Eccellenza chieda a Ferrante: che fine hanno fatto le Suore e la Sangiorgio Gualtieri?

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Strette di mano, sorrisi, abbracci, discorsi, scambio di doni e tanti cari saluti. E’, in sintesi, l’incontro tra l’arcivescovo di Catania e i rappresentanti istituzionali di Adrano, nell’ambito della visita pastorale che monsignor Salvatore Gristina sta compiendo nei Comuni dell’arcidiocesi. E’ un’occasione significativa o, per usare le parole di san Giovanni Paolo II, un “autentico tempo di grazia e momento speciale, anzi unico, in ordine all’incontro e al dialogo del Vescovo con i fedeli”. Un momento di confronto, insomma, anche fuori dalle mura delle chiese, per permettere al Pastore di conoscere, fino in fondo, la condizione del suo gregge.

I tempi sono particolarmente difficili, le insidie non mancano mai e il declino della città avanza inesorabile, accompagnato da uno spaventoso impoverimento che principalmente tocca la cellula primaria della società, la famiglia, per poi allargarsi a macchia d’olio nell’intero tessuto sociale: dai giovani privi di speranza o con la valigia pronta in cerca di un futuro dignitoso, ai commercianti che, dopo continue rapine e furti, sono costretti a chiudere la saracinesca, ai servizi che vengono meno. Adrano è come tante altre realtà siciliane, ma con una classe dirigente incapace di costruire argini al disagio sociale e di fornire prospettive di sviluppo: si preferisce rifugiarsi nella palude e cercare di sopravvivere. E ciò provoca un dolore immenso, come quello di vedere ancora chiuso – terribilmente chiuso – il portone della Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri”, un luogo di solidarietà e di speranza per cinquant’anni grazie all’operato silenzioso delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice, sacrificate sull’altare degli interessi economici.

Sua Eccellenza comprende ciò di cui stiamo parlando. Conosce la situazione. No, non perché sia stato il Sindaco di Adrano ad informarlo, quando le suore sono state costrette a lasciare Adrano. No, non perché sia stato il Sindaco di Adrano ad incontrarlo per tentare una soluzione e scongiurare che si spegnesse per sempre il sogno educativo dei Sangiorgio Gualtieri. No, il Sindaco di Adrano non c’entra nulla. In quell’occasione aveva sollevato le spalle, come a dire: “non posso farci niente”. La resa.

Monsignor Gristina conosce le vicende della Sangiorgio Gualtieri perchè è stata l’Associazione Symmachia, con la presidente Angela Anzalone e i giovani animatori salesiani, nel novembre 2011, ad incontrarlo in Arcivescovado. Un incontro cordiale, intenso, segnato dalla disponibilità dell’Arcivescovo di ascoltare le alternative possibili e verificarne la fattibilità. Ripubblichiamo l’articolo che Chiara D’Amico fece per il Giornale di Sicilia.

L’occhiello del pezzo è eloquente: “La Chiesa disposta a trovare una soluzione per la Casa dei bambini”. In effetti, proprio dopo l’incontro tra Gristina e Anzalone venne individuato un ordine religioso di Siracusa che inviò pure alcune sorelle per un sopralluogo nella struttura di Adrano. Sarà sicuramente un caso, ma in seguito a quel sopralluogo, l’ordine religioso non se la sentì di avventurarsi in un progetto che non prevedeva un impegno concreto della Fondazione “Sangiorgio Gualtieri” e dell’Amministrazione comunale. E dire che i fondatori, nel loro testamento, hanno espressamente chiamato in causa il Comune di Adrano. Ma nessuno lo sapeva. Anche in questo caso, si è reso necessario un intervento dell’Associazione Symmachia che – a proprie spese – è riuscita a reperire copia integrale del testamento dei fondatori, custodito nell’archivio notarile di Catania. Scrivono Marietta Sidoti e Giovanni Sangiorgio Gualtieri:

Istituisco e nomino erede universale di tutti i miei beni il Comune di Adrano, all’unico scopo e con l’obbligo categorico d’istituire in Adrano la “Casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri”.

Faccio espresso e categorico divieto al mio erede d’alienare, per qualsiasi ragione, anche un solo metro quadrato delle mie proprietà.

Voglio che l’educazione e l’istruzione di tutti i bambini venga affidata ai Salesiani di Sicilia.

La porta della Casa dovrà essere sempre aperta a tutti i bambini poveri ed abbandonati, primi fra tutti quelli del mio amato paese di Adrano.

Insomma parole chiare, che dovrebbero smuovere le coscienze, anche quelle più dure, pure quelle più fragili. Sono parole che emozionano, ancora oggi, perché viene fuori un amore smisurato per Adrano, per i suoi figli.

Del resto, la missione delle suore andava oltre la semplice presenza nel territorio di una congregazione cristiana. Significava qualcosa di più: rappresentava una risposta forte e incisiva allo sfilacciamento del tessuto sociale, un modo per insegnare ad essere “buoni cristiani e onesti cittadini”, secondo il motto di don Bosco.

Il portone della Casa dei bambini, però, rimane chiuso. Terribilmente chiuso. La struttura – pare – affidata ad una cooperativa privata. Tutto è perduto? No, non ci si può arrendere.

Per questo, Eccellenza reverendissima, quando incontrerà nuovamente il sindaco di Adrano, Ferrante, faccia lei il primo passo: chieda che fine ha fatto la Sangiorgio Gualtieri. Cosa ne sarà di quella struttura, quale sarà il suo futuro. Lo faccia per gli adraniti che, ancora oggi, attendono risposta; lo faccia perché questo è pure un problema della Chiesa locale; lo faccia per quei bambini privati di un’opportunità di crescita. Del resto, è anche questo lo spirito della visita pastorale.

Forse, a lei, Eccellenza, per il ministero che svolge, Ferrante potrà fornire una risposta chiara e sincera. Solo così si renderà giustizia alle suore che, per mezzo secolo, hanno operato con dedizione, ai tre “angeli custodi” del Grest che, undici anni fa, un terribile incidente stradale ha strappato a questa città (suor Marianna Orefice, suor Rosetta Cavarra e Francesco Cottone), alle volontà testamentarie dei Sangiorgio Gualtieri per quel progetto ideato per il loro “amato paese di Adrano”.

Video di Symmachia. Appello per la presenza delle Suore ad Adrano (2011)