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Cultura - page 3

“Volevo solo un pò d’amore”, il primo romanzo della biancavillese Loredana Arcoria

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E’ un romanzo semplice e profondo al tempo stesso, che riesce a toccare il cuore di molti, perchè la storia raccontata da Loredana Arcoria, una scrittrice di Biancavilla alla sua prima opera, concede diversi spunti di riflessione.

“Volevo solo un pò d’amore” non è soltanto il titolo del libro, ma anche il desiderio della scrittrice, custodito silenziosamente nel suo cuore, fino a quando ha scelto di uscire fuori dal guscio, ha trovato l’amore che desiderava e ha preso quelle decisioni importanti per la sua vita.

E’ un racconto in cui molti potranno rispecchiarsi, soprattutto quanti hanno vissuto una infanzia difficile. La scrittrice biancavillese ha trovato il coraggio di mettere tutto nero su bianco, facendo partecipi tutti delle sue emozioni, i sentimenti e delle difficoltà che si traducono poi in un monito di speranza.

Il romanzo, edito da Book Sprint Edizioni, è ambientato in una delle zone più belle della Sicilia orientale, nel piccolo paesino del messinese, Letojanni. La protagonista è Moira a cui la scrittrice Arcoria trasferisce le proprie sensazioni. Si parte dagli anni vissuti in collegio dalla protagonista per giungere poi al compimento dei tre anni del figlio.

Per Moira, gli anni del collegio sono quelli più duri, segnati dai malesseri interiori, dovuti anche ai rapporti conflittuali con la madre. “Ho vissuto anni difficili, dalle suore, soffrendo la mancanza di calore della famiglia”, dice la scrittrice Arcoria.

Poi la svolta, quando riesce a vedere la realtà in modo diverso da come l’aveva affrontata. In questo modo, niente e nessuno potrà ostacolare la sua visione della vita, il suo essere veramente libera.

Loredana Arcoria, sposata e mamma di due bambini, ha sempre avuto una passione per lo sport ed in particolare per l’atletica leggera, ma anche per la scrittura a cui si è sempre affidata per sfogarsi.

Loredana è impegnata anche nel sociale, attraverso il servizio di assistenza domiciliare agli anziani e l’Associazione “V.O.I.”, i volontari ospedalieri italiani che, di recente, si è costituita pure a Biancavilla.

“Vivo nella semplice – dice Loredana Arcoria a Symmachia.it – vivo la mia vita giorno dopo giorno, ringraziando di Dio per quel poco che mi da, ma vissuto intensamente”.

Borzì, Sberni e Caracì si aggiudicano il Concorso fotografico.
Centinaia gli scatti presentati
Ecco le foto vincitrici e gli scatti più belli

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Sono tre biancavillesi Marco Borzì, Pieremanuele Sberni e Grazia Caracì i vincitori di “Aria di festa”, il concorso fotografico sulle festività patronali di Biancavilla, promosso dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” e il patrocinio del Comune di Biancavilla.

All’interno della seicentesca chiesa del Rosario, stracolma di gente, si è svolta la cerimonia di premiazione in un clima di festa e di grande partecipazione.

Il concorso fotografico ha visto una sorprendente partecipazione, soprattutto dei più giovani, impegnati con reflex, “compatte” e anche smartphone ad immortalare i momenti salienti dei giorni di festa. Così, l’Archivio della Biblioteca comunale “Gerardo Sangiorgio” si arricchisce di centinaia di scatti che documentano le festività patronali 2014, in tutte le sue forme: dai riti religiosi e le processioni, fino ai momenti popolari e folkloristici e, persino, aspetti particolarmente curiosi.

Per le tre foto più belle sono stati previsti premi da 600 euro, messi a disposizione da Carrefour Market di Biancavilla che ha immediatamente sposato l’iniziativa. Infatti, è stata una precisa scelta dell’Associazione Symmachia realizzare una manifestazione culturale a costo zero per le classe comunali, un aspetto non di poco conto.

