PRG: sbloccare l’edilizia, produrre una nuova economia dal territorio

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Adrano è un’opera d’arte straordinaria, frutto della perfetta combinazione fra il dono della creato e l’ingegno dei nostri padri. Questi, interagendo con il territorio, si sono sforzati – e ci sono riusciti – nel lasciarci un ambiente in cui natura e uomo non si scontravano a vicenda.
A noi, il compito di difendere questo patrimonio. Per questa ragione, vi è la necessità di dover reagire per scongiurare l’incuria e il pressapochismo che hanno messo in difficoltà il fragile equilibrio raggiunto negli anni.
Malgrado i colpi ricevuti recentemente, il nostro territorio riesce a sopravvivere, come per miracolo. Siamo di fronte ad una realtà ancora viva, pulsante, ferita ma viva, che, forse, siamo ancora in tempo a rianimare.
In un tempo di tagli indiscriminati – e in qualche caso criminali – da parte dello Stato e della Regione, convinciamoci che l’unico strumento di ricchezza per la nostra città è il tentativo di produrre una nuova economia dal territorio, puntando soprattutto su un’agricoltura di eccellenza e sul recupero e la valorizzazione del centro storico e non solo.
Tutto questo si può realizzare attraverso la difesa ad oltranza dei nostri luoghi, visti ora come patrimonio economico affinché si possa puntare su una produzione agricola di qualità, su un territorio pulito e su prodotti tipici che si possano imporre nei mercati.
La capacità di trasformare i luoghi in risorsa e ricchezza passa attraverso il tessuto urbano che si deve sentire come bene comune fatto di storia, di arte ma anche di straordinaria opportunità di lavoro, mediante il suo recupero e la sua valorizzazione.
Per poter cominciare questo lavoro c’è però la necessità di dotarsi di uno strumento, il Piano Regolatore Generale. Inspiegabilmente, il Prg, ad Adrano, è stato tenuto nei cassetti da un sistema di potere, da oligarchie impenetrabili per oltre 20 anni per poco chiari interessi tenuti nascosti e pur palesi a tutti.
Il Prg non è “uno” lo strumento ma “lo” strumento. E’ il volano dell’identità del nostro territorio, della nostra cultura, della nostra economia. Tutti sono chiamati ad assumersi delle responsabilità, se veramente si vuole pensare al futuro della città. Se esiste davvero quel senso di bene comune da molti sbandierato, allora occorre rimboccarsi le maniche, assumendo scelte coraggiose.
Per questo motivo, Symmachia ha fatto una scelta contraddittoria per qualcuno, sconcertante per altri, e cioè quella di entrare a far parte di quest’Amministrazione comunale con deleghe specifiche (Urbanistica, Sviluppo economico, Sport, Turismo, Beni Culturali, Servizi cimiteriali) e lo ha fatto perché Symmachia non poteva (e non voleva) tirarsi indietro davanti al disastro.
Sarebbe stato più conveniente da un punto di vista elettorale e
Il periodico “Symmachia” è tornato e, subito, ha fatto parlare. Ha sollevato un dibattito. Insomma, ancora una volta sono stati offerti degli spunti di riflessione. Fra questi, vi è senz’altro l’annoso problema del Piano Regolatore Generale del Comune di Adrano.
A tal proposito, pubblichiamo a seguire l’articolo “Prg: sbloccare l’edilizia, produrre una nuova economia dal territorio” di Antonio Cacioppo, pubblicato nella prima edizione 2014 del nostro periodico.
Lo facciamo proprio perche, su questo argomento, rileviamo una certa attenzione e non soltanto perchè il Prg rappresenta lo strumento principale su cui si fonda l’identità del territorio. Forse, c’è di più. Probabilmente, qualcuno non riesce a sopportare che Symmachia si stia occupando di questo tema, anche e soprattutto dal punto di vista amministrativo.
Ci chiediamo: perchè?

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Adrano è un’opera d’arte straordinaria, frutto della perfetta combinazione fra il dono della creato e l’ingegno dei nostri padri. Questi, interagendo con il territorio, si sono sforzati – e ci sono riusciti – nel lasciarci un ambiente in cui natura e uomo non si scontravano a vicenda.
A noi, il compito di difendere questo patrimonio. Per questa ragione, vi è la necessità di dover reagire per scongiurare l’incuria e il pressapochismo che hanno messo in difficoltà il fragile equilibrio raggiunto negli anni. Malgrado i colpi ricevuti recentemente, il nostro territorio riesce a sopravvivere, come per miracolo.
Siamo di fronte ad una realtà ancora viva, pulsante, ferita ma viva, che, forse, siamo in tempo a rianimare.

In un tempo di tagli indiscriminati – e in qualche caso criminali – da parte dello Stato e della Regione, convinciamoci che l’unico strumento di ricchezza per la nostra città è il tentativo di produrre una nuova economia dal territorio, puntando soprattutto su un’agricoltura di eccellenza e sul recupero e la valorizzazione del centro storico e non solo.

Tutto questo si può realizzare attraverso la difesa ad oltranza dei nostri luoghi, visti ora come patrimonio economico affinché si possa puntare su una produzione agricola di qualità, su un territorio pulito e su prodotti tipici che si possano imporre nei mercati. La capacità di trasformare i luoghi in risorsa e ricchezza passa attraverso il tessuto urbano che si deve sentire come bene comune fatto di storia, di arte ma anche di straordinaria opportunità di lavoro, mediante il suo recupero e la sua valorizzazione.

