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Il Fiume chiama, i simetini rispondono. Al Ponte dei Saraceni Symmachia celebra la bellezza

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E’ stata una grande festa, quella che si è svolta domenica scorsa, 5 luglio, al Ponte dei Saraceni in territorio di Adrano, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla. Una festa in cui la gente si è riappropriata del suo territorio, per riscoprire le proprie origini, per coltivare il contatto con la natura, per rinnovare un legame millenario con il Simeto. Con quel Fiume poco valorizzato, spesso da noi stessi bistrattato e ridotto in pattumiera, un luogo, come quello del Ponte dei Saraceni, che autorevoli testate giornalistiche lo consacrano uno dei Ponti più belli d’Italia.

Protagonista della manifestazione anche l'”Aurora dell’Etna”, la meravigliosa farfalla dai colori raggianti.

Il successo è stato al di là delle aspettative: decine di giovani, tantissime famiglie giunte da diverse parti della Sicilia hanno risposto alla “chiamata del Simeto, ideata dai giovani di Symmachia ed in particolare da Gisella Torrisi, Sara Ricca e Noemi Bisicchia, insieme alla presidente prof.ssa Angela Anzalone.

Non solo natura e scoperta dei luoghi, ma anche cultura e arte allo stato puro.

Il primo momento è stato dedicato alla pulizia dei luoghi: armati di guanti e sacchi neri, i più giovani hanno ripulito l’intera area nei pressi del Ponte dei Saraceni, in cui, indisturbati, si trovavano rifiuti di ogni genere che sono stati differenziati, secondo le diverse tipologie. A fine giornata sono stati contati 15 grandi sacchi pieni di spazzatura (bottiglie, plastica, lattine…) destinati all’Isola ecologica.

Poi, spazio alla musica con le chitarre di alcuni escursionisti e alla estemporanea di pittura con diversi artisti che hanno rappresentato, secondo il loro punto di vista, il territorio in alcune tele che verranno successivamente esposte e valutate con un premio simbolico, curato dall’artista Sara Ricca di Symmachia.

Un nutrito gruppo di fotografi e appassionati di fotografia, guidata dal prof. Maurizio Zignale del Laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania, ha poi realizzato centinaia di scatti straordinari, alcuni dei quali verranno proposti nella pagina social di Facebook di Symmachia.

Così, è stata lanciata una sfida anche al caldo, brillantemente superata grazie anche al Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che ha dissetato tutti con spremute di arance, realizzate sul momento, grazie al referente del Consorzio, guidato dal dottor Salvatore Rapisarda, il dottor Francesco Batticane.

La conclusione della giornata è stata affidata al “Poetarum Circus”, uno dei maggiori collettivi di poeti siciliani che ha deliziato tutti con un significativo recital nella spiaggetta del Simeto. Uno spettacolo profondo ed emozionante.

Tra le altre realtà associative presenti: associazione artistico-culturale Agazì con la presidente Maria Grazia Agati, il gruppo scout “Biancavilla 1”.

“Mentre nella piazza di Adrano impazza una indecente polemica tra due falsi contendenti, noi ripartiamo dal territorio, dalla gioia dello stare insieme, facciamo cultura, facciamo arte, facciamo promozione del territorio, grazie alla sinergia con tante associazioni siciliane”, ha detto Antonio Cacioppo di Symmachia.

Sul posto anche le emittenti televisive locali Video Star e Tva, insieme alla web tv di Biancavilla “Yvii”.

GALLERY

Foto di Maurizio Zignale

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Domenica 5 luglio al Ponte dei Saraceni per tutelare e promuovere la bellezza

in Adrano/Cultura/Iniziative di

Metti un pomeriggio d’estate diverso dal solito, in compagnia  degli amici, della famiglia per tutelare e promuovere la bellezza che, solo il nostro territorio, riesce ad offrire. E’ questo l’obiettivo dell’Associazione Culturale Symmachia che ha promosso per domenica 5 luglio, a partire dalle ore 15, un momento creativo al Ponte dei Saraceni, in territorio di Adrano.

Ideata da energiche ragazze, a cominciare da Gisella Torrisi, insieme a Sara Ricca, Noemi Bisicchia e alla presidente di Symmachia Angela Anzalone, l’iniziativa vede coinvolte tantissime realtà della Sicilia, a cominciare dei poeti del collettivo “Poetarum Circus”.

Sarà un intero pomeriggio ricco di sorprese per grandi e piccoli. Ci sarà spazio per l’arte, la fotografia, lo sport.

Il via è previsto intorno alle ore 15 con un raduno in piazza Sant’Agostino, poi la prima tappa riguarderà la pulizia dei luoghi, spesso degradati da una inciviltà dilagante e bistrattati da chi dovrebbe controllare.

Diverse le associazioni che hanno già confermato la presenza, tra cui gli scout del gruppo “Biancavilla 1” e l’Associazione artistico-culturale “Agazì”.