“E’ probabilmente insolito – ha detto Vincenzo Strano, direttore di Carrefour Market – abbiamo ritenuto valida l’iniziativa di Symmachia perchè parte del basso, perchè ciascuno è chiamato a fare la propria parte, sostenendo soprattutto i più giovani nelle loro passioni e far conoscere loro le radici della comunità in cui vivono e in cui, si spera, potranno realizzarsi”.

Per i giovani dell’Associazione Symmachia che hanno ideato il concorso fotografico, il bilancio è positivo.

“Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati – ha spiegato Vincenzo Ventura dell’Associazione Symmachia – questo è il successo di tutti, di tanti giovani che hanno scelto di fare la loro parte e di realizzare l’iniziativa, di tutti i partecipanti che hanno voluto dare il loro punto di vista di questi giorni di festa. Abbiamo dimostrato che le festività patronali non sono soltanto botti, ma c’è anche la cultura che poi genera aggregazione e voglia di fare. Abbiamo già in cantiere altre attività e continueremo in questa direzione valorizzando i talenti e promuovendo ciò che di buono esiste nel nostro territorio”.

Con Ventura, altri giovani impegnati volontariamente nell’organizzazione sono stati Calogero Rapisarda, Pamela Farinato, Sara Ricca, Giuseppe Foco, Pietro Santangelo, Chiara Carrà, Agata Foco, Emanuele Alì.

A presentare la manifestazione è stato il giornalista Anthony Distefano.

A tutti i partecipanti sono stati consegnati gli attestati di partecipazione. Fra questi, anche riconoscimenti alle scuole che hanno aderito all’iniziativa: il Liceo Classico e Scientifico Verga di Adrano e la Scuola elementare paritaria Maria Ausiliatrice di Biancavilla. Ad impreziosire la cerimonia di premiazione, sono state le splendide voci dei bambini del Piccolo Coro “Don Bosco” del 1° Circolo didattico di Biancavilla. Con loro anche il dirigente scolastico, prof. Mario Amato a cui è stata consegnata una stampa dell’Icona della Madonna dell’Elemosina dal presidente dell’associazione mariana Giuseppe Santangelo.

Un riconoscimento è andato anche al gruppo Yvii che mette insieme tantissimi giovani del territorio. A portare i saluti dell’Amministrazione comunale è stata la consigliera comunale Grazia Ventura.

A valutare le foto sono stati i fotografi Angelo Cunsolo, Salvo La Spina, Raffaele Sanfilippo, i maestri d’arte Sara Ricca e Giuseppe Santangelo e gli studiosi e cultori di storia locale Teresa Castro e Carmelo Carcagnolo.

“E’ stata una scelta molto difficile – ha spiegato il fotografo Sanfilippo – abbiamo visionato foto di qualità e, oggi, siamo particolarmente contenti che a partecipare siano stati soprattutto tanti giovani. Ho già invitato gli organizzatori a proseguire in queste attività e ad avviare per il prossimo anno anche una categoria riservata ai bambini per cominciare a far capire l’importanza di questi momenti”.

Symmachia, con il suo presidente Angela Anzalone, pensa già ad altre iniziative sulla fotografia, a cominciare dalla realizzazione di un book che metta insieme gli scatti fotografici di tutti i partecipanti.

 1° Classificato – Marco Borzì

 Marco Borzì

2° Classificato – Pieremanuele Sberni

Pieremanuele Sberni

3° Classificato – Grazia Caracì

Grazia Caracì

 

Il video con le foto dei partecipanti

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Da parte di Symmachia sono doverosi alcuni ringraziamenti a chi, a titolo volontario, ha contribuito alla buona riuscita della manifestazione:

Lorenzo Scirocco e Lidia Rapisarda, insieme al personale della Biblioteca Comunale di Biancavilla per la infinita disponibilità;

Anthony Distefano per la conduzione della cerimonia di premiazione;

Giuseppe Cantarella e al gruppo Yvii per l’amplificazione;

Giovanni Stissi per la realizzazione grafica del materiale pubblicitario;

don Agrippino Salerno e Arciconfraternita del Rosario per la disponibilità della Chiesa;

