Raid vandalico al II Circolo, silenzio assordante del sindaco Ferrante e dell’assessore Calambrogio
LE FOTO

in Scuola di

Ancora scene di inciviltà, di follia e di degrado culturale al secondo circolo didattico “Don Antonino La Mela”, nel quartiere Patellaro ad Adrano. Un nuovo, ennesimo, raid vandalico è stato messo in atto lo scorso fine settimana ai danni della struttura scolastica frequentati da tantissimi bambini adraniti. L’Istituto è privo di impianto di videosorveglianza.

Ieri l’amara sorpresa per il dirigente scolastico Marilena Calì che non ha nascosto la sua profonda delusione per questi episodi che, ormai, si verificano con una inquietante puntualità.

Per entrare all’interno della scuola, i vandali hanno divelto una parte della cancellata esterna (riparata non molto tempo fa, dopo analoghe vicende). Poi, si sono diretti indisturbati all’interno delle Aule rovesciando pennarelli, banchi, sedie, distruggendo armandi, imbrattando i muri, sottraendo materiale scolastico, fra cui lavori di alunni e docenti. C’è stato chi, tra i balordi, si è cimentato in una sorta di “tiro al bersaglio”, utilizzando delle grosse pietre per far saltare alcuni vetri che sono stati già ripristinati.

“Ogni weekend abbiamo paura perchè non sappiamo quale sorpresa ci aspetterà lunedì”, ha detto ai microfoni della Stampa locale il dirigente scolastico Calì.

Intanto, da rilevare l’assoluto silenzio sull’episodio da parte delle massime Istituzioni cittadine, a cominciare dal sindaco Pippo Ferrante per poi giungere all’assessore Vincenzo Calambrogio che, proprio pochi giorni fa, ha ricevuto tra le deleghe anche quella alla Istruzione. Non una parola ma soprattutto hanno lasciato che ad occuparsi di una materia squisitamente amministrativa, come la Pubblica Istruzione, fosse il Presidente del Consiglio comunale che ha compiti sicuramente diversi rispetto a chi ha ricevuto la delega amministrativa da parte del Sindaco. Non a caso una proposta, come quella della videosorveglianza per la scuola, che è una scelta della Giunta comunale, è stata discussa e ipotizzata da soggetti che hanno funzioni istituzionali oggettivamente differenti.

Ad Adrano accade – inspiegabilmente – anche questo.

LE FOTO (di G. Ricca)