Ma la giornata, come detto, è incentrata sulla bellezza: per questo il laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania insieme a tutti gli appassionati che vorranno aderire potranno immortalare le bellezze di questa porzione di territorio etneo. Come anche i pittori daranno vita ad una estemporanea di pittura. E poi la poesia e lo sport, con le passeggiate in bici e a piedi. A rifocillare tutti ci penserà il Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che proporrà le prelibatezze e i prodotti tipici dell’Etna.

Ecco il link diretto all’evento Facebook – clicca qui

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“Roaming heart”, in uscita il nuovo disco di Dino Rubino, il biancavillese con il jazz nel sangue

in Cultura di

di Maria Agata Salamone e Samuela Mannino

Oggi giorno, epoca in cui i nostri piccoli paesi locali vengono visti solo come aridi e improduttivi, abbiamo il piacere di farvi conoscere uno dei nostri orgogli siculi. Si tratta di Dino Rubino giovane musicista nato proprio a Biancavilla. Si appassiona subito alla musica iniziando a studiare pianoforte al conservatorio V. Bellini di Catania, per poi abbandonarlo per dedicarsi allo studio della tromba. Si lascia coinvolgere dal genere jazz  rimanendo comunque legato al pianoforte, col passare del tempo decide di alternare i due strumenti creando qualcosa di originale. Oltre al suo talento vogliamo riconoscergli la grande disponibilità che ha mostrato verso di noi per questa intervista.

  • Sei una delle poche persone che è riuscita a riscuotere successo nell’ambito musicale partendo da un piccolo paese come Biancavilla. Raccontaci in breve la tua storia partendo dagli albori.

Intanto vorrei ringraziare voi tutti per l’attenzione che mi avete rivolto, ne sono molto contento. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente dove la musica era una compagnia di tutti i giorni.

Mio padre, oltre ad essere stato uno dei primi batteristi jazz della provincia di Catania e aver gestito per quattro anni un piccolo e fortunato club a Biancavilla in cui si sono esibiti i più importanti jazzisti Italiani e non, ha sempre amato l’arte e soprattutto la musica, un amore che evidentemente in qualche modo mi è stato trasferito.

Non saprei dire il momento esatto in cui ho scelto di fare il musicista perché le prime immagini di vita incominciano con dei suoni; ricordo bene che a tre anni sognavo di diventare un musicista, dunque successivamente i primi gruppi coi compagni locali, le prime esibizioni live dalle suore, l’iscrizione al Conservatorio di Catania, la banda del paese diretta da Padre Chisari, le novene durante il periodo natalizio! Insomma la musica è da sempre stata la compagnia più intima.

  • Il tuo primo disco, “mi sono innamorato di te”, è stato registrato dall’etichetta Venus. Perché proprio in Giappone?

Nel 2008 presi parte alla registrazione di un disco di Francesco Cafiso per un’etichetta giapponese. Durante la recording in studio conobbi il produttore, Tetsuo Hara, e qualche mese dopo fui contattò dallo stesso per registrare un disco da leader.

Ricordo che andai in studio assieme altri musicisti con cui non avevo mai suonato e in due giorni registrammo “ Mi sono innamorato di Te”.

La session recording si è svolta in Italia ma il disco è stato pubblicato in Giappone.

Qualche tempo dopo ricevetti una telefonata da parte di una mia amica che si trovava in Giappone la quale mi raccontava di aver visto un manifesto per strada con una foto che mi ritraeva. Fu molto buffo sapere ciò!

  • Sei un po’ un’eccezione: hai la caratteristica di suonare due strumenti così diversi, il piano e la tromba. Come mai questa scelta?

Questa è una domanda che mi hanno fatto e che continuano a farmi molte persone e che di tanto in tanto, ancora oggi, mi pongo anch’io. Ho avuto un rapporto molto difficile con la tromba.

All’età di ventidue anni, nonostante avessi l’appoggio e la stima di numerosi musicisti validi, decisi di non suonarla più. Ripresi così a studiare pianoforte e solo cinque anni dopo sentii il bisogno di riprendere nuovamente l’ottone abbandonato tra le braccia.

Dal 2008 ho iniziato a suonare entrambi gli strumenti con regolarità imparando a convivere con i vantaggi e svantaggi che questa situazione bizzarra delle volte mi comporta.

  • Il tuo secondo album, “Zenzi”, è dedicato a Miriam Makeba, conosciuta anche come Mama Africa. Sappiamo che fu un’attivista politica contro il regime di apartheid in Sudafrica e che si spense poco tempo dopo la fine di un concerto contro il razzismo e la camorra, che era stato tenuto in Italia stessa per Roberto Saviano. Perché la scelta di dedicare l’album proprio a lei?

Ci sono persone che sfidano la vita con tanto coraggio riuscendo a realizzare molte cose.

Poi ce ne sono delle altre che vengono sfidate dalla vita; penso che sia soprattutto nel secondo caso in cui la vera forza e nobiltà d’animo di una persona si manifesta pienamente.