Emanuele Stissi per il supporto in regia;

Carrefour Market per la sensibilità;

Bambini del Piccolo Coro Don Bosco e insegnanti;

ai canali di informazione che hanno consentito la diffusione dell’iniziativa;

Centinaia di foto presentate, domani la premiazione del Concorso sulle festività patronali alle 18.30, Chiesa del Rosario

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Si svolgerà domani, sabato 11 ottobre, alle ore 18.30, all’interno della Chiesa del Rosario, la premiazione del Concorso fotografico “Aria di festa” sulle festività patronali di Biancavilla.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina e con il patrocinio del Comune di Biancavilla, ha visto la partecipazione di tanti appassionati di fotografia dell’hinterland catanese.

Verranno assegnati premi da 600 euro alle tre foto più belle, premi messi a disposizione dallo sponsor ufficiale “Carrefour Market” di Biancavilla.

Ulteriori riconoscimenti andranno anche alle scuole e ai gruppi che hanno aderito all’iniziativa culturale, che, a costo zero, ha riscosso un notevole successo.

Durante la cerimonia, presentata dal giornalista Anthony Distefano, si svolgerà un concerto del Piccolo Coro “Don Bosco” del 1° Circolo didattico di Biancavilla.

Fra gli altri, saranno presenti il sindaco Pippo Glorioso, il direttore di Carrefour Market Vincenzo Strano, il presidente dell’Associazione Culturale Symmachia Angela Anzalone e il suo vice Calogero Rapisarda, il direttore di Symmachia Vincenzo Ventura, il presidente dell’Associazione Maria SS. dell’Elemosina Giuseppe Santangelo, il preside del Liceo “Verga” di Adrano Enzo Spinella, il dirigente scolastico del 1° Circolo Mario Amato e la direttrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice suor Maria Vella.

Concorso fotografico sulle festività patronali di Biancavilla
SCADENZA PARTECIPAZIONE 6 OTTOBRE
Ecco la Scheda di partecipazione e il Bando

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C’è tempo fino a lunedì 6 ottobre 2014 per presentare la scheda di partecipazione al Concorso fotografico “Aria di festa” sulle festività patronali a Biancavilla, rivolto agli amatori della fotografia.

La partecipazione è libera e gratuita e occorre realizzare almeno 5 scatti originali, a colori o in bianco e nero, relativi ai momenti popolari, folkloristici e devozionale dei giorni clou dei festeggiamenti 4 – 5 – 6 ottobre.

Tre i premi previsti: 300 euro al primo classificato, 200 euro al secondo, 100 euro al terzo, messi a disposizione da Carrefour Market di Biancavilla. Ai primi tre andranno targhe ricordo e a tutti saranno rilasciati Attestati di partecipazione.

Occorre compilare la scheda di partecipazione e inviarla per email all’indirizzo: associazione@symmachia.it

ECCO LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Scheda di partecipazione

 

ECCO IL BANDO DI PARTECIPAZIONE

Bando di partecipazione

*Attenzione: il termine per la presentazione delle Schede di partecipazione è stato prorogato fino a lunedì 6 ottobre 2014. Le richieste dovranno pervenire mediante e-mail. Nei giorni 4-5-6 ottobre la Biblioteca Comunale resterà chiusa.

INFORMAZIONI UTILI.

I giorni clou dei festeggiamenti sono: 

– 4 ottobre: in serata, processione dell’Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina;

– 5 ottobre: festa di San Placido con processione alle ore 12 e in serata evento musicale;

– 6 ottobre: festa di San Placido con processioni, fuochi pirotecnici ed eventi musicali, tutto in serata;

– entro venerdì 10 ottobre alle ore 14: presentazione delle fotografie stampate e su supporto Cd presso Biblioteca Comunale di Villa delle Favare (orari d’ufficio: dalle ore 8.30 alle ore 14 e solo martedì e giovedì dalle ore 15.30 alle ore 18.30);

– sabato 11 ottobre alle ore 18.30: cerimonia di premiazione presso la Chiesa del Rosario (piazza Roma) con la partecipazione del Piccolo Coro “Don Bosco” del 1° Circolo Didattico.

