Altro che fuori dalla maggioranza, Zignale e gli amici vorrebbero nuove poltrone

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“Azione civica si ritiene sciolta dal vincolo di maggioranza”. No, non è un pesce d’aprile, ma poco ci manca, viste le fragorose risate che una simile dichiarazione ha suscitato in quei cittadini che seguono ancora le diatribe di quel che resta della politica – chiamiamola così – di Adrano. Un comunicato stampa, quello di “Azione Civica”, che doveva far tremare gli equilibri della politica locale e che, invece, si è rivelato per quello che, effettivamente, è: una boutade primaverile che ha avuto il merito di concedere una salutare dose di ilarità a tanti adraniti, in un momento in cui la città vive un profondo disagio sociale.

La fortunatissima compagine che si fa chiamare “Azione Civica” è meglio nota ai più come “Gruppo degli Amici di Alessandro”, così come, di fatto, è stata ribattezzata in maniera pubblica, ufficiale e solenne nel corso del memorabile discorso di insediamento del super Presidente del Consiglio comunale, Alessandro Zignale che, in una calda sera d’estate, disse in Aula:

“Vi è mai capitato nella storia di un Comune che il minuto dopo I’elezione di un Presidente lo stesso si dimetta? Vi è mai capitato? lo ritengo di no.

Vi è mai capitato che il minuto dopo l’elezione del Presidente del Consiglio lo stesso firmi le proprie dimissioni davanti a tutti pubblicamente? Io ritengo di no. Cercatelo, se trovate qualcun altro che sia in grado di fare questo o che abbia fatto questo. Siccome assieme a me questo percorso l’hanno fatto tanti amici miei, secondo voi questa lettera non è a garanzia che questa presidenza possa realmente essere il cambio di passo di questa Amministrazione?”

Anche in quel caso le dimissioni di Zignale erano una boutade, una battuta fra amici. Niente di serio, insomma.

Indubbiamente Zignale ha ragione: pur cercando nei più disparati Comuni italiani non sarà mai possibile trovare traccia di uno show politico simile, al confine tra il trash e la banalizzazione delle Istituzioni, divenute quasi oggetto di “conquista” da parte di un gruppetto di amici. Ma, queste, possono essere bollate come considerazioni politiche faziose.

Di certo, Zignale ci concederà di affermare che, a distanza di oltre un anno da quel vibrante discorso, la sua Presidenza, fino ad oggi, non è stata, in alcun modo, “garanzia del cambio di passo di quest’Amministrazione”. E a sancirlo non è la faziosa “Symmachia”, ma la stessa compagine politica di cui Zignale fa parte e cioè “Azione Civica” che, di fatto, dichiara il fallimento sul tema più importante, quello dei rifiuti. Non solo non è riuscita ad imprimere alcuna inversione di tendenza come promesso agli adraniti, ma, per di più, non viene presa neppure in considerazione dalla stessa Amministrazione comunale.

Certo, accostare il delicato e complesso tema dei rifiuti (e il disastro ad esso correlato) con “Azione Civica” è decisamente troppo: sarebbe irrispettoso nei confronti del problema stesso dei rifiuti.

Diciamoci la verità: la spazzatura è stata tirata in ballo come foglia di fico per celare i veri problemi della (momentanea?) rottura con la Maggioranza. Il vero problema avrebbe una natura più pragmatica: sarebbe solo questione di nuove poltrone da occupare. Anche perchè, se non fosse così, Zignale non avrebbe atteso un istante in più per rassegnare le sue dimissioni dalla tanto agognata poltrona di Presidente del Consiglio comunale. Del resto, un gesto di coraggio e di coerenza politica, come le dimissioni, è ancora merce rara, per pochi. E “Symmachia” ne sa qualcosa…

LE POLTRONE DI AZIONE CIVICA

Dopo aver occupato, mani e piedi, lo scranno più alto del Consiglio comunale, “Azione Civica” rivendicava un assessorato che sarebbe dovuto arrivare in occasione del recente rimpasto di Giunta. Ma così non è stato. Poco prima, il Sindaco aveva provveduto a placare le esigenze di “Azione Civica” concedendo un posto presso l’Ipab “Sangiorgio Gualtieri”. Se, poi, all’assessorato aggiungiamo pure una vecchia richiesta di un consulente-esperto in materia di rifiuti, probabilmente con tutte le buone intenzioni, al fine di individuare una soluzione all’annoso problema, tutto si complica in modo drammatico ma non irreversibile.

A questo punto è logico pensare che sul piatto della spartizione politica delle poltrone saranno state gettate anche altre soluzioni possibili. Ad esempio, da tempo era stata “architettata” al millimetro la figura di quello che sarebbe dovuto essere il nuovo Presidente del Nucleo di Valutazione del personale dipendente del Comune. Una partita che rimane tutt’ora aperta e che fa gola a tanti. “Azione civica” compresa. Poi, a giugno, si aprirà anche la partita dei Revisori dei Conti e… chissà!

Riusciranno i nostri supereroi a spuntarla? Conoscendo i metodi sarà soltanto questione di tempo. Qualche poltrona o poltroncina potranno ottenerla. E a quel punto sarà tutto rientrato: la pace verrà firmata ancora una volta, magari con un nuovo “documento politico”, un papello di buoni propositi, mai presi in considerazione, giustificato con il solito ritornello: “per il bene della città…”