Miriam Makeba ha dimostrato di avere un coraggio e una dignità che noi tutti dovremo prendere come esempio; è stata una grande donna che ha fatto del bene all’umanità.

  • Spesso un’artista è costretto a fare una vita da nomade spostandosi per le varie città. Avverti, a volte, il bisogno di ritornare nel tuo paese, alle tue origini?

L’amore per la musica e soprattutto per tutto quello che c’è dietro la stessa mi ha portato a fare delle scelte.

Da circa un anno vivo a Parigi e passo molto tempo in viaggio tra una città e l’altra, aeroporti, stazioni, hotel, ecc ecc…

Delle volte mi manca la Sicilia con i suoi odori, il Mediterraneo, l’Etna, ma il bisogno di fare musica è più forte di qualsiasi altra cosa e non assecondarlo significherebbe soffocare una delle parti più autentiche di quello che sono.

  • Molti non seguono il proprio sogno per paura di non riuscire. Tu come sei riuscito a fare carriera? Cosa credi debba fare chi vuole intraprendere questa strada?

Chi non segue i propri sogni spesso lo fa perché li sconosce.

Quando una persona comprende che guardare la luna provoca in lei un forte senso di benessere, la sera, naturalmente, inizierà a cercarla tra le stelle.

Certo, ci saranno delle volte in cui non riuscirà a vederla per via delle nubi o forse per una leggera foschia ma continuerà comunque a cercarla perché sente che la sua anima ne ha un profondo bisogno.

Herman Hesse diceva che il primo passo per realizzare un sogno è scoprire quale sia.

Più un sogno è autentico più sarà la forza interiore che ci spingerà verso lo stesso.

  • Parlaci un po’ del tuo prossimo disco.

Vorrei raccontare una storia che riguarda la registrazione di “Roaming Heart.”

La mattina del 16 Dicembre, dopo aver preso svariati treni, arrivai in uno studio di registrazione immerso nella campagna poco fuori da Parigi.  A farmi compagnia, l’unica visto che si trattava di una session in piano solo, c’era il  quaderno su cui avevo annotato tutte le idee e musiche che intendevo registrare durante quei due giorni.

Rientrato la sera a casa, ricevetti una mail da Paolo Fresu, splendida persona e artista che da quattro anni produce i miei lavori, la quale mi chiedeva di poter ascoltare il materiale registrato durante quella prima giornata.

La mattina successiva, una volta arrivato in studio, mandai a Paolo tutta la musica registrata e intorno alle 16.00 ricevetti una sua telefonata la quale mi diceva che tutto quello che aveva ascoltato andava bene ma che gli sarebbe piaciuto se nelle ultime poche ore rimanenti, avevo tempo fino alle 20.00, avessi potuto suonare della musica improvvisata sul momento.

Finita la conversazione ricordo che non avevo nessuna voglia di suonare, sentivo soltanto il bisogno di uscire da quella stanza per schiarirmi le idee. Dietro lo studio c’era un grande parco e anche se fuori piovigginava e faceva molto freddo uscii e camminai per circa un’ora. Rientrato un po’ umidiccio iniziai a suonare per due ore di fila.

Morale della favola, la maggior parte della musica contenuta in “Roaming Heart” è stata improvvisata in quelle due ultime ore. Il disco uscirà il 16 Giugno in Italia e Francia con una coproduzione che vede la Tùk Music di Fresu e la Bonsai Music di Pierre Darmon.

 

Riportiamo qui le sue parole “Chi non segue i propri sogni spesso lo fa perché li sconosce”  è vero che troppo spesso ci viene dato tutto e dimentichiamo di rincorrere un sogno come invece ha fatto Dico riscendo ad eccellere nel suo campo.

Giornata mondiale del Libro, Biancavilla si mobilita. Si legge pure nei locali della movida

in Cultura di

Una grande giornata di mobilitazione per diffondere la cultura del libro. A Biancavilla il Centro Studi Sturzo con la collaborazione dell’Associazione Ricominciare hanno proposto una serie di iniziative nell’ambito dell’appuntamento mondiale del libro, promossa dall’Unesco.

Si tratta di attività mirate e che andranno a coinvolgere studenti, insegnanti, genitori ma anche la movida che, la sera, affolla i pub, i bar e i ristoranti della città.

Si è cominciato di buon mattino, alle 7, con il caffè letterario in diversi bar della città (Caffe Avenue, Caffè Cristal, Caffè Musa Nera, Etna bar, Gama Caffè, Bar tabacchi Aurora, Turi U mau Chiosco, Tropical Bar, Bar Tuccio (a partire da venerdì), Tabacchi Atanasio, Bar Havana, Scandura Delicatessen, Bar Maurí, Eden Bar, Bar L’artigiana, Fly Cafe, Bar della Q8) poi si è passati al flash mob “I libri sono come la mente: funzionano solo se li apri”, a Villa delle Favare, con la partecipazione degli studenti della media Bruno e della media Sturzo. Tutti hanno portato un libro e hanno letto, per tre minuti, un passo della storia prescelta.