All’iniziativa hanno aderito ufficialmente anche il Liceo Classico e Scientifico “Giovanni Verga” di Adrano e la Scuola elementare paritaria “Maria Ausiliatrice” di Biancavilla.

L’intervista a Vincenzo Ventura e Calogero Rapisarda andata in onda su Video Star (2 ottobre 2014)

 

Il servizio di TVA


manifesto concorso fotografico

Concorso fotografico “Aria di Festa” sulle festività patronali di Biancavilla
Tre premi: 300 euro – 200 euro – 100 euro. SI POTRA’ PARTECIPARE FINO AL 6 OTTOBRE

in Cultura/Iniziative di

*ATTENZIONE. Al fine di consentire la più ampia partecipazione possibile all’iniziativa, sono stati prorogati i termini di partecipazione fino al 6 ottobre 2014. Bisognerà inviare la mail a: associazione@symmachia.it

Il Concorso fotografico “Aria di Festa: i colori e l’atmosfera, la fede e il folklore delle festività patronali a Biancavilla” è gratuito e rivolto agli amatori della fotografia.
Tre i premi300 euro al primo classificato, 200 euro al secondo classificato, 100 euro al terzo classificato, messi a disposizione dallo sponsor ufficiale “Carrefour Market” di Biancavilla.

Le adesioni possono pervenire entro il 6 ottobre inviando la Scheda di partecipazione per email: associazione@symmachia.it biblioteca@comune.biancavilla.ct.itassociazione@santamariaelemosina.it .

Si tratta di un’iniziativa culturale, interamente a costo zero: non graverà sulle casse comunali, ma è portata avanti grazie all’entusiasmo, alla voglia di fare. “Aria di festa” è promosso dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” e con il patrocinio del Comune di Biancavilla.

L’invito che rivolgiamo ai tanti appassionati di fotografia è quello di tirare fuori le reflex, rispolverare le “compatte” e anche gli smarphone per immortalare i momenti tradizionali dei giorni di festa, dal 1° al 6 ottobre.

Bisognerà realizzare almeno 5 scatti, originali, a colori o in bianco e nero, stampati in formato medio-grande (preferibilmente il 20×30) e consegnati anche su supporto CD.

La consegna delle foto deve avvenire entro le ore 14 di venerdì 10 ottobre, presso la Biblioteca Comunale, a Villa delle Favare. La premiazione si svolgerà sabato 11 ottobre alle ore 18.30 presso la Chiesa del Rosario (piazza Roma).

Ecco il Bando e la scheda di partecipazione:

Bando di partecipazione

Scheda di partecipazione

manifesto concorso fotografico

Umberto Settembrini unico italiano premiato al Macmillan Readers Short Story Writing

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settembrini
Umberto Settembrini, 2° classificato “Short Story Writing”

E’ Umberto Settembrini, 20 anni, di Adrano, il secondo classificato del prestigioso concorso internazionale “Short Story Writing”, promosso dalla Macmillan Readers”.

L’edizione 2014 della competizione di scrittura, ha visto oltre 600 adesioni da ogni parte del mondo: Settembrini è stato l’unico italiano rientrato nella top ten dei migliori brevi racconti presentati.

In appena 1000 parole, che coincidono in quattro cartelle di word, il giovane di Adrano si è cimentato in un interessante e commovente racconto che ha avuto come tema portante l’amore per lo sport.

Interamente realizzata in lingua inglese, la storia di Settembrini ci rimanda all’aprile 1941, in pieno periodo di guerra, quando Alan, un bambino di Blackpool, una borgata inglese. scrive diverse lettere al padre, partito per il fronte e mai più tornato. Sono lettere alle quali non segue alcuna risposta, ma Alan continuerà a scrivere al padre, convinto in suo ritorno. Racconta della sua smisurata passione per il calcio, fino a quando riesce ad essere selezionato dalla giovanile del Liverpool. E’ il sogno di un ragazzino che continua a dedicare le sue vittorie di vita alla persona a cui rimarrà per sempre legato.

