL PRESIDIO IN PIAZZA ROMA

in attesa di pubblicazione

VIDEO – “NON SI PUO’ MORIRE D’INDIFFERENZA”

Distribuiti oltre mille volantini allo svincolo di Biancavilla. Domani petizione in piazza Roma

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Dopo Adrano, oggi è stata la volta di Biancavilla per la battaglia di denuncia e di sensibilizzazione per la strada statale 284, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia.

Un fine settimana di mobilitazione per chiedere, prima di ogni cosa, la messa in sicurezza della trafficata arteria, teatro di innumerevoli incidenti stradali, anche mortali.

Pomeriggio, i giovani di Symmachia insieme agli scout del gruppo “Biancavilla 1” hanno portato avanti un’iniziativa di volantinaggio nei pressi dello svincolo della “superstrada” in territorio di Biancavilla: oltre mille volantini sono stati distribuiti agli automobilisti in transito.

Durante la manifestazione è intervenuto, sul posto, pure il sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso che ha voluto sottolineare la sua presenza sia nella veste istituzionale, in rappresentanza della comunità biancavillese, sia come semplice cittadino.

Il clou delle attività è in programma domani mattina (domenica 1 marzo) a partire dalle ore 10.30, in piazza Roma, scatterà la petizione popolare: verrà illustrato il documento che potrà essere firmato e, successivamente, inviato agli organi competenti.

Anche all’iniziativa di domani mattina aderiranno gli scout di “Biancavilla 1” e il gruppo giovanile Yvii.

Il “mese di lotta” per la strada statale 284 è stato ideato per chiedere urgenti e duraturi interventi di messa in sicurezza della trafficata arteria, in particolare nel tratto Adrano-Paternò. Proprio questa porzione di strada è stata teatro di innumerevoli incidenti stradali, anche mortali. Fra questi, anche l’incidente in cui ha perso la vita il giovane adranita Salvo Muni: la madre, Angela Migliastro, ha condiviso immediatamente le iniziative di Symmachia. Insieme alla presidente Angela Anzalone, la signora Migliastro ha firmato la lettera che è già stata inviata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Prefetto di Catania, al Presidente dell’Anas, alla Regione Siciliana e ai Sindaci di Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia e Paternò.

LE FOTO DEL VOLANTINAGGIO

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Symmachia porta canna da pesca e canotto per attraversare il lago della Naviccia
LA FOTO AL TG1.
IL VIDEO E LE FOTO

in Battaglie di

Chi l’ha mai detto che, quando piove, contrada Naviccia, ad Adrano, non si possa attraversare?

La soluzione l’ha fornita l’Associazione Culturale Symmachia che, alle 16.15, di domenica 22 febbraio ha fatto scattare un flash mob mai visto in città: i giovani di Symmachia si sono presentati a bordo di un canotto, mentre altri hanno preferito dedicarsi adoperare delle canne da pesca.

E’ la provocatoria iniziativa lanciata da Symmachia per denunciare ciò che accade quando piove in contrada Naviccia, nella parte alta di Adrano.

Altro che ghiaccio (finto) su cui pattinare: qui c’è il mare ed è anche gratis.

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LA FOTO DELLA “TRAVERSATA” AL TG1

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IL VIDEO DEL FLASH MOB

TUTTE LE FOTO DEL FLASH MOB DI SYMMACHIA 

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