La manifestazione proseguirà la sera nei luoghi della movida, a partire dalle 19.30, con “Girolibrando”. Tra i locali che hanno aderito: Casale dei greci, Pizzeria Giglio, La Fenice, l’Eliseo, Le Grotte, Il cavallino, Nottingham pub, La vite, Etna bar, Bar Havana, Le Piramidi, Happy Hour via Umberto, B.B. King, Mizzika, Pizzeria L’artigiana.

Proposta di Symmachia per la Pasqua di Biancavilla. Ventura: “ripetere ‘a Paci anche la sera”

in Biancavilla/Cultura/Iniziative/News di

Nel momento in cui l’edizione 2015 delle festività pasquali viene archiviata, l’associazione culturale Symmachia lancia un’idea originale per il prossimo anno: proporre “A Paci”, l’atteso bacio tra il Risorto e la Madonna, anche la sera della Domenica di Pasqua a Biancavilla, attraverso un momento culturale e religioso che potrebbe valorizzare e arricchire le tradizioni pasquali della città.

La proposta è di Vincenzo Ventura di Symmachia che provvederà ad illustrarla al prevosto don Pino Salermo e al vicario foraneo don Giovambattista Zappalà, per poi condividerla con l’amministrazione comunale, le confraternite coinvolte e le associazioni culturali che vorranno dare il loro contributo.

Per la prima volta, quindi, dal prossimo anno la sera di Pasqua, a Biancavilla, potrebbe essere realizzato un ulteriore appuntamento con una chiara connotazione culturale, oltre che religiosa, così come accade in altri Comuni limitrofi. Inoltre, potrebbe essere l’occasione per intercettare anche un minimo di flusso turistico che, proprio nei giorni di festa, raggiunge diversi Comuni etnei.

«La mia è una proposta aperta alla città – spiega Vincenzo Ventura di Symmachia – dobbiamo comprendere che la valorizzazione delle nostre tradizioni deve partire da noi cittadini. Con la versione serale de “a Paci” si consentirà una maggiore partecipazione, soprattutto per coloro che, al mattino, sono impegnate a preparare il pranzo di Pasqua, e alla comunità di ritrovarsi, ancora una volta, in un momento di festa».

Da diversi anni, l’associazione Symmachia è in prima linea per far conoscere, soprattutto ai più giovani, i momenti culturali, religiosi e folkloristici del territorio, promuovendo concorsi fotografici, di cortometraggio e mostre artistiche a Biancavilla e ad Adrano, puntando in particolar modo ai riti della Settimana Santa.

(foto copertina di Orazio Moschetti – Pasqua 2015)

INTERVISTA DI VIDEO STAR

“La Pasqua annunciata da tre diavoli”, la tradizione di Adrano su “La Repubblica”

in Cultura di

L’edizione palermitana del quotidiano “La Repubblica” ha dedicato, ieri, 2 aprile, un interessante articolo sulla rappresentazione pasquale dei “Diavulazzi di Pasquboninaa” di Adrano. L’articolo è firmato dal giornalista Gianni Bonina, il cui cognome rimanda chiaramente alle sue origini di Adrano. Apprezzata firma di diversi quotidiani, tra cui “La Stampa”, Il Domenicale del “Sole 24 Ore”, “Il Riformista”, “l’Unità” e “La Repubblica”, Bonina è autore di numerose inchieste ma anche di romanzi e saggi pubblicati a partire dal 1992.

Nell’articolo di Repubblica, Bonina racconta l’antica tradizione della sacra rappresentazione, scritta da don Anselmo Laudani, che vede tre diavoli annunciare la resurrezione di Cristo, dopo un acceso scontro tra l’Angelo e la Morte che cercano di accaparrarsi l’Umanità.

Per i lettori di Symmachia, proponiamo l’integrale versione dell’articolo pubblicato dal quotidiano nazionale.

direttore@symmachia.it

 

La Pasqua annunciata da tre diavoli. Adrano celebra un’antica tradizione

di Gianni Bonina – La Repubblica – edizione Palermo

Mille diavoli danzano e rumoreggiano a Pasqua per le vie della Sicilia, ma quei tre di Adrano che dal 1752 affrontano Michele Arcangelo, spalleggiano la Morte e si contendono l’Umanità sono forse i più simpatici. O comunque i meno diabolici o i più umani.

Hanno le loro ragioni, dopotutto: se Cristo è risorto e ha salvato gli uomini, l’Inferno chiude per fallimento e per loro è la fine. Perciò si disperano e non sanno a che diavolo votarsi. Si può allora comprendere come nel tentativo dei “diavulazzi” adraniti (più che altro un vezzeggiativo) di impossessarsi dell’anima, impersonata dall’Umanità, baleni l’estremo sforzo non tanto di metterci la coda ma di non rimettercela.