Componente dell’Associazione Culturale Symmachia, Umberto studia lingue all’Università di Catania. Ed è qui che è nato il progetto.

“E’ stata la mia docente di inglese ad invogliarmi a partecipare al concorso – dice Umberto Settembrini – mi sono messo in gioco e mai avrei pensato di riuscire a piazzarmi fra i dieci racconti migliori, a livello internazionale. Ho pensato alla storia da presentare e ho cercato di unire diversi aspetti e sentimenti”.

Ad Umberto Settembrini le congratulazione della nostra Associazione e del nostro Periodico. 

I video della “corsa dei devoti” e della “volata dell’angelo” dei nostri lettori

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Ecco i primi video dell’edizione 2014 dei festeggiamenti in onore di san Nicolò Politi. Si tratta di due brevi spezzoni della tradizionale “corsa dei devoti” (in particolare l’arrivo in piazza Maria Ausiliatrice, meglio nota come piazza Santa Chiara) e della “volata dell’angelo”.

I video sono pervenuti tramite mail e caricati nel canale ufficiale di Symmachia su youtube.

Se vuoi inviare video o foto dei giorni di festa puoi utilizzare questo sito web mediante il semplicissimo strumento della “Bacheca del cittadino” (in homepage) oppure per mail associazionesimmachia@virgilio.it

 

La volata dell’angelo (video)

 

La corsa dei devoti (video)

Uno scorcio della Volata dell’Angelo (foto Giovanni Stissi)

volata stissi

Un momento dell’omelia dell’abate Ildebrando Scicolone (foto Giovanni Stissi)

volata stissi 2

 

“Il Dio mafioso”, l’editoriale di Repubblica che critica la Volata dell’Angelo

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Il giornalista Francesco Merlo

Ha fatto storcere il naso a tanti adraniti, il pezzo intitolato “Il Dio mafioso” del giornalista siciliano Francesco Merlo, firma di punta del quotidiano “La Repubblica”.

Fra le considerazioni, Merlo fa un esplicito riferimento alla Volata dell’Angelo del 3 agosto (e non del 24 agosto come riportato erroneamente nel pezzo) in omaggio a san Nicolò Politi. 

Scrive Merlo: “bisogna essere severi quando Dio è ridotto a kitsch senza neppure la grazia scomposta dei tarantolati”.

In tanti nella nostra pagina Facebook hanno lasciato commenti fortemente critici nei confronti del cronista.

A seguire, riportiamo l’articolo integrale. 