Per poter cominciare questo lavoro c’è però la necessità di dotarsi di uno strumento, il Piano Regolatore Generale. Inspiegabilmente, il Prg, ad Adrano, è stato tenuto nei cassetti da un sistema di potere, da oligarchie impenetrabili per oltre 20 anni per poco chiari interessi tenuti nascosti e pur palesi a tutti.

Il Prg non è “uno” lo strumento ma “lo” strumento. E’ il volano dell’identità del nostro territorio, della nostra cultura, della nostra economia. Tutti sono chiamati ad assumersi delle responsabilità, se veramente si vuole pensare al futuro della città. Se esiste davvero quel senso di bene comune da molti sbandierato, allora occorre rimboccarsi le maniche, assumendo scelte coraggiose.
Per questo motivo, Symmachia ha fatto una scelta contraddittoria per qualcuno, sconcertante per altri, e cioè quella di entrare a far parte di quest’Amministrazione comunale con deleghe specifiche (Urbanistica, Sviluppo economico, Sport, Turismo, Beni Culturali, Servizi cimiteriali) e lo ha fatto perché Symmachia non poteva (e non voleva) tirarsi indietro davanti al disastro.
Sarebbe stato più conveniente da un punto di vista elettorale e di consenso restare a guardare, piazzarsi all’Opposizione.
Al contrario, Symmachia ha fatto la scelta sicuramente più difficile, quella di assumersi delle grandi responsabilità, trasformandosi in forza di Governo.
Per noi è una sfida, una scommessa: analizzare, capire i motivi della mancata applicazione del Piano Regolatore. Di chi sono le responsabilità? E perché generare sofferenze nei cittadini e nei tecnici che restano impigliati in una rete burocratica lenta, sorda e, forse, anche impreparata o comunque insensibile al dolore che si è trasformato nel tempo in rabbia?
Symmachia, forza seria e responsabile, non si tirerà indietro, ma se ci si accorgerà che il nostro sforzo non sarà accompagnato dalla volontà politica e dalla buona fede Symmachia ne trarrà le dovute conseguenze.

Su questi temi caldi si sta lavorando intensamente per smuovere le acque fin troppo stagnanti dello Sviluppo e dell’Urbanistica.
Crediamo che sia giunto il momento di mettere insieme proposte possibili e praticabili. L’appello è rivolto a tutti, specialmente ai tecnici, agli architetti, agli urbanisti, agli ingegneri.
Nel frattempo, la Politica continuerà ad impegnarsi per fornire le soluzioni possibili da un punto di vista normativo e di obiettivi da realizzare.

L’Associazione Symmachia e il movimento Azione Civica si faranno promotori di un incontro già nelle prossime settimane per poter cominciare a ragionare seriamente, tutti insieme, per giungere ad una proposta condivisa.
Noi, una strada percorribile l’abbiamo già tracciata nel nostro programma elettorale di cui proponiamo ai nostri lettori uno stralcio significativo.

Antonio Cacioppo

 

 

Riqualificazione urbana sostenibile e adeguamento degli strumenti urbanistici

(dal programma elettorale di Symmachia e di Azione Civica)

Pensiamo ad una revisione degli strumenti urbanistici per focalizzarli su punti quali il no al consumo del suolo, la ristrutturazione e il recupero di edifi¬ci ed aree esistenti, già a vocazione edi¬ficatoria, secondo pratiche di bioedilizia per avere edifi¬ci passivi o a basso consumo energetico, la tanto auspicata «Architettura in equilibrio».

Pensiamo ad un efficace utilizzo dei Piani di recupero, da applicare nelle zone ove si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso.Le conseguenze dell’approvazione di un Piano di recupero sono quelle dell’immediato rilascio delle concessioni edilizie in sanatoria degli immobili ricadenti nella suddetta zona, nonché della realizzazione e cessione all’Ente pubblico delle opere di urbanizzazione finalizzate alla riqualificazione urbanistica dell’area quali strade, aree a parcheggio e aree a verde pubblico e attrezzate.

Pensiamo ad attuare un sistema di invio telematico delle pratiche edilizie, per la gestione dei procedimenti autorizzativi in materia edilizia (Denunce di Inizio Attività, Permessi di Costruire -SCIA-SUAP) e di Lavori Pubblici, che consente al Professionista di attivare e definire i procedimenti presso le Pubbliche Amministrazioni, di predisporre la documentazione secondo i dettami normativi e di inoltrarla all’Ente attraverso posta elettronica certificata.

Occorre un nuovo Regolamento edilizio che dovrà svecchiare totalmente quello vigente prevedendo un nuovo testo “universale”, ovvero adattabile a qualsiasi Piano regolatore generale. Il nuovo testo dovrà normare lo Sportello Unico per l’Edilizia, e lo Sportello Unico per le Attività Produttive, quale punto privilegiato di contatto tra l’Utente e gli Uffici deputati al rilascio di pareri, nulla osta e autorizzazioni, proponendosi come garante di tempi certi e procedure semplificate.

Si impone l’adozione di specifiche misure per stimolare l’adeguamento degli edifici alle più recenti normative in tema di efficienza energetica.