Ogni anno però finisce male: a mezzogiorno  di Pasqua i diavoli devono gridare sbuffando “Viva Maria” e la Morte rassegnarsi  a cedere l’Umanità all’Angelo, spezzando l’arco e gettandolo con la freccia sulla folla, cosa che fa credere da secoli che, al contrario di come dovrebbe essere, sarà molto fortunato riceva un pezzo di legno addosso.

“La Diavolata”, recitata in versi settecenteschi opera di un don Anzelmo Laudine oggi diventato Anselmo Laudani, è unica nel Sud Italia ed ha un suo fascino speciale non tanto per la scenografia (ispirata al rosso dell’Etna) quanto per la resa di un testo che nella sua pronuncia stentorea rinviene un senso d’Oltretomba tale da far apparire la sacra rappresentazione un rito ancestrale e tribale, in linea con i tratti africani della grande maschera demoniaca che tanti bambini ogni anno atterrisce.

Prima degli anni Ottanta “L’Angelicata” non veniva rappresentata da tempo immemorabile, pare per la presenza nelle didascalie della parola “trabucco”, che forse indicava una grande macchina necessaria a fare scendere gli angeli sul palco e causa di qualche incidente mortale. Fatto sta che gli adraniti, sospettando dei diavoli appena usciti di scena, si resero conto che è sempre un rischio mettere insieme il diavolo con l’acqua santa.

 

La Pasqua di Adrano, Biancavilla e Licodia nella tradizione.
ECCO FOTO E VIDEO

in Cultura di

Entrano nel vivo i momenti clou della Settimana Santa, i momenti cruciali dell’anno liturgico per ciascun cristiano. Nei Comuni del nostro comprensorio, gli appuntamenti pasquali saranno, come sempre, nel segno della tradizione.

Fede e devozione, insieme a folklore e alla cultura saranno gli ingredienti dell’edizione 2015 della Pasqua ad Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia.

Si comincia Giovedì Santo (2 aprile) con la Celebrazione “In Coena Domini” in tutte le chiese per ricordare l’istituzione del sacramento dell’Eucarestia, attraverso l’Ultima Cena e il rito della lavanda dei piedi. Sarà Adrano a cominciare per primo, rispetto agli altri paesi, con le manifestazioni esteriori con la lunga e partecipata processione del “Cristuzzu”, il Cristo alla Colonna che, sin dall’imbrunire, dall’omonima chiesa, nei pressi di piazza Giacomo Maggio (nota pure come “Piazza dell’Erba”) toccherà tutte le chiese per poi fare rientro a notte inoltrata, dopo il tradizionale movimento dei portatori che rallenta non poco il tragitto. Per tutta la serata sarà possibile visitare il Sacramento presso i tradizionali Altari della reposizione, spesso maldestramente chiamati “sepolcri”.

A Biancavilla, subito dopo le funzioni religiose, sarà la volta dei “Cruciddi”, brevi processioni che coinvolgono le parrocchie del centro i cui fedeli andranno a visitare gli altari della reposizione.

La mattina del Venerdì Santo è il momento della “cerca” dell’Addolorata: la processione che ad Adrano comincia alle 7 e a Biancavilla alle 6 dalla chiesa del Purgatorio, facendo tappa in ogni comunità religiosa. A Biancavilla toccante il passaggio dinnanzi ai luoghi della sofferenza: l’Ospedale cittadino e le Case di cura, come anche il tradizionale canto delle Monache Clarisse all’interno del Monastero “Santa Chiara”.

In serata due momenti tipici della tradizione del nostro territorio: ad Adrano il “Lizzante”, il Cristo morto, in perfetto silenzio per le vie del centro storico, con brevi pause in cui i coristi e il corpo bandistico intonano il popolare canto “Di Mille Colpe Reo”. Partecipano tutte le realtà associative locali; a Biancavilla i “Tri Misteri”, la processione di sette gruppi statuari che, disponendosi in ordine cronologico, ripercorrono gli ultimi momenti della vita terrena di cristo. Si tratta dei simulacri di Gesù all’Orto della chiesa di Sant’Antonio, Cristo alla Colonna della chiesa del SS. Rosario, Ecce Homo della chiesa Annunziata, Cristo porta la croce della chiesa della Mercede, il Crocifisso risorto della chiesa dell’Idria, il Cristo Morto della Basilica Collegiata, chiude la Madonna Addolorata della chiesa del Purgatorio. In processione anche l’antico cero ligneo, come segno della devozione popolare. I simulacri si riuniscono in piazza Roma in cui vengono dettate alcune preghiere e riflessioni.

La conclusione è affidata alla tradizionale “annacata” del simulacro del Cristo alla Colonna, a cura dei giovani confrati dell’Arciconfraternita del Rosario.

Il sabato santo è il giorno della meditazione, in serata la Celebrazione della Veglia pasquale. Presso la chiesa dell’Annunziata, a Biancavilla, viene rinnovata anche la pratica della “cascata da tila” che un tempo era molto atteso, specialmente dagli agricoltori, per le sorti della raccolta dell’anno: se il telo cadeva in modo regolare ci si aspettava una produzione favorevole, in caso contrario in molti tornavano a casa, cominciando a stringere la cinghia perchè credevano in un’annata da dimenticare.

L’esplosione di gioia è la domenica di Pasqua: alle 12 ad Adrano l’appuntamento è con i “Diavulazzi di Pasqua”, una rappresentazione in piazza Umberto, con figuranti di Adrano, che recitano i testi di don Anselmo Laudani. La manifestazione verrà replicata anche la sera; a Biancavilla alle 12 è il momento de “A Paci”, l’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna Annunziata, con il simulacro dell’Angelo che vede come ornamenti i diversi prodotti della terra, tipici del periodo.

VIDEO. La “cerca” dell’Addolorata – momento clou all’interno della Basilica Collegiata con il canto dello Stabat e il messaggio del Prevosto

VIDEO. “U Cristuzzu”. Canto “Di mille colpe reo” – Chiesa S. Francesco

GALLERY. Le foto tratte dal web (in aggiornamento)

100 anni della nascita di mons. Giosuè Calaciura, maestro del fare e della solidarietà

in Cultura di
Mons. Calaciura – www.symmachia.it

Verrà ricordato il prossimo 22 marzo il centenario della nascita di mons. Giosuè Calaciura, il prevosto della Collegiata che ha fornito un considerevole impulso alla crescita culturale, sociale, oltre che spirituale, di Biancavilla. L’Amministrazione comunale dedicherà alla sua memoria la Circonvallazione Nord della città e poi l’Opera Cenacolo Cristo Re lo ricorderà con un’apposita conferenza a Villa delle Favare.

Di padre Calaciura sono ricordate da tutti le sue peculiari caratteristiche di concretezza e intraprendenza. E’ riuscito laddove molti uomini della politica non sono riusciti, come nel caso dell’ampliamento dell’Ospedale “Maria SS. Addolorata”. A lui, negli anni Sessanta, si deve la realizzazione del nuovo plesso ospedaliero che divenne polo di eccellenza come l’Ortopedia.

La sua azione di aiuto e di sostegno verso i sofferenti si era già manifestata nel dopoguerra con la realizzazione di un casa per le orfane di guerra, per poi destinarla anche agli anziani e ai più bisognosi. E’ probabilmente una primissima forma di quel che sarà il Cenacolo “Cristo Re” di via Seminario (oggi, via San Placido), un centro di accoglienza che, ancora oggi, è parecchio attiva. Poi, in quasi dieci anni, dal 1974 al 1984, il potenziamento dei servizi socio-assistenziali presso la contrada “Croce al Vallone” dove, pietra dopo pietra, ha realizzato quella che oggi è una struttura sanitaria all’avanguardia e che porta il suo nome. Nell’opera, autorizzata dall’allora sindaco Carmelo Glorioso, ha preso forma una speranza reale per il recupero di tanti tossicodipendenti in cerca di aiuto.

Padre Calaciura, ordinato sacerdote all’età di 24 anni il 9 luglio 1939, si è formato all’ombra di un altro stimato sacerdote biancavillese, il canonico padre Placido Caselli, storico rettore del Piccolo Seminario di Biancavilla. E’ lì che avvio una collaborazione intensa con mons. Carmelo Maglia.

Un aneddoto curioso e divertente vede protagonisti proprio i due sacerdoti: nonostante la sua figura austera, mons. Calaciura non riusciva a nascondere una terribile “allergia” per i topi che, non di rado, scorazzavano tra le stanze del Piccolo Seminario. Si racconta che padre Calaciura, alla vista di un topolino, in preda al panico, era salito fin sopra la scrivania. Ad intervenire, un po’ divertito, fu padre Maglia che, con una certa tranquillità, riuscì a mettere sotto i suoi piedi il topo.

Mons. Calaciura e mons. Maglia – foto Arch. Basilica Collegiata www.symmachia.it

I due, Calaciura e Maglia, si sono succeduti alla guida della Piccolo Seminario e della Basilica “Maria SS. dell’Elemosina”.

In chiesa Madre padre Calaciura rimarrà per ben 35 anni, dal 1954 al 1989: a lui si deve la dedicazione della Matrice alla Madonna dell’Elemosina, avvenuta nel 1957, per le mani del biancavillese mons. Francesco Ricceri, vescovo di Trapani, il restauro storico della Collegiata, l’incontro con i fratelli di Piana degli Albanesi. E’ riuscito ad ottenere i riconoscimenti più importanti per la Chiesa Madre: il titolo di Santuario Mariano nel 1959 e di Basilica Pontificia nel 1970.

Innamorato profondamente dell’Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina, mons. Calaciura consegnò una riproduzione dell’Immagine al Papa Giovanni Paolo II, nel corso di una udienza.

Mons. Calaciura in udienza da Giovanni Paolo II

Fece anche una missione nello Zaire dove nella comunità di Muamba Mbuyi riesce a finanziare con alcune offerte la costruzione di padiglione per le attività scolastiche, un lebbrosario e strutture per gli anziani.

La sua vita terrena si conclude a 83 anni, il 19 agosto 1998, tra le mura della sua Opera di Croce al Vallone dove sono custodite le sue spoglie.

Programma delle Celebrazioni commemorative

Domenica 22 Marzo 2015

Ore 11,00 Basilica “S. Maria dell’Elemosina”:
S. Messa presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Alfio Rapisarda, Arcivescovo titolare di Canne – Nunzio Apostolico emerito. Concelebrerà S. E. Rev.ma Mons. Pio Vittorio Vigo, Arcivescovo – Vescovo emerito di Acireale.

Ore 16,00 Cerimonia di intitolazione della Circonvallazione Nord a Mons. Giosuè Calaciura.
Interverrà S. E.  Rev.ma Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo Metropolita di Catania.

Ore 17,00 Villa delle Favare:
Incontro commemorativo. Testimonianze dei Rev.di Mons. Gaetano Zito, Vicario episcopale per la cultura della Chiesa Metropolitana di Catania, Don Francesco Furnari S.d.B., Parroco in S. Nicolò di Bari all’Albergheria di Palermo, Dott. Giosuè Greco, direttore dell’Opera Cenacolo e un video realizzato da Video Star.  

In 600 al Teatro per le testimonianze di suor Lucia e di Rosaria Spinella.
LE FOTO.
IL VIDEO

in Biancavilla/Cultura/Iniziative/News di

E’ stata una grande festa per celebrare la donna, quella promossa dall’Associazione Culturale Symmachia in sinergia con le realtà associative e scolastiche di Biancavilla e l’assessorato alle Pari Opportunità.

Sono stati oltre 600 gli spettatori che hanno partecipato al Teatro “La Fenice” all’evento che ha messo in primo piano storie di donne che, in silenzio e senza clamore, ogni giorno, operano nel territorio, svolgendo una significativa funzione sociale. La testimonianza più attesa è stata quella di suor Lucia Siragusa, direttrice dell’Oratorio “Giovanni Paolo II” di Librino.

Intervistata dal giornalista Vincenzo Ventura, suor Lucia ha raccontato la sua personale esperienza a Librino facendo un bilancio delle attività portate avanti in questi primi dieci anni di presenza nella “città-satellite” di Catania.

“All’inizio è stata dura – racconta suor Lucia – davamo un premio ai ragazzi che completavano i compiti di scuola e, poi, abbiamo trovato la giusta sintonia realizzando tutte quelle attività che i ragazzi amano, a cominciare dallo sport. In molti ci guardavano con diffidenza, probabilmente perché, in questo modo, si toglievano dalla strada i manovali per le azioni illecite. Sogno Librino come un quartiere normale e so che, con l’impegno di tutti, ciò sarà possibile”.

Insieme a suor Lucia, anche due giovanissime ragazze dell’Oratorio: è stata Erica a raccontare la sua esperienza al fianco delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

A suor Lucia è stata conferita una targa di merito dal sindaco Pippo Glorioso e consegnata una riproduzione dell’Icona della Madonna dell’Elemosina da Giuseppe Santangelo, presidente dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”.

Toccante la testimonianza anche di Rosaria Spinella dell’Associazione Famiglie Audioloesi Etnei che ha sottolineato come, da ragazza sorda, non si mai lasciata prendere dallo sconforto, ma è riuscita a comunicare agli altri la sua voglia di vivere.

“La vita è un dono prezioso – ha detto la dott.ssa Spinella – non bisogna lasciarsi abbattere dalle difficoltà, bisogna trovare la forza nella fede e nell’amore della famiglia, degli affetti più cari. Occorre mettere fine ai pregiudizi e alla commiserazione: siamo tutte persone, siamo tutti uguali”.

In platea, diversi componenti dell’Afae che hanno partecipato alla manifestazione grazie ad un’istruttrice del linguaggio dei segni.

Diversi i momenti musicali e i recital proposti dalle giovani del gruppo Yvii, guidate da Maria Grazia Castro, e da Giovanna Fallica e Giuseppe Marchese dei DB. Friends, oltre alla poesia “E tu, donna” scritta e recitata da Antonino Distefano dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” e alle riflessioni della dott.ssa Ada Vasta dell’Associazione Ricominciare impegnate nella lotta al tumore al seno, della dott.ssa Mariella Papotto del Dipartimento di Salute Mentale di Adrano, della prof.ssa Elsa Vittoria Sangiorgio dell’Accademia Universitaria Biancavillese e dei giovani del gruppo scout “Biancavilla 1”.

Due le scuole che hanno aderito: la paritaria “Maria Ausiliatrice” e il Coro “Don Bosco” del 1° Circolo Didattico, diretto da Graziella Neri.

Un omaggio floreale è stato reso al maresciallo Monia Buonsante della Stazione dei Carabinieri di Biancavilla, insieme alle donne componenti della Giunta municipale Grazia Ventura, Giusi Mursia e Francesca Grigorio.

“Abbiamo raccontato storie di donne in prima linea – spiega Vincenzo Ventura di Symmachia, promotore dell’iniziativa – sono donne forti che riescono a raccogliere le sfide della quotidianità perché credono nella loro missione di vita. Ci hanno dato una carica di speranza. Con il successo di questa manifestazione avviamo un percorso nuovo nella nostra città perché, in appena due giorni, siamo riusciti a mettere in campo una rete di scuole e di associazioni che hanno scelto di spendersi per la comunità”.

LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE (di Claudio Gargano e di Agatino Diolosà del Gruppo giovanile Yvii)

Il servizio di Tatjana Caserta con immagini di Salvo Diolosà su TVA

Quando la vera cultura si fa senza grandi risorse, a Biancavilla compagnie teatrali in campo

in Cultura di

14 spettacoli per 24 date, con centinaia di spettatori il sabato e la domenica, tutto per appena 30 euro. In estrema sintesi, sono questi i “numeri” della Stagione Teatrale in corso al Teatro “La Fenice” di Biancavilla, coordinata dal Cgs-Life di Biancavilla e portata avanti grazie al coinvolgimento di tutte le associazioni e le compagnie teatrali della città.

Un cartellone variegato, pensato e studiato dai componenti delle realtà biancavillesi per accontentare tutti i gusti: dalla musica alla commedia dialettale, dai musical agli spettacoli di assoluta comicità, come l’apertura affidata al simpaticissimo Pippo Franco.

Nulla è lasciato al caso: c’è la qualità e c’è anche l’opportunità per decine di giovani e non di mettersi in gioco, di divertire e divertirsi, facendo cultura.

Sapientemente guidata da Armando Bellocchi, la macchina organizzativa vede la partecipazione di decine e decine di biancavillesi, prevalentemente giovani che hanno scelto di non arrendersi alla crisi economica.

Solitamente, infatti, è proprio la Cultura ad essere fatta fuori per prima dalla spietata crisi che non permette più ai Comuni di programmare e destinare risorse economiche come in passato, quando i cassetti erano pieni e tutto era più facile.

Così, la sfida contro la crisi si vince con la creatività, con la voglia di mettersi in gioco. A Biancavilla si continua a fare cultura e lo si fa grazie all’impegno spontaneo e alla determinazione delle realtà locali che vogliono fare teatro, che vogliono fare musica. Insomma, la vera cultura è fatta da chi vuole fare la propria parte, esprimere il proprio talento, senza pretendere qualcosa in cambio.

E’ finito il tempo in cui per fare cultura occorreva aggrapparsi al Comune, frutto di una mentalità, tipicamente paesana, che, seppur qualche vecchia resistenza, si sta cercando di invertire. Del resto, basterebbe pensare alle decine di attività portate avanti in questi anni da associazioni culturali del territorio senza chiedere contributi e finanziamenti pubblici.

Certo, il Comune deve sostenere e incoraggiare chi si propone e, finora, a tutti sono stati garantiti i servizi necessari per la realizzazione degli eventi. Anche per la Stagione teatrale, il Comune ha assicurato quanto richiesto per la buona riuscita.

Ma il segreto del successo è tutto racchiuso nella collaborazione e in una avvincente sinergia fra giovani attori e cantanti, scenografi, coreografi e registi, operatori del suono e delle luci, tutto “made in Biancavilla”.

La Kermesse teatrale è al suo giro di boa, dopo il Concerto di Capodanno dell’Orchestra giovanile dell’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania che ha fatto registrare il tutto esaurito. Da sottolineare anche la presenza di ben cinque giovani musicisti fra i componenti dell’Orchestra del “Bellini”: Lorenzo Fallica, Loredana Finocchiaro e Nicolò Cantone al violino, Enrico Caruso alle percussioni ed Emanuele Bellocchi alla tromba.

Oltre allo spettacolo comico di Pippo Franco, sono andati in scena il quintetto di fiati “Quintessenza”, il musical “Assisi 1210”, curato dai D.B. Friends con l’adattamento di Vincenzo Licari, il musical “Dolores, una suora in pagliette”, ispirato a “Sister act”, realizzato dall’Associazione “Mondo Nuovo” e “Meraviglioso – il musical” dei Giovani per i Giovani di Trapani.

Per il prossimo fine settimana, spazio alla commedia dialettale con “La bonarma di mia suocera” che verrà messa in scena dall’Associazione Città Teatro per poi tornare al musical con “Storie per Vivere” del Cgs-Life. Il 28 febbraio appuntamento musicale con il Quintetto di ottoni “Italian Brass Quintet”, il 14 e 15 marzo tornano i Quattro Soldi con la commedia “Beddi e brutti si maritunu tutti”, poi musical con il celebre Jesus Christ Superstar messo in scena dal Cgs-Life, gli ultimi due appuntamenti saranno tra aprile e maggio con un musical e una commedia di Verga e riadattata da Grasso.

VIDEO. IMMAGINI E BACKSTAGE DELLA STAGIONE TEATRALE (realizzato da Pieremanuele Sberni)

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