IL DIO MAFIOSO

CATANIA – Non c’è più l’odore santo del caramello e dello zucchero filato di cinquant’anni fa, adesso la città emana i fumi infernali dell’arrosto di cavallo – “arrusti e mangia” – cibo mafioso che è anche cibo pop, ‘canni pi cumannari, canni pi futtiri, canni pi mangiari’. Ma “soprattutto” mi dice don Salvatore Resca della parrocchia di san Pietro e Paolo “il fumo e la folla dove sgomitano i mafiosi perché lì c’è il Dio mafioso e non c’è il Dio cristiano”.
La festa è quella di Sant’Agata, “la terza festa del mondo – mi spiega il sindaco di Catania Enzo Bianco – dopo Siviglia e Lima: un milione e mezzo di presenze secondo la polizia”. Ed è l’unica al mondo che è stata processata per mafia. Racconta il pm Antonino Fanara: “Il principale circolo di devoti era diretto dalla famiglia Santapaola, il nipote e il figlio, e dalla famiglia Mangion… Loro organizzavano tutto: il percorso, la durata, le fermate, i fuochi d’artificio, sceglievano i portatori, sorreggevano la vara. Per ragioni di prestigio, non di danaro”. Com’ è finita? “Qualche mese fa sono stati tutti assolti in primo grado perché erano già stati condannati per mafia in un altro processo. Ovviamente ci siamo appellati”.
Tutti protetti dal Dio mafioso di cui parla don Resca? Questo prete, che ha insegnato filosofia al liceo statale Cutelli, mi mostra la lettera che Benedetto Santapaola gli spedì dal carcere. Cercava di spiegare la bellezza e la forza della sua fede proprio a lui, al più attivo dei preti antimafia: minacciava? “Non credo. Santapaola e anche sua moglie, che un mese prima di essere uccisa mi venne a trovare, erano davvero convinti che Dio fosse dalla loro parte. Ammettevano solo ‘cattive compagnie’ ma pensavano di essere nel giusto con tutti quei santi di cui si circondavano e quell’Agata portata in processione. Risposi alla lettera, ci fu ancora qualche scambio epistolare. Non credo che abbia capito, per lui un prete antimafia è una contraddizione. Non accetta che il torturatore che strappò le mammelle a Sant’Agata fosse un mafioso, stupidamente feroce proprio come è stato lui”.
Durante i giorni della festa di Sant’Agata, don Resca, con un piccolo gruppo di preti catanesi, scappa via: “Lascio la città, e non perché la festa popolare non sia bella, a chi piace il genere. Ma perché non è cristiana, è un falso, una patacca come tutte le altre feste religiose del mondo che sono dappertutto le stesse: in India, in Guatemala, in Tibet e a Catania. Insomma voglio dire che non basterebbe rendere tutto legale, ci vorrebbe una chiesa coraggiosa che distinguesse la religiosità dalla fede e dunque cacciasse da lì non solo i devoti mafiosi, ma i preti che sulla vara e sul fercolo raccolgono soldi e candele, mescolano le messe con le scommesse: sull’ora di rientro della santa, su quale candelora arriverà per prima al Borgo, se quella dei macellai o quella dei fruttivendoli …”.
Eppure, gli racconto, nel paese di Trecastagni ho visto, ancora lo scorso anno, i devoti di San’Alfio, con quegli strani copricapi lunghi che ricordano le suore, leccare per terra e flagellarsi i fianchi. Rivogliono la vista del figlio cieco, sperano nella guarigione della moglie malata di cancro, sognano un trapianto. “Devoti? Quelli soni disperati” dice. Al loro disgraziatissimo posto anche tanti illuministi direbbero ‘sia lodato il santissimo crocifisso a dispetto dell’inferno’, per sentirsi rispondere in coro: ‘sempre sia lodato’. Ma è fede o superstizione? “ Ho letto uno studio, che mi è parso rigoroso, secondo cui nel sud d’Italia si pregano solo i santi per ottenere grazie, favori, miracoli, e surrogare la scienza, la medicina, lo Stato. Al primo posto pregano padre Pio e al tredicesimo Gesù Cristo”.
E ora parliamo di Adrano dove il 24 agosto attaccano un ragazzino ad una corda e lo fanno volare (“il volo dell’angelo”) dal castello normanno sino al vecchio municipio, e ricordo bene che una volta, da cronista, mi accorsi che, per calmarlo, gli davano un eccitante. Lì la scenografia comunale prevale anche sull’irrazionale popolare, “e bisogna essere severi quando Dio è ridotto a kitsch senza neppure la grazia scomposta dei tarantolati”.
Chiedo al pubblico ministero Fanara come si comportò al processo contro il Dio mafioso l’allora vescovo di Catania Luigi Bommarito: “Negò di sapere che quelli erano mafiosi, disse molti ‘non ricordo’, molti ‘non so’, raccontò di avere cresimato il figlio di Santapola che, va precisato, allora non era stato ancora condannato, aggiunse che era suo dovere pregare anche per loro …”. Leggo i verbali del processo e mi pare davvero una sceneggiatura di Sciascia. Il Pm chiede a chi spetta la scelta del capovara : “io non so se viene nominato dal municipio”. Il Pm insiste: secondo lei viene nominato dal Comune? “Dico: può essere, non sono mai entrato nei dettagli.”. Ma i cordoni, la vara non appartengono alla chiesa? “Per modo di dire”. E’ un interrogatorio-duello fulminante e spudorato. E Bommarito – bisognerebbe conoscerlo – ha pure la faccia esagerata di carne e mascelle, sembra quel protagonista dei Beati Paoli che annunzia: “Per entrare devi pronunziare la parola segreta”. Ma qual è la parola segreta? “E quello portò l’indice alle labbra nel segno del silenzio: la parola segreta era il silenzio”. Il vescovo sembra risvegliarsi solo quando parla del cerimoniere della festa, che è il commendatore Luigi Maina, “l’eterno Maina!” esclama cercando la complicità divertita che il Pm non gli concede. Il vescovo, nel suo codice muto, indica in Maina il vero vescovo, scarica sul Comune, ed è irridente perché Maina, che oggi ha 84 anni, è il dolce&gabbana di sant’Agata. “Si occupa di lei da quando è nato” dice il sindaco Bianco, “vive per Sant’Agata, si identifica, nel bene e nel male, con questa festa affascinante ed emozionante”. Al sindaco, che è laico e cerca di imporre la legalità, piace moltissimo l’Agata che affascinò Verga e De Roberto, il rito con la coda del diavolo,”la santa femminista e marinara” secondo lo storico Tino Vittorio, perché la vara è ‘a varca’ la barca, il velo è la vela, il cordone è la corda dell’alaggio, il saio bianco è la tunica dei sacerdoti di Iside … Quasi tutte le città siciliane hanno sante patrone :Agata, Rosalia, Lucia, Barbara, Venera…
Dunque per cinque giorni la dirty city esala il fumo nero dell’arrosto di cavallo. Via Plebiscito, la pescheria, piazza Duomo, piazza Università, via Etnea, piazza Stesicoro, piazza Borgo sono come crateri dell’Etna, la geografia urbana di un inferno vivo dove. passano le tredici candelore che qui non si inchinano ma ‘si annacano’ e non solo per omaggiare le case di rispetto ma anche per esigere il pagamento annuale dell’obolo che a molti pare pizzo. Pesano dagli ottocento ai milleduecento chili e rappresentano mestieri e quartieri, sono verniciate con oro zecchino. La vara è d’argento, pesa diciotto tonnellate ed è tirata da uomini alti come armadi che maneggiano cordoni di centocinquanta metri, uno di loro è morto calpestato. E poi c’è l’offerta della cera, trecento camion solo in un giorno. Due carrozze settecentesche con gli impiegati comunali travestiti da valletti con parrucca e livrea scortano la santa che vive nella cammaredda chiusa a doppia chiave, quella della curia e quella del municipio, con i suoi 400 smeraldi, le ametiste, i rubini, qualche diamante, la legion d’onore di Bellini. Il rito prevede la messa dell’aurora, il pontificale e, nella casa del buon Mario Ursino, i notabili si riuniscono come in una canzone di De André, “banchieri, pizzicagnoli, notai / coi ventri obesi e le mani sudate / coi cuori a forma di salvadanai…”, cucina il padrone di casa, il balcone ha la forma circolare delle corone. Uno di loro ha comprato un disegno che un furbacchione era riuscito ad in filare in una mostra di Modigliani: c’è scritto Agata, la faccia è tonda, il collo è lungo, gli occhi sono senza pupille. E’ costato centomila euro il falso autentico più buffo del mondo. Ma Catania è la festa delle feste, l’enciclopedia hegeliana di tutte le feste e di tutte le processioni del mondo, il sottosopra dove persino le mamme cedono i figli,
E difatti a Randazzo, il 15 agosto, attaccano alla Vara – un fusto alto trenta metri -dieci bambini vestiti di raso azzurro e di seta rosa con delle corone di cartapesta in testa. E le mamme pagano la Chiesa madre (una vera gara con le buste) per avere il privilegio di vedere appeso il proprio angioletto di quattro o cinque anni che, arricciato dal parrucchiere, ovviamente piange, strepita e si dispera anche se, prima di partire, lo riempiono di caramelle e coprono di “viva l’Addolorata” il pianto che in casa coprono di baci. E’ impossibile non pensare alle selezioni per X Factor o per le veline, una riffa per comprare un posto non in paradiso e neppure in tv, ma nel blasone di paese .
Ad Enna i diavoli cantano uguali uguali ai muezzin, sono le geremiadi che in dialetto diventano lamintazzi, i gemiti di Cristo in croce ma accompagnati dalla banda del paese,fagotto e trombone e contrabbasso, la stessa di Totò, del maestro Scannagatti arabizzato dai dervisci danzanti alla Battiato.
Meno impressione fanno i famosi diavoli di San Fratello, il paese d’origine di Craxi. Incappucciati di rosso, scorazzano per la città, urlando insulti e minacce non solo l’uno conto l’altro, grotteschi e irridenti disturbatori come gli scimuniti che fanno i gavettoni a ferragosto e poi rombano con la marmitta segata. Oggi i diavoli carnevaleschi di San Fratello, che era comunità giudea, non sono più quelli di Sciascia e Scianna, “la parte più oppressa, più misera della popolazione che, mettendosi per quel giorno nel ruolo di un popolo non meno oppresso e perseguitato, si levava a beffeggiare, a insultare, a colpire e ad irridere al sacrificio della croce”. Oggi non ci sono più ebrei e il diavolo devoto di quel bellissimo libro non somiglia neppure a Totò Riina mai ai bulletti delle Iene, ai tapiri di Staffelli.

Francesco Merlo – La Repubblica, 9 luglio 2014

Un quartiere in festa. La gente si riappropria del centro storico

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E’ stata una vera e propria “rigenerazione” del centro storico, quella vissuta ieri, domenica 1 giugno, dall’intero quartiere di San Giuseppe grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione di architetti “Laboratorio Simeto” e dall’Associazione “La Locomotiva”.

Tantissime le iniziative promosse sin dal mattino e protratte fino in serata con musica e animazione per i bambini. In tanti si sono riversati nella piazzetta antistante la chiesa San Giuseppe per visitare uno dei luoghi più belli della città e nello stesso tempo poco conosciuti, specialmente dai più giovani.

Così, grazie alla sinergia delle due realtà associative è stato possibile trascorrere alcune ore in armonia, alla riscoperta delle tradizioni, comprese quelle gastronomiche, grazie alle diverse degustazioni. A queste si sono aggiunte anche mostre d’arte e di fotografia e visite guidate. La Locomotiva ha creato anche una bacheca di cittadinanza attiva, fra proposte e problematiche, a cui hanno partecipato direttamente i cittadini che hanno potuto esprimere la loro opinione.

“Il quartiere San Giuseppe è uno scrigno di tesori di carattere architettonico e sociale – ha spiegato Nicola Gurgone di “Laboratorio Simeto” – grazie a questa giornata si potranno mettere in moto alcune iniziative per la valorizzazione e la riqualificazione di questo quartiere”.

Agli Architetti di “Laboratorio Simeto” e all’Associazione “La Locomotiva” i complimenti più sinceri per l’ottima organizzazione e la buona riuscita dell’evento, confidando in altre iniziative così importanti.

(foto tratte dal profilo facebook de “La Locomotiva”)

A Villa delle Favare a Biancavilla una mostra d’arte con tanti giovani artisti siciliani

in Cultura di

Dopo l’inaugurazione di giovedì scorso a Biancavilla, con una notevole partecipazione popolare, continua la mostra d’arte “Le infinite luci della vita”, il marchio portato avanti negli anni dall’architetto junior Lorenzo Di Bella e, da quest’anno, condiviso dall’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla. 

La mostra sarà visitabile oggi, sabato 17 maggio, dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle ore 16 alle ore 19.30.

Il sindaco Pippo Glorioso ha chiesto agli organizzatori di prorogare la durata della mostra almeno di una settimana per consentire anche le visite guidate da parte di appassionati d’arte, giovani studenti dei Licei artistici, dell’Accademia delle Belle Arti di Catania e delle scolaresche che vorranno partecipare. 

Di conseguenza, la mostra sarà visitabile da lunedì in poi dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle ore 16 alle 18.30.

Un momento dell’inaugurazione di giovedì scorso, 15 maggio